La protesta dei giornalisti e dei lavoratori del quotidiano La Stampa si è svolta questa mattina sotto Palazzo Civico a Torino, dove per la prima volta in 150 anni di storia il personale del giornale è sceso in piazza per chiedere certezze sul futuro della testata e sull’assetto proprietario.
Il presidio si è tenuto davanti al municipio della città. I giornalisti e i dipendenti hanno partecipato numerosi. Hanno portato striscioni con scritte come “La Stampa è di tutte e tutti” e “Elkann i nostri valori non sono in vendita”. L’iniziativa arriva dopo settimane di indiscrezioni sulla possibile vendita del quotidiano e su cambiamenti nella proprietà.
In una nota distribuita durante la manifestazione, il comitato di redazione ha spiegato le ragioni della mobilitazione. “I nostri valori non sono in vendita – sottolinea il comitato di redazione in una nota distribuita in piazza – da mesi lavoratrice lavoratori vivono in una condizione di profonda preoccupazione e chiedono informazioni chiare e ufficiali sul processo di vendita. Un timore che non riguarda soltanto il nostro futuro occupazionale, ma investe la qualità e la pluralità dell’informazione nel Paese”.
Nel documento si legge anche: “Ancora oggi – prosegue il documento- durante una trattativa esclusiva viviamo in un continuo flusso di indiscrezioni contraddittorie e spesso silenti: crediamo sia doveroso che la proprietà confermi o smentisca con chiarezza le informazioni in nostro possesso, ovvero che alcuni improntarti imprenditori abbiano manifestato l’interesse per l’acquisizione de La Stampa”.
La redazione ha annunciato uno stop simbolico alle attività per chiedere risposte. “La redazione oggi si ferma per chiedere risposte e garanzie sul suo futuro – si legge ancora nella nota – inoltre, riteniamo che chi vende non possa e non debba sottrarsi dall’assicurare garanzie sui livelli occupazionali e salariali, sulla conferma dei contratti in essere su un perimetro ben definito della cessione del ramo d’azienda e sui tempi certi: chiediamo di avere una data precisa di conclusione della due diligence in corso con il gruppo Sae e ancor prima la composizione della accordata acquirente”.
Al presidio hanno partecipato rappresentanti politici di maggioranza e opposizione, assessori comunali e regionali, parlamentari e sindacalisti. Erano presenti anche l’Anpi, l’Ordine dei giornalisti del Piemonte e l’Associazione Stampa Subalpina.
Intanto è stato fissato un incontro per il 13 marzo in Regione Piemonte, al quale prenderanno parte i sindacati e i rappresentanti dei giornalisti del quotidiano torinese, per è ottenere informazioni ufficiali sul processo di due diligence e sulla possibile acquisizione, oltre a chiarimenti sulle tutele occupazionali e contrattuali.