Sabato 31 ottobre d, il femminile di Repubblica, arriverà in edicola in una forma mai vista prima: non come il solito magazine, ma con l’aspetto di un quotidiano. È l’ultimo appuntamento delle celebrazioni per i 30 anni della rivista.
Il nuovo numero avrà lo stesso formato di un giornale quotidiano, ma sarà stampato su una carta più pregiata, la Norske Nor-opaq Plus da 51 grammi. Come in tutte le iniziative dedicate al compleanno, anche questa volta il filo conduttore è il numero 30. Il direttore Emanuele Farneti ha deciso di proporre ai lettori tre fascicoli, cioè tre parti separate, vendute insieme e chiuse nello stesso cellophane. Ognuna è dedicata a un tema diverso.
Il primo fascicolo contiene 30 interviste realizzate da 30 giornalisti e scrittori che firmano su d. “Il primo raccoglie 30 interviste fatte da 30 firme di d: un mix di personaggi italiani e stranieri molto vario. Ad esempio, Claudio Sabelli Fioretti intervista Natalia Aspesi, cosa che non era mai stata fatta, Massimo Giannini dialoga con Corrado Augias, Elena Stancanelli con Gisèle Pelicot”, racconta Farneti.
Il secondo fascicolo punta soprattutto sulle immagini ed è dedicato alle ragazze, dalle adolescenti alle giovani donne. “Con una serie di storie e di portfoli, una parte di moda e una di beauty. Come per tutte le celebrazioni dei 30 anni vogliamo parlare più di futuro che fare retrospettive e parlare delle ragazze crediamo aiuti a portare lo sguardo in avanti”, spiega il direttore.
Il terzo fascicolo si intitola “Modalità aereo”, come la funzione del telefono che lo scollega da internet e dalla rete. “È lo sviluppo della parte lifestyle, significa vivere disconnessi. È legato all’idea delle opportunità, dai viaggi al food, al cambio delle prospettive di vita, che si aprono quando spegni il telefono e inizi a guardarti intorno. Il cuore è un dossier su trenta persone che hanno scelto per quanto possibile di disconnettersi, di sottrarsi al legame ossessivo con mail, WhatsApp, social”, afferma Farneti.
Questo esperimento editoriale ha due obiettivi. Il primo è incuriosire i lettori con un prodotto diverso dal solito. Il secondo è attirare l’attenzione degli investitori del lusso e della moda, le aziende che comprano spazi pubblicitari sulla rivista. È un settore che sta vivendo un periodo difficile per diversi motivi: i consumi in Cina sono rallentati, negli Stati Uniti pesano i dazi, cioè le tasse sui prodotti importati, e i prezzi alti hanno allontanato una parte del pubblico. Tutto questo ha effetti anche sulle somme che le aziende dedicano alla pubblicità.
“È un esercizio divertente per spezzare la routine del settimanale, come abbiamo alcune volte già fatto con i numeri di grande formato. Però senza esagerare perché più cose speciali fai meno speciali diventano”, sottolinea Farneti.
Il direttore spiega anche come hanno reagito gli inserzionisti, cioè le aziende che pubblicano le proprie pubblicità sulla rivista. “Per quanto riguarda gli inserzionisti in questo caso il rischio era che lo percepissero come un prodotto povero, ma quando la concessionaria gli ha presentato le prove hanno potuto vedere che era curato quanto il magazine. E anche le immagini pubblicitarie ci guadagnano perché sono tutte a pagina piena, singola o doppia”.
Il numero speciale conta in tutto 312 pagine nei tre fascicoli, e 147 di queste sono occupate dalla pubblicità.