Il Cdr di Repubblica chiede a Orfeo di lasciare subito la direzione, ma lui respinge le accuse

Mario-Orfeo-foto-Imagoeconomica

Repubblica vive una giornata di forte tensione interna. È in corso l’assemblea di redazione chiamata a votare una mozione di sfiducia nei confronti del direttore dimissionario Mario Orfeo, dopo l’annuncio del suo futuro passaggio al gruppo Qn Media. La votazione si concluderà in serata.

La richiesta di interrompere subito la guida del quotidiano è arrivata nella riunione di redazione della mattina, quando il Comitato di redazione (Cdr) ha chiesto a Orfeo di lasciare l’incarico prima della nomina del successore. Secondo la ricostruzione pubblicata da Professione Reporter, a parlare per primo è stato Matteo Pucciarelli, rappresentante del Cdr, che avrebbe detto: “Riteniamo che non sia opportuno che tu da oggi faccia il giornale. È venuta meno la fiducia, non si possono avere due padroni”.

Sempre secondo la stessa ricostruzione, tra il direttore e i rappresentanti della redazione sarebbe seguito un confronto particolarmente acceso, anche sul piano personale. Orfeo avrebbe respinto le contestazioni e annunciato iniziative nei confronti del rappresentante sindacale, prima di dare regolarmente avvio alla riunione.

Nel pomeriggio l’assemblea dei giornalisti è stata convocata per esprimersi su un documento che richiama il “palese conflitto di interessi” tra la direzione del quotidiano e il futuro incarico annunciato da Orfeo in un gruppo editoriale concorrente. Nel testo si legge: “L’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica, considerato il palese conflitto di interessi tra la direzione di Repubblica e il futuro e annunciato incarico in un gruppo editoriale concorrente, sfiducia il direttore dimissionario Mario Orfeo”. Il documento aggiunge inoltre che il direttore “ha risposto mancando di rispetto all’intero Comitato di redazione, quindi alla redazione tutta”, parlando di una “totale incompatibilità ambientale” tra il direttore uscente e la redazione.

Il Cdr sarebbe inoltre intenzionato a chiedere all’amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero di sospendere Orfeo dalle funzioni di direttore fino alla nomina del successore, affidando temporaneamente la guida del giornale ai vicedirettori.

Secondo quanto avrebbe spiegato lo stesso Orfeo ai colleghi, la decisione di lasciare la direzione sarebbe legata anche alla volontà di non gestire una fase nella quale potrebbero essere previsti interventi sull’organico. Una prospettiva che avrebbe aumentato le preoccupazioni all’interno della redazione.

La fase di cambiamento coinvolge anche Lirio Abbate, che ha deciso di lasciare Repubblica per diventare vicedirettore de Il Giornale, con delega alle inchieste investigative e giudiziarie. In un’intervista, Abbate ha spiegato che il rapporto professionale con Orfeo si era progressivamente deteriorato e che aveva iniziato a valutare nuove opportunità dopo essere stato escluso, a suo giudizio, dalle principali scelte editoriali.

L’offerta è arrivata da Tosinvest attraverso Giampaolo Angelucci, che gli ha proposto il nuovo incarico nel quotidiano diretto da Tommaso Cerno. Abbate ha accettato firmando una lettera preliminare. Lo stesso giornalista ha però raccontato di essere rimasto sorpreso dalle dimissioni di Orfeo, aggiungendo che, se fossero arrivate prima, probabilmente non avrebbe lasciato Repubblica. L’accordo con il nuovo editore, tuttavia, era già stato definito.

Intanto continua la ricerca del nuovo direttore. Tra i nomi circolati nelle ultime ore figurano Stefano Cappellini, Carlo Bonini e Claudio Tito come possibili candidature interne, mentre tra i profili esterni vengono indicati Emiliano Fittipaldi, Marco Damilano e Fabio Vitale. Tra le indiscrezioni è comparso anche Giuseppe De Bellis, attuale Executive Vice President Sport, News & Entertainment di Sky Italia.

Tuttavia, durante la riunione sarebbe stato riferito che l’azienda avrebbe già individuato il successore di Orfeo e che sarebbero necessari solo alcuni giorni per completare i passaggi tecnici prima dell’annuncio ufficiale. Al momento non sono arrivate conferme ufficiali su questa ricostruzione.

La vicenda rappresenta il primo momento di forte confronto tra la redazione e la nuova proprietà di GEDI dopo l’acquisizione da parte di Antenna Group. Nel documento approvato dopo le dimissioni del direttore, i giornalisti chiedono anche un progetto editoriale per il futuro del quotidiano e un confronto con il nuovo editore. È atteso a Roma martedì il presidente di Antenna Group, Theodore Kyriakou.