Francesca Milano lascia Chora News e passa alla vicedirezione di Open

Francesca Milano lascia Chora News e si prepara a entrare nella vicedirezione di Open, il giornale online fondato nel 2018 da Enrico Mentana. Nel nuovo ruolo, la giornalista affiancherà l’altra vicedirettrice, Sara Menafra, e prenderà il posto di Serena Danna, che si è trasferita negli Stati Uniti. Open è una testata digitale con sede a Milano, attiva nell’informazione politica, economica e culturale. Il passaggio era stato notato già il 18 dicembre, quando il profilo Instagram di Open aveva pubblicato una foto della redazione riunita per il settimo anniversario del giornale. Nell’immagine era presente anche Francesca Milano, mentre Serena Danna non compariva nella foto, pur intervenendo nei commenti. Un dettaglio che alcuni osservatori avevano interpretato come un segnale del cambiamento in arrivo. Nata nel 1980, Francesca Milano ha costruito il suo percorso formativo partendo da Perugia, dove si è laureata in Scienze della Comunicazione. Ha poi proseguito gli studi con un master in Teorie e metodi dell’investigazione criminale all’Università La Sapienza di Roma e con la scuola di giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. La carriera professionale inizia in Toscana, al Corriere di Arezzo, per poi proseguire a Milano, dove lavora per 15 anni al Sole 24 Ore, tra il quotidiano e il sito web. In questo periodo si occupa in particolare di social network e podcast, contribuendo allo sviluppo delle nuove forme di informazione digitale. Dal 2015 cura anche il Premio Subito, un’iniziativa dedicata alla riflessione sull’evoluzione del giornalismo e sui suoi cambiamenti nel tempo. Nel 2021 entra in Chora Media come Head of Chora Live, con la responsabilità dei podcast giornalistici. Nel gennaio 2023 assume il ruolo di Head of Chora News, diventando direttrice responsabile della testata.
Gruppo Corriere nomina Federico Ricci amministratore

Federico Ricci entra nel Gruppo Cepu per supportare la finanza di gruppo e, dal 1° febbraio 2026, assumerà anche l’incarico di amministratore unico del Gruppo Corriere. Federico Ricci ha 48 anni ed è un manager di origini umbre con oltre venti anni di esperienza in aziende attive in diversi settori, tra cui Information Technology, industria di marca, banche, farmaceutico e infrastrutture. In Umbria è noto per aver contribuito al rilancio delle Farmacie comunali di Perugia e per il salvataggio, risanamento e rilancio della catena di Terni. In passato ha anche ricoperto per cinque anni il ruolo di capo di gabinetto della presidenza della Regione Umbria, seguendo i dossier più delicati del governo regionale e delle aziende partecipate. Durante la presentazione, la proprietà ha ringraziato l’attuale amministratore unico del Gruppo Corriere, Marco Corridori, per il lavoro “svolto con successo fino ad oggi”, definendo la sua attività un’opera di “gestione” che “ha contribuito al risanamento e al rilancio del Gruppo Corriere in soli tre anni”. Marco Corridori continuerà comunque la propria attività all’interno del Gruppo Cepu, mantenendo la guida dell’Accademia del Volo in qualità di accountable manager e di Aergrifo srl come amministratore unico. Le testate giornalistiche del Gruppo Corriere, dirette dal 1° gennaio 2023 da Sergio Casagrande, comprendono i quotidiani Corriere dell’Umbria, Corriere di Arezzo, Corriere di Siena e Corriere di Maremma, insieme ai siti internet di informazione, a Radio Corriere dell’Umbria, a supplementi mensili e a diverse collane di e-book. Fanno inoltre capo al Gruppo Corriere l’agenzia di raccolta pubblicitaria omonima e Corriere Formazione – Corriere Academy, che offre anche un master di giornalismo locale. Nel suo percorso professionale più recente, Federico Ricci ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato di Antognolla spa, società il cui percorso si è concluso con la valorizzazione dell’asset, oggi di proprietà del gruppo immobiliare emiratino EMAAR, fondato da Mohamed Alabbar.
Fondo pensione dei giornalisti, Moschetti eletto presidente

Il Consiglio di amministrazione del Fondo pensione complementare dei giornalisti italiani ha eletto Sergio Moschetti come nuovo presidente. La decisione è arrivata durante la riunione dell’organo di governo del Fondo, che gestisce la previdenza complementare dei giornalisti italiani. Moschetti rappresenta la parte imprenditoriale ed è indicato dalla FIEG. Nella stessa seduta è stato eletto vicepresidente Edmondo Rho, risultato il consigliere più votato alle elezioni tra i giornalisti. L’elezione rispetta il principio dell’alternanza alla presidenza tra editori e giornalisti previsto dallo statuto del Fondo. Prima del voto, il Consiglio ha ringraziato la presidente uscente Alessia Marani per il lavoro svolto nel corso del mandato. Subito dopo la nomina del nuovo presidente e del vicepresidente, si è riunito anche il Collegio sindacale, che ha eletto Andrea Sbardellati come proprio presidente. Il nuovo Consiglio di amministrazione del Fondo è composto da Guido Besana, Roberto Covallero, Simona Fossati, Sergio Moschetti, Fabio Pennini, Mario Tagliafierro, Edmondo Rho, Giampaolo Davide Rossetti, Andrea Rustichelli, Vincenzo Varagona, Giuseppe Zavatta, Massimo Zennaro; mentre il Collegio sindacale è composto da Goffredo Hinna Danesi, Giada Monetti, Renato Pedullà, Andrea Sbardellati. La riunione ha definito così i nuovi assetti di vertice dell’ente che cura la tutela pensionistica dei giornalisti iscritti. (In foto, da sinistra: Edmondo Rho e Sergio Moschetti)
Angelucci ridefinisce le direzioni: Cerno al Giornale, Capezzone al Tempo

Il 1° dicembre, nel gruppo editoriale che fa capo all’imprenditore Antonio Angelucci, cambia chi dirige due dei suoi quotidiani più importanti: Tommaso Cerno diventerà direttore del Giornale al posto di Alessandro Sallusti, mentre la guida del Tempo, finora affidata allo stesso Cerno, potrebbe passare a Daniele Capezzone, oggi direttore editoriale di Libero. Il gruppo conferma invece la direzione di Mario Sechi a Libero, che quindi non subirà modifiche. La scelta di affidare Il Giornale a Cerno arriva dopo mesi in cui si parlava di un possibile riassetto interno. Cerno, udinese e cinquantenne, è considerato la figura più spostata sulla scacchiera editoriale del gruppo. La sua carriera è iniziata al Messaggero Veneto, poi è passato a L’Espresso, che ha diretto nel 2016. In seguito è diventato condirettore di Repubblica e, successivamente, parlamentare del Partito Democratico. Negli ultimi anni si è gradualmente spostato verso quotidiani dell’area centrodestra, fino ad approdare al Tempo. Secondo quanto filtrato, Sallusti avrebbe rifiutato il ruolo di direttore editoriale del Giornale, oggi nelle mani di Vittorio Feltri, e per lui potrebbe aprirsi una presenza più stabile negli studi televisivi di Mediaset come analista-commentatore. Le discussioni interne sulla sua uscita dal gruppo avevano generato reazioni, tra cui quelle attribuite proprio a Feltri, e per questo gli editori avevano inizialmente frenato. Ora però il passaggio a Cerno diventa operativo. Durante il suo anno e otto mesi alla guida del Tempo, Cerno è stato descritto come un direttore molto energico, capace di introdurre nuovi ritmi e idee che hanno riportato attenzione su una testata considerata in difficoltà. Il suo metodo di lavoro è definito “solista”: costruisce il giornale seguendo intuizioni personali, senza sempre condividerle in anticipo con la redazione, che comunque riconosce il suo impegno. In un recente incontro pubblico, Cerno ha spiegato come secondo lui sia cambiato il lavoro dei giornalisti: “prima il giornale andava in cerca della notizia, ora la notizia arriva anche al giornale via social network e il valore aggiunto del giornalista non è più nel riportarla così com’è, ma solo nell’approfondimento e nella testimonianza personale”. Ha aggiunto che il compito dei quotidiani è “selezionare le notizie e scegliere quelle che vanno approfondite”, perché devono raccontare qualcosa che non si trova già nei flussi online. Per lui, i giornalisti devono “tornare a essere testimoni diretti”.
Arianna Ravelli prima vicedirettrice della Gazzetta, con delega al Digitale

Da oggi, 1° novembre 2025, per la prima volta nella sua storia lunga 130 anni, La Gazzetta dello Sport avrà una vicedirettrice donna: Arianna Ravelli. L’annuncio è stato comunicato dalla redazione del quotidiano sportivo di Urbano Cairo, confermando un passaggio importante nella struttura di direzione del giornale fondato nel 1896. Ravelli affiancherà i vicedirettori Gianni Valenti – vicario del direttore – e Stefano Agresti, sotto la guida del direttore Stefano Barigelli, che è alla guida della Gazzetta dello Sport dal giugno 2020. All’interno della nuova organizzazione, Ravelli riceve la delega al Digitale, un’area sempre più centrale per lo sviluppo del quotidiano e per il futuro dell’informazione sportiva italiana. Nata professionalmente nel gruppo RCS, Arianna Ravelli ha alle spalle una lunga esperienza giornalistica. Laureata in Filosofia all’Università di Pavia, è entrata al Corriere della Sera nel 2000, iniziando nella cronaca lombarda. Dal 2005 è passata alle pagine sportive, dove ha seguito alcuni dei più importanti eventi internazionali, tra cui cinque edizioni dei Giochi Olimpici. Tra il 2023 e il 2025 ha fatto parte del Comitato di redazione del Corriere, mentre nell’aprile 2025 ha assunto il ruolo di caporedattrice alla Gazzetta, pochi mesi prima della nuova nomina.
The Observer nomina Mike Duffy primo direttore commerciale

The Observer ha nominato il suo primo direttore commerciale sei mesi dopo la vendita dal Guardian a Tortoise Media. La scelta è caduta su Mike Duffy, manager con una lunga esperienza internazionale, che arriva dalla rivista Time, dove era vicepresidente e responsabile delle attività per Europa, Medio Oriente e Africa. Duffy avrà il compito di guidare la nuova strategia pubblicitaria e le partnership commerciali del giornale, rafforzando i rapporti con agenzie e marchi. L’operazione segna un passo importante perché l’Observer, che dal mese di aprile era in una fase di transizione, si prepara a diventare completamente indipendente dal team pubblicitario del Guardian. L’accordo di co-vendita della pubblicità tra i due giornali, attivo dalla cessione ad aprile, terminerà infatti il 10 ottobre. Duffy ha già ricoperto ruoli di primo piano in altre realtà editoriali: è stato direttore vendite per l’area EMEA di Forbes e direttore clienti globale al Financial Times. Presentando i suoi obiettivi, ha dichiarato: “Si tratta di un’opportunità unica per ricostruire The Observer come partner significativo per i marchi che desiderano pubblicizzare, riunirsi e raccontare la propria storia. La mia ambizione, insieme al team commerciale, è quella di costruire un’azienda grande quanto il marchio, che onori la straordinaria tradizione di The Observer e che al contempo dia forma a un nuovo, audace futuro”. Il nuovo direttore commerciale riporterà ai due co-amministratori delegati dell’Observer, Emma Sullivan e Richard Furness. A rafforzare il settore pubblicitario entrerà anche Nick Territt, ex direttore dei giornali del Times e del Sunday Times, chiamato a ricoprire il ruolo di direttore della pubblicità. In parallelo, l’Observer ha annunciato la nascita di uno studio creativo interno, chiamato Studio 1791, che lavorerà con i brand per sviluppare contenuti capaci di proporre “narrazioni potenti e affidabili che creino un legame profondo con il pubblico”.
L’Edicola, per la nuova direttrice sarà come una Sagrada Familia: in crescita e vicina alla comunità

L’Edicola cambia guida l’11 agosto 2025: la nuova direttrice responsabile è Lorena Saracino, che subentra a Ciriaco M. Viggiano dopo 15 mesi alla direzione. L’annuncio è stato dato ai lettori in apertura di giornata. La nomina arriva in un momento di rinnovamento per il quotidiano, con l’obiettivo di unire continuità e nuove sfide editoriali. Lorena Saracino ha raccontato di aver accettato l’incarico dopo aver pensato di concludere la propria carriera giornalistica, spinta dalla passione per il mestiere e dalla fiducia accordata dall’editore. Ha ringraziato chi l’ha preceduta, citando il lavoro di Ciriaco M. Viggiano, che ha guidato il giornale in un periodo di crescita e apertura nazionale. Viggiano, nel suo saluto, ha ricordato la citazione di Francesco Grisi con cui aveva aperto il suo primo editoriale: “Se non possiamo essere giocondi mietitori, dobbiamo essere almeno arditi seminatori”, sottolineando che in questo tempo “tanto è stato seminato” e che il giornale ha difeso valori come etica del lavoro, responsabilità, legalità, garantismo e riformismo. Viggiano ha evidenziato che la diffusione è aumentata e il quotidiano ha sostenuto il dibattito pubblico per proiettare il territorio verso il futuro, tutelare i diritti, rafforzare la credibilità delle istituzioni e proteggere le comunità da approfittatori, trasformisti e criminali. Ha espresso fiducia nella nuova direttrice, definendola “autorevole ed esperta”, e ha ringraziato la redazione, gli editori Sebastiano e Vito Ladisa, la collega Annamaria Ferretti e i lettori, citando Ezra Pound: “Rendi forti i vecchi sogni perché questo nostro mondo non perda coraggio”. Saracino ha anticipato che il nuovo corso sarà un “lavoro in progress” con nuove firme, grafica rinnovata, nuovi editorialisti e un’attenzione particolare alla politica, alla città e alla regione, con richieste di trasparenza e rispetto degli impegni presi verso i cittadini. Il giornale intende dare spazio alle istanze dei giovani, affrontare i temi della cultura con il contributo di esperti e raccontare luci e ombre dell’economia locale. È prevista anche una nuova pagina dedicata alle lettere dei lettori, per raccogliere idee e segnalazioni. La direttrice ha descritto la futura Edicola come una “Sagrada Familia”, un’opera in continua costruzione, e ha sottolineato la volontà di mantenere il contatto diretto con la comunità. Ha infine ribadito che il giornale sarà “gli occhi dei lettori sulla città e sulla regione”, confermando l’impegno a non distogliere lo sguardo dai fatti. (In foto, Lorena Saracino)
Fabio Vitale nuovo direttore di Sky TG24, al posto di Giuseppe De Bellis che guida i contenuti

A partire dal 15 settembre 2025, Fabio Vitale sarà il nuovo direttore di Sky TG24. La nomina arriva in un momento di importanti cambiamenti organizzativi per Sky Italia, pochi giorni dopo l’annuncio della nuova Direzione Sport, News and Entertainment, affidata a Giuseppe De Bellis, che assumerà il ruolo di Executive Vice President con responsabilità su tutta l’offerta di contenuti pay e free della piattaforma. De Bellis, già direttore di Sky TG24, guiderà la nuova entità strategica che unisce sotto un’unica regia news, sport, produzioni originali, cinema, serie e documentari. Il riassetto arriva anche a seguito dell’uscita da Sky di Marzio Perrelli, EVP dello sport, e Antonella d’Errico, EVP dei contenuti. Dal mese di luglio, secondo quanto comunicato dalla società, le attività di Sky Sport, Sky TG24 e tutti i contenuti – comprese le produzioni originali di intrattenimento, il cinema, le serie TV, i documentari e i canali in chiaro – saranno coordinate da questa nuova struttura, che punta a una “logica di collaborazione e contaminazione tra contenuti, talenti e piattaforme”. Fabio Vitale, 39 anni, nato a Catania, è attualmente capo dell’Ufficio Centrale della testata. Giornalista con oltre vent’anni di esperienza, ha iniziato giovanissimo collaborando con testate sportive locali per poi passare al Giornale di Sicilia, dove si è occupato di cronaca nera e giudiziaria. Nel 2007 entra in Sky TG24 come inviato dalla Sicilia, distinguendosi per la sua versatilità e competenza. Nel 2010 diventa uno dei volti delle edizioni mattutine del telegiornale e, negli anni, assume diversi incarichi redazionali, tra cui la coordinazione delle edizioni giornalistiche. È noto al pubblico soprattutto per la conduzione dei “Confronti” tra i leader politici, un format simbolo di Sky TG24. Nel corso della sua carriera ha firmato programmi come “Tribù” e, più recentemente, il talk “Materia Grigia”, trasmesso nell’autunno 2024, dedicato a un confronto approfondito su temi complessi con approccio rigoroso, fact-checking, tempi contingentati e repliche bilanciate. Durante la pandemia da Covid-19, Vitale si è distinto conducendo da remoto l’edizione del telegiornale, assicurando continuità informativa in uno dei momenti più delicati per il Paese.
Cristiano Meoni lascia Il Tirreno per “differenze di visione” con l’azienda: è il quarto direttore in quattro anni

Cristiano Meoni si è dimesso martedì sera dalla direzione del quotidiano Il Tirreno di Livorno, lasciando l’incarico dopo meno di un anno. Si tratta del quarto cambio di direzione in quattro anni per lo storico giornale toscano. Le dimissioni sono maturate per differenze di visione con l’azienda in merito alla prossima riorganizzazione dell’attività editoriale, attualmente oggetto di una trattativa interna. Il piano di ristrutturazione in discussione, ancora in fase preliminare, prevede un aumento della cassa integrazione per i giornalisti dal 18% al 25% e la chiusura della redazione di Viareggio. Il confronto tra azienda e redazione è descritto come “delicato” da fonti sindacali. La comunicazione ufficiale delle dimissioni è già stata trasmessa al Comitato di redazione (Cdr). In attesa di una nuova nomina, la direzione de Il Tirreno è stata affidata a Cristiano Marcacci, che aveva già ricoperto lo stesso ruolo prima di Meoni e che fino a ieri ne era il vice. Fonti interne parlano di un possibile rimpasto più ampio all’interno del Gruppo Sae, editore del quotidiano, che potrebbe coinvolgere anche altre testate del gruppo, tra cui La Nuova Sardegna e la Provincia Pavese, di recente entrata nel perimetro societario.
Cambi in vista tra i quotidiani degli Angelucci: ecco le novità

A Bologna, durante l’Assemblea di Confindustria del 27 maggio, alla quale ha preso parte anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si è diffusa tra i giornalisti la notizia di una riorganizzazione interna nelle testate editoriali del gruppo Angelucci, in fase avanzata di definizione. Secondo quanto emerso da fonti qualificate, l’attuale direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, dovrebbe passare al ruolo di direttore editoriale, mentre la direzione del quotidiano sarebbe affidata a Tommaso Cerno, attualmente alla guida de Il Tempo. Contestualmente, alla direzione de Il Tempo dovrebbe arrivare Daniele Capezzone, che lascerebbe così la direzione editoriale di Libero. Tale posizione verrebbe quindi assunta da Vittorio Feltri, già in passato alla guida del quotidiano e attualmente direttore editoriale de Il Giornale, che a sua volta la lascerebbe libera per Sallusti. Fuori da questo riassetto organizzativo rimarrebbero per ora Mario Sechi, confermato alla direzione di Libero, e Osvaldo De Paolini, alla guida del settimanale Moneta, testata a contenuto economico-finanziario lanciata di recente e distribuita in allegato ai quotidiani del gruppo, ma anche in edizione autonoma. Parallelamente al giro di nomine, il gruppo editoriale Angelucci prevede anche un’ampia riorganizzazione tecnica della struttura gestionale delle proprie testate, con interventi volti a ridefinire ruoli, processi produttivi e dinamiche interne. [Nella foto, da sinistra in alto: Alessandro sallusti (foto Ansa), Mario Sechi (foto Ansa), Tommaso Cerno (foto Ansa); sotto, da sinistra: Vittorio Feltri (foto Ansa), Daniele Capezzone (foto Ansa) e Osvaldo De Paolini]