Il Comitato di redazione del Corriere della Sera ha chiesto il blocco immediato dell’utilizzo di strumenti di Intelligenza artificiale per i giornalisti, dopo una comunicazione aziendale inviata ai dipendenti di Rcs MediaGroup con le istruzioni per usare Microsoft 365 Copilot Chat, inserito nel quadro di un “programma aziendale Rcs di adozione di nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale”.
Secondo quanto riferito, il Cdr ha contestato l’introduzione dello strumento perché “non è stato firmato alcun accordo sugli Strumenti AI”, ricordando che sul tema è già stato avviato un confronto sindacale. Il Comitato ha invitato i giornalisti “a segnalare qualsiasi comunicazione aziendale relativa all’introduzione dell’Intelligenza artificiale, in quanto non ancora regolata con accordo sindacale”.
Il riferimento è al mandato ricevuto dall’assemblea dei giornalisti del Corriere della Sera, che ha incaricato all’unanimità il Cdr di trovare un accordo con l’Azienda sull’uso dell’Intelligenza artificiale in redazione. Il mandato nasce dopo che la direzione ha annunciato, circa quindici giorni prima, l’introduzione nel sistema editoriale di tre nuovi strumenti basati su AI: sistemi per cercare informazioni specifiche in grandi archivi, aggiornare articoli con gli ultimi eventi e correggere automaticamente errori. Tecnologie sviluppate con il contributo di piattaforme come Google Gemini e OpenAI.
Tra i punti indicati nel mandato figura la definizione di un decalogo professionale, cioè un insieme di regole chiare su cosa si può fare con l’Intelligenza artificiale, quali conoscenze servono per utilizzarla correttamente, quali precauzioni adottare e quali attività restano vietate.
Il confronto tra Azienda e rappresentanti dei giornalisti non è nuovo. Nell’agosto 2024 era stato avviato un primo tavolo con l’obiettivo di “realizzare un codice di condotta e stabilire le regole per introdurre le nuove tecnologie generative al Corriere della Sera”. In quella fase, però, le iniziative già avviate non erano state sospese, nonostante la richiesta dei rappresentanti sindacali.
La decisione di avviare un dialogo strutturato è arrivata anche dopo un accordo tra Rcs e OpenAI per la fornitura di servizi legati all’App Economia. In quell’occasione il Cdr aveva protestato e chiesto al direttore Luciano Fontana il blocco delle nuove funzioni destinate ai lettori. Il direttore aveva risposto che si trattava soltanto di “supporti tecnici”. Nel frattempo, alcune applicazioni basate su Intelligenza artificiale sono già operative. Tra queste, l’“Assistente Virtuale”, che permette ai lettori di cercare articoli, accedere agli archivi e ottenere sintesi dei contenuti principali. È attiva anche la piattaforma “Chiedi all’esperto”, che consente agli abbonati di inviare quesiti in ambito fiscale o giuridico a professionisti qualificati, ricevendo risposte personalizzate.
Il tema della consultazione sindacale è stato ribadito anche a livello nazionale. L’articolo 42 del contratto, ricordato dalla segretaria della Fnsi Alessandra Costante in una comunicazione ai Cdr, stabilisce che ogni innovazione tecnologica deve essere discussa con le rappresentanze dei giornalisti. Secondo quanto segnalato, questa procedura non sarebbe stata seguita nel caso del Corriere.