L’Ordine dei giornalisti segnala un cronista per uso dell’IA: è il primo caso in Italia

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Nei giorni scorsi una testata giornalistica genovese ha pubblicato un articolo corredato, in calce, da una nota che dichiarava l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella redazione del contenuto. Proprio questa modalità di impiego dell’IA, pur esplicitata, è stata ritenuta non conforme alle regole deontologiche.

Per questo motivo il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Liguria ha deciso di segnalare il caso agli organi disciplinari competenti. Secondo quanto riportato dall’Ansa, si tratterebbe del primo caso in Italia in cui un giornalista viene deferito dall’Ordine per un uso considerato scorretto dell’intelligenza artificiale.

In una comunicazione diffusa anche sui social, il Consiglio ha richiamato i colleghi a un uso responsabile dell’IA e al rispetto dell’articolo 19 del nuovo codice deontologico, che stabilisce che “l’intelligenza artificiale non può in alcun modo sostituire l’attività giornalistica”. E quando vi si fa ricorso “la/il giornalista ne rende esplicito l’utilizzo nella produzione e nella modifica di testi, immagini e sonori, di cui assume comunque la responsabilità e il controllo, specificando il tipo di contributo”.

Sul tema è intervenuta anche la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, che ha ricordato come il sindacato chieda da tempo agli editori di regolamentare l’impiego dell’intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico. “Quando però sono gli stessi giornalisti a usarla in modo scorretto, tanto da finire davanti alla commissione di disciplina, resta l’amaro in bocca”, ha osservato. Costante ha aggiunto che non si tratta solo di superficialità, ma di una mancata comprensione delle conseguenze: “Un utilizzo inappropriato dell’IA mina le fondamenta stesse dell’informazione e della libertà di informazione. Se poi sono gli stessi colleghi a farsi sostituire dall’IA, diventa difficile sostenere anche le battaglie sindacali”.

(Foto creata con AI)