Il Giorno compie 70 anni: eventi, libro e mostra a Milano dal 21 al 23 aprile

Il Giorno ha settant'anni

Quelli che... Il GiornoIl 21 aprile 2026 il quotidiano Il Giorno compie 70 anni e celebra l’anniversario a Milano aprendo la sede di corso Buenos Aires 54 a tre giornate di incontri, mostre e conversazioni. Dal 21 al 23 aprile, a partire dalle 18, il giornale ospita eventi aperti al pubblico che uniscono il racconto della propria storia ai temi del design, della cultura e dell’innovazione, in coincidenza con la Design Week e il Fuorisalone.

L’apertura è affidata alla presentazione del libro “Quelli che… Il Giorno”, edito da All Around, scritto da Mario Consani e Stefano Passarelli. Il volume ricostruisce la storia della testata attraverso documenti, episodi e testimonianze, raccontando la redazione come luogo di incontro tra giornalismo e letteratura e richiamando l’attenzione sulla necessità di preservare e digitalizzare l’archivio storico.

Per l’occasione viene allestita anche una mostra con immagini d’archivio e prime pagine che ripercorrono i principali eventi italiani e internazionali, tra cronaca, sport, cinema e design, offrendo una sintesi visiva del lavoro svolto dal quotidiano nel corso dei decenni.

Il programma si intreccia con il Fuorisalone, con incontri dedicati alle identità visive e al ruolo del design nella società contemporanea. Tra gli ospiti l’illustratore Bruno Bozzetto. Previsti anche interventi sul design sociale con Francesco Zurlo e Bertram Niessen, oltre a un focus sul Fuorisalone multiculturale di Chinatown. Il 23 aprile è dedicato al Salone del Mobile, con contributi di Annalisa Rosso e Luca Palermo.

Fondato il 21 aprile 1956, Il Giorno nasce per iniziativa di Enrico Mattei, con l’obiettivo di creare un quotidiano capace di proporre una linea informativa alternativa nel panorama italiano. Al progetto partecipa l’editore Cino Del Duca e il 27 settembre 1955 viene costituita a Milano la Società Editrice Lombarda, con Mattei al 51% e Del Duca al 49%. Alla presidenza viene nominato Oreste Cacciabue. Il giornale si presenta come indipendente, pur inserendosi in un contesto legato alla presenza pubblica nell’editoria.

Diretto inizialmente da Gaetano Baldacci, il quotidiano nasce con l’obiettivo di rappresentare un’alternativa al Corriere della Sera. La redazione viene organizzata da Paolo Murialdi e Angelo Rozzoni, con un modello ispirato al Daily Express. Fin dal primo numero introduce innovazioni grafiche e editoriali: impaginazione a otto colonne, titoli evidenti, uso esteso delle fotografie e una prima pagina costruita come una vetrina. Compare la testatina “Situazione” al posto del tradizionale editoriale, mentre le notizie vengono raccolte sotto “Fatti della Vita”. Vengono introdotte pagine dedicate a Spettacoli ed Economia e finanza, oltre a inserti a colori e contenuti come fumetti e giochi.

Il primo numero del 1956 apre con il titolo “La distensione a Londra”, dedicato ai discorsi di Nikita Chruščëv, e ospita firme come Giacomo Debenedetti, Roberto Longhi e Goffredo Parise. Fin dagli inizi il giornale si caratterizza anche per la presenza di importanti collaboratori: tra questi Carlo Emilio Gadda, Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Umberto Eco e Leonardo Sciascia. Nello sport si afferma la redazione guidata da Gianni Brera, mentre Adele Cambria cura rubriche di costume.

Negli anni Sessanta, sotto la direzione di Italo Pietra, il quotidiano consolida il proprio ruolo nel panorama nazionale, con collaborazioni di autori e giornalisti come Alberto Arbasino, Luciano Bianciardi e Giorgio Bocca, autore nel 1962 di un reportage sul boom economico destinato a diventare uno dei più citati del giornalismo italiano. In questa fase la testata si configura come uno spazio di incontro tra informazione e cultura.

Negli anni Settanta emergono difficoltà economiche e tensioni interne. Alla direzione arriva Gaetano Afeltra, che afferma: “non muterà l’impegno democratico, civile e, quindi, antifascista. La notizia è sacra, il commento è libero”. In questo periodo si verificano scioperi della redazione e l’uscita di diverse firme. Nel 1976 Giorgio Bocca lascia il quotidiano per partecipare alla nascita di la Repubblica, seguito da altri collaboratori.

Nel 1980 la direzione passa a Guglielmo Zucconi, che riporta il giornale verso uno stile più vicino alle origini, reintroducendo il colore e ampliando l’attenzione ai linguaggi della televisione e dello spettacolo. Negli anni successivi la testata attraversa nuove trasformazioni e una fase di calo delle vendite, anche in relazione alla crescita di altri quotidiani nazionali.

Nel 1997 Poligrafici Editoriale acquisisce il quotidiano, che entra nella rete di QN Quotidiano Nazionale insieme a La Nazione e il Resto del Carlino. Dal 2016 la redazione ha sede in corso Buenos Aires. Oggi il giornale mantiene una forte presenza territoriale con numerose edizioni locali in Lombardia e una versione digitale aggiornata in tempo reale.