Il Sole 24Ore celebra 160 anni con un francobollo

Ieri mattina, al Mudec di Milano, durante l’evento “160 ANNI insieme: informare, partecipare, crescere”, era stato presentato il francobollo dedicato ai 160 anni de Il Sole 24 Ore, emesso dal MIMIT e corredato dall’annullo filatelico di Poste Italiane. Il francobollo, valido per la posta ordinaria nazionale, riproduceva la testata del quotidiano su uno sfondo che richiamava il colore della sua carta e mostrava una filigrana neoclassica ispirata ai motivi dell’Ottocento, scelta per rappresentare il percorso storico del giornale. Secondo Flavia Scarpellini, consigliere d’amministrazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, l’emissione nasceva dalla capacità del quotidiano di raccontare l’evoluzione delle imprese e del lavoro in oltre un secolo di informazione. Scarpellini aveva spiegato che “dalle prime edizioni il punto di vista del giornale è sempre stato universalistico” e che il quotidiano aveva consolidato negli anni un rapporto stabile con i lettori, seguendo “piccole e grandi rivoluzioni” economiche e sociali. Aveva inoltre ricordato il passaggio a una realtà multimediale in grado di integrare carta, radio ed eventi. Il bollettino illustrativo dell’emissione era stato firmato dal direttore del quotidiano, Fabio Tamburini, che lo aveva dedicato “ai lettori del passato, del presente e del futuro”. Come aveva spiegato Annamaria Gallo, responsabile Commerciale Filatelia Macro Area Nord Ovest di Poste Italiane, il francobollo sarebbe stato messo in vendita da oggi negli uffici postali, “raccontando la storia di chi ha fatto la storia”. L’emissione prevedeva 225.000 esemplari con la testata del giornale. Durante la cerimonia, la presidente del Gruppo 24 ORE, Maria Carmela Colaiacovo, aveva ricordato che l’anniversario rappresentava “un simbolo di una storia fatta di impegno e passione” e aveva descritto Il Sole 24 Ore come “simbolo di affidabilità, passione e credibilità”, rivolto alle imprese, ai professionisti e ai lettori interessati all’informazione economica. Tamburini aveva aggiunto che “giornate come questa servono a ricordare che occorre ragionare con la testa e per questo occorre informarsi per fare scelte consapevoli”, sottolineando che il quotidiano “serve a recuperare il valore, la dialettica e il confronto”.
Giorgia Meloni in visita all’ANSA per gli 80 anni: “Nata il mio stesso giorno”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato la sede dell’ANSA, in occasione degli 80 anni dell’Agenzia di stampa, fondata il 15 gennaio 1945. La visita si è svolta presso gli uffici romani della redazione, dove la premier ha incontrato il presidente Giulio Anselmi e il direttore Luigi Contu, oltre a numerosi giornalisti presenti nella newsroom. “Sono venuta a testimoniare il rispetto verso un pezzo di storia molto autorevole del giornalismo italiano ma anche il rispetto che nutro, anche da giornalista, nei confronti del vostro modo di fare giornalismo, anche in un mondo che cambia, in cui è sempre più difficile essere veloci mantenendo la serietà, cercando di verificare le notizie. Perché so quanto possa essere difficile”, ha dichiarato Meloni, rivolgendo il suo intervento ai professionisti dell’informazione riuniti nella redazione. Nel corso della visita, la presidente del Consiglio ha rivelato anche una curiosità personale: “Ho scoperto – ha sorriso poi Meloni – che l’ANSA è nata lo stesso giorno (il 15 gennaio) in cui sono nata io, qualche anno più tardi“. L’incontro ha rappresentato un riconoscimento istituzionale del ruolo svolto dall’Agenzia nell’informazione italiana. “L’informazione è un servizio importante per la politica e la democrazia“, ha affermato Meloni, ribadendo l’importanza della verifica delle fonti e della serietà professionale nel lavoro giornalistico. Durante uno scambio di battute informale con la dirigenza dell’Agenzia, Meloni ha sottolineato il valore dell’autorevolezza nella produzione giornalistica: “In questo tempo, con il giornalismo si possono guadagnare lettori con la sensazione o con l’autorevolezza, e mi pare che l’ANSA cerchi di farlo con l’autorevolezza“.
Diari de Tarragona premiato per il giornalismo locale in Catalogna

Il Diari de Tarragona ha ricevuto il Premio Nazionale della Comunicazione 2024 nella categoria Comunicazione di Prossimità, durante la cerimonia ufficiale tenutasi il 5 luglio presso il Palau Firal i de Congressos di Tarragona. L’evento, per la prima volta organizzato fuori da Barcellona, è stato presieduto dal capo del Governo catalano, Salvador Illa, che ha sottolineato il valore del giornalismo locale come strumento fondamentale per la coesione sociale. Il riconoscimento è stato assegnato al quotidiano per il suo “costante impegno nella stampa attuale in Catalogna” e per il ruolo svolto dal suo inserto Clau del Diari, indicato come “punto di riferimento del giornalismo locale rigoroso della città e del territorio”. Alla cerimonia, condotta dal giornalista Marc Giró, hanno partecipato il sindaco di Tarragona, Rubén Viñuales, e il ministro della Presidenza, Albert Dalmau. Durante la serata, sono stati premiati anche altri professionisti e media catalani, tra cui Gemma Nierga, Ricard Ustrell, Carles Francino e Ràdio Barcelona. Il riconoscimento è stato esteso “a tutti i professionisti che, con vocazione, onestà e rispetto per la comunità, sono appassionati del giornale”. Durante il suo intervento, Batchilleria ha ricordato Luis Sánchez-Friera, direttore del Diari fino all’agosto 2023, e Antoni Coll, ex direttore e attuale consulente editoriale, indicati entrambi come figure fondamentali nel consolidamento del giornale. Nel corso della cerimonia, sono stati premiati: Cristina Salvador i Branera, fondatrice e CEO della società di consulenza Both, è stata premiata per la comunicazione d’impresa. Càncer 360°, podcast dell’Institut Oncològic Vall d’Hebron, ha ricevuto il riconoscimento per la comunicazione scientifica. Xarxa+, piattaforma OTT per contenuti audiovisivi di prossimità, ha ottenuto il premio nella categoria Comunicazione Digitale. Òscar Muñoz, giornalista de La Vanguardia, ha ricevuto il premio stampa, assegnato postumo. Carles Francino e Ricard Ustrell sono stati premiati per la comunicazione radiofonica. Gemma Nierga ha ricevuto il premio per la comunicazione televisiva. EAJ 1 Ràdio Barcelona, prima emittente radiofonica ufficiale dello Stato spagnolo, è stata insignita del Premio d’Onore. Nel suo discorso, Salvador Illa ha affermato che “la disinformazione è una delle più grandi minacce del nostro tempo”, sottolineando l’importanza della libertà di espressione, della veridicità dell’informazione e del ruolo del giornalismo come pilastro della democrazia. Ha inoltre richiamato il passato romano di Tarragona, un tempo Tàrraco, come esempio storico di una città nata per comunicare: snodo di leggi, idee e cultura nell’Impero, oggi sede di un giornale che continua quella stessa vocazione informativa con uno sguardo proiettato al futuro. Da pochi giorni, il Diari de Tarragona ha anche lanciato il nuovo sito web, progettato per offrire informazioni in tempo reale con un’interfaccia più fluida, leggibile e adatta a ogni dispositivo. Il sito, sviluppato da Wenceslau News Design e basato su Xalok, integra due nuovi font e punta su mobile, social media e interazione con i lettori. La homepage privilegia notizie attuali e temi locali rilevanti, ordinati secondo l’importanza degli eventi. Oltre alla cronaca, restano servizi storici come “la vignetta di Napi”, meteo, economia e i contenuti di maggiore impatto editoriale (siccità, trasporti, criminalità, ecc.). Ogni articolo è facilmente condivisibile tramite social e app di messaggistica, mentre in fondo alla pagina si trovano speciali, sondaggi, le risposte del direttore e i contenuti più letti. Il progetto riflette una visione editoriale precisa: dare notizie selezionate con rigore, approfondire con contesto, ordinare con chiarezza e costruire ogni contenuto con metodo. Superate le tradizionali sezioni, i contenuti sono ora organizzati per argomenti, con l’obiettivo di offrire al lettore non solo informazione, ma orientamento e giudizio. (In foto: Salvador Illa consegna il premio al consigliere delegato dei Diari de Tarragona, Santiago Batchilleria Grau. Ph. Marc Bosch)
Il Sole 24 Ore annuncia grandi eventi autunnali per i 160 anni

Il Sole 24 Ore ha presentato il palinsesto ufficiale delle celebrazioni per i suoi 160 anni di attività, con un programma articolato che si estenderà per tutto l’autunno 2025. Le iniziative sono state annunciate ieri sera, durante un evento ospitato nella sede milanese del quotidiano, in viale Sarca, alla presenza di stakeholder, partner, clienti e rappresentanti del mondo dell’informazione e dell’impresa. A introdurre la serata è stata Maria Carmela Colaiacovo, presidente del Gruppo 24 ORE, seguita dagli interventi del direttore Fabio Tamburini e dell’amministratore delegato Federico Silvestri. Il primo appuntamento in programma si terrà a Roma, l’8 ottobre, presso la Galleria del Cardinale Colonna, con un convegno istituzionale dal titolo “L’evoluzione dei media d’informazione: sfide e strategie tra presente e futuro”. Seguirà l’Opinion Readers Meeting, l’8 e il 9 novembre, al MUDEC di Milano, due giornate aperte al pubblico dedicate all’incontro con le redazioni, tavole rotonde, workshop, talk e attività per i più giovani. Le celebrazioni culmineranno il 19 novembre con un concerto aperto alla cittadinanza nel Duomo di Milano, con la Filarmonica della Scala diretta da Lorenzo Viotti. Nel corso dell’evento è stato anche annunciato che Il Sole 24 Ore ha ricevuto il Global Brands Award 2025, assegnato dal magazine britannico Global Brands Magazine, in due categorie: “Most Innovative Business News Platform” e “Excellence in Financial & Economic Journalism”. Un riconoscimento internazionale che affianca la testata italiana a nomi come The New York Times, Der Spiegel e Le Monde. Le iniziative legate al 160° anniversario sono iniziate nei mesi precedenti con la campagna “Opinion Reader”, una call to action che ha coinvolto centinaia di lettori nella scelta di otto testimonial protagonisti della comunicazione istituzionale. A Trento, durante il Festival dell’Economia, sono stati presentati due progetti originali: la mostra digitale “16per10 – 160 anni di informazione alla luce del Sole” e il podcast “Edizione straordinaria!”, curato dallo storico Paolo Colombo. A giugno è partito da Palermo anche il Silent Reading Tour, una serie di incontri in tutta Italia per promuovere la lettura ragionata e condivisa del quotidiano. Durante la serata milanese, la presidente Colaiacovo ha affermato: “160 anni non sono solo una ricorrenza editoriale, ma un tassello della storia del Paese”. L’amministratore delegato Silvestri ha dichiarato: “Questo anniversario rappresenta anche un nuovo inizio, con lo sguardo rivolto al futuro e la responsabilità del nostro ruolo nel sistema informativo italiano”. Ha poi aggiunto che il gruppo ha recentemente lanciato un nuovo canale televisivo, parte del progetto di ampliamento del sistema multicanale del Gruppo 24 ORE, che include stampa, radio, digitale e ora anche TV. Secondo il direttore Tamburini, “la ricetta per una buona informazione è molto semplice: dare ogni giorno ai lettori e agli ascoltatori notizie e approfondimenti che non conoscono già, farlo nella maniera più piacevole possibile, rispettare la regola secondo cui i fatti vanno separati dalle opinioni e le opinioni meglio se contrapposte per spingere la dialettica. Il gruppo Sole 24 Ore è impegnato da sempre al rispetto di queste regole, dando garanzia di qualità, in un mondo dominato dalle notizie false, e di analisi approfondite, in un mondo dominato dalla superficialità. Senza timori reverenziali e senza reticenze”. (In foto, Silvestri, Colaiacovo e Tamburini. Credits: Primaonline)
Digital News Report 2025: cresce l’elusione: il 40% degli utenti evita le notizie, in particolare i giovani

In un contesto globale dominato da incertezze politiche, crisi ambientali e instabilità economica, il giornalismo dovrebbe rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per cittadini e istituzioni. Tuttavia, il Digital News Report 2025, pubblicato dal Reuters Institute, dipinge un quadro ben diverso: il giornalismo tradizionale attraversa una crisi profonda, segnata da una progressiva perdita di rilevanza, fiducia e sostenibilità economica. Secondo il rapporto, in gran parte dei 48 Paesi analizzati, l’interazione con le fonti istituzionali di informazione – televisione, stampa e siti web – continua a diminuire, mentre cresce il consumo attraverso social media, piattaforme video e aggregatori. In particolare, negli Stati Uniti, la combinazione tra disintermediazione e polarizzazione politica ha favorito l’ascesa di un ecosistema mediatico alternativo, dove podcaster, YouTuber, TikToker e influencer dettano l’agenda informativa, superando per impatto i media legacy. Fenomeni come Joe Rogan e Tucker Carlson raccolgono numeri superiori a quelli dei network tradizionali, influenzando un pubblico giovane e prevalentemente maschile. Anche in Europa, Asia e America Latina si assiste a dinamiche analoghe: figure come Hugo Travers in Francia e una vasta galassia di creator in Thailandia stanno ridefinendo il modo in cui le nuove generazioni si informano. La preferenza crescente per i contenuti video, unitamente alla frammentazione del consumo, accelera la crisi dei formati testuali. Piattaforme come TikTok, YouTube e Instagram sono ormai centrali nel panorama informativo, mentre X (ex Twitter) si radicalizza, attirando segmenti ideologicamente orientati. Il dato emblematico riguarda i giovani tra i 18 e i 24 anni: il 44% di essi considera social media e video network come la propria fonte principale di notizie. Parallelamente, cala la fiducia nei media: la media globale si attesta al 40%, ma si scende al 22% in Grecia e Ungheria, mentre la Finlandia rappresenta un’eccezione con il 67%. Il report dedica ampio spazio all’irruzione dell’intelligenza artificiale nel settore: il 7% degli utenti globali utilizza settimanalmente chatbot per informarsi, dato che sale al 15% tra gli under 25. Le redazioni stanno sperimentando l’uso dell’IA per personalizzare contenuti e migliorarne l’accessibilità, ma il pubblico resta diffidente: l’automazione viene percepita come una minaccia alla trasparenza, all’affidabilità e alla qualità del giornalismo. Eppure, si registrano anche esperienze innovative: il New York Times, ad esempio, ha introdotto brevi video verticali ispirati ai social media per aumentare l’engagement, e ha integrato contenuti audio premium nell’offerta per gli abbonati, come parte di una strategia di diversificazione che include giochi, ricette e recensioni. Sempre negli Stati Uniti, il podcasting informativo mostra una forte crescita: il 15% degli intervistati dichiara di ascoltare contenuti settimanali, una percentuale comparabile a quella di chi legge quotidiani o riviste cartacee (14%) o ascolta notiziari radio (13%). Anche Spotify e YouTube emergono come piattaforme di distribuzione dominanti, mentre The Daily (New York Times) e Up First (NPR) restano riferimenti per l’informazione audio basata su fonti attendibili. La disponibilità a pagare per i podcast – il 42% tra gli ascoltatori nei principali 20 mercati – conferma la crescente rilevanza di questo formato tra gli utenti più giovani e istruiti. Parallelamente, il report documenta l’emergere di modelli di business più flessibili. Il Washington Post ha sperimentato abbonamenti giornalieri e contenuti in formato chatbot, mentre in Europa editori come Amedia (Norvegia) e Schibsted (Svezia) offrono formule “all access” che integrano testate locali e nazionali. Anche testate come The Economist hanno sviluppato pacchetti audio specifici (Podcast+) per segmenti di pubblico interessati, con tariffe mensili contenute. Il problema della disinformazione resta centrale: il 58% degli utenti si dichiara preoccupato della difficoltà a distinguere tra vero e falso. Le principali fonti percepite di notizie fuorvianti sono politici, influencer e piattaforme come Facebook e TikTok. In Europa si invoca una regolamentazione più severa, mentre negli Stati Uniti il dibattito si divide lungo linee ideologiche sempre più marcate. L’uso dell’IA non sembra per ora rassicurare il pubblico: solo una minoranza si affida a strumenti generativi come ChatGPT o Gemini per verificare i fatti, e la preoccupazione cresce rispetto all’opacità e alla potenziale manipolazione algoritmica. Allo stesso tempo, cresce il fenomeno dell’evitamento delle notizie: il 40% degli utenti afferma di evitarle con regolarità. Tra i motivi principali emergono il senso di impotenza, la negatività pervasiva, la difficoltà di comprensione e la percezione di irrilevanza. I giovani under 35 si rivelano i più inclini a queste forme di distacco, spesso a causa di un linguaggio e di un formato giudicati poco accessibili o alienanti. Il quotidiano svedese Svenska Dagbladet ha sviluppato l’app “Kompakt”, che adotta uno stile più visivo, semplificato e personalizzabile, rispondendo al bisogno di leggerezza senza rinunciare alla sostanza. Il rapporto suggerisce che, per contrastare la disaffezione e recuperare centralità, i media dovranno investire in contenuti più pertinenti, sintetici e visivamente accattivanti, adottando un uso selettivo e strategico dell’IA. Inoltre, dovranno riscoprire il valore dell’imparzialità, della trasparenza e dell’approfondimento, per ricostruire la fiducia e distinguersi nel rumore di fondo del panorama informativo.
ANSA prima in Italia per affidabilità (74% di fiducia). Lo dice Reuters Institute

Per l’ottavo anno consecutivo, l’ANSA è risultata la testata d’informazione italiana con il più alto livello di affidabilità, secondo il Digital News Report 2025 pubblicato dal Reuters Institute. L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di lettori in 48 Paesi, tra cui l’Italia, dove la fiducia nelle notizie ha raggiunto il 36%, in crescita di due punti rispetto al 2024. Nel dettaglio, l’ANSA si attesta al 74% di fiducia da parte degli italiani, seguita da SkyTg24 e Il Sole 24 Ore con il 67%, mentre Tg La7 si ferma al 61%. Sul fronte dell’informazione online, ANSA.it è il secondo sito più consultato settimanalmente con una quota del 17%, a pari merito con Tgcom24. Il primo posto va a Fanpage, con il 22% degli utenti settimanali, seguito da SkyTg24, Repubblica.it, Rai News e il Corriere della Sera online. Per quanto riguarda il consumo informativo via radio e televisione, i telegiornali Mediaset si confermano i più seguiti, seguiti da quelli Rai, TgCom24, SkyTg24, Rai News24 e Tg La7. Il rapporto segnala che solo il 9% degli italiani è disposto a pagare per le notizie online, un dato in calo di un punto rispetto al 2024. Il 26% condivide contenuti informativi tramite social network, chat o email, con WhatsApp e Facebook ancora prevalenti, seppur in flessione. Crescono invece Instagram e TikTok come canali di distribuzione dell’informazione. In termini di modalità di fruizione, l’81% degli utenti accede alle notizie tramite smartphone, il 68% utilizza piattaforme online, il 65% segue l’informazione in tv, mentre solo il 12% legge ancora la stampa cartacea, un dato in forte calo rispetto al 59% registrato nel 2013. Il 39% degli utenti si informa attraverso i social, il 6% tramite podcast di news e il 4% attraverso chatbot di intelligenza artificiale. Il Digital News Report evidenzia come il panorama mediatico italiano sia investito da una fase di trasformazione digitale, con un ruolo crescente delle piattaforme internazionali quali Google, Meta e Netflix, che attraggono una parte significativa delle entrate pubblicitarie online. “Il mercato italiano dei media sta vivendo una profonda trasformazione plasmato dalla rapida ascesa delle piattaforme digitali e dal continuo cambiamento del ruolo della televisione”, si legge nel rapporto. Nel corso del 2024, il Garante Privacy ha emesso un avvertimento al gruppo Gedi in merito alla sua collaborazione con OpenAI, per possibili violazioni delle norme Ue sulla privacy. A marzo 2025, il quotidiano Il Foglio ha realizzato una edizione interamente generata dall’intelligenza artificiale, un’iniziativa che, secondo il rapporto, “enfatizza sperimentazione e promozione strategica piuttosto che segnare un cambiamento fondamentale rispetto al giornalismo tradizionale”. Nel contesto italiano, continua a guadagnare spazio il modello di membership promosso da testate native digitali come Fanpage, Il Post, Open, HuffPost, Linkiesta e Citynews. Questo sistema si distingue dai tradizionali paywall perché mantiene l’accesso gratuito ai contenuti principali, puntando su entrate pubblicitarie, mentre agli abbonati sono riservati contenuti extra, podcast esclusivi, newsletter dedicate e una navigazione senza pubblicità. (Credits foto copertina: Stefano Avanzi)
Guerra, droga, attentati e diritti. Pulitzer 2025: trionfo per New York Times e Washington Post

Lunedì 5 maggio 2025, la Columbia University ha annunciato i vincitori dei Premi Pulitzer: 4 RICONOSCIMENTI AL NEW YORK TIMES Il New York Times è stato premiato, con quattro riconoscimenti, per le sue inchieste sulla guerra civile in Sudan, sul ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan, sulla crisi degli oppioidi in collaborazione con il Baltimore Banner e per le fotografie scattate durante il tentato assassinio di Donald Trump in Pennsylvania. Il premio per il giornalismo internazionale è stato attribuito a Declan Walsh e allo staff del Times per la copertura del conflitto sudanese, che ha documentato il coinvolgimento degli Emirati Arabi Uniti e il bilancio crescente delle vittime. Nella categoria giornalismo esplicativo, Azam Ahmed, Christina Goldbaum e Matthieu Aikins sono stati premiati per un’inchiesta sulle sparizioni forzate da parte di un generale afghano sostenuto dalle forze statunitensi durante la ritirata americana. Il premio per il giornalismo locale è andato al team formato da Alissa Zhu, Nick Thieme e Jessica Gallagher, insieme alla redazione del Baltimore Banner, per un’indagine che ha evidenziato l’ampiezza della crisi del fentanyl a Baltimora, città diventata epicentro delle overdose negli Stati Uniti. Nella categoria fotografia dell’ultima ora, Doug Mills del New York Times ha ricevuto il riconoscimento per le immagini scattate al comizio di Butler, in Pennsylvania, durante l’attentato fallito a Trump, tra cui una fotografia che mostra il passaggio di un proiettile WASHINGTON POST: CRONACA IN DIRETTA Il Washington Post si è aggiudicato il Premio Pulitzer 2025 per il giornalismo d’informazione grazie alla sua copertura tempestiva e approfondita del tentativo di assassinare Donald Trump, avvenuto il 13 luglio 2024 durante un comizio elettorale a Butler, Pennsylvania. L’attacco si è consumato in pochi secondi, mentre l’ex presidente parlava sul palco: colpi di arma da fuoco hanno ferito Trump all’orecchio, scatenando il panico tra la folla. Gli agenti dei Servizi Segreti lo hanno subito portato al riparo, mentre le prime notizie cominciavano a rimbalzare online. Alle 18:21, il Post ha pubblicato il primo aggiornamento in tempo reale, seguito da un avviso push mobile, un banner in homepage, e alle 18:44 le prime immagini scioccanti del fotoreporter Jabin Botsford, che ritraevano Trump col volto insanguinato. Alle 18:51, il giornale ha riferito che Trump era in salvo, secondo fonti ufficiali. Il lavoro del team del Post è stato fulmineo ma anche meticoloso. Botsford, presente a pochi metri dal palco, ha continuato a scattare foto e a filmare la scena con occhiali Ray-Ban Meta. Contemporaneamente, il giornalista Isaac Arnsdorf inviava aggiornamenti dalla postazione stampa, arricchendo la copertura live. Alle 21:18, appena tre ore dopo l’attacco, il Post ha pubblicato un dettagliato resoconto firmato Arnsdorf e Botsford, che ha superato per vividezza e precisione quello di molte testate concorrenti. Nei giorni successivi, il Post ha approfondito l’evento con un’inchiesta visiva e forense. Tre giorni dopo, ha rivelato che Thomas Matthew Crooks, l’attentatore, era riuscito a eludere i cecchini salendo su un tetto la cui inclinazione e vegetazione circostante ne avevano nascosto la visuale. Il team del Post ha ricostruito digitalmente la scena in 3D, utilizzando immagini satellitari e dati lidar dell’US Geological Survey per ottenere misure precise di edifici e pendenze. In un’altra inchiesta, il Post ha analizzato l’audio della sparatoria, identificando dieci colpi in 16 secondi. Gli otto colpi iniziali sono stati attribuiti a Crooks. Gli ultimi due, distinti per firma acustica, provenivano da fonti diverse: il decimo da un cecchino dei Servizi Segreti, il nono da un agente delle forze dell’ordine locali, che ha probabilmente interrotto l’azione dell’attentatore prima che questi venisse ucciso. Un altro riconoscimento è andato a Ann Telnaes, ex vignettista del Washington Post, è stata premiata per il giornalismo illustrato, dopo essersi dimessa dal giornale in seguito alla censura di una vignetta sul proprietario Jeff Bezos. GLI ALTRI VINCITORI ProPublica ha ricevuto il premio per il servizio pubblico, il più prestigioso dei Pulitzer, per l’inchiesta sulle morti evitabili causate dai divieti sull’aborto, con l’uso di dati ufficiali e testimonianze raccolte da Kavitha Surana, Lizzie Presser, Cassandra Jaramillo e la fotografa Stacy Kranitz. Nella categoria giornalismo investigativo, il premio è stato assegnato a Reuters per “Fentanyl Express”, un’inchiesta sul traffico di sostanze dalla Cina agli Stati Uniti via Messico, illustrando le falle nei controlli doganali. Il Wall Street Journal è stato premiato per il miglior giornalismo nazionale con un’inchiesta su Elon Musk, che ha rivelato aspetti della sua influenza politica, dell’uso di droghe illegali e dei rapporti con Vladimir Putin. Il New Yorker ha ottenuto tre premi: per il commento, per la fotografia di servizio e per il reportage audio con il podcast “In the Dark”, che ha indagato sull’omicidio di civili iracheni da parte dei Marines. Il collaboratore Mosab Abu Toha ha vinto per i suoi saggi sulla vita nella Striscia di Gaza, mentre Moises Saman ha ricevuto il premio per la fotografia con immagini dalla Siria. Il premio per la miglior scrittura è stato assegnato a Mark Warren per un articolo su un pastore suicida in Alabama pubblicato da Esquire. Il riconoscimento per la critica è andato ad Alexandra Lange di Bloomberg CityLab, per i suoi articoli su spazi pubblici e architettura. Il Houston Chronicle ha ricevuto il premio per la scrittura editoriale per un’inchiesta sui passaggi ferroviari pericolosi. Nelle categorie arti e lettere, “James” di Percival Everett ha vinto per la narrativa, mentre “Purpose” di Branden Jacobs-Jenkins è stato premiato nella drammaturgia. I premi per la storia sono andati a Kathleen DuVal e a Edda L. Fields-Black, la biografia è stata vinta da Jason Roberts, l’autobiografia da Tessa Hulls e la saggistica generale da Benjamin Nathans. Marie Howe ha vinto per la poesia con “New and Selected Poems”, e Susie Ibarra per la musica con “Sky Islands”. Una menzione speciale è stata conferita a Chuck Stone, pioniere del giornalismo afroamericano, per il suo contributo al movimento per i diritti civili e la co-fondazione della National Association of Black Journalists. (In copertina, l’immagine di Doug Mills/NYTimes che ha vinto il Pulitzer)
Nasce “Il Foglio AI”, il primo quotidiano scritto dall’AI

Il quotidiano “Il Foglio” lancia una sfida innovativa: dal 18 marzo, per un mese, in edicola arriverà un’edizione interamente realizzata con intelligenza artificiale. Come riportato da Primaonline, l’iniziativa, annunciata dal direttore Claudio Cerasa, segna un primato globale: nessun altro giornale ha mai sperimentato un’AI in grado di scrivere articoli, titoli, catenacci e persino ironizzare sui fatti del giorno. Un progetto ambizioso che metterà alla prova il ruolo della tecnologia nel giornalismo e la capacità dell’AI di trasformare la teoria in pratica concreta. “Un altro Foglio, un nuovo Foglio, fatto con un’intelligenza diversa”, spiega Cerasa, sottolineando come il giornale affronterà un mese di sperimentazione in cui i giornalisti porranno le domande e il Foglio AI fornirà le risposte. L’obiettivo è testare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro redazionale e sulle dinamiche quotidiane della redazione. Il quotidiano, composto da quattro pagine, conterrà ventidue articoli e tre editoriali e, secondo il direttore, sarà ancora più ottimista dell’edizione tradizionale, capace anche di entrare in polemica con la linea del giornale stesso. L’esperimento non si limiterà a verificare la funzionalità della tecnologia, ma porrà anche domande più profonde sulla natura del giornalismo e sul futuro della scrittura. Cosa significa affidare l’informazione a un’intelligenza non umana? Può l’AI garantire lo stesso livello di analisi critica e profondità di pensiero dei giornalisti in carne e ossa? Alla fine del mese, il team del Foglio tirerà le somme e analizzerà l’impatto dell’AI sulla produzione giornalistica e sul rapporto con i lettori. Il Foglio AI uscirà ogni giorno dal martedì al venerdì, dando vita a un’inedita collaborazione tra uomo e macchina. Un esperimento che promette di sollevare riflessioni su un futuro in cui l’intelligenza artificiale non sarà più solo un’ipotesi teorica, ma una realtà tangibile nell’ecosistema mediatico. Se l’iniziativa suscita curiosità o perplessità, i lettori potranno esprimere opinioni e suggerimenti scrivendo a lettere@ilfoglio.it. (In copertina, Claudio Cerasa)
Premio Cronista 2024 a Michele Varì per il progetto Miché

Il Consiglio Direttivo del Gruppo Cronisti Liguri ha assegnato i prestigiosi premi per l’attività giornalistica dell’anno, celebrando tre professionisti che si sono distinti per dedizione, capacità narrativa e innovazione. Michele Varì, storico cronista del Corriere Mercantile, ha conquistato il Premio Cronista 2024. Varì è stato premiato per la sua serie televisiva Miché, un progetto che dà voce a persone emarginate, spesso coinvolte in vicende di cronaca o situazioni di disagio sociale. Miché è oggi una delle trasmissioni più seguite dell’emittente ligure Primocanale. L’Associazione Ligure dei Giornalisti, nel riconoscere il suo impegno, lo ha descritto come “sempre sul pezzo”, elogiando la sua sensibilità nel trattare storie umane complesse. Accanto a lui, Erica Manna, cronista de La Repubblica, ha ricevuto il secondo riconoscimento per la sua capacità di raccontare, con precisione e umanità, storie che parlano di ultimi, migranti e disagiati. Già vincitrice del premio nazionale Scarlata di Palermo per i suoi reportage sul crollo del Ponte Morandi, Manna continua a distinguersi come una voce autorevole nel panorama giornalistico nazionale. Il terzo premiato è Fabio Canessa, giovane reporter del quotidiano online Genova24. Canessa si è fatto notare per il suo approccio innovativo, utilizzando nuove tecnologie e linguaggi per raccontare la cronaca, sia nera che bianca, con uno stile fresco e diretto. Infine, il premio “Rapporti con la stampa” è stato assegnato a Paola Zappavigna, dirigente della Polizia Stradale. Zappavigna è stata lodata per la sua comunicazione tempestiva e puntuale nei confronti dei cronisti liguri, un elemento essenziale per garantire un’informazione trasparente e accurata. I riconoscimenti saranno consegnati oggi, giovedì 12 dicembre, alle 11.30, nella suggestiva sala dell’area archeologica dei Giardini Luzzati, durante un evento che prevede anche la proiezione del video-documentario Cronaca di un anno di Cronaca 2024, un racconto dei fatti più significativi dell’anno appena trascorso.
UniSR e Havas PR formano i giovani contro le fake news

In un’epoca in cui il confine tra informazione e disinformazione è sempre più sottile, l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano lancia un’iniziativa innovativa: l’Osservatorio Permanente sulla Disinformazione Digitale. Il progetto, annunciato durante il 20° anniversario di Havas PR, nasce per studiare e contrastare la diffusione delle fake news, coinvolgendo attivamente studenti delle scuole superiori italiane e promuovendo percorsi formativi dedicati. Secondo il report “Disinformazione a Scuola”, curato dal professor Carlo Martini dell’Università Vita-Salute San Raffaele, un giovane su tre in Italia fatica a distinguere se un’informazione trovata online sia affidabile. Il dato, raccolto su un campione di oltre 2.200 studenti di Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, rivela difficoltà nell’identificazione sia delle notizie attendibili (32,8% per il tema ambiente, 36,9% per il tema salute) sia di quelle inaffidabili (41,3% per l’ambiente, 35,2% per la salute). Le sfide si aggravano di fronte all’uso intensivo dello smartphone, dispositivo attraverso il quale i giovani passano in media quasi sei ore al giorno. L’impegno nella valutazione delle informazioni è significativamente inferiore rispetto all’uso del computer, evidenziando una fragilità critica nel contesto digitale. L’Osservatorio, sostenuto da Havas PR, vuole essere un punto di riferimento per comprendere i meccanismi della disinformazione e fornire strumenti concreti ai giovani. Il professor Martini ha sottolineato che “Per combattere la disinformazione è fondamentale la collaborazione tra tutte le parti sociali, comprese le aziende. Viviamo in un mondo in cui informazione e disinformazione coesistono e, per chi non è esperto, possono risultare indistinguibili. Questo crea confusione e mina la reputazione di chi si impegna per un’informazione affidabile. Il nostro progetto, attraverso un osservatorio permanente sulla disinformazione digitale, vuole creare una popolazione giovane resiliente alla disinformazione, utilizzando metodologie scientifiche rigorose per studiare l’efficacia di interventi mirati a rafforzare il pensiero critico e la capacità di analisi nel complesso ambiente digitale. L’obiettivo è avere una generazione in grado di esercitare il proprio senso critico in un contesto informativo spesso caotico come il web”. Caterina Tonini, CEO di Havas Creative Network Italy e co-fondatrice di Havas PR, sottolinea l’urgenza di un impegno condiviso: “L’uso improprio o distorto del digitale e dell’intelligenza artificiale rappresenta oggi una minaccia significativa, soprattutto per i giovani, sempre più connessi alle piattaforme digitali e ai social media. Le imprese devono assumere un ruolo nuovo: non solo custodi dei propri valori e della qualità della comunicazione, ma anche garanti di un contesto informativo inclusivo e responsabile, in particolare per le giovani generazioni che rappresentano il futuro del nostro Paese”. Entro il 2025, l’Osservatorio svilupperà un programma educativo rivolto agli studenti delle scuole superiori italiane. I corsi, realizzati in collaborazione con i professionisti di Havas PR, si concentreranno sull’alfabetizzazione digitale e sull’acquisizione di competenze per distinguere le informazioni veritiere da quelle manipolate.