Dimissioni a THR Roma: l’appello degli artisti

Arte

Gli artisti italiani hanno lanciato un appello per salvare The Hollywood Reporter Roma, sottolineando la gravità della situazione che ha portato alle dimissioni del direttore Boris Sollazzo, del vice direttore Pino Gagliardi e di tutta la redazione. Tra i firmatari del documento a sostegno della testata figurano nomi illustri come Carolina Crescentini, Raoul Bova, Caterina Guzzanti, Manuel Agnelli, Stefano Fresi, Sergio Castellitto e Gabriele Salvatores. “Assistiamo con sgomento alle dimissioni del direttore Boris Sollazzo, del vice direttore Pino Gagliardi e di tutta la redazione di The Hollywood Reporter Roma”, si legge nel documento diffuso lunedì 8 luglio 2024. La crisi che ha colpito la testata è di natura esclusivamente economica. Negli ultimi mesi, e in particolare nel 2024, la testata ha portato una ventata di aria nuova nel settore dell’informazione culturale, permettendo a chi opera nell’arte – cinema, TV, musica, teatro e moda – di presentarsi al pubblico in modo serio e accurato. Anche l’industria culturale ha beneficiato di un racconto dettagliato e inedito attraverso inchieste, interviste e anteprime. “In quanto addetti ai lavori – prosegue l’appello – chiediamo che vi sia uno sforzo collettivo per salvare una testata che ci permette di essere rilevanti all’estero e in particolare negli Stati Uniti, con articoli che sanno restituire un’immagine dell’arte italiana sfaccettata, rinnovata e veritiera. Ci auguriamo che l’imprenditoria migliore, ma anche la cosa pubblica intervengano per salvare una realtà importante, aiutandola a rimettersi in piedi”. I firmatari concludono mettendosi “a disposizione per qualsiasi iniziativa a sostegno della redazione di The Hollywood Reporter Roma e ribadiscono la loro piena solidarietà ai lavoratori della testata”.

The Hollywood Reporter Roma: scoppia lo sciopero a oltranza

I giornalisti di The Hollywood Reporter Roma hanno annunciato un nuovo sciopero a oltranza a partire da lunedì 24 giugno alle ore 9. La protesta segue cinque giorni di astensione dal lavoro, durante i quali non hanno ricevuto lo stipendio loro dovuto né gli arretrati attesi da mesi. La situazione alla testata si è aggravata nel corso degli ultimi mesi. Già a fine marzo, i giornalisti avevano lanciato l’allarme riguardo la “tenuta e le prospettive del giornale a fronte di criticità che ogni giorno aumentano”, organizzando uno sciopero per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi. All’epoca, l’editore Gian Marco Sandri aveva attribuito la colpa a un “problema di liquidità”, spiegando che il modello di sostenibilità stava entrando a “regime più lentamente di quanto previsto” e lamentando “ritardi di pagamento di alcuni dei nostri clienti”. Nonostante queste giustificazioni, la situazione non è migliorata. I giornalisti, in una nota ufficiale, hanno dichiarato che “l’azienda non ha ottemperato ai propri doveri e tuttora non ha mostrato alcuna prospettiva realistica e sostenibile per il giornale, né ha comunicato impegni concreti”. Questo ha spinto i redattori a proclamare uno sciopero a oltranza, che terminerà solo con “atti concreti da parte dell’azienda”. La situazione critica della testata è peggiorata a seguito del cambio di direzione avvenuto a febbraio, con Boris Sollazzo che ha preso il posto di Concita De Gregorio. Da allora, le tensioni interne sono aumentate, culminando nella decisione dei giornalisti di intraprendere azioni drastiche per difendere i propri diritti. “I giornalisti di THR Roma difenderanno in ogni sede i propri diritti”, hanno affermato con determinazione, sottolineando che l’interruzione dello sciopero sarà possibile solo se l’azienda prenderà misure concrete per risolvere la situazione.

THR Roma in lotta per i diritti: sciopero di cinque giorni

La redazione di The Hollywood Reporter Roma sta attraversando un periodo di profonda crisi a causa del mancato pagamento degli stipendi. Da mesi, i giornalisti lavorano senza retribuzione, mantenendo comunque un alto standard qualitativo nonostante le difficoltà crescenti. I giornalisti di THR Roma hanno deciso di difendere i propri diritti con determinazione. A partire da mercoledì 19 giugno alle ore 9, hanno proclamato un nuovo sciopero di cinque giorni, con la possibilità di estenderlo di altri cinque giorni. La protesta continuerà fino a quando l’azienda non fornirà risposte concrete e tangibili. Le parole ormai non sono più sufficienti per placare il malcontento della redazione. Boris Sollazzo, direttore di THR Roma, ha espresso la sua piena solidarietà verso la redazione, riconoscendo il valore del loro lavoro e la dedizione mostrata in un contesto così difficile. “Ringrazio la redazione per l’alta qualità del lavoro e l’abnegazione dimostrata nonostante la difficilissima contingenza,” ha dichiarato Sollazzo, sottolineando la consapevolezza della precarietà che colpisce anche la sua posizione e quella del vicedirettore Pino Gagliardi. L’editore, Gian Marco Sandri, ha risposto comprendendo la sofferta scelta della redazione. “Pur comprendendone le ragioni, l’auspicio della Società Brainstore Media S.r.l. è quello che si possa, nel più breve tempo, tornare a lavorare insieme ai progetti e alle iniziative comunicati al Fiduciario e all’organo sindacale,” ha dichiarato Sandri, invitando la redazione a un confronto costruttivo sugli scenari futuri. L’azienda ha promesso che, grazie ai piani di spending review avviati, prevede il ripristino dell’equilibrio finanziario entro il terzo trimestre del 2024, a meno di un anno dal lancio commerciale. Brainstore Media S.r.l. sottolinea l’importanza di un lavoro congiunto e della collaborazione delle migliori risorse della redazione, confidando anche nella comprensione e nel sostegno dei lettori per superare questa fase delicata.

Crisi al The Hollywood Reporter Roma: giornalisti in sciopero

The Hollywood Reporter Roma

I giornalisti di The Hollywood Reporter Roma hanno dichiarato cinque giorni di sciopero per sollevare l’allarme riguardo alla situazione economica del giornale, dopo ripetuti ritardi nei pagamenti degli stipendi. La decisione è stata presa dopo un documento approvato dall’assemblea della redazione, evidenziando un grave ritardo nei pagamenti degli stipendi e delle collaborazioni, nonostante le promesse dell’editore per una risoluzione tempestiva. Gian Marco Sandri, editore del giornale, ha ammesso i problemi di liquidità, sottolineando gli investimenti personali e il modello di sostenibilità diverso dallo standard italiano. Ha assicurato che si sta lavorando per risolvere la situazione nelle prossime settimane. Nonostante gli sforzi, i giornalisti hanno deciso di protestare per ottenere chiarezza sul futuro del giornale e il pagamento dei salari arretrati, evidenziando la loro dedizione e resilienza nel portare avanti il giornale nonostante le difficoltà.