La BBC si prepara ad avviare il più grande piano di riduzione del personale degli ultimi quindici anni. Nei prossimi giorni il direttore generale da poco nominato, Matt Brittin, dovrebbe annunciare l’entità degli esuberi, che secondo le informazioni circolate all’interno dell’azienda potrebbero arrivare a circa 2mila posti di lavoro. Il piano non prevederebbe tagli distribuiti in modo uniforme tra le varie strutture, ma la possibile chiusura di interi servizi e programmi.
L’obiettivo dell’emittente pubblica britannica è ridurre ulteriormente i costi. In una comunicazione inviata ai dipendenti ad aprile, il vice direttore generale Rhodri Talfan Davies ha spiegato che la società dovrà ottenere risparmi aggiuntivi pari a 500 milioni di sterline nei prossimi due anni, a fronte di costi operativi annuali che ammontano a circa 5 miliardi di sterline. Secondo quanto comunicato al personale, questo percorso comporterà una significativa riduzione dell’organico.
Indicazioni simili sono arrivate anche dalla divisione informativa. Durante una riunione in videocollegamento con i dipendenti di BBC News, il direttore dei contenuti Richard Burgess ha annunciato interventi rilevanti sul personale. “Francamente, la maggior parte dei nostri risparmi riguarda le persone”, ha dichiarato Burgess. Il dirigente ha inoltre spiegato che “i tagli saranno pari al 15% delle nostre entrate” e che alcune aree dell’azienda dispongono di margini molto limitati per ulteriori riduzioni dei costi.
Attualmente BBC News impiega oltre 5.300 persone, circa un quarto dei 21.500 dipendenti complessivi della BBC. In questa struttura sono attesi tagli che potrebbero coinvolgere centinaia di lavoratori.
La strategia di contenimento delle spese è già visibile anche nella copertura dei grandi eventi sportivi. Per la Coppa del Mondo di calcio in corso tra Stati Uniti, Canada e Messico, la BBC ha scelto di utilizzare commentatori e opinionisti dagli studi di Salford, vicino a Manchester, invece di inviare una parte più ampia del personale sul luogo della competizione. Gli studi utilizzati per il torneo saranno successivamente impiegati anche per il programma Match of the Day. La decisione ha suscitato critiche da parte di alcuni osservatori e rappresentanti politici. Il parlamentare conservatore Kevin Hollinrake ha affermato che la scelta avrebbe compromesso “l’esperienza dello spettatore”.
Il piano di riorganizzazione arriva in una fase particolarmente importante per il futuro dell’emittente pubblica. I vertici della BBC sono infatti impegnati nel confronto con il governo britannico sul rinnovo della Royal Charter, il documento che stabilisce missione, governance e modalità di finanziamento dell’azienda. L’attuale accordo scadrà il 31 dicembre 2027.
Uno dei temi principali del negoziato riguarda il canone televisivo. Dal 1° aprile l’importo è salito a 180 sterline annue, equivalenti a circa 210 euro. Nello stesso periodo si è registrata una diminuzione degli abbonamenti, passati da 24,1 milioni nel 2023-2024 agli attuali 23,8 milioni, secondo l’ultimo rapporto annuale della società.
Tra le ipotesi in discussione vi è l’estensione dell’obbligo di pagamento del canone anche a chi utilizza piattaforme di streaming private. Attualmente la normativa britannica richiede il versamento del contributo soprattutto a chi guarda contenuti televisivi in diretta, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata. Il tema è al centro del dibattito nel settore dei media, in un contesto segnato dall’evoluzione delle abitudini di consumo televisivo.
Sui tagli annunciati è intervenuta anche Philippa Childs, segretaria del sindacato Bectu, che ha dichiarato: “La notizia degli imminenti tagli alla BBC mette in primo piano l’importanza di un modello di finanziamento sostenibile. Nell’era delle fake news, una programmazione informativa indipendente e di alta qualità è ancora più importante e la sua integrità deve essere preservata”.