Leonardo Maria Del Vecchio e Gabriele Benedetto hanno scelto il Forum TEHA di Cernobbio per presentare ufficialmente il progetto industriale di QN Media, la società controllata all’80% da LMDV Media e partecipata al 20% da Monrif. Davanti alla business community italiana, i due manager hanno illustrato il Position Paper “Valore Sistema Editoria: una nuova agenda industriale per il sistema italiano dell’informazione a sostegno di competitività, coesione e qualità democratica del Paese”, realizzato da TEHA Group insieme a QN Media con il contributo scientifico di Alec Ross, docente della Bologna Business School.
Il documento non rappresenta un punto d’arrivo ma l’inizio di un percorso che coinvolgerà nei prossimi mesi editori, giornalisti, istituzioni, piattaforme tecnologiche, imprese e università. Il traguardo è fissato per il 3 dicembre, quando un nuovo Forum presenterà il Rapporto Finale con le proposte per una nuova agenda industriale dell’editoria italiana, con l’obiettivo dichiarato di trasformare l’iniziativa in un appuntamento annuale.
Al centro della proposta c’è un cambio di prospettiva: considerare l’editoria non come un settore in difficoltà da proteggere, ma come un’infrastruttura strategica del Paese. I numeri raccolti da TEHA spiegano perché. Tra il 2005 e il 2025 le copie cartacee medie giornaliere sono calate del 79,7%. Tra il 2021 e il 2025 i ricavi editoriali sono scesi del 18,3%, mentre nello stesso periodo l’intero mercato dei media è cresciuto del 3,5%. Secondo lo studio, il valore dell’informazione non sarebbe scomparso, ma si sarebbe spostato verso altri soggetti della filiera digitale.
Per la prima volta l’editoria quotidiana italiana è stata misurata come filiera industriale unica, comprendendo editoria, stampa, distribuzione e vendita: un sistema da 2,2 miliardi di euro di ricavi, 805 milioni di valore aggiunto, circa 8.600 occupati e 664 imprese equivalenti pro-quota, con editoria e stampa che generano insieme il 94,9% del valore aggiunto.
A spiegare le motivazioni dell’investimento è lo stesso Del Vecchio, presidente di LMDV Capital: “Ho scelto di investire nei media perché credo che l’informazione di qualità sia un’infrastruttura strategica per il futuro del Paese”. Per l’imprenditore, il digitale e l’intelligenza artificiale non sono soltanto una minaccia, ma un’occasione per “un nuovo modello editoriale, investendo nelle persone, nella tecnologia e nel rapporto con i lettori”. Del Vecchio collega questa visione direttamente a QN Media, che punta a entrare in “una nuova fase di crescita e innovazione”, ribadendo: “Non si tratta di rimanere arroccati al passato, ma di costruire il futuro dell’informazione”.
Sul fronte operativo interviene l’amministratore delegato di QN Media, Gabriele Benedetto: “Negli ultimi anni gli editori sono rimasti in difesa, concentrati solo nel contenere il calo delle copie e l’aumento dei costi. Oggi dobbiamo cambiare passo, andare all’attacco e costruire un nuovo modello di business”. Nella visione di Benedetto il giornalista resta centrale nelle sue funzioni di verifica, analisi e presenza sul territorio, ma attorno al giornalismo dovrà crescere una struttura tecnologica più solida, capace di usare dati e intelligenza artificiale per conoscere i lettori e distribuire meglio i contenuti. Il vero banco di prova, per il manager, riguarda però la disintermediazione dalle grandi piattaforme straniere: “La vera sfida è non lasciare che siano gli algoritmi delle grandi piattaforme estere a decidere cosa è rilevante, sostituendosi a noi nel rapporto con il pubblico”.
Lo studio evidenzia anche un paradosso legato alla diffusione dell’intelligenza artificiale: mentre produrre contenuti costa sempre meno, cresce il valore di chi è in grado di verificarli. I siti di informazione generati con AI e con scarsa o nulla supervisione umana sarebbero passati da 49 nel 2023 a 3.749 nel 2026, mentre il 64% dei media leader considera prioritaria l’automazione dei processi interni. Per Alec Ross, l’intelligenza artificiale porta “verso lo zero il costo di produzione delle fake news”, rendendo ancora più necessarie istituzioni editoriali capaci di garantire fonti, responsabilità e contesto.
Il Position Paper indica tre direttrici: rafforzare qualità, verifica, pluralismo e fiducia; usare digitale, dati e intelligenza artificiale per aumentare produttività e relazione diretta con il pubblico; ricostruire i modelli di produzione, distribuzione e monetizzazione che permettano agli editori di trattenere una quota maggiore del valore generato. Il prossimo appuntamento, fissato per il 3 dicembre, sarà l’occasione per verificare quante delle proposte presentate a Cernobbio si tradurranno in un progetto industriale concreto.
(In foto, Leonardo Maria Del Vecchio)