A una settimana dal licenziamento di oltre 300 giornalisti, il CEO ad interim del The Washington Post, Jeff D’Onofrio, ha dichiarato alla redazione che “lotterà con tutte le sue forze per questa istituzione”, difendendo i tagli al personale come una misura necessaria per la riorganizzazione del quotidiano.
L’intervento è avvenuto durante un incontro pubblico nella sede del giornale, alla presenza del direttore esecutivo Matt Murray. Davanti ai dipendenti, D’Onofrio ha invitato lo staff a collaborare per individuare soluzioni operative per il futuro dell’azienda, aggiungendo: “Solo noi possiamo esserci”.
I tagli massicci hanno inciso in modo significativo sulla struttura editoriale. Le sezioni esteri e metropolitana risultano fortemente ridimensionate, mentre le sezioni sport e libri sono state eliminate. Le decisioni hanno generato domande interne sull’assetto organizzativo e sulla strategia industriale.
Durante la sessione di domande e risposte, Murray ha affrontato quesiti sulla fiducia nei confronti del management e sugli obiettivi aziendali dopo i licenziamenti su larga scala. Tra i temi sollevati anche la gestione della mancata approvazione della candidatura di Kamala Harris, episodio che ha portato alla cancellazione di centinaia di migliaia di abbonamenti. “La mancata approvazione è stata un evento, ma i problemi vanno oltre”, ha dichiarato Murray.
Al direttore è stato inoltre chiesto se le decisioni del proprietario Jeff Bezos e dell’ex amministratore delegato Will Lewis abbiano contribuito alle attuali difficoltà. Murray ha risposto che le problematiche non possono essere attribuite a un singolo fattore.
Will Lewis, assente durante l’annuncio dei licenziamenti e presente il giorno successivo a un evento pre-Super Bowl a San Francisco, si è dimesso sabato. Nello stesso giorno è stata ufficializzata la nomina di D’Onofrio come amministratore delegato ad interim. Il manager, già CEO di Tumblr, era entrato nel Washington Post a giugno con il ruolo di direttore finanziario.
Jeff Bezos ha diffuso una dichiarazione in concomitanza con l’uscita di Lewis, affermando che il quotidiano “ha una missione giornalistica essenziale” e che “i dati ci dicono cosa è prezioso e su cosa concentrarci”. Durante l’incontro con la redazione, Murray ha precisato che seguire i dati non significa mettere da parte il giornalismo.