Alessandro Barbano nuovo direttore dei sei quotidiani di Nord Est Multimedia

Alessandro Barbano

Alessandro Barbano è il nuovo direttore dei sei quotidiani del gruppo Nord Est Multimedia, conosciuto anche con la sigla NEM. Prenderà servizio alla fine di ottobre 2026 e guiderà giornali letti ogni giorno in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Le testate che Barbano dirigerà sono la Tribuna di Treviso, il Mattino di Padova, il Corriere delle Alpi di Belluno, la Nuova di Venezia e Mestre, il Messaggero Veneto di Udine e il Piccolo di Trieste. Fino a oggi la direzione di questi quotidiani era affidata a Paolo Possamai, che è direttore editoriale e direttore responsabile delle testate del gruppo. Con l’amministratore delegato di NEM, Giuseppe Cerbone, Possamai cercava da mesi un giornalista a cui affidare la guida dei giornali. L’assunzione di Barbano è stata formalizzata oggi, mentre domani il suo arrivo sarà comunicato alle redazioni, cioè ai gruppi di giornalisti che lavorano in ogni giornale. Il nuovo direttore guiderà una squadra di giornalisti, divisi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Accanto a lui lavoreranno i sei vicedirettori, ognuno responsabile di una delle testate. Barbano ha una lunga esperienza alla guida di giornali importanti. Fino a pochi giorni fa era direttore editoriale de L’Altravoce, il quotidiano della Fondazione Dodaro. In passato è stato direttore del Mattino di Napoli e del Messaggero di Roma, dove è rimasto per poco più di un mese. Possamai conosceva Barbano da tempo e seguiva il suo lavoro all’Altravoce. Il primo contatto c’è stato quando è diventata pubblica la decisione del giornalista di lasciare quel quotidiano. Da quel momento sono bastati pochi giorni per raggiungere l’accordo. Nord Est Multimedia è un gruppo editoriale nato nel 2023 per comprare i sei giornali locali di Veneto e Friuli Venezia Giulia dal gruppo GEDI. In quel periodo GEDI apparteneva alla famiglia Elkann e pubblicava, tra gli altri, Repubblica, La Stampa e decine di quotidiani locali. Negli ultimi mesi GEDI ha cambiato proprietà: La Stampa è stata venduta al gruppo editoriale italiano SAE, mentre GEDI e Repubblica sono passati al gruppo greco Antenna.

Il Messaggero: Boffo direttore, Barbano lascia dopo un mese

Il Messaggero prime pagine

Cambio ai vertici del Messaggero. Secondo quanto appreso dall’agenzia Adnkronos, Alessandro Barbano lascia la direzione del giornale a un mese esatto dal suo insediamento. Il Gruppo Caltagirone Editore ha comunicato ufficialmente che da domani la direzione del Messaggero sarà affidata a Guido Boffo, attuale vicedirettore del quotidiano. Boffo, originario di Torino, lavora al Messaggero dal 2016, dove ha inizialmente ricoperto il ruolo di capo redattore centrale e successivamente quello di vicedirettore. Barbara Jerkov, che attualmente guida la redazione politica del giornale e ricopre il ruolo di caporedattore, sarà promossa a vicedirettore. Contestualmente, Massimo Martinelli tornerà a ricoprire la carica di direttore editoriale. L’assemblea dei redattori del Messaggero ha espresso profonda preoccupazione riguardo al recente licenziamento del direttore Alessandro Barbano, avvenuto senza chiarezza sulle motivazioni, dopo soli trenta giorni di gestione del giornale. Si è inoltre manifestata una forte inquietudine per la mancanza di un piano editoriale che delinei le direzioni del lavoro giornalistico. La situazione è stata aggravata dalla mancanza di continuità nella leadership del giornale e dalla mancanza di spiegazioni riguardo ai frequenti cambiamenti ai vertici della redazione. Si è sottolineato il clima di lavoro positivo instaurato durante la breve direzione di Barbano, in contrasto con gli anni precedenti caratterizzati da tensioni interne. L’assemblea ha richiesto alla direzione del giornale chiarimenti sul futuro editoriale e l’implementazione di un piano condiviso con i giornalisti. Ha altresì insistito sull’importanza di mantenere un ambiente di lavoro collaborativo e sereno nella redazione. Il Comitato di redazione è stato incaricato di vigilare affinché questi obiettivi fondamentali non vengano ignorati e è stato deciso uno sciopero di cinque giorni come forma di protesta.