Tg5 festeggia 34 anni, con tre direttori dalla fondazione

Direttori Tg5

Il Tg5 compie 34 anni dalla sua nascita, avvenuta il 13 gennaio 1992 su Canale 5, quando divenne il primo telegiornale di una rete privata a confrontarsi direttamente con i notiziari del servizio pubblico. Il notiziario, prodotto da Mediaset, ha segnato fin dall’inizio una novità nel panorama televisivo italiano, proponendo un modello informativo pensato per un pubblico ampio e generalista. Un tratto rilevante della storia del Tg5 è la continuità nella direzione. In 34 anni, alla guida del telegiornale si sono alternati soltanto tre direttori. Il primo è stato Enrico Mentana, in carica dalla fondazione fino al 2004. Gli è subentrato Carlo Rossella, direttore dal 2004 al 2007. Dal 2007 la direzione è affidata a Clemente Mimun, che guida il notiziario da 19 anni. In oltre tre decenni di attività, il Tg5 ha raccontato i principali avvenimenti nazionali e internazionali, con un linguaggio contemporaneo e una linea editoriale fondata sulla distinzione tra fatti e opinioni, con l’obiettivo di offrire un’informazione chiara, rigorosa e accessibile. (In foto, da sinistra: Mentana, Rossella e Mimun)

Cesara Buonamici definisce una bambina “handicappata” durante il Tg5. Poi le scuse

Cesara Buonamici Tg5

Durante la diretta delle ore 20 del Tg5 di martedì 2 settembre, la giornalista Cesara Buonamici si è scusata per avere utilizzato, nella puntata precedente, un’espressione oggi considerata offensiva e superata. L’episodio si riferisce al telegiornale andato in onda lunedì 1° settembre, quando, nel presentare un servizio, la conduttrice aveva detto: “Una storia che è finita bene. Questo triciclo, indispensabile per una bambina handicappata, è stato ritrovato. Sentite come”. La frase riguardava un triciclo ortopedico rubato a una bambina con difficoltà motorie, successivamente recuperato. Dopo aver compreso che l’espressione utilizzata non è più accettata nel linguaggio attuale, la giornalista ha precisato che non vi era alcuna intenzione denigratoria e ha presentato le proprie scuse al pubblico durante l’edizione successiva. L’uso del termine handicappato è oggi considerato discriminatorio perché tende a ridurre la persona alla sua condizione, trasformandola in un’etichetta e rischiando di alimentare stereotipi e pregiudizi. Negli ultimi anni, il dibattito sul linguaggio inclusivo ha portato istituzioni, associazioni e media a promuovere espressioni che pongano al centro la persona e non la sua difficoltà. Secondo le linee guida più recenti, e in accordo con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, è preferibile utilizzare la formula “persona con disabilità”, che valorizza l’individuo e riconosce che la disabilità non è un limite assoluto, ma può derivare dall’interazione tra una condizione personale e le barriere fisiche o sociali che impediscono la piena partecipazione alla vita della collettività.

È morto Emilio Fede, simbolo del “giornale in diretta”: il “suo” Tg4 non lo celebra nei titoli

Emilio Fede al Tg4

Emilio Fede è morto. Aveva 94 anni. La notizia del decesso, arrivata intorno alle 18.30, non ha trovato spazio di rilievo nel Tg4 che diresse dal 1992 al 2012. L’edizione delle 19 non ha dato alcun annuncio né nei titoli né in apertura, ma solo a telegiornale inoltrato. In conduzione, Stefania Cavallaro ha letto un breve e freddo comunicato accompagnato da poche immagini di repertorio. Nel corso della sua lunga carriera, iniziata negli anni Sessanta in Rai come inviato di guerra, Emilio Fede divenne uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. Dopo aver diretto il Tg1, fu chiamato da Silvio Berlusconi a guidare il Tg4 su Fininvest. Rimase al vertice del telegiornale per vent’anni, segnando un’epoca del piccolo schermo. “Sono il direttore più criticato, ma anche il più guardato”, aveva dichiarato in passato. I suoi editoriali, le pause studiate e il tono enfatico resero il suo stile unico e inconfondibile. Il Tg4 diretto da Fede rappresentò per vent’anni un punto di riferimento per una parte del pubblico, diventando uno dei simboli del giornalismo televisivo dell’epoca. Secondo quanto riportato da Primaonline, la scomparsa di Emilio Fede offre l’occasione per riflettere sull’evoluzione del giornalismo televisivo e sul ruolo dei conduttori. Fede fu il primo direttore a “fare il giornale in diretta”, adattando ritmo e linguaggio al flusso delle notizie e superando la rigidità dei tg tradizionali, soprattutto quelli Rai. Insieme a Mentana, mostrò come un telegiornale potesse cambiare velocità e direzione seguendo l’attualità, trasformando il conduttore in protagonista della narrazione. Introdusse inoltre il marketing giornalistico, instaurando un dialogo diretto e provocatorio con il pubblico. Oggi il suo modello andrebbe arricchito da un linguaggio ipertestuale, capace di integrare fonti, link e percorsi online per consentire agli spettatori di costruire un tg personalizzato. La sua carriera subì un brusco arresto nel 2012, quando lasciò Mediaset dopo il coinvolgimento nell’inchiesta Ruby. In quell’occasione aveva commentato: “Sono caduto, ma non ho mai smesso di essere Emilio Fede”.

Mediaset lancia campagna contro le fake news: “conta fino a 10” prima di postare

Spot Mediaset fake news

Dal 6 al 12 luglio 2025, Mediaset promuove una campagna nazionale contro la disinformazione, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza di un uso consapevole delle notizie. L’iniziativa, dal titolo “La verità conta, conta fino a 10!”, si inserisce nel progetto “Mediaset ha a cuore il futuro” e verrà trasmessa in televisione, sui canali social del gruppo, in radio e attraverso il sito dedicato www.mediasetperilfuturo.it. La campagna si presenta come crossmediale, con contenuti pensati per raggiungere un pubblico ampio e trasversale. In un contesto in cui le notizie si diffondono con estrema velocità e spesso senza adeguata verifica, l’iniziativa vuole ricordare che bastano pochi secondi per riflettere, verificare la fonte, controllare la data, leggere oltre il titolo e valutare l’attendibilità di chi pubblica. “Condividere responsabilmente è un gesto di rispetto verso gli altri e verso la verità”, si legge nei materiali diffusi da Mediaset. Secondo il Digital News Report 2025 dell’Istituto Reuters, Mediaset risulta essere la fonte di informazione più affidabile in Italia, un dato che rafforza il valore della campagna e il suo messaggio di responsabilità civica. Le fake news, si legge nel comunicato ufficiale, “coinvolgono tutti, anche in buona fede”, e possono generare conseguenze negative sul dibattito pubblico e sulla coesione sociale. Attraverso questa azione, Mediaset ribadisce il proprio impegno per un’informazione professionale, trasparente e autorevole, sostenendo il ruolo dei media nella promozione di una cittadinanza più consapevole. L’iniziativa si rivolge in particolare agli utenti digitali, che ogni giorno si trovano a scegliere quali contenuti condividere. Con il messaggio chiave “Conta fino a 10”, l’invito è a prendersi una breve pausa prima di contribuire alla circolazione di potenziali falsità.

Federico Rampini lascia La7 e approda a Mediaset

Federico Rampini

Federico Rampini ha deciso di accettare l’offerta di Mediaset. La notizia è emersa il 17 giugno, in coincidenza con la messa in onda su La7 della prima puntata della nuova serie documentaria “L’America di Trump”, girata a New York. A confermare il passaggio, fonti interne a Mediaset che parlano della volontà di arricchire la propria offerta editoriale con una firma considerata di grande esperienza nel racconto dell’attualità internazionale. Secondo quanto si apprende da ambienti vicini a La7, la decisione sarebbe già stata comunicata dall’interessato, che avrebbe quindi ufficializzato il suo addio all’emittente guidata da Urbano Cairo. Il secondo episodio del ciclo previsto, dedicato a San Francisco, è attualmente confermato e potrebbe essere l’ultima collaborazione di Rampini con La7, salvo diverse comunicazioni nelle prossime settimane. Rampini, classe 1956, è anche editorialista del Corriere della Sera, dove è arrivato nel 2021 dopo l’uscita da Repubblica, quotidiano con cui aveva avuto un lungo rapporto professionale iniziato nel 1995.

Mediaset riorganizza i telegiornali: nuovi conduttori, spostamenti interni e assunzioni

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Mediaset cambia i volti e le conduzioni nei suoi telegiornali. Luca Rigoni torna al Tg5 come caporedattore esteri, sostituendo Gabriella Simoni. Dopo aver lasciato il notiziario nel 2011 per fondare Tgcom24 con Mario Giordano, Rigoni ha condotto il Tg4 negli ultimi anni. Alla redazione economia del Tg5, Giuseppe De Filippi lascia la gestione dopo 25 anni e passa al coordinamento delle edizioni del giornale con Cesara Buonamici, Fabio Tamburini, Alfredo Vaccarella, Claudio Fico, Enrico Rondoni e Carlo Pilieci. Il nuovo capo della redazione è Manuela Riva, finora vicecaporedattrice. Il direttore Clemente J. Mimun annuncia l’assunzione a tempo indeterminato di Elena La Stella, Lorenzo Ottaviani, Federica Pascale e Jessica Balestra. Al Tg4, Laura Gioia prende il posto di Rigoni alla conduzione dell’edizione delle 12. A Studio Aperto torna un conduttore uomo: il direttore Andrea Pucci affida l’edizione delle 12.25 a Alan Patarga, già noto per le rubriche finanziarie di Tg5 e Tgcom24. Entra all’ufficio centrale anche Claudia Vanni, esperta di esteri e conduttrice di Tgcom24. Dietro le quinte, Fabrizio Filippone lascia il sito di Tgcom24 per coordinare la regia di Studio Aperto. Giuliana Grimaldi passa alla gestione web. Cambi anche a Diario del giorno, la striscia pomeridiana del Tg4: esce Eliano Rossi, che entra tra i coordinatori della redazione esteri di Tgcom24.

Crollano gli ascolti dei Tg: calano tutti, tranne TgLa7

TgLa7

Un tempo indiscusso punto di riferimento per l’informazione, i telegiornali italiani stanno vivendo una stagione nera. Il pubblico fugge, gli ascolti crollano e la centralità che i notiziari occupavano nell’agenda mediatica sembra svanire. Secondo i dati Auditel analizzati dallo Studio Frasi, nel 2024 quasi tutte le principali testate registrano perdite significative. È una crisi trasversale, che colpisce sia la Rai sia Mediaset, con un’unica eccezione: il Tg La7 di Enrico Mentana, che continua a crescere. In casa Rai, il Tg1 conserva la leadership con uno share medio del 23,56%, ma perde 163.414 spettatori rispetto al 2023 (-3,79%). La gestione editoriale, voluta ai piani alti, non sembra pagare: la narrazione monocorde e una scaletta incentrata su cronaca nera e spettacolo allontanano il pubblico. Peggio fa il Tg2, diretto da Antonio Preziosi, che subisce un tracollo del 8,88% (-96.782 spettatori), consolidando la propria crisi. Il Tg3, pur risentendo del calo complessivo della terza rete, si difende con una perdita minima dello 0,44%, pari a soli 7.522 spettatori. A differenza delle altre testate, la Testata Regionale registra un segno positivo, crescendo dello 0,78%. Nemmeno Mediaset può dirsi immune. Il Tg5, al secondo posto con uno share del 19,54%, perde 86.099 spettatori (-2,42%), mentre il Tg4 lascia sul campo il 4,44% (-24.756 spettatori) e Studio Aperto il 3,52% (-18.014 spettatori). In questo scenario di crisi, spicca il successo del Tg La7, che con l’edizione serale diretta da Mentana cresce del 18,64%, guadagnando 191.810 spettatori. “Una crescita che tuttavia va inserita nell’ottima performance della rete: se La7 aumenta il pubblico, ne beneficia anche il suo telegiornale”, spiega Massimo Scaglioni, docente di Economia dei Media all’Università Cattolica di Milano. La crescita, tuttavia, non basta a nascondere un problema più ampio: l’erosione dell’audience televisiva, causata dallo spostamento delle nuove generazioni verso piattaforme digitali. Smartphone, tablet e pc sono ormai i dispositivi preferiti per informarsi, a discapito della TV tradizionale. Dal 30 dicembre, per adattarsi a questo cambiamento, Auditel introdurrà un nuovo sistema di rilevazione chiamato “total audience”. Questa metodologia misurerà non solo i programmi trasmessi in TV, ma anche quelli disponibili sui dispositivi connessi a Internet, offrendo un quadro più completo delle abitudini del pubblico. Francesco Siliato, analista dello Studio Frasi, individua nelle scelte editoriali uno dei fattori chiave del calo dei Tg Rai. Ritiene che il racconto monotematico delle guerre, poco pluralista e carente di approfondimenti, unito alla presenza eccessiva di cronaca nera, allontani gli spettatori. Questo trend negativo non risparmia nemmeno i canali all news. Rainews24 si ferma allo 0,52% di share (-17,9%), mentre Tgcom24 e SkyTg24 si attestano rispettivamente allo 0,5% e allo 0,33%.    

Bruno Vespa: “Il mio futuro in Rai? Dobbiamo parlarne”

Speciale Elezioni USA 2024

Bruno Vespa, storico conduttore di Porta a Porta, ha lasciato intendere dubbi sul proprio futuro durante un’intervista a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. Interrogato da Giorgio Lauro e Marisa Laurito sul passaggio di Amadeus al Nove, Vespa ha espresso simpatia per la scelta del collega e ne ha compreso le ragioni: “Non l’ho ancora visto, ma provvederò. Sono suo amico e gli auguro tutto il bene”. Ha poi aggiunto che il cambio di rete può offrire nuovi stimoli, senza ridursi solo a una questione economica. Vespa ha rivelato di essere stato avvicinato da Mediaset in passato, sia da Silvio Berlusconi sia più recentemente da Pier Silvio Berlusconi. Nonostante le cifre consistenti che gli erano state offerte, ha preferito restare in Rai, dove è approdato a soli 18 anni: “Nonostante ci abbia rimesso parecchi soldi, sono rimasto”. Vespa ha specificato che, prima dell’avvio di Cinque Minuti, Mediaset gli aveva proposto esattamente il doppio della cifra che percepisce attualmente. Il contratto con la Rai scadrà nell’agosto dell’anno prossimo, e Vespa non ha escluso l’ipotesi di considerare nuove opportunità: “Chissà… Dobbiamo parlarne”, ha commentato, lasciando aperte tutte le possibilità. “La Rai è stata molto generosa, giustamente, con tanti colleghi”, ha osservato, con un tono che potrebbe suggerire una leggera perplessità. Vespa sembra in attesa di chiarimenti da parte dell’azienda e valuta ogni eventualità, senza chiudere le porte a un eventuale approdo in altre reti. (In foto, lo Speciale Elezioni USA 2024 di Porta a Porta e Tg1)

Speciali USA 2024: ecco dove seguirli in televisione

Harris e Trump

Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, l’attenzione dei media italiani si è concentrata sulla sfida tra Donald Trump e Kamala Harris, che ha preso il posto di Joe Biden come principale avversaria. Secondo uno studio di Mediamonitor.it, i due candidati sono stati al centro di discussioni frequenti, con apparizioni ogni 11 minuti circa su radio e televisioni. In questo contesto, i principali canali italiani si preparano a seguire in diretta la lunga notte elettorale. La Rai si prepara a seguire in dettaglio le elezioni americane, coinvolgendo Rai 1, Rai 2, Rai 3 e RaiNews24. La maratona informativa inizierà su Rai 1 alle 23:40 del 5 novembre con un’edizione speciale di “Porta a Porta”, in collaborazione con il Tg1, che durerà fino alle 6:30. Dopo questo, seguirà uno Speciale Tg1 fino alle 9:50, uno Speciale Tg2 dalle 10:00 a mezzogiorno, e un ulteriore Speciale Tg1 dalle 14:00 alle 15:00. Su Rai 3, ci saranno tre edizioni speciali del Tg3: la prima andrà in onda da mezzanotte fino alle 7:00 del 6 novembre, la seconda tra le 12:25 e le 12:55, e la terza tra le 14:50 e le 16:30. Inoltre, RaiNews24 e RaiNews.it garantiranno un flusso informativo continuo a partire dalla mezzanotte di martedì 5. Anche RaiRadio 1 e i Giornali Radio dedicheranno ampio spazio alle elezioni. La programmazione inizierà martedì 5 dalle 23:05 con “Speciale tra poco in edicola”, condotto da Stefano Mensurati, e proseguirà con “Speciale Gr1” dalle 2:05 alle 6:00, condotto da Fabrizio Noli e Valeria Fraschetti. Alle 6:30 andrà in onda “Speciale Radio Anch’io”, condotto da Giorgio Zanchini, e nel pomeriggio, dalle 16:05 alle 17:30, ci sarà un altro Speciale Gr1 con Massimo Giraldi e Francesca Baronio. Tutti gli altri programmi di Radio 1 si concentreranno sull’argomento delle elezioni americane. Mediaset seguirà da vicino le elezioni americane con una serie di programmi speciali su Retequattro e Canale 5. La maratona informativa inizierà su Retequattro con “È sempre Cartabianca”, condotto da Bianca Berlinguer, che trasmetterà in diretta fino alle 6:00 del giorno successivo, fornendo aggiornamenti dalla lunga notte elettorale e collegamenti con inviati negli Stati Uniti, accompagnati da grafica con i dati aggiornati forniti da Associated Press. Il 6 novembre, la programmazione continuerà su Canale 5 con “Speciale Tg5 – Usa 2024: La scelta americana”, condotto da Cesara Buonamici, dalle 6:00 alle 8:00. Successivamente, Retequattro offrirà “Speciale Quarta Repubblica – Il Presidente”, con Nicola Porro, per approfondire ulteriormente gli sviluppi della giornata. Durante l’intera giornata, Mediaset fornirà aggiornamenti costanti nelle edizioni dei notiziari e nei programmi di approfondimento. Su La7, il 5 novembre sarà dedicato in modo intensivo all’evento elettorale, con programmi che copriranno tutta la giornata, dal mattino fino al prime time con “Otto e Mezzo” di Lilli Gruber. Il momento culminante della notte elettorale sarà la consueta #maratonamentana condotta da Enrico Mentana, che inizierà con una prima finestra alle 23:50 durante diMartedì di Giovanni Floris. In questa occasione, Mentana commenterà i primi risultati elettorali provenienti dall’Indiana e dal Kentucky. La diretta proseguirà dalle 00:25 fino alle 9:40 del mattino successivo, con aggiornamenti in tempo reale, risultati dai singoli Stati e sviluppi della competizione tra i candidati. Nel corso della notte, il programma ospiterà diversi esperti in studio e in collegamento, tra cui Aldo Cazzullo, Maurizio Molinari, Federico Rampini e Alessandra Sardoni, per analizzare l’impatto di queste elezioni a livello nazionale e internazionale. Su SkyTg 24, la maratona elettorale “America 2024 – Harris VS Trump” inizierà alle 23:00 del 5 novembre e si concluderà alle 19:50 del giorno successivo. Durante queste 20 ore di programmazione, il programma seguirà gli sviluppi del voto e le reazioni internazionali, utilizzando tecnologie di realtà aumentata per l’elaborazione dei dati, una rassegna live dei principali siti web e approfondimenti sull’influenza del mondo dello spettacolo americano sulla politica. Sono previsti collegamenti in diretta dagli headquarter dei due candidati, così come da luoghi strategici come la Pennsylvania, Bruxelles, Londra, Gerusalemme e Beirut. Particolare attenzione sarà riservata agli effetti della scelta degli elettori statunitensi sull’Italia, con collegamenti dalle principali manifestazioni organizzate dall’Ambasciata americana a Roma, dall’American Chamber a Milano e dall’Unione industriali a Torino. Il programma avrà un’ampia gamma di ospiti, che includeranno diplomatici, accademici, imprenditori e giornalisti. Tra i rappresentanti del mondo dei media ci saranno Lucia Annunziata, europarlamentare PD; Marco Bardazzi, giornalista e scrittore; Silvia Berzoni, Chief Editor di Class CNBC; Martino Cervo de La Verità; Jennifer Clark, giornalista e scrittrice; Paolo Garimberti, editorialista de La Repubblica; Andrea Graziosi, La Verità; Maurizio Molinari, editorialista de La Repubblica; Agnese Pini, direttrice di QN; Christian Rocca, Direttore di Linkiesta; Giuseppe Sarcina, Corriere della Sera; e Silvia Sciorilli Borrelli del Financial Times. Antonio Di Bella torna su Tv2000 dal 6 novembre, con il programma “Di Bella sul 28”, in diretta ogni mercoledì alle 21:10. Il programma offre un’analisi settimanale sui temi di attualità, sia italiani che internazionali, attraverso ospiti, collegamenti, reportage e sondaggi. La conduttrice Monica Mondo sarà ospite fissa di ogni puntata. La stagione inaugura con un episodio speciale dedicato alle presidenziali americane, con Di Bella che trasmetterà in diretta da Washington, fornendo aggiornamenti in tempo reale e collegamenti dalla Casa Bianca.  

Mediaset forma giornalisti per affrontare situazioni critiche

Mediaset forma giornalisti per zone a rischio

Nell’ambito di un protocollo d’intesa firmato nell’aprile 2022 tra l’Arma dei Carabinieri e Mediaset, si avvia un’importante iniziativa di formazione per i giornalisti del gruppo televisivo. Dal 14 al 18 ottobre 2024, il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” di Livorno, specializzato in operazioni ad alto rischio, addestrerà 25 membri del personale Mediaset, tra cui giornalisti, produttori e personale della sicurezza, in un corso di formazione intensiva noto come Hostile Environment Awareness Training (HEAT). Il corso, organizzato dal Comando della 2° Brigata Mobile dei Carabinieri di Livorno, mira a preparare il personale civile ad affrontare e gestire situazioni di potenziale pericolo in contesti di conflitto. L’obiettivo è fornire competenze pratiche e teoriche per gestire emergenze e rischi durante le missioni in zone di crisi. Durante i cinque giorni di addestramento, i partecipanti saranno coinvolti in simulazioni realistiche di scenari bellici e violenti. Le esercitazioni includeranno la gestione di checkpoint legali e illegali, la rilevazione di ordigni esplosivi e mine, la pianificazione di missioni in aree ostili e la gestione di manifestazioni violente e sequestri di persona. La formazione comprenderà sia aspetti teorici che pratici, permettendo ai partecipanti di acquisire strumenti di valutazione e gestione dei rischi in contesti non permissivi. L’addestramento si concentrerà sulla preparazione fisica e psicologica, essenziale per garantire la sicurezza dei giornalisti in ambienti ad alto rischio.