Comunicati stampa scritti dall’intelligenza artificiale: ecco come riconoscerli

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I giornalisti di tutto il mondo stanno ricevendo ogni giorno migliaia di comunicati stampa generati dall’intelligenza artificiale, molti dei quali creati da sistemi automatizzati che producono e inviano testi senza intervento umano. A segnalarlo è la testata britannica PressGazette, che ha raccolto testimonianze e suggerimenti su come riconoscere i comunicati falsi prodotti da software di intelligenza artificiale.

Tra gli strumenti segnalati figura “Olivia Brown”, un programma in grado di automatizzare l’intero processo di pubbliche relazioni, dalla scelta dell’argomento alla scrittura del comunicato fino all’invio di e-mail ai giornalisti. L’azienda che lo ha sviluppato, Digital PR, affiliata alla società Search Intelligence, ha dichiarato: “Il nostro software consente al team di operare su larga scala come nessun’altra agenzia al mondo”. Secondo la stessa società, il sistema invierebbe decine di milioni di e-mail ogni mese a redazioni e cronisti di tutto il mondo.

Press Gazette ha verificato che molti di questi messaggi finiscono nelle caselle dei giornalisti come comunicati fittizi, talvolta pubblicati per errore anche su testate nazionali, con link a aziende di dubbia affidabilità. I redattori vengono spesso sommersi da testi che imitano il linguaggio giornalistico, ma che in realtà sono scritti da algoritmi.

Il giornalista Matt Rudd, collaboratore del Times, ha spiegato di aver bloccato numerosi indirizzi e-mail riconducibili a comunicati generati dall’IA, ma i mittenti continuano a riapparire con nuovi nomi. Secondo Rudd, i segnali più evidenti sono l’assenza di numeri di telefono, indirizzi e-mail inattivi e nomi di agenzie composti da “nomi femminili eleganti” mai visti prima. Ha aggiunto che spesso i comunicati contengono titoli sensazionalistici, come “Il semplice errore idraulico che può costarti 1 milione di sterline” o “questo gadget da 10 sterline che ti rende 100 sterline più sexy ecc. ecc.”.

Anche la giornalista Rosie Taylor, autrice della newsletter Get Featured, ha indicato alcuni elementi distintivi dei testi scritti da un’intelligenza artificiale: “Ogni lettera del titolo è in maiuscolo… E poi ci sono alcuni punti elenco accattivanti ma vuoti, seguiti da un comunicato stampa con un sacco di bei titoli in grassetto e altri punti elenco. Frasi stranamente corte. Frasi che elencano tre cose. Virgole al posto sbagliato intorno a ‘e’, ​​’o’ e ‘ma’. Troppi verbi diretti (‘Scambia la tua X con Y’)”.

Un caporedattore di un quotidiano nazionale ha confermato che anche la formattazione tipica dei modelli linguistici, come l’uso frequente del grassetto o caratteri simili a quelli di ChatGPT, può aiutare a riconoscere i testi non autentici.

L’analisi di Press Gazette collega molti di questi comunicati a agenzie di PR digitali come Relay the Update e Signal the News, che sarebbero state responsabili di casi di studio fittizi, come vincitori della lotteria irreperibili online o portavoce inesistenti.

Secondo l’esperto di comunicazione Dominic Dawes, già direttore della rivista What Hi-Fi?, l’abuso dell’IA e dei social media sta alterando il linguaggio giornalistico. “Il tono prevalente è paranoico e divisivo – ha detto – e ruota intorno all’idea di rivelare ciò che ‘loro non vogliono che tu sappia’”. Dawes ha aggiunto che il problema non è la tecnologia in sé, ma la quantità di contenuti mediocri che viene accettata e condivisa senza controllo.

Sull’argomento è intervenuto anche un portavoce dell’Independent Press Standards Organisation (IPSO), che ha sottolineato: “Il fenomeno dei comunicati generati dall’intelligenza artificiale è un utile promemoria per i giornalisti sui rischi legati ai grandi modelli linguistici. Le testate regolamentate devono garantire che le fonti siano accurate e che i contenuti rispettino gli standard professionali.”

Press Gazette ha quindi pubblicato una lista dei dieci segnali principali per riconoscere un comunicato stampa scritto dall’intelligenza artificiale:

  1. Titoli in maiuscolo
  2. Frasi brevi
  3. ‘Formattazione GPT’ con molte frasi in grassetto
  4. Punti elenco accattivanti ma vuoti
  5. Nessun numero di contatto
  6. Indirizzi email che rimbalzano
  7. Frasi che elencano tre cose
  8. Titoli paranoici e spaventosi: “L’errore idraulico che potrebbe costarti 1 milione di sterline”
  9. Frasi estremamente brevi
  10. Tabelle e punti elenco all’interno del comunicato.

(Foto creata con AI)