Il fondo americano RedBird Capital ha comunicato di aver rinunciato all’acquisizione del Telegraph Media Group, interrompendo l’operazione da 500 milioni di sterline annunciata a maggio e lasciando incerto il futuro del quotidiano britannico The Telegraph. A confermarlo è stato un portavoce del fondo, che ha dichiarato: “RedBird ha ritirato oggi la sua offerta d’acquisto di Telegraph Media Group”, senza aggiungere motivazioni.
La decisione arriva dopo mesi di trattative e dopo un percorso complesso, iniziato quando il gruppo editoriale era stato messo in vendita. La testata, considerata un punto di riferimento per il mondo conservatore del Regno Unito, era già al centro dell’attenzione per le discussioni interne ai vertici della BBC, che avevano contribuito a riportare l’editore in primo piano nel dibattito mediatico.
La scalata del fondo guidato da Gerry Cardinale non era stata semplice. Un primo tentativo, presentato l’anno scorso insieme al fondo emiratino IMI, era stato bloccato dal governo conservatore dell’allora premier Rishi Sunak, preoccupato per l’indipendenza dei media britannici e per la possibilità di influenze estere. Di fronte a questi ostacoli RedBird aveva ripresentato l’offerta a maggio come unico azionista di controllo, sostenuta dall’alleggerimento delle regole sulle interferenze straniere introdotte dal governo laburista di Keir Starmer. Nonostante il via libera preliminare, l’accordo non è arrivato alla firma.
Anche questa seconda offerta era stata criticata. Nove organizzazioni per i diritti umani e la libertà di espressione, tra cui Index on Censorship, Reporters sans Frontières e Article 19, avevano chiesto alla ministra della Cultura e dei Media Lisa Nandy di intervenire, indicando come rischio i presunti legami con la Cina del presidente di RedBird, John Thornton. Le associazioni avevano sollecitato l’attenzione dell’autorità britannica per la concorrenza CMA e di Ofcom, l’ente che vigila sui media, chiedendo verifiche sull’impatto dell’operazione.
La ministra Nandy avrebbe dovuto pronunciarsi a breve sull’eventuale necessità di coinvolgere gli organismi di vigilanza, ma il ritiro di RedBird ha fermato il processo prima di una decisione formale.
Dopo l’annuncio, il direttore del Telegraph, Chris Evans, ha inviato un messaggio allo staff del quotidiano. Nel testo ha spiegato: “Da un lato, non è un segreto che io, tutti i caporedattori e molti dei nostri giornalisti nutrissimo delle perplessità su questa offerta. Dall’altro lato, è anche ovvio che questo processo si è protratto per troppo tempo”. Ha poi aggiunto: “Il Telegraph merita proprietari che abbiano a cuore il giornalismo e che siano disposti a investire. Faremo del nostro meglio per garantire che questo processo si concluda il prima possibile, con un acquirente che condivida la nostra passione e la nostra ambizione per il Telegraph”.