The Observer in crescita dopo l’addio al Guardian, e rafforza l’offerta premium carta e web

The Observer sito web

The Observer, storico quotidiano domenicale britannico, affronta il suo primo anno completo sotto la proprietà di Tortoise Media partendo da una fase di crescita, dopo il passaggio ufficiale da Guardian News and Media avvenuto ad aprile. A dirlo è il co-CEO Richard Furness, che ha spiegato come il giornale si trovi oggi in una situazione operativa stabile, con basi già costruite sul piano editoriale, digitale e commerciale.

Nel mese di aprile l’Observer ha lanciato il suo primo sito web autonomo, inizialmente pensato come soluzione temporanea. A novembre la piattaforma è stata rilanciata con registrazione obbligatoria, paywall e app dedicata, segnando il passaggio definitivo a un modello digitale indipendente. In precedenza, i contenuti del giornale erano pubblicati sul sito del The Guardian, che continua a detenere l’archivio storico dell’Observer, concedendo però a Tortoise l’uso limitato di alcuni articoli.

Secondo Furness, i primi dati su abbonamenti e registrazioni sono stati “davvero incoraggianti”, con una risposta positiva soprattutto per le formule cartaceo + digitale. L’abbonamento digitale costa 16 sterline al mese o 144 all’anno, mentre il pacchetto combinato parte da 18 sterline mensili. Per confronto, una donazione mensile al Guardian con accesso all’app costa 12 sterline.

Alla domanda su come l’Observer chiuderà il 2025, Furness ha dichiarato: “Direi che siamo perfettamente in linea con i piani”. Il risultato arriva nonostante diverse incognite iniziali, come i tempi dell’acquisizione e la riorganizzazione interna. Nessun giornalista delle sezioni sport, esteri o economia ha seguito il trasferimento e almeno un terzo dei circa 70 redattori ha scelto il licenziamento o il passaggio al Guardian, rendendo necessario creare nuove squadre, incluso un team commerciale dedicato.

“Direi che abbiamo slancio”, ha detto Furness. “L’Observer sta crescendo”. Ha aggiunto che il pubblico è in aumento, la quota di mercato cresce e aumentano anche i lettori digitali e gli abbonati, mentre le vendite della versione cartacea restano stabili. “Quindi penso che stiamo concludendo l’anno sapendo di essere solo all’inizio”, ha spiegato, guardando al primo anno completo di piena proprietà nel 2026.

Il momento di maggiore visibilità per l’Observer nel periodo post-acquisizione è arrivato a luglio, con l’inchiesta Salt Path, dedicata alle accuse di contenuti inventati o fuorvianti in un libro di viaggio. In quel mese, l’audience mensile nel Regno Unito è passata da 1,6 a 2,6 milioni di persone e i minuti di lettura sono più che raddoppiati, secondo i dati Ipsos iris. Furness ha sottolineato che il lancio del paywall non ha ridotto il traffico: “Non è stato assolutamente così”.

Salt Path è stata definita da Furness “la prima vera storia” capace di unire carta, digitale, audio e video. “Vederlo pianificato e vedere la storia decollare in quel modo, è stato incredibile”, ha affermato, spiegando che questo tipo di giornalismo investigativo richiede tempo, continuità e attenzione, lontano dal ciclo di notizie in tempo reale.

La strategia editoriale del sito e dell’app segue la filosofia dell’edizione cartacea, cioè “dare un senso al mondo”. “Non è un sito web progettato per darti notizie”, ha detto Furness, spiegando che l’obiettivo è offrire ogni giorno poche storie originali, pensate per essere lette solo sull’Observer. Tra gli esempi citati figurano interviste politiche, reportage internazionali e lunghi articoli di approfondimento, ai quali viene dato spazio anche nel design digitale.

Dal punto di vista editoriale, il giornale è guidato dal caporedattore James Harding, con Basia Cummings e Giles Whittell come vice. Furness ha ricordato che essere un quotidiano domenicale rappresenta un vantaggio nel mercato della carta, sempre più concentrato sul fine settimana.

Sul fronte della stampa, l’Observer utilizza ora carta di qualità superiore, più pagine nelle sezioni culturali e un prezzo aumentato a 4,50 sterline. Le vendite in edicola, pur in calo, mostrano una flessione a una sola cifra su base annua. Secondo Furness, la quota di mercato continua a crescere e i ricavi per edizione sono aumentati, anche grazie a nuovi formati pubblicitari e all’arrivo di inserzionisti del settore lusso.

Il giornale ha inoltre investito nel video e nell’audio, assumendo un responsabile dedicato per sviluppare nuovi formati e raggiungere un pubblico più giovane. Il periodo pre-natalizio è stato utilizzato come test per valutare l’efficacia del marketing, con campagne sul Guardian, newsletter, podcast e social media, oltre a iniziative di ascolto diretto dei lettori.

Secondo Furness, il dialogo con il pubblico è stato centrale: i lettori sono stati informati dei cambiamenti e invitati a esprimere dubbi e aspettative, contribuendo a costruire un rapporto continuo con il giornale.