La startup di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk ha chiuso un nuovo finanziamento da 20 miliardi di dollari negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal Financial Times, mentre il suo chatbot Grok è finito al centro di segnalazioni per la diffusione di immagini manipolate e deepfake sessuali non consensuali che coinvolgono donne e bambini.
Il round Series E ha superato l’obiettivo iniziale di 15 miliardi di dollari e ha visto la partecipazione di grandi investitori e gruppi industriali, tra cui Nvidia, Cisco, Fidelity Management, Qatar Investment Authority, Valor Equity Partners, StepStone Group, il fondo di Abu Dhabi MGX e Baron Capital. Nvidia e Cisco, già partner industriali, forniscono tecnologia e capacità di calcolo utili allo sviluppo dei modelli di IA generativa.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, le nuove risorse serviranno a migliorare i modelli di intelligenza artificiale, a sostenere la ricerca e a costruire grandi data center. Tra questi c’è il progetto Colossus a Memphis, nel Tennessee, che aveva già raccolto 10 miliardi di dollari nel luglio precedente. La società, xAI, lavora allo sviluppo del modello Grok 5 e dichiara di puntare alla missione di “comprendere l’universo”.
Dal blog ufficiale emerge che Grok e la piattaforma collegata raggiungono circa 600 milioni di utenti attivi al mese. Proprio l’uso del chatbot ha però generato numerose segnalazioni per la creazione e la circolazione di contenuti sessualizzati prodotti senza il consenso delle persone rappresentate. Dopo i reclami, l’azienda ha parlato di falle nei sistemi di sicurezza e ha pubblicato delle scuse, senza riuscire a fermare subito la diffusione dei materiali segnalati.
Alla richiesta di commento del Guardian, la società ha risposto con un messaggio automatico: “Le bugie dei media tradizionali”. Tra le persone coinvolte c’è Ashley St Clair, che ha denunciato la mancata rimozione delle immagini dopo le segnalazioni. “Mi sono sentita inorridita, mi sono sentita violata”, ha dichiarato, spiegando che i contenuti continuavano a circolare online.
Il caso ha attirato l’attenzione delle autorità europee. Il governo francese ha trasmesso i materiali alla magistratura e ha coinvolto gli organismi di vigilanza sui media per verificare un possibile contrasto con il Digital Services Act. Nel Regno Unito, la ministra della Tecnologia Liz Kendall ha definito la situazione preoccupante, mentre l’Ofcom ha avviato contatti con xAI per valutare eventuali azioni.
Anche la Commissione Ue segue la vicenda nell’ambito dell’applicazione del DSA. Un portavoce ha ricordato che a novembre è stata inviata una richiesta di informazioni a X, sottolineando che la piattaforma “è ben consapevole della nostra serietà nell’applicazione del DSA” e richiamando una sanzione comminata dall’Unione europea nel dicembre scorso.