Corriere: Stefanelli e Sarzanini condirettrici, Postiglione dirige 7. In vigore da maggio 2026

Stefanelli e Sarzanini

Le giornaliste Barbara Stefanelli e Fiorenza Sarzanini sono state nominate nuove condirettrici del Corriere della Sera, mentre Venanzio Postiglione guiderà il settimanale 7. Le nuove nomine Corriere della Sera entreranno in vigore dalla metà di maggio 2026 e segnano un cambiamento importante nell’organizzazione del quotidiano. Barbara Stefanelli lavorerà dalla sede di Milano, mentre Fiorenza Sarzanini opererà da Roma, condividendo il ruolo di guida editoriale del giornale. Allo stesso tempo, Venanzio Postiglione assumerà la direzione del settimanale 7, mantenendo anche il ruolo di editorialista del quotidiano e occupandosi delle attività legate alle celebrazioni per i 150 anni del giornale. Secondo quanto riportato, questo passaggio rappresenta l’inizio di una nuova fase per il giornale, con possibili ulteriori cambiamenti che riguarderanno il gruppo dirigente, l’organizzazione interna e i progetti editoriali. L’obiettivo indicato è il rafforzamento della struttura e lo sviluppo del quotidiano in un contesto editoriale in evoluzione. Il direttore Luciano Fontana ha spiegato il senso di queste scelte dichiarando: “Le nomine di Barbara Stefanelli e di Fiorenza Sarzanini a condirettrici di Corriere della Sera confermano e valorizzano le grandi capacità già dimostrate dalle due colleghe nei rispettivi ruoli. Questo rafforzamento della direzione del giornale consentirà di aprire e governare al meglio un’ulteriore e rilevante fase di innovazione del quotidiano”. Sempre Fontana ha aggiunto: “Allo stesso modo la promozione di Venanzio Postiglione alla direzione di 7 consentirà al settimanale già leader in Italia tra i news magazine di proseguire con una nuova stagione di sviluppo e di successi, che gli permetteranno anche di consolidare i risultati già molto positivi ottenuti”. Anche il presidente e amministratore delegato di RCS MediaGroup, Urbano Cairo, ha commentato il cambiamento sottolineando il contesto competitivo del settore editoriale: “Il Corriere della Sera, in un contesto di mercato sempre più sfidante e articolato, con queste nomine pone le basi per dare il via a un nuovo e importante processo di sviluppo che coinvolgerà tutto il quotidiano e i suoi giornalisti. Una nuova fase, come quella iniziata già a partire dal 2016 con corriere.it che è stato capace di raggiungere una customer base di oltre 780.000 abbonamenti digitali. A Barbara Stefanelli, Fiorenza Sarzanini e Venanzio Postiglione i miei migliori auguri di buon lavoro”. (In foto, Stefanelli e Sarzanini)

Il Giorno compie 70 anni: eventi, libro e mostra a Milano dal 21 al 23 aprile

Il Giorno ha settant'anni

Il 21 aprile 2026 il quotidiano Il Giorno compie 70 anni e celebra l’anniversario a Milano aprendo la sede di corso Buenos Aires 54 a tre giornate di incontri, mostre e conversazioni. Dal 21 al 23 aprile, a partire dalle 18, il giornale ospita eventi aperti al pubblico che uniscono il racconto della propria storia ai temi del design, della cultura e dell’innovazione, in coincidenza con la Design Week e il Fuorisalone. L’apertura è affidata alla presentazione del libro “Quelli che… Il Giorno”, edito da All Around, scritto da Mario Consani e Stefano Passarelli. Il volume ricostruisce la storia della testata attraverso documenti, episodi e testimonianze, raccontando la redazione come luogo di incontro tra giornalismo e letteratura e richiamando l’attenzione sulla necessità di preservare e digitalizzare l’archivio storico. Per l’occasione viene allestita anche una mostra con immagini d’archivio e prime pagine che ripercorrono i principali eventi italiani e internazionali, tra cronaca, sport, cinema e design, offrendo una sintesi visiva del lavoro svolto dal quotidiano nel corso dei decenni. Il programma si intreccia con il Fuorisalone, con incontri dedicati alle identità visive e al ruolo del design nella società contemporanea. Tra gli ospiti l’illustratore Bruno Bozzetto. Previsti anche interventi sul design sociale con Francesco Zurlo e Bertram Niessen, oltre a un focus sul Fuorisalone multiculturale di Chinatown. Il 23 aprile è dedicato al Salone del Mobile, con contributi di Annalisa Rosso e Luca Palermo. Fondato il 21 aprile 1956, Il Giorno nasce per iniziativa di Enrico Mattei, con l’obiettivo di creare un quotidiano capace di proporre una linea informativa alternativa nel panorama italiano. Al progetto partecipa l’editore Cino Del Duca e il 27 settembre 1955 viene costituita a Milano la Società Editrice Lombarda, con Mattei al 51% e Del Duca al 49%. Alla presidenza viene nominato Oreste Cacciabue. Il giornale si presenta come indipendente, pur inserendosi in un contesto legato alla presenza pubblica nell’editoria. Diretto inizialmente da Gaetano Baldacci, il quotidiano nasce con l’obiettivo di rappresentare un’alternativa al Corriere della Sera. La redazione viene organizzata da Paolo Murialdi e Angelo Rozzoni, con un modello ispirato al Daily Express. Fin dal primo numero introduce innovazioni grafiche e editoriali: impaginazione a otto colonne, titoli evidenti, uso esteso delle fotografie e una prima pagina costruita come una vetrina. Compare la testatina “Situazione” al posto del tradizionale editoriale, mentre le notizie vengono raccolte sotto “Fatti della Vita”. Vengono introdotte pagine dedicate a Spettacoli ed Economia e finanza, oltre a inserti a colori e contenuti come fumetti e giochi. Il primo numero del 1956 apre con il titolo “La distensione a Londra”, dedicato ai discorsi di Nikita Chruščëv, e ospita firme come Giacomo Debenedetti, Roberto Longhi e Goffredo Parise. Fin dagli inizi il giornale si caratterizza anche per la presenza di importanti collaboratori: tra questi Carlo Emilio Gadda, Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Umberto Eco e Leonardo Sciascia. Nello sport si afferma la redazione guidata da Gianni Brera, mentre Adele Cambria cura rubriche di costume. Negli anni Sessanta, sotto la direzione di Italo Pietra, il quotidiano consolida il proprio ruolo nel panorama nazionale, con collaborazioni di autori e giornalisti come Alberto Arbasino, Luciano Bianciardi e Giorgio Bocca, autore nel 1962 di un reportage sul boom economico destinato a diventare uno dei più citati del giornalismo italiano. In questa fase la testata si configura come uno spazio di incontro tra informazione e cultura. Negli anni Settanta emergono difficoltà economiche e tensioni interne. Alla direzione arriva Gaetano Afeltra, che afferma: “non muterà l’impegno democratico, civile e, quindi, antifascista. La notizia è sacra, il commento è libero”. In questo periodo si verificano scioperi della redazione e l’uscita di diverse firme. Nel 1976 Giorgio Bocca lascia il quotidiano per partecipare alla nascita di la Repubblica, seguito da altri collaboratori. Nel 1980 la direzione passa a Guglielmo Zucconi, che riporta il giornale verso uno stile più vicino alle origini, reintroducendo il colore e ampliando l’attenzione ai linguaggi della televisione e dello spettacolo. Negli anni successivi la testata attraversa nuove trasformazioni e una fase di calo delle vendite, anche in relazione alla crescita di altri quotidiani nazionali. Nel 1997 Poligrafici Editoriale acquisisce il quotidiano, che entra nella rete di QN Quotidiano Nazionale insieme a La Nazione e il Resto del Carlino. Dal 2016 la redazione ha sede in corso Buenos Aires. Oggi il giornale mantiene una forte presenza territoriale con numerose edizioni locali in Lombardia e una versione digitale aggiornata in tempo reale.

Corriere, scontro sugli strumenti di intelligenza artificiale. Cdr: “Serve confronto prima dell’utilizzo”

Corriere redazione

Il Comitato di redazione del Corriere della Sera ha chiesto il blocco immediato dell’utilizzo di strumenti di Intelligenza artificiale per i giornalisti, dopo una comunicazione aziendale inviata ai dipendenti di Rcs MediaGroup con le istruzioni per usare Microsoft 365 Copilot Chat, inserito nel quadro di un “programma aziendale Rcs di adozione di nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale”. Secondo quanto riferito, il Cdr ha contestato l’introduzione dello strumento perché “non è stato firmato alcun accordo sugli Strumenti AI”, ricordando che sul tema è già stato avviato un confronto sindacale. Il Comitato ha invitato i giornalisti “a segnalare qualsiasi comunicazione aziendale relativa all’introduzione dell’Intelligenza artificiale, in quanto non ancora regolata con accordo sindacale”. Il riferimento è al mandato ricevuto dall’assemblea dei giornalisti del Corriere della Sera, che ha incaricato all’unanimità il Cdr di trovare un accordo con l’Azienda sull’uso dell’Intelligenza artificiale in redazione. Il mandato nasce dopo che la direzione ha annunciato, circa quindici giorni prima, l’introduzione nel sistema editoriale di tre nuovi strumenti basati su AI: sistemi per cercare informazioni specifiche in grandi archivi, aggiornare articoli con gli ultimi eventi e correggere automaticamente errori. Tecnologie sviluppate con il contributo di piattaforme come Google Gemini e OpenAI. Il Cdr ha spiegato all’assemblea che queste innovazioni dovrebbero rientrare nell’articolo 42 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico, che prevede una consultazione sindacale preventiva per l’introduzione di nuove tecnologie, e non una semplice comunicazione interna. Per questo motivo l’assemblea ha deciso di affidare al Comitato il compito di negoziare un inserimento regolato e trasparente, con limiti precisi per l’utilizzo della tecnologia. Tra i punti indicati nel mandato figura la definizione di un decalogo professionale, cioè un insieme di regole chiare su cosa si può fare con l’Intelligenza artificiale, quali conoscenze servono per utilizzarla correttamente, quali precauzioni adottare e quali attività restano vietate. Il confronto tra Azienda e rappresentanti dei giornalisti non è nuovo. Nell’agosto 2024 era stato avviato un primo tavolo con l’obiettivo di “realizzare un codice di condotta e stabilire le regole per introdurre le nuove tecnologie generative al Corriere della Sera”. In quella fase, però, le iniziative già avviate non erano state sospese, nonostante la richiesta dei rappresentanti sindacali. La decisione di avviare un dialogo strutturato è arrivata anche dopo un accordo tra Rcs e OpenAI per la fornitura di servizi legati all’App Economia. In quell’occasione il Cdr aveva protestato e chiesto al direttore Luciano Fontana il blocco delle nuove funzioni destinate ai lettori. Il direttore aveva risposto che si trattava soltanto di “supporti tecnici”. Nel frattempo, alcune applicazioni basate su Intelligenza artificiale sono già operative. Tra queste, l’“Assistente Virtuale”, che permette ai lettori di cercare articoli, accedere agli archivi e ottenere sintesi dei contenuti principali. È attiva anche la piattaforma “Chiedi all’esperto”, che consente agli abbonati di inviare quesiti in ambito fiscale o giuridico a professionisti qualificati, ricevendo risposte personalizzate. Il tema della consultazione sindacale è stato ribadito anche a livello nazionale. L’articolo 42 del contratto, ricordato dalla segretaria della Fnsi Alessandra Costante in una comunicazione ai Cdr, stabilisce che ogni innovazione tecnologica deve essere discussa con le rappresentanze dei giornalisti. Secondo quanto segnalato, questa procedura non sarebbe stata seguita nel caso del Corriere.

Apple, Cook lascia dopo 15 anni: Ternus nuovo CEO

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Il gruppo Apple ha annunciato un cambio al vertice: dal 1° settembre 2026 Tim Cook lascerà il ruolo di amministratore delegato, passando la guida a John Ternus, attuale responsabile dell’ingegneria hardware. La decisione è stata comunicata con una nota ufficiale della società di Cupertino, che ha spiegato come il passaggio avverrà in modo graduale. Cook continuerà a guidare l’azienda durante l’estate e lavorerà insieme al successore per garantire una transizione ordinata. Successivamente assumerà il ruolo di presidente esecutivo. “Cook continuerà nel suo ruolo di ceo per tutta l’estate, lavorando a stretto contatto con Ternus per una transizione fluida”, si legge nel comunicato. La successione rappresenta uno degli eventi più rilevanti degli ultimi anni nel settore tecnologico globale. Apple adotta una strategia già utilizzata in passato: preparare con anticipo il cambio di leadership per evitare instabilità e assicurare continuità nelle attività e nei mercati finanziari. John Ternus, 51 anni, lavora in azienda dal 2001. Non è un manager finanziario ma un ingegnere. Nel suo ruolo di senior vice president dell’Hardware Engineering ha seguito lo sviluppo di prodotti centrali come iPhone, iPad e Mac. Tra i progetti più importanti c’è il passaggio ai chip Apple Silicon, che ha segnato una svolta tecnica per i dispositivi dell’azienda. Negli ultimi mesi, Ternus ha assunto responsabilità sempre più ampie. A inizio 2026 ha ricevuto anche la supervisione del design dei prodotti e ha presentato pubblicamente nuovi dispositivi, tra cui il MacBook Neo. Il suo profilo indica un orientamento verso lo sviluppo del prodotto fisico, in una fase in cui l’azienda sta lavorando all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei propri dispositivi. Tim Cook era entrato in azienda nel 1998 ed è diventato amministratore delegato nel 2011. Durante la sua gestione, Apple ha registrato una crescita significativa. Il valore di mercato è passato da circa 350 miliardi di dollari a circa 4.000 miliardi, mentre i ricavi annuali sono aumentati da 108 miliardi nel 2011 a oltre 416 miliardi nel 2025. Nel periodo della sua guida, l’azienda ha ampliato la propria presenza internazionale, arrivando in più di 200 Paesi e gestendo oltre 500 negozi. Parallelamente, ha sviluppato un sistema integrato di servizi digitali come App Store, Apple Music e iCloud, che contribuiscono in modo rilevante ai ricavi complessivi. Il cambiamento ai vertici include anche altre modifiche nella governance. Arthur Levinson, presidente non esecutivo da quindici anni, diventerà lead independent director dal 1° settembre 2026. Nella stessa data, John Ternus entrerà nel consiglio di amministrazione. Inoltre, Johny Srouji è stato promosso a chief hardware officer. (In foto, Tim Cook e John Ternus)