Un archivio digitale con oltre 10 milioni di nomi di iscritti al partito nazista è stato pubblicato online dal settimanale Die Zeit, rendendo consultabili dati storici finora accessibili solo su richiesta ufficiale. Il progetto riguarda la “NSDAP-Mitgliederkartei”, il registro ufficiale delle adesioni al NSDAP, il Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, attivo tra il 1925 e il 1945.
Tra il 1925 e il 1945 sono stati registrati circa 10,2 milioni di iscritti. Oggi queste informazioni sono state trasformate in un grande database digitale, grazie alla collaborazione tra archivi in Germania e negli Stati Uniti e all’uso dell’intelligenza artificiale. Ogni scheda contiene dati come nome, cognome, data e luogo di nascita, professione e data di iscrizione al partito. Il risultato è il più ampio archivio consultabile sugli aderenti al nazismo.
Secondo la portavoce Judith Busch, dalla pubblicazione avvenuta all’inizio di aprile, il database ha ricevuto una risposta “travolgente”: è stato consultato milioni di volte e condiviso migliaia di volte. Molti utenti stanno utilizzando lo strumento per cercare informazioni sui propri familiari.
Tra le testimonianze raccolte, un utente ha scritto: “Ho già trovato due parenti stretti, il che distrugge il mito che nessuno nella nostra famiglia fosse coinvolto. Cambiare prospettiva a 71 anni è uno shock amaro“. Anche il giornalista austriaco Christian Rainer ha raccontato di aver trovato il nome del nonno “in pochi secondi”. Ha spiegato: “Ho sempre saputo che era vicino ai nazisti, ma mi ha sorpreso che ci abbia messo solo cinque giorni” per unirsi a loro, in seguito all’annessione dell’Austria alla Germania, ha detto. ““Era un accademico (…) avrebbe dovuto sapere nel 1938 chi fossero i nazisti”.
Rainer ha inoltre riferito che il motore di ricerca ha escluso il coinvolgimento di altri membri della sua famiglia, incluso il padre, arruolato nella Wehrmacht nel 1941. Ha sottolineato come questo strumento rappresenti un cambiamento nelle ricerche storiche: da studi centrati su figure pubbliche a indagini più personali, in cui le persone cercano direttamente nel proprio passato familiare. “A ottant’anni dalla fine della guerra mondiale, si possono ancora scoprire verità che non si conoscevano prima”, ha dichiarato.
Le schede originali erano conservate a Monaco, nel quartier generale del partito nazista. Negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale, fu ordinata la loro distruzione, ma i documenti vennero salvati da Hans Huber, direttore di una cartiera, che li consegnò alle autorità americane. Dopo la guerra, furono trasferiti negli Stati Uniti e utilizzati durante il processo di denazificazione per identificare ex membri del regime.
Successivamente, l’archivio è stato trasferito agli archivi federali tedeschi, dove per anni è rimasto consultabile solo tramite richieste ufficiali. La recente digitalizzazione ha reso queste informazioni accessibili online, contribuendo a colmare lacune nella memoria storica e familiare legata al periodo nazista.
Un progetto simile è stato avviato anche dall’Archivio nazionale statunitense, che ha pubblicato online 6,6 milioni di schede personali relative a membri del partito nazista e ad altre organizzazioni collegate al sistema nazionalsocialista.