La Repubblica, trattative sulla vendita in corso: Cdr in stato di agitazione. Mercoledì audizione alla Camera

La possibile vendita de la Repubblica al gruppo greco Antenna Group è al centro di un confronto tra azienda e giornalisti, con particolare attenzione alle garanzie occupazionali e alla linea editoriale. La trattativa riguarda il quotidiano italiano, parte del Gruppo Gedi, controllato dalla holding Exor, e si svolge in Italia nel contesto di un negoziato ancora in corso. Durante un incontro con il Comitato di redazione, i vertici di Gedi hanno spiegato che i temi indicati dai giornalisti sono entrati nel dialogo con il potenziale acquirente. Questo, però, non equivale alla certezza che tali punti vengano inseriti nel testo finale dell’accordo. Il Cdr aveva chiesto una risposta chiara entro il 7 gennaio a John Elkann, amministratore delegato di Exor. La risposta ricevuta è stata considerata non risolutiva. Secondo quanto comunicato, la trattativa è descritta come articolata, con più questioni aperte e limiti legati alla riservatezza. I dirigenti hanno indicato che potrebbero essere necessarie diverse settimane prima di arrivare a un’eventuale intesa vincolante e ulteriore tempo per completare ogni passaggio formale. In questo scenario, non viene escluso che le richieste avanzate dalla redazione restino fuori dall’accordo definitivo. Il Comitato di redazione, in un documento pubblicato sul giornale, segnala che le tutele sul lavoro e sulla direzione politico-editoriale, presentate all’editore al momento dell’avvio della trattativa esclusiva, sono ora oggetto di discussione tra le parti. Allo stesso tempo, il Cdr evidenzia che l’assenza di certezze scritte mantiene aperto lo stato di agitazione, già approvato dall’assemblea dei giornalisti, che ha affidato al Comitato cinque giorni di sciopero. Nel testo, il Cdr richiama le esperienze degli ultimi anni, ritenute insufficienti a garantire un clima di fiducia e di trasparenza. Viene confermata l’intenzione di continuare a monitorare il processo di vendita, con l’obiettivo dichiarato di tutelare i principi professionali e l’identità del lavoro giornalistico svolto dalla testata. La questione approda anche in sede istituzionale. Mercoledì 14 gennaio, alle 12.30, è prevista un’audizione in Commissione Cultura presso la Camera dei deputati. Sarà ascoltato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, per un confronto sulle problematiche legate alla vendita del gruppo editoriale Gedi. L’incontro, secondo quanto annunciato, sarà trasmesso in diretta webtv.
The Observer in crescita dopo l’addio al Guardian, e rafforza l’offerta premium carta e web

The Observer, storico quotidiano domenicale britannico, affronta il suo primo anno completo sotto la proprietà di Tortoise Media partendo da una fase di crescita, dopo il passaggio ufficiale da Guardian News and Media avvenuto ad aprile. A dirlo è il co-CEO Richard Furness, che ha spiegato come il giornale si trovi oggi in una situazione operativa stabile, con basi già costruite sul piano editoriale, digitale e commerciale. Nel mese di aprile l’Observer ha lanciato il suo primo sito web autonomo, inizialmente pensato come soluzione temporanea. A novembre la piattaforma è stata rilanciata con registrazione obbligatoria, paywall e app dedicata, segnando il passaggio definitivo a un modello digitale indipendente. In precedenza, i contenuti del giornale erano pubblicati sul sito del The Guardian, che continua a detenere l’archivio storico dell’Observer, concedendo però a Tortoise l’uso limitato di alcuni articoli. Secondo Furness, i primi dati su abbonamenti e registrazioni sono stati “davvero incoraggianti”, con una risposta positiva soprattutto per le formule cartaceo + digitale. L’abbonamento digitale costa 16 sterline al mese o 144 all’anno, mentre il pacchetto combinato parte da 18 sterline mensili. Per confronto, una donazione mensile al Guardian con accesso all’app costa 12 sterline. Alla domanda su come l’Observer chiuderà il 2025, Furness ha dichiarato: “Direi che siamo perfettamente in linea con i piani”. Il risultato arriva nonostante diverse incognite iniziali, come i tempi dell’acquisizione e la riorganizzazione interna. Nessun giornalista delle sezioni sport, esteri o economia ha seguito il trasferimento e almeno un terzo dei circa 70 redattori ha scelto il licenziamento o il passaggio al Guardian, rendendo necessario creare nuove squadre, incluso un team commerciale dedicato. “Direi che abbiamo slancio”, ha detto Furness. “L’Observer sta crescendo”. Ha aggiunto che il pubblico è in aumento, la quota di mercato cresce e aumentano anche i lettori digitali e gli abbonati, mentre le vendite della versione cartacea restano stabili. “Quindi penso che stiamo concludendo l’anno sapendo di essere solo all’inizio”, ha spiegato, guardando al primo anno completo di piena proprietà nel 2026. Il momento di maggiore visibilità per l’Observer nel periodo post-acquisizione è arrivato a luglio, con l’inchiesta Salt Path, dedicata alle accuse di contenuti inventati o fuorvianti in un libro di viaggio. In quel mese, l’audience mensile nel Regno Unito è passata da 1,6 a 2,6 milioni di persone e i minuti di lettura sono più che raddoppiati, secondo i dati Ipsos iris. Furness ha sottolineato che il lancio del paywall non ha ridotto il traffico: “Non è stato assolutamente così”. Salt Path è stata definita da Furness “la prima vera storia” capace di unire carta, digitale, audio e video. “Vederlo pianificato e vedere la storia decollare in quel modo, è stato incredibile”, ha affermato, spiegando che questo tipo di giornalismo investigativo richiede tempo, continuità e attenzione, lontano dal ciclo di notizie in tempo reale. La strategia editoriale del sito e dell’app segue la filosofia dell’edizione cartacea, cioè “dare un senso al mondo”. “Non è un sito web progettato per darti notizie”, ha detto Furness, spiegando che l’obiettivo è offrire ogni giorno poche storie originali, pensate per essere lette solo sull’Observer. Tra gli esempi citati figurano interviste politiche, reportage internazionali e lunghi articoli di approfondimento, ai quali viene dato spazio anche nel design digitale. Dal punto di vista editoriale, il giornale è guidato dal caporedattore James Harding, con Basia Cummings e Giles Whittell come vice. Furness ha ricordato che essere un quotidiano domenicale rappresenta un vantaggio nel mercato della carta, sempre più concentrato sul fine settimana. Sul fronte della stampa, l’Observer utilizza ora carta di qualità superiore, più pagine nelle sezioni culturali e un prezzo aumentato a 4,50 sterline. Le vendite in edicola, pur in calo, mostrano una flessione a una sola cifra su base annua. Secondo Furness, la quota di mercato continua a crescere e i ricavi per edizione sono aumentati, anche grazie a nuovi formati pubblicitari e all’arrivo di inserzionisti del settore lusso. Il giornale ha inoltre investito nel video e nell’audio, assumendo un responsabile dedicato per sviluppare nuovi formati e raggiungere un pubblico più giovane. Il periodo pre-natalizio è stato utilizzato come test per valutare l’efficacia del marketing, con campagne sul Guardian, newsletter, podcast e social media, oltre a iniziative di ascolto diretto dei lettori. Secondo Furness, il dialogo con il pubblico è stato centrale: i lettori sono stati informati dei cambiamenti e invitati a esprimere dubbi e aspettative, contribuendo a costruire un rapporto continuo con il giornale.
OpenAI presenta ChatGPT Salute: non sostituisce i medici

OpenAI ha annunciato il lancio di ChatGPT Salute, una nuova esperienza separata all’interno di ChatGPT dedicata alle informazioni sanitarie, progettata per aiutare gli utenti a sentirsi più informati, preparati e sicuri nella gestione della propria salute, garantendo al tempo stesso livelli rafforzati di privacy e sicurezza dei dati. La novità è stata presentata come risposta a un uso già molto diffuso del chatbot in ambito medico: secondo l’analisi anonima delle conversazioni, oltre 230 milioni di persone nel mondo pongono ogni settimana domande su salute e benessere. ChatGPT Salute è disponibile inizialmente per un numero limitato di utenti tramite lista d’attesa, con l’obiettivo di estendere progressivamente l’accesso su web e iOS. La nuova sezione nasce come uno spazio dedicato, distinto dalle chat tradizionali. Qui, le conversazioni sanitarie, i file caricati come referti e ricette, le memorie e le app collegate vengono archiviati separatamente e isolati dal resto dell’esperienza su ChatGPT. OpenAI spiega che questo isolamento serve a mantenere le informazioni sanitarie private, evitando che confluiscano nelle chat generiche. Le conversazioni restano visibili nella cronologia dell’utente, ma rimangono confinate all’interno dell’area Salute, con la possibilità di visualizzare o eliminare i dati in qualsiasi momento dalle impostazioni. Dal punto di vista tecnico, ChatGPT Salute si basa sulle protezioni già presenti in ChatGPT, come la crittografia dei dati a riposo e in transito, e introduce ulteriori livelli di tutela pensati specificamente per l’ambito sanitario. Tra questi ci sono sistemi di crittografia dedicati e meccanismi di isolamento che impediscono l’uso delle conversazioni sanitarie per l’addestramento dei modelli di base. L’utente può rafforzare ulteriormente la protezione attivando l’autenticazione a più fattori (MFA). OpenAI precisa che, se una conversazione su ChatGPT riguarda temi di salute, il sistema suggerisce automaticamente di passare alla sezione Salute per beneficiare di queste protezioni aggiuntive. Uno degli elementi centrali della nuova esperienza è la possibilità di collegare in modo sicuro le informazioni sanitarie personali. Gli utenti possono integrare cartelle cliniche elettroniche e app di benessere per ottenere risposte più mirate e contestualizzate. Al momento, le integrazioni con le cartelle cliniche elettroniche sono disponibili solo negli Stati Uniti e per utenti maggiorenni, mentre per collegare Apple Salute è necessario un dispositivo iOS. Le app possono accedere ai dati solo con un consenso esplicito e rispettano requisiti specifici di privacy e sicurezza, inclusa la raccolta dei soli dati minimi necessari. L’accesso può essere revocato in qualsiasi momento. Grazie a queste integrazioni, ChatGPT Salute può aiutare a comprendere i risultati degli esami, a prepararsi a una visita medica, a ricevere indicazioni su alimentazione e attività fisica, oppure a valutare diverse opzioni assicurative in base ai modelli di assistenza sanitaria. Le risposte si basano sempre sulle informazioni che l’utente sceglie di condividere e sul contesto disponibile, con un linguaggio pensato per essere chiaro e accessibile, come se spiegasse concetti complessi anche a un bambino. OpenAI sottolinea che ChatGPT Salute non è uno strumento diagnostico e non sostituisce i medici. La funzione è stata progettata per affiancare l’assistenza sanitaria, aiutando le persone a orientarsi tra domande quotidiane e a capire l’andamento della propria salute nel tempo, così da affrontare con maggiore consapevolezza le conversazioni con i professionisti. Lo sviluppo di ChatGPT Salute è avvenuto in stretta collaborazione con i medici. In due anni di lavoro, OpenAI ha coinvolto oltre 260 medici attivi in 60 Paesi e in numerose specialità, che hanno fornito più di 600.000 feedback sulle risposte del modello. Questo contributo ha portato alla definizione di un sistema di valutazione chiamato HealthBench, un framework che misura la qualità delle risposte secondo standard clinici, dando priorità a sicurezza, chiarezza, corretto invito al follow-up medico e rispetto del contesto individuale. L’obiettivo è garantire che il modello funzioni in modo affidabile nelle attività di supporto informativo, come spiegare un referto o riassumere indicazioni di cura.