Il Fatto Quotidiano in perdita. La redazione chiede di rafforzare la strategia digitale

FQ

Il 3 aprile 2026 l’assemblea di redazione del Il Fatto Quotidiano ha comunicato una nuova fase per il giornale, segnata da difficoltà economiche e dalla necessità di rafforzare il percorso digitale, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere 100 mila abbonati partner.

Secondo quanto riferito nel comunicato, il settore dell’editoria italiana sta attraversando una fase complessa, e anche il giornale si trova a fare i conti con questa trasformazione. In parole semplici, è come quando le persone cambiano abitudini: sempre meno comprano il giornale in edicola e sempre più lo leggono su telefono o computer. Per questo motivo, il giornale sta cercando di adattarsi, puntando sugli abbonamenti digitali invece che sulle copie di carta.

Nel testo diffuso, la redazione spiega che l’azienda ha già iniziato alcune modifiche, come la riduzione della foliazione, cioè il numero di pagine del giornale stampato, e la presentazione di un piano di sviluppo digitale condiviso con la direzione. L’obiettivo è quello di garantire stabilità economica nel tempo, proprio grazie alla crescita degli abbonamenti online.

L’assemblea segnala però che i conti recenti si sono chiusi in perdita. Questo significa che le entrate non sono state sufficienti a coprire tutte le spese. Una parte delle difficoltà deriva dal calo dei ricavi nel settore editoriale, che rappresenta ancora circa due terzi del fatturato complessivo. Anche le attività alternative avviate dall’azienda non hanno prodotto, finora, risultati economici adeguati.

Nel comunicato viene riportato: “Gli ultimi bilanci si sono chiusi in perdita, solo marginalmente per i minori ricavi del settore editoriale, che vale tuttora due terzi del fatturato. La diversificazione delle attività non ha finora garantito i margini necessari”. Inoltre, la redazione segnala criticità nella comunicazione interna: “Infine, abbiamo appreso solo all’ultimo di decisioni che riguardano la vita e l’immagine del giornale. Questo non è accettabile”.

I giornalisti spiegano di essere impegnati nello sviluppo del progetto editoriale e chiedono una maggiore chiarezza sul futuro del prodotto. Quindi, chiedono di sapere meglio che tipo di giornale si vuole costruire e come organizzare il lavoro. Tra i punti indicati, c’è anche il superamento della divisione tra chi lavora per la versione cartacea e chi per quella online, una distinzione definita ormai superata.

Nel documento si sottolinea che la crescita degli abbonamenti digitali rappresenta un segnale positivo, perché indica che i lettori continuano a seguire il giornale anche nelle nuove modalità. Tuttavia, questo risultato non è ancora sufficiente a garantire l’equilibrio economico complessivo.

La redazione evidenzia inoltre il valore dell’indipendenza del giornale, descritto come libero da condizionamenti politici e finanziari, e l’impegno dell’azienda nella tutela dei dipendenti. Allo stesso tempo, viene ribadita la necessità di una strategia più dettagliata per l’integrazione digitale.

Nel passaggio finale, i giornalisti avanzano una richiesta formale: “Consapevoli delle potenzialità del giornale e del suo ruolo pubblico, l’assemblea dei redattori chiede alla direzione e all’azienda di dettagliare la strategia per l’integrazione digitale e di creare un tavolo di lavoro ai sensi dell’articolo 34 del Contratto nazionale, che prevede il coinvolgimento dei giornalisti, il cui apporto crediamo sia un vantaggio per tutti, nella risoluzione delle criticità”.