Il Daily Mail è stato citato in giudizio negli Stati Uniti con l’accusa di aver utilizzato migliaia di immagini pubblicate sui social media senza l’autorizzazione degli autori e senza corrispondere alcun compenso. Secondo quanto riportato da PressGazette, l’azione legale è stata presentata a New York dal fotografo Matthew Moore, che ha avviato una class action a nome proprio e di tutte le persone negli Stati Uniti che, secondo la denuncia, avrebbero subito situazioni simili negli ultimi tre anni.
Secondo il ricorso, il comportamento contestato rappresenterebbe una pratica abituale della testata e violerebbe la normativa statunitense sul diritto d’autore e il Digital Millennium Copyright Act (DMCA). I legali chiedono al tribunale di accertare se il metodo descritto sia contrario alla legge e di riconoscere gli eventuali risarcimenti previsti.
La denuncia afferma che, in un controllo effettuato nell’arco di nove giorni del mese di giugno, sarebbero stati individuati 107 articoli contenenti almeno una fotografia presa dai social media con il solo riferimento alla piattaforma di provenienza, come ad esempio “© Instagram”. Secondo gli autori dell’azione legale, se per ogni presunta violazione fosse riconosciuto un risarcimento compreso tra 2.500 e 25.000 dollari, il valore complessivo delle contestazioni potrebbe superare dieci milioni di dollari all’anno.
Tra le accuse contenute nella causa c’è anche quella secondo cui il quotidiano avrebbe attribuito le immagini esclusivamente alla piattaforma social dalla quale erano state prelevate. La denuncia sostiene che questo sistema renderebbe più difficile ai veri titolari del copyright accorgersi dell’utilizzo delle proprie fotografie, poiché le piattaforme, in base ai rispettivi termini di utilizzo, non detengono i diritti d’autore sulle immagini pubblicate dagli utenti.
Il caso presentato da Matthew Moore riguarda una fotografia dell’attrice Annie Sertich. Il fotografo spiega di aver realizzato lo scatto, di averne consegnato una copia all’attrice mantenendo però i diritti d’autore e che, successivamente, l’immagine è stata pubblicata sul profilo Instagram della stessa Sertich. Secondo la denuncia, il Daily Mail avrebbe utilizzato quella fotografia in un articolo del 24 dicembre 2025 dedicato alla serie VHS Dates, indicando come unico riferimento il nome di Instagram. I legali sostengono inoltre che la fotografia non sarebbe stata incorporata direttamente dalla piattaforma né acquisita tramite uno screenshot, ma copiata e caricata nel sistema editoriale del giornale.
La causa evidenzia anche un aspetto legato alla normativa statunitense sul copyright. Secondo quanto riportato nella denuncia, molte persone non potrebbero promuovere un’azione per violazione del diritto d’autore perché la registrazione dell’opera dovrebbe essere effettuata entro tre mesi dalla prima pubblicazione oppure prima dell’inizio della presunta violazione. Per questo motivo la class action intende rappresentare sia gli autori delle fotografie ripubblicate con il solo riferimento alla piattaforma social, sia coloro che dispongono di una registrazione del copyright negli Stati Uniti.
Nel testo depositato in tribunale si legge che il caso di Moore “non è stato un episodio isolato… riflette una pratica commerciale uniforme, centralizzata e continua. Gli imputati costruiscono e monetizzano le loro piattaforme di notizie ad alto traffico, basate sulla pubblicità, in parte grazie alla raccolta sistematica e non retribuita di fotografie scattate da persone comuni e pubblicate sui propri account social”.
La denuncia aggiunge che il Daily Mail riconoscerebbe e pagherebbe regolarmente le fotografie fornite dalle agenzie di stampa e dalle banche immagini, mentre lo stesso, secondo l’accusa, non avverrebbe per le immagini pubblicate dagli utenti sui social network. Nel ricorso è inoltre riportata la seguente affermazione: “Pubblica prima e paga solo se viene scoperta, scommettendo sul fatto che le persone a cui ruba il lavoro non scopriranno mai che è stato utilizzato e che, se lo scoprissero, non potrebbero permettersi di perseguire il caso.”
Gli avvocati ricordano inoltre che il Daily Mail sarebbe stato coinvolto in altre controversie simili negli ultimi quindici anni. Tra queste viene citata la causa avviata nel 2010 dall’agenzia fotografica Mavrix Photo, che chiedeva oltre un milione di dollari per il presunto utilizzo non autorizzato di immagini su carta stampata e online. Quel procedimento, secondo quanto riportato nella denuncia, si è concluso con un accordo economico riservato.
(Foto creata con AI)