Bbc, Davies direttore generale “ad interim” dopo le dimissioni di Davie per il caso Trump

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La Bbc ha nominato un direttore generale ad interim dopo le dimissioni di Tim Davie, costretto a lasciare l’incarico in seguito al caso del montaggio artefatto del discorso di Donald Trump, vicenda che ha portato il presidente americano ad avviare una causa miliardaria contro l’emittente pubblica britannica. La scelta è ricaduta su Rhodri Talfan Davies, 54 anni, dirigente con una lunga esperienza interna alla televisione di Stato del Regno Unito. Davies ha guidato Bbc Galles per nove anni e attualmente è responsabile della programmazione nelle quattro nazioni del Regno Unito: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Secondo quanto comunicato dall’emittente, Davie lascerà ufficialmente l’incarico il 2 aprile, mentre Davies “fungerà da direttore generale ad interim fino all’inizio del mandato di un nuovo direttore generale permanente”. Il nuovo responsabile entrerà nel consiglio di amministrazione già dal 1° febbraio e avrà il compito di “consentire una transizione graduale” nella fase di passaggio. Il cambio al vertice arriva in un momento considerato particolarmente complesso per la Bbc. Oltre alla causa legale avviata da Donald Trump in Florida, per la quale l’emittente ha presentato richiesta di archiviazione, l’azienda è coinvolta anche in un processo istituzionale di lungo periodo. Il governo laburista britannico ha infatti avviato la revisione decennale della royal charter, il contratto che definisce il ruolo e i compiti di servizio pubblico della Bbc.

L’Ordine dei giornalisti segnala un cronista per uso dell’IA: è il primo caso in Italia

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Nei giorni scorsi una testata giornalistica genovese ha pubblicato un articolo corredato, in calce, da una nota che dichiarava l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella redazione del contenuto. Proprio questa modalità di impiego dell’IA, pur esplicitata, è stata ritenuta non conforme alle regole deontologiche. Per questo motivo il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Liguria ha deciso di segnalare il caso agli organi disciplinari competenti. Secondo quanto riportato dall’Ansa, si tratterebbe del primo caso in Italia in cui un giornalista viene deferito dall’Ordine per un uso considerato scorretto dell’intelligenza artificiale. In una comunicazione diffusa anche sui social, il Consiglio ha richiamato i colleghi a un uso responsabile dell’IA e al rispetto dell’articolo 19 del nuovo codice deontologico, che stabilisce che “l’intelligenza artificiale non può in alcun modo sostituire l’attività giornalistica”. E quando vi si fa ricorso “la/il giornalista ne rende esplicito l’utilizzo nella produzione e nella modifica di testi, immagini e sonori, di cui assume comunque la responsabilità e il controllo, specificando il tipo di contributo”. Sul tema è intervenuta anche la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, che ha ricordato come il sindacato chieda da tempo agli editori di regolamentare l’impiego dell’intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico. “Quando però sono gli stessi giornalisti a usarla in modo scorretto, tanto da finire davanti alla commissione di disciplina, resta l’amaro in bocca”, ha osservato. Costante ha aggiunto che non si tratta solo di superficialità, ma di una mancata comprensione delle conseguenze: “Un utilizzo inappropriato dell’IA mina le fondamenta stesse dell’informazione e della libertà di informazione. Se poi sono gli stessi colleghi a farsi sostituire dall’IA, diventa difficile sostenere anche le battaglie sindacali”. (Foto creata con AI)