Lirio Abbate lascia Repubblica: sarà vicedirettore del Giornale

Lirio Abbate

Il giornalista Lirio Abbate ha lasciato La Repubblica e assumerà il ruolo di vice direttore del Giornale con delega alle inchieste investigative e giudiziarie. Sebbene il trasferimento fosse già noto da alcuni giorni, le dimissioni dal quotidiano del gruppo GEDI sono state formalizzate il 21 luglio, segnando la conclusione del suo percorso nella redazione. Secondo quanto emerso, Abbate avrebbe lasciato La Repubblica con dispiacere, dopo aver sperato fino all’ultimo di poter proseguire la propria esperienza professionale all’interno della testata. Con il nuovo incarico entrerà a far parte della direzione del Giornale, dove seguirà in particolare le attività legate alle inchieste e alla cronaca giudiziaria. L’arrivo del giornalista investigativo è stato voluto dal direttore Tommaso Cerno, con il quale Abbate aveva già collaborato in passato durante l’esperienza all’Espresso. La nuova nomina rafforza l’area dedicata al giornalismo investigativo del quotidiano e si inserisce nel percorso di riorganizzazione editoriale avviato dalla direzione. L’ingresso di Abbate coincide con una fase di cambiamento per il Giornale. Da oggi il quotidiano è in edicola con una nuova veste grafica, presentata nell’ambito del progetto di rinnovamento della testata. Nei giorni precedenti il giornale aveva registrato anche l’uscita di Osvaldo De Paolini, condirettore con delega all’economia. Il giornalista si è dimesso il 20 luglio, spiegando di ritenere conclusa la propria esperienza dopo tre anni di lavoro e di voler dedicare questo periodo al riposo.

Il Giornale rinnova carta e digitale nel segno di Montanelli

Nuova grafica Il Giornale

Il Giornale si prepara a uscire in edicola con una nuova veste grafica a partire da mercoledì 22 luglio, avviando un progetto di rinnovamento che coinvolge sia l’organizzazione delle pagine sia la trasformazione digitale della testata. Il giorno successivo, 23 luglio, entrerà infatti in funzione anche Arc XP, il nuovo Content Management System scelto da Editoria Italia per gestire siti web, applicazioni, contenuti multimediali, abbonamenti e pubblicità digitale. L’iniziativa coincide con il venticinquesimo anniversario della scomparsa di Indro Montanelli, fondatore del quotidiano. Il cambiamento viene presentato dalla testata come un intervento sulla forma e sull’organizzazione dell’informazione, senza modificare l’identità editoriale del giornale. Nell’editoriale che anticipa il debutto della nuova grafica, il direttore Tommaso Cerno scrive: “Cambiamo pelle, non anima”. E aggiunge: “Ci siamo rifatti il guardaroba, non il carattere”. Secondo Cerno, i lettori continueranno a trovare gli stessi valori che hanno caratterizzato il quotidiano, con pagine progettate per rendere la lettura più chiara e immediata. Nel testo il direttore ricorda anche precedenti interventi grafici realizzati nel corso della sua carriera, spiegando come l’introduzione del colore e di un maggiore spazio dedicato alle fotografie non abbia modificato l’identità delle testate coinvolte. Per Cerno, la grafica rappresenta uno strumento per facilitare la lettura e valorizzare le notizie. “La grafica è molto più della grafica”, scrive, spiegando che una buona impaginazione deve aiutare il lettore a orientarsi tra i contenuti. L’obiettivo dichiarato è offrire “titoli che si fanno leggere, pagine che respirano, notizie ordinate secondo una gerarchia onesta”. Anche la nota diffusa dall’editore sottolinea che non si tratta di un semplice restyling, ma di “una diversa architettura dell’informazione, pensata per restituire centralità alle notizie, forza alle scelte editoriali e ordine alla complessità del presente”. La nuova impostazione prevede una prima pagina più selettiva, aperture più definite e un percorso di lettura organizzato secondo una gerarchia visiva più evidente, con l’obiettivo di distinguere in modo più chiaro i fatti principali dagli approfondimenti. Il progetto comprende inoltre il rinnovamento tecnologico della redazione. Dal 23 luglio sarà operativo Arc XP, la piattaforma sviluppata dall’esperienza del Washington Post e adottata da Editoria Italia per accompagnare la trasformazione digitale delle proprie testate. Il sistema consentirà di gestire da un’unica infrastruttura la pubblicazione dei contenuti, i servizi digitali, gli abbonamenti e la raccolta pubblicitaria, mettendo a disposizione delle redazioni nuovi strumenti per la produzione e la distribuzione delle notizie. Presentando il progetto, Tommaso Cerno ha dichiarato: “Stiamo progettando il Giornale del futuro e lo facciamo nel segno del nostro fondatore Indro Montanelli”. Il direttore ha aggiunto che la testata continuerà a richiamarsi alla storia del quotidiano pur affrontando una nuova fase di sviluppo. Anche l’art director Mauro Brolis ha spiegato che si tratta di “una grafica diversa che accontenterà i vecchi e i nuovi lettori”, mentre il direttore del progetto Sergio Juan ha indicato tre principi alla base del nuovo impianto editoriale: “L’Identità (il tempo storico de il Giornale). Il Giornale ha una storia, una voce e un’identità riconoscibili. Il progetto nasce per rafforzarle e renderle ancora più presenti nel nostro tempo. Il Tempo (del lettore). Ogni giorno chiediamo al lettore qualcosa di prezioso: il suo tempo. Per questo ogni scelta è pensata per aiutarlo a orientarsi, capire che cosa conta e trovare ciò che merita davvero la sua attenzione. E infine il Futuro (il tempo futuro del quotidiano). Quello de il Giornale nasce dalla capacità di evolvere, continuando a essere autorevole, riconoscibile e rilevante per i propri lettori”.

Del Vecchio acquisisce il 30% de Il Giornale e tratta su QN

Leonardo del Vecchio

Leonardo Maria Del Vecchio ha acquisito il 30% de Il Giornale tramite il family office LMDV Capital: l’operazione riguarda Milano, è stata ufficializzata oggi, coinvolge l’editore del quotidiano e rientra in una strategia di investimento nel settore dei media, mentre sono in corso trattative per il controllo del gruppo QN. LMDV Capital è entrata nel capitale de Il Giornale, quotidiano fondato nel 1974 da Indro Montanelli e oggi controllato al 70% dalla famiglia Angelucci attraverso la Finanziaria Tosinvest. L’acquisizione riguarda il 30% delle quote e segna l’ingresso diretto di Leonardo Maria Del Vecchio nel quotidiano. Secondo quanto ricostruito, una parte delle quote sarebbe stata ceduta dagli Angelucci, mentre la quota principale sarebbe stata venduta da Paolo Berlusconi, che ha ridotto la propria partecipazione dal 30% al 5%, mantenendo una presenza simbolica nella società editrice. L’operazione si inserisce in un progetto più ampio nel settore dell’informazione. In una nota, LMDV Capital spiega che l’investimento fa parte di un percorso avviato nei media e che si affianca a un’esclusiva per l’acquisizione della maggioranza di un gruppo editoriale italiano con quotidiani e piattaforme digitali nazionali e locali. Secondo fonti finanziarie, il gruppo coinvolto è QN, editore de Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino, controllato dalla famiglia Riffeser Monti. La società capogruppo Monrif è uscita dalla Borsa l’8 maggio, dopo il superamento del 90% del capitale in seguito a un’offerta pubblica di acquisto. Le due iniziative, spiega ancora la nota, delineano il primo perimetro di un polo editoriale italiano che Del Vecchio intende sviluppare come base di un futuro piano industriale nei media. Nei mesi scorsi l’imprenditore ha anche presentato un’offerta da 140 milioni di euro per l’acquisizione di Gedi, proposta respinta dall’azionista John Elkann, impegnato in una trattativa in esclusiva con Antenna Group. “In una fase di profondo riassetto del settore, LMDV Capital conferma la volontà di investire nel lungo periodo sull’informazione italiana mettendo a disposizione capitale, competenze manageriali e know-how sulla trasformazione digitale”, si legge nella nota. Il progetto prevede una piattaforma editoriale integrata basata sulla valorizzazione dei brand storici, sullo sviluppo digitale di siti, app, podcast, video e modelli di abbonamento, e sull’uso responsabile di dati e intelligenza artificiale a supporto del lavoro delle redazioni. “Questo investimento, al fianco della famiglia Angelucci, rappresenta un passo concreto nel percorso che ho delineato nei mesi scorsi: rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale”, ha dichiarato Leonardo Maria Del Vecchio. “Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico”. Negli ultimi mesi Il Giornale ha registrato anche cambiamenti nella struttura editoriale: da poche settimane il direttore responsabile è Tommaso Cerno, con Osvaldo De Paolini nel ruolo di condirettore, mentre la direzione editoriale resta affidata a Vittorio Feltri.

Il Giornale in edicola senza redazione ma con firme apprezzate

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Oggi, 29 novembre, il Giornale è uscito in edicola nonostante lo sciopero che ieri ha coinvolto la quasi totalità dei suoi redattori, spiegando chi ha partecipato, cosa è accaduto, dove si è verificato, quando è successo e perché è stato deciso. La redazione ha informato i lettori che l’edizione è stata realizzata senza il loro contributo, ricordando che la protesta riguarda il mancato rinnovo del contratto di lavoro, fermo da più di dieci anni, e la necessità di difendere la professionalità giornalistica. I giornalisti hanno dichiarato che la protesta non ha alcun contenuto politico e non contiene critiche verso il governo, spiegando che “la protesta non aveva alcuna motivazione politica né alcun riferimento critico al governo”. Hanno aggiunto che negli ultimi anni il numero dei dipendenti si è ridotto mentre è aumentato il ricorso a collaboratori precari, spesso retribuiti pochi euro a notizia e privi di tutele. Per far comprendere la situazione anche ai più piccoli, la redazione ha descritto un lavoro in cui molte persone contribuiscono ogni giorno, ma con compensi minimi e senza garanzie che li aiutino a costruire il futuro. Secondo il comunicato dei redattori, questa situazione rende più difficile produrre un’informazione affidabile e variegata. Per questo hanno scritto che “un giornale prodotto così può reggere solo per pochissimo tempo e non garantisce né pluralismo né qualità dell’informazione”. La redazione ha spiegato che il loro sciopero vuole evitare che i lettori ricevano un giornale meno completo e meno accurato, ribadendo il bisogno di rinnovare il contratto per permettere ai giornalisti, giovani e meno giovani, di lavorare in modo stabile e professionale. L’editore, che fa capo alla famiglia Angelucci, ha replicato dichiarando di aver preso atto del comunicato del Comitato di redazione e precisando che l’edizione del giorno è uscita in 32 pagine, come ogni giorno. L’azienda ha spiegato che il quotidiano è stato “arricchito con contributi editoriali di firme apprezzate dai nostri lettori”, assicurando così la continuità e la riconoscibilità del prodotto editoriale.

Angelucci ridefinisce le direzioni: Cerno al Giornale, Capezzone al Tempo

Cerno e Capezzone

Il 1° dicembre, nel gruppo editoriale che fa capo all’imprenditore Antonio Angelucci, cambia chi dirige due dei suoi quotidiani più importanti: Tommaso Cerno diventerà direttore del Giornale al posto di Alessandro Sallusti, mentre la guida del Tempo, finora affidata allo stesso Cerno, potrebbe passare a Daniele Capezzone, oggi direttore editoriale di Libero. Il gruppo conferma invece la direzione di Mario Sechi a Libero, che quindi non subirà modifiche. La scelta di affidare Il Giornale a Cerno arriva dopo mesi in cui si parlava di un possibile riassetto interno. Cerno, udinese e cinquantenne, è considerato la figura più spostata sulla scacchiera editoriale del gruppo. La sua carriera è iniziata al Messaggero Veneto, poi è passato a L’Espresso, che ha diretto nel 2016. In seguito è diventato condirettore di Repubblica e, successivamente, parlamentare del Partito Democratico. Negli ultimi anni si è gradualmente spostato verso quotidiani dell’area centrodestra, fino ad approdare al Tempo. Secondo quanto filtrato, Sallusti avrebbe rifiutato il ruolo di direttore editoriale del Giornale, oggi nelle mani di Vittorio Feltri, e per lui potrebbe aprirsi una presenza più stabile negli studi televisivi di Mediaset come analista-commentatore. Le discussioni interne sulla sua uscita dal gruppo avevano generato reazioni, tra cui quelle attribuite proprio a Feltri, e per questo gli editori avevano inizialmente frenato. Ora però il passaggio a Cerno diventa operativo. Durante il suo anno e otto mesi alla guida del Tempo, Cerno è stato descritto come un direttore molto energico, capace di introdurre nuovi ritmi e idee che hanno riportato attenzione su una testata considerata in difficoltà. Il suo metodo di lavoro è definito “solista”: costruisce il giornale seguendo intuizioni personali, senza sempre condividerle in anticipo con la redazione, che comunque riconosce il suo impegno. In un recente incontro pubblico, Cerno ha spiegato come secondo lui sia cambiato il lavoro dei giornalisti: “prima il giornale andava in cerca della notizia, ora la notizia arriva anche al giornale via social network e il valore aggiunto del giornalista non è più nel riportarla così com’è, ma solo nell’approfondimento e nella testimonianza personale”. Ha aggiunto che il compito dei quotidiani è “selezionare le notizie e scegliere quelle che vanno approfondite”, perché devono raccontare qualcosa che non si trova già nei flussi online. Per lui, i giornalisti devono “tornare a essere testimoni diretti”.

Nasce “Moneta”, il settimanale economico allegato a Il Giornale, Libero e Il Tempo

Debutta in edicola con il Giornale il nuovo settimanale “Moneta”, allegato gratuitamente ogni sabato anche a Libero e Il Tempo. Si tratta di una nuova testata cartacea, con aggiornamenti digitali, interamente dedicata a economia, finanza e risparmio, pensata per offrire ai lettori uno strumento stabile di orientamento in un contesto globale segnato da forte instabilità economica e geopolitica. Il progetto è stato sviluppato congiuntamente dagli editori e dai direttori dei tre quotidiani, con l’intenzione di affiancare all’informazione generalista un approfondimento specifico sul tema del denaro, spesso trascurato per limiti di spazio e formato. Diretto dal giornalista economico Osvaldo De Paolini, “Moneta” vuole rispondere alla crescente domanda di consapevolezza da parte di un pubblico alle prese con inflazione, mutui, previdenza, mercati volatili, tecnologie emergenti e scenari geopolitici in evoluzione. Il nuovo settimanale si propone come un’informazione economica accessibile ma rigorosa, attenta alle esigenze quotidiane dei cittadini e alle trasformazioni strutturali del sistema economico. Nel numero inaugurale sono presenti due servizi esclusivi. Il primo è una sintesi di un rapporto riservato che individua oltre 50 obiettivi industriali italiani sensibili in caso di un conflitto internazionale. Il secondo è una intervista all’architetto Massimiliano Fuksas, che anticipa i temi del Salone del Mobile di Milano, raccontando il suo punto di vista sull’architettura contemporanea e sul design. La rivista dedicherà ampio spazio a temi come sistema bancario, start-up, agricoltura, finanza innovativa, pensioni, investimenti, industria 4.0 e mercati globali, offrendo ogni settimana 40 pagine di contenuti, inclusi approfondimenti, dossier e voci dai protagonisti del mondo produttivo italiano. Il settimanale sarà disponibile anche in versione digitale, con aggiornamenti continui, analisi e breaking news. Il lancio sarà seguito da due eventi ufficiali: l’11 aprile a Milano nella sede della Borsa Italiana e il 17 aprile a Roma presso il Tempio di Adriano, sede della Camera di Commercio. L’obiettivo è costruire un ecosistema informativo integrato, capace di affiancare la carta stampata con il dinamismo della rete e offrire ai lettori un punto di riferimento solido per comprendere e affrontare le trasformazioni economiche in corso. (In foto, Vittorio Feltri)

Il Gruppo Angelucci lancia un nuovo dorso di Economia

Il Gruppo Angelucci si prepara al lancio di un innovativo dorso di Economia. Il progetto coinvolgerà le testate di punta del gruppo: Il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti, Libero, guidato da Mario Sechi, e Il Tempo, sotto la direzione di Tommaso Cerno. Alla guida del nuovo supplemento economico ci sarà Osvaldo De Paolini, condirettore del Giornale e uno dei più esperti giornalisti di settore. Il dorso si articolerà su 40 pagine, offrendo ai lettori approfondimenti, analisi, interviste esclusive e retroscena sul mondo economico, con un posizionamento competitivo rispetto al dorso di Economia del Corriere della Sera. Secondo quanto appreso da Adnkronos, De Paolini ha già completato la squadra editoriale e il progetto dovrebbe vedere la luce entro aprile. C’è persino la possibilità che il gruppo anticipi i tempi, confermando le ambizioni di questa nuova iniziativa.  

Il Giornale festeggia 50 anni: oggi evento agli IBM Studios di Milano

“Il Giornale” celebra oggi il suo mezzo secolo di vita con un evento presso gli IBM Studios in piazza Gae Aulenti 10, dalle 9.30 alle 17.30. L’evento, intitolato «Il Giornale 50 anni dopo», ripercorre la storia del quotidiano e affronta le sfide future con una serie di interventi e dibattiti. Oggi con il quotidiano l’inserto di 64 pagine che ne ripercorre la storia. La giornata inizia con il saluto del direttore Alessandro Sallusti. Seguiranno panel su temi cruciali come pace, innovazione e sostenibilità. Tra i relatori, Claudio Descalzi (ENI), Giampiero Massolo (Mundys), Ana Palacio (ex ministro degli Esteri spagnolo), Flavio Cattaneo (ENEL), Carlo Cimbri (Unipol), e molti altri. Mike Pompeo, ex Segretario di Stato USA, sarà intervistato da Nicola Porro. Altri interventi vedranno protagonisti Pierroberto Folgiero (Fincantieri), Marco Hannappel (Philip Morris Italia), e Pietro Labriola (TIM). Bruno Vespa modererà un confronto tra gli ex direttori del Giornale, tra cui Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro. La giornata si concluderà con un panel sulla storia del quotidiano, moderato da Vittorio Macioce, con Gennaro Sangiuliano (ministro della Cultura) e altri ospiti. L’evento è aperto al pubblico previa iscrizione (info al numero 02.85661).

Il Giornale cambia look: addio al claim “Da 50 anni contro il coro”

Il Giornale

Il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, ha annunciato un rinnovamento grafico del quotidiano e la rimozione del claim “Da 50 anni contro il coro”. Ha spiegato che la frase è ormai incongruente, dato che il pensiero conservatore sostenuto dal giornale è ora prevalente nel Paese. “A poche settimane dal nostro cinquantesimo compleanno diamo un ritocco alla nostra veste grafica per presentarci in ordine all’appuntamento. La novità più importante è però quella forse meno visibile, la scomparsa di quella dicitura «Da 50 anni contro il coro» che faceva mostra di sé proprio sotto la testata. Intendiamoci, non è che rinunciamo a essere ciò che siamo sempre stati: è che forse è venuto il momento di prendere atto che quella battaglia contro un pensiero unico illiberale che si imponeva in ogni campo è stata vinta, che le idee di una destra liberale, moderna e moderata hanno piena cittadinanza culturale e politica. […] Ma se così è e la maggioranza degli italiani consapevoli si affidano alle nuove destre, beh un motivo ci sarà. Non sto dicendo che quello in carica sia il governo perfetto né eterno. Dico che prima Silvio Berlusconi e poi Giorgia Meloni con il leale sostegno di Matteo Salvini hanno alla fine sdoganato una visione politica che cinquant’anni fa non era immaginabile potesse governare l’Italia, non certo in maniera stabile e autorevole sul piano internazionale come è avvenuto e sta avvenendo. Nel 1974 a girare per strada esibendo sottobraccio questo Giornale si rischiavano le botte. Oggi i suoi lettori sono quelli che eleggono primi ministri, che orientano le scelte dei governi, che rivendicano con speranza nuove libertà. In altre parole oggi voi lettori siete diventati il «coro» del Paese”.