Il Washington Post ha avviato una vasta riduzione del personale che coinvolge circa un terzo dei dipendenti, una decisione annunciata dal direttore esecutivo Matt Murray durante una riunione interna online. I tagli riguardano la redazione e altri dipartimenti e comprendono la chiusura del settore sportivo, la sospensione del podcast Post Reports, la riduzione della copertura internazionale, la riorganizzazione della redazione locale di Washington e la chiusura della sezione libri.
Ai lavoratori è stato comunicato che avrebbero ricevuto una email per sapere se il loro ruolo sarebbe stato eliminato oppure mantenuto. L’azienda non ha indicato il numero esatto delle persone coinvolte, anche se fonti esterne stimano che potrebbero essere circa 300 dipendenti. Il quotidiano, che non pubblica dati ufficiali sugli abbonamenti, è ritenuto avere circa 2 milioni di abbonati.
Il direttore Murray ha spiegato che la ristrutturazione nasce dalle difficoltà incontrate nel raggiungere nuovi lettori in un mercato dei media sempre più affollato. Durante l’incontro ha dichiarato che le misure servono a garantire il futuro del giornale, riconoscendo allo stesso tempo l’impatto interno delle decisioni. Murray ha detto: “Oggi il Washington Post sta adottando una serie di misure in tutta l’azienda per mettere in sicurezza il nostro futuro”. Ha inoltre aggiunto: “Questo reset sarà uno shock per il sistema”.
Secondo una nota ufficiale dell’azienda, “Il Washington Post sta intraprendendo oggi una serie di azioni difficili ma decisive per il nostro futuro, che equivalgono a una significativa ristrutturazione dell’intera azienda”. Il comunicato afferma che le misure servono a rafforzare la posizione del giornale e a concentrarsi sul giornalismo che lo caratterizza.
La chiusura del dipartimento sportivo rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti. Una parte dei giornalisti sportivi sarà inserita in un nuovo gruppo con una struttura diversa. Il quotidiano ridurrà anche il numero di giornalisti all’estero e modificherà la copertura delle notizie locali. Il podcast quotidiano Post Reports verrà sospeso.
Le modifiche arrivano dopo settimane di tensioni interne. In precedenza era emerso che il giornale aveva comunicato ai collaboratori sportivi che non avrebbero seguito le Olimpiadi invernali in Italia. Dopo la diffusione pubblica della notizia, il quotidiano ha annunciato che avrebbe inviato comunque un gruppo ridotto di collaboratori.
Il giornale sta affrontando un periodo di trasformazioni dopo anni di espansione iniziati quando il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, ha acquistato la testata nel 2013. Negli ultimi anni l’azienda ha già ridotto il personale attraverso incentivi all’uscita e licenziamenti in diversi settori, compresi software, pubblicità, marketing e operazioni di stampa.
Alcuni dipendenti hanno chiesto direttamente a Bezos di intervenire per fermare o ridurre i tagli, attraverso lettere e messaggi pubblici. Il proprietario non ha risposto alle richieste provenienti da diversi reparti. Il giornale ha registrato una perdita di abbonati anche dopo alcune decisioni editoriali, tra cui la scelta di non sostenere la candidata democratica Kamala Harris durante le elezioni presidenziali del 2024 e il cambiamento di impostazione nella sezione opinioni.
Il sindacato dei lavoratori, la Washington Post Guild, ha organizzato una manifestazione chiamata #SaveThePost e ha dichiarato: “Questi licenziamenti non sono inevitabili. Una redazione non può essere svuotata senza conseguenze per la credibilità, la portata e il futuro del giornale”. In precedenza il sindacato aveva lanciato un appello al pubblico affermando: “Basta. Senza il personale del Washington Post, non esisterebbe il Washington Post”.
L’ex editore Don Graham, che ha guidato il giornale dal 1979 al 2000, ha definito la giornata “triste” e ha espresso preoccupazione per i lavoratori coinvolti. In un messaggio pubblico ha scritto: “Mi dispiace che così tanti eccellenti giornalisti e redattori, e vecchi amici, stiano perdendo il lavoro. La mia prima preoccupazione è per loro; farò tutto il possibile per aiutarli”.
La situazione del Washington Post si inserisce in un contesto diverso rispetto a quello del suo storico concorrente, il New York Times, che negli ultimi anni ha registrato una crescita del personale e dei servizi digitali, investendo in prodotti aggiuntivi come piattaforme di giochi online e servizi di raccomandazione prodotti.
Il Washington Post è conosciuto a livello mondiale per importanti inchieste giornalistiche, tra cui quelle sullo scandalo Watergate, ed è considerato uno dei simboli storici del giornalismo statunitense.