Ranucci lascia Report con un video social: “Rifarei tutto”

Ranucci lascia Report

Sigfrido Ranucci ha lasciato la redazione di Report e ha raccontato il suo addio con un video pubblicato sui suoi canali social. Nelle immagini Ranucci non mostra mai il suo volto, ma riprende gli scatoloni in cui ha messo le sue cose prima di andare via. Il video è accompagnato da un lungo messaggio rivolto a chi lo ha seguito: “Non rimpiango nulla di quello che ho fatto”, scrive il giornalista, che aggiunge “rifarei tutto” e si congeda con la promessa di un “arrivederci”. Report è un programma televisivo d’inchiesta della Rai, la televisione pubblica italiana. Fare inchiesta vuol dire indagare a lungo su un fatto per scoprire come sono andate davvero le cose. Il video arriva pochi giorni dopo la decisione del Tribunale del Lavoro di Roma. I giudici hanno respinto il ricorso d’urgenza presentato da Ranucci, cioè la richiesta di decidere in tempi rapidi, con cui il giornalista chiedeva il reintegro nella trasmissione, ovvero di tornare a lavorare a Report. “Finisce una storia durata vent’anni. Raccolgo i ricordi che mi hanno accompagnato in circa 500 puntate di Report”, si legge nel testo di commiato. Ranucci racconta di aver pensato più volte a come sarebbe potuta finire: “L’avevo messo in conto e ho sempre cercato di immaginare come sarebbe andata: mi sono figurato tanti scenari, ma mai avrei pensato a modalità così mostruose”. Nel messaggio il giornalista difende le scelte fatte durante la sua carriera: “Rifarei tutto, perché ho scelto di difendere dei principi, ho scelto di non piegare la schiena davanti a nessuno, neppure davanti alle mie paure o incertezze, anche quando mi sarebbe stato più comodo, e mi avrebbe portato delle utilità. E a volte scegliere serve a spiazzare, a trasformarsi in pastori maremmani per indicare la strada agli altri. L’amore per la libera informazione, l’amore per lo spirito del servizio pubblico, per la Rai”. Nel testo Ranucci ricorda anche una storia avvenuta in Francia: “Durante i funerali di Agnès Lassalle, l’insegnante di spagnolo di Saint-Jean-de-Luz uccisa con una coltellata al cuore da un sedicenne, il suo compagno, Stéphane Voirin, ha deciso di renderle omaggio ballando da solo davanti alla bara sulle note di ‘L-O-V-E’ di Nat King Cole, la loro canzone. All’improvviso tutti i presenti hanno cominciato a danzare, trasformando la commozione in condivisione”. Da quel ricordo il giornalista spiega cosa intende fare: “Trasformare il dolore in resilienza: è quello che farò, con la promessa di rivederci prima o poi. Mi dispiace non aver potuto salutarvi dallo studio di Report. Separarsi, a volte, è un dolore così dolce”. Il messaggio si chiude con un ringraziamento al pubblico: “Ma non si vede bene che con il cuore, e per questo non posso che ringraziarvi per la passione e la dedizione con cui mi avete seguito in questi anni e che, nonostante tutto, ancora oggi mi donate”.

QN Media, quattro testate ripensate da zero: debutto il 5 novembre

Da sinistra: Mario Orfeo, Gabriele Benedetto, Leonardo Maria Del Vecchio e Agnese Pini

Leonardo Maria Del Vecchio ha incontrato le redazioni di QN Media a Bologna per presentare il progetto dei nuovi giornali del gruppo, che debutteranno il 5 novembre. Il gruppo pubblica quattro quotidiani molto conosciuti: Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Del Vecchio li ha acquistati pochi mesi fa e ha annunciato di volerli rilanciare. L’incontro si è svolto nella sala Marco Biagi, nella sede bolognese di via Mattei. Erano presenti circa 300 persone arrivate da tutte le sedi del gruppo: giornalisti già in servizio e appena assunti, tipografi, cioè chi si occupa della stampa, e impiegati amministrativi. Con l’editore, cioè il proprietario dei giornali, c’erano l’amministratore delegato Gabriele Benedetto, che guida l’azienda, il direttore editoriale Mario Orfeo, che coordina le scelte sui contenuti, e la direttrice responsabile Agnese Pini, che risponde di ciò che viene pubblicato. Ha preso la parola per prima la direttrice. Ha ricordato che il giornale è “fatto di testate che hanno secoli di tradizione alle spalle: il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, Quotidiano Nazionale. Una storia che ci dà la forza di fare qualcosa di nuovo avendo i piedi ben radicati nel territorio”. Pini ha poi spiegato il cambiamento in arrivo: “Questo è un giorno storico, comincia un’avventura che vedrà la prima luce il 5 novembre. Si tratta di una rivoluzione copernicana. Nessun giornale l’ha mai fatto: ripensare quattro testate e farne una da zero”. Ha aggiunto anche che “Un giornale sono le sue persone”. Del Vecchio è stato accolto da un lungo applauso. “Sono editore da pochi mesi. Ma, ormai l’avrete capito, la mia idea è sempre la stessa e l’ho imparata da mio padre: fare meglio rispetto a ciò che c’era prima”. Poi, la prospettiva su ciò che sarà il nuovo prodotto editoriale: “Non una fonte di lucro, non il potere. Ma un luogo da cui partire per viaggiare. Io sono un patriota romantico, sono innamorato dell’Italia. Ma credo si debba anche girare il mondo per capire come funzionano le cose. Ecco, io vorrei dare questa possibilità al giornalismo: restituire lustro alle firme e portare il nostro tra i migliori giornali d’Europa. Lo farò anche potenziando il welfare, così come è stato in EssilorLuxottica”, ha detto. L’editore ha parlato anche delle ragioni del suo investimento: “Non ho scelto l’editoria per fare politica o per chiedere aiuti di Stato. Non avrei avuto bisogno di fare questo investimento. Ma so di essere nato fortunato: per questo voglio restituire qualcosa di grande al Paese e ai giovani. Chi deve darvi le frecce per consentirvi di parlare loro e fare centro è l’editore. Sogno una rivoluzione legata al passato, fondata sulle inchieste, sulla notizia e sulla passione di scriverla, non sui click. Perché, ne sono sicuro, sta tutto in piedi con le vostre mani e le vostre menti”. L’amministratore delegato Benedetto ha spiegato le scelte dell’azienda: “La nostra chiave è avere attenzione verso le persone, che sono l’elemento fondamentale di ogni azienda. Abbiamo investito dal giorno uno, fatto una grande campagna acquisti e anche grandi investimenti in tecnologia. Ma i prodotti editoriali non sono finiti, assieme al giornale sarà lanciata anche una nuova piattaforma”. Il direttore editoriale Orfeo ha indicato due motivi per cui ha accettato l’incarico. Il primo è la possibilità di mettere a disposizione la sua esperienza e il suo punto di vista. Il secondo è “il coraggio editoriale di questo progetto che investe in un’impresa intellettuale”, che ha definito “un’iniziativa senza precedenti”. (In foto, da sinistra: Mario Orfeo, Gabriele Benedetto, Leonardo Maria Del Vecchio e Agnese Pini)