John Elkann visita La Stampa: solidarietà dopo l’attentato

Elkann a La Stampa

John Elkann, amministratore delegato di Exor, è arrivato ieri presso la sede de La Stampa per portare la sua solidarietà alla redazione dopo l’attentato subito venerdì scorso. Accompagnato da Paolo Ceretti, presidente di GEDI, Elkann ha voluto osservare personalmente i danni e le scritte ancora visibili sulle pareti, testimoni del grave atto di violenza. Nonostante il letame lanciato nel cortile e i documenti e libri sparsi siano stati rimossi, le colonne della redazione, su cui era stata lasciata la vernice, sono rimaste a testimoniare l’accaduto. Il direttore Andrea Malaguti ha mostrato a Elkann questi segni dell’assalto, segnali di un attacco contro l’indipendenza e il lavoro dei giornalisti.

Elkann ha preso la parola, sottolineando la sua forte condanna dell’episodio. “L’attacco che questa redazione ha subito è stato brutale e vile”, ha detto. “Un tentativo evidente di intimidire chi ogni giorno lavora per raccontare la realtà con rigore, serietà e indipendenza”. Ha inoltre aggiunto che l’episodio è ancora più inquietante poiché non isolato, facendo riferimento all’assalto alle OGR (Officine Grandi Riparazioni), avvenuto poco prima, durante il quale La Stampa raccontava gli eventi legati all’Italian Tech Week. Elkann ha sottolineato come, in entrambe le occasioni, gli autori degli attacchi abbiano cercato di sostituire il dialogo con la violenza, tentando di zittire le voci e le opinioni legittime.

Nel corso del suo intervento, Elkann ha voluto esprimere tre messaggi chiari. Il primo è rivolto ai giornalisti e ai dipendenti de La Stampa. Ha rassicurato che GEDI prenderà molto sul serio quanto accaduto, e che saranno introdotti nuovi protocolli di sicurezza per garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutti. “Questo verrà fatto in stretto coordinamento con le autorità e le forze pubbliche”, ha aggiunto.
Il secondo messaggio è rivolto ai lettori. Elkann ha ribadito che il giornalismo praticato da La Stampa non tollera  soprusi, ingerenze, minacce. Il giornale continuerà a informare i lettori con autonomia e libertà, respingendo ogni tentativo di intimidazione. Infine, il terzo messaggio è per il territorio e il Paese. Elkann ha ricordato che La Stampa ha affrontato nel passato altre difficoltà e ha sempre risposto con fermezza, senza mai arretrare sui suoi principi. Ha citato il vicedirettore Casalegno, ucciso dalle Brigate Rosse, come esempio di come il giornale sia sempre stato un presidio di libertà e civiltà.

Elkann ha anche sottolineato come il giornale abbia ricevuto numerosi attestati di solidarietà, tra cui quello del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio, che hanno pienamente supportato i tre punti espressi. “A tutti coloro che conoscono e apprezzano il modo in cui La Stampa fa giornalismo e anche a tutti coloro che hanno provato a colpire questo giornale, dobbiamo rispondere che La Stampa continuerà a informare i suoi lettori come ha sempre fatto, con rigore, serietà e indipendenza”.

Il direttore Malaguti, al termine dell’intervento di Elkann, ha voluto ringraziare i colleghi per la loro solidarietà, “perché quando è avvenuto questo episodio sono arrivati in massa al giornale, dimostrando qual è il legame che hanno verso La Stampa, un segnale per me importantissimo, dimostrando qual è il legame che hanno verso La Stampa, un segnale per me importantissimo”.

Ha concluso dicendo che la serietà del giornale non verrà mai meno, e che la redazione continuerà a lavorare insieme, con qualità, talento e coraggio, anche nei momenti difficili.

Elkann ha infine ricordato, mentre si allontanava dalla redazione, le parole degli antagonisti che hanno partecipato all’assalto: “Non sono tanto le cose. Ma le parole”. Un chiaro riferimento alla gravità delle intimidazioni verbali, che accompagnano gli atti di violenza fisica, con l’obiettivo di minare la libertà di stampa.