Anthropic sceglie Milano come sesta sede europea dell’AI

Anthropic aprirà un nuovo ufficio a Milano, che diventerà la sesta sede europea della società specializzata in intelligenza artificiale dopo Londra, Dublino, Parigi, Zurigo e Monaco. L’annuncio è stato comunicato direttamente dal gruppo, che ha spiegato come il nuovo team italiano lavorerà insieme alle aziende del Paese e alla community nazionale di sviluppatori per sostenere la crescita dell’uso di Claude, il sistema di AI sviluppato dall’azienda, in modo responsabile. Secondo quanto riferito da Anthropic, il gruppo con sede milanese avrà il compito di aiutare imprese, ricercatori e professionisti italiani a utilizzare strumenti di AI generativa nelle attività quotidiane e nei progetti industriali. L’obiettivo indicato dalla società è anche quello di contribuire al confronto già aperto sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel sistema produttivo e nella società italiana. La società ha inoltre reso noto di avere già avviato collaborazioni con alcune realtà italiane in diversi settori economici. Nel comparto finanziario sono state citate Generali Group e Unipol Group. Nel settore delle life sciences risultano coinvolte Angelini Pharma e Bracco Group. Tra le aziende attive nell’energia compare Enel Group, mentre nel settore automotive è stata indicata Pirelli. “Siamo in Italia – commenta Chris Ciauri, Managing director international di Anthropic – per accompagnare grandi aziende e supportare ricerca e cultura in una transizione sicura verso l’intelligenza artificiale. L’Italia è un Paese che ha sempre saputo accogliere trasformazioni profonde e siamo ottimisti riguardo a ciò che la frontier AI può offrire a questo Paese, a grandi gruppi industriali, imprenditori, università e istituzioni culturali”.
Alessandro Sallusti nominato direttore di Libero per la terza volta

Alessandro Sallusti è il nuovo direttore di Libero. La decisione è stata ufficializzata dopo che l’editore Angelucci ha sollevato dall’incarico Mario Sechi, confermando le indiscrezioni circolate nelle ultime ore nel mondo dell’informazione italiana. Per Sallusti si tratta del terzo ritorno alla guida del quotidiano fondato da Vittorio Feltri. Il giornalista aveva già diretto la testata una prima volta tra il 2007 e il 2008 e successivamente dal 2021 al 2023. In quell’occasione aveva lasciato il ruolo proprio a Mario Sechi, separandosi dal gruppo editoriale guidato dagli Angelucci. Negli ultimi mesi, Alessandro Sallusti è stato spesso presente nei talk show delle reti Mediaset e ha collaborato con il quotidiano La Verità. A gennaio aveva inoltre avviato il progetto online Politico Quotidiano, dedicato all’informazione politica sul web. La nomina è stata comunicata attraverso una nota diffusa da Editoriale Libero S.r.l. con una dichiarazione del presidente Leopoldo de’ Medici. Nel comunicato viene definito un “giornalista di lunga esperienza”, già direttore di importanti quotidiani nazionali. “Sallusti torna alla guida di Libero con l’obiettivo di proseguire e rafforzare il percorso di crescita della testata, nel solco della sua tradizione editoriale e della sua vocazione a essere una voce libera, riconoscibile e protagonista nel dibattito pubblico”. Nel comunicato viene sottolineata anche l’attenzione del direttore verso il mondo digitale e l’informazione online. “La sua attenzione all’evoluzione del giornalismo digitale e alla valorizzazione dell’informazione online rappresenta inoltre un elemento centrale per accompagnare Libero nella fase di sviluppo da tempo intrapresa, capace di integrare autorevolezza editoriale, innovazione e dialogo costante con i lettori”. La società editrice evidenzia inoltre il valore della sua esperienza professionale nel panorama mediatico italiano. “La sua esperienza, la sua competenza e la sua riconosciuta capacità di interpretare il dibattito pubblico rappresentano un valore importante per Libero e per il suo futuro. Siamo certi che saprà guidare il quotidiano con autorevolezza, visione e piena consapevolezza del ruolo che la testata ricopre nel sistema dell’informazione italiana”. La nota si conclude con un riferimento all’impegno editoriale del gruppo. “Con questa nomina, conclude la nota, il gruppo rinnova il proprio impegno a promuovere una stampa libera, pluralista e di qualità, fondata sull’autonomia del lavoro giornalistico, sul rispetto delle diverse sensibilità culturali e sulla responsabilità verso i lettori”.
Trump rilancia la causa da 10 miliardi contro il Wall Street Journal per l’articolo su Epstein

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripresentato una causa civile da 10 miliardi di dollari contro il Wall Street Journal, accusando il quotidiano di aver pubblicato una storia “falsa, malevola e diffamatoria” sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein. La nuova azione legale arriva dopo che, il mese scorso, il giudice federale della Florida Darrin P. Gayles aveva archiviato senza pregiudizio la precedente denuncia. La decisione permetteva comunque al presidente di presentare un nuovo ricorso con ulteriori elementi entro il 27 maggio. La vicenda riguarda un articolo pubblicato dal quotidiano statunitense nel luglio 2025. Secondo quanto scritto dal giornale, Trump avrebbe inviato nel 2003 un biglietto di auguri dal contenuto definito “licenzioso” a Epstein. Il testo sarebbe stato accompagnato da un disegno raffigurante il busto di una donna nuda con la firma del presidente. Trump ha sempre negato l’esistenza del documento. Nella nuova denuncia, che contiene sette pagine in più rispetto alla precedente, il team legale del presidente sostiene che il Wall Street Journal, il gruppo editoriale Dow Jones, News Corp e i giornalisti Khadeeja Safdar e Joe Palazzolo abbiano pubblicato l’articolo senza possedere prove autentiche. Secondo l’accusa, i responsabili della pubblicazione avrebbero ignorato volontariamente elementi che mettevano in dubbio la veridicità della storia. Nel testo della causa si legge: “Nessuna lettera autentica è mai esistita”. Tra i punti citati compare anche una conversazione attribuita a Trump e a Rupert Murdoch, proprietario di News Corp. e storico alleato del presidente. Secondo quanto riportato nella denuncia, Murdoch avrebbe detto: “Me ne occuperò io”, dopo essere stato informato della possibile pubblicazione dell’articolo. Trump avrebbe interpretato quella frase come un segnale che il pezzo non sarebbe stato pubblicato. Uno degli aspetti centrali del procedimento riguarda il concetto giuridico di “actual malice”, cioè la “malizia effettiva”. Negli Stati Uniti questa regola è fondamentale nelle cause per diffamazione contro gli organi di stampa. Nella precedente decisione, il giudice Gayles aveva stabilito che l’accusa non era riuscita a dimostrare che il quotidiano avesse pubblicato informazioni false sapendo che fossero false oppure agendo con “temerario disprezzo della verità”. Secondo il tribunale, il Wall Street Journal aveva comunque cercato di verificare l’autenticità del documento prima della pubblicazione dell’articolo. Per questo motivo il giudice aveva chiesto al team legale del presidente di presentare ulteriori prove. Nel nuovo ricorso compaiono anche dichiarazioni attribuite a Ghislaine Maxwell, ex collaboratrice di Epstein. Maxwell avrebbe affermato di non ricordare alcuna lettera inviata da Trump.