BBC riduce il personale: coinvolto il 10% dei dipendenti

BBC telecamera

La BBC ha annunciato un piano di riduzione del personale che prevede il taglio di circa il 10% della forza lavoro, fino a 2000 posti, entro i prossimi tre anni, con l’obiettivo di risparmiare 500 milioni di sterline entro il 2028.

La decisione riguarda un’organizzazione che conta circa 21mila dipendenti e arriva in un momento segnato da costi di produzione elevati e dal calo dei ricavi, sia quelli legati al canone sia quelli provenienti dalle attività commerciali. L’annuncio è stato comunicato durante un incontro online aperto a tutto il personale, guidato dal direttore generale ad interim Rhodri Talfan Davies, con la partecipazione di oltre 500 dipendenti tra interventi e domande.

Durante la riunione è emerso un clima di forte incertezza lavorativa, anche perché i nomi delle persone coinvolte nei licenziamenti non saranno comunicati prima di settembre. Tra i dipendenti si diffonde la preoccupazione per il futuro, soprattutto tra i più giovani. Alcuni interventi raccolti durante l’incontro evidenziano timori legati alla stabilità occupazionale e alla percezione che le nuove generazioni possano essere le più esposte ai tagli.

“Quindi la risposta per i giovani alla BBC è ‘peggio per voi’. Pensate che questa risposta aumenterà il morale di coloro che dovrebbero essere il ‘futuro della BBC’?” ha scritto un impiegato. Un collega che gli fa eco: “Quelli di noi che sono appena arrivati alla BBC saranno i primi a essere mandati via, mentre la vecchia guardia resterà, come è già successo”.

Le testimonianze raccolte indicano anche una continuità con precedenti riduzioni del personale. “Lavoro alla BBC da quasi due anni, questo è il secondo taglio del personale da quando ho iniziato. Sono sui vent’anni e amo la BBC, ma si sta arrivando al punto di chiedersi: ‘Sarò il prossimo?’”.

Parallelamente, sono state espresse perplessità sulla nomina del nuovo direttore generale Matt Brittin, ex dirigente di Google, che entrerà in carica il mese successivo con uno stipendio indicato intorno alle 500mila sterline. Un dipendente ha chiesto: “In un’organizzazione che punta a risparmiare, perché il ruolo di direttore generale è stato affidato a qualcuno senza esperienza nel settore radiotelevisivo?”.

Sul piano istituzionale, la ministra della Cultura Lisa Nandy ha espresso preoccupazione per l’impatto della misura, dichiarando che la decisione “ha avuto un effetto molto, molto forte sui dipendenti stessi e rappresenta una reale preoccupazione per le persone nel paese.” La ministra ha inoltre sottolineato l’importanza di coinvolgere i lavoratori nella definizione del piano e di assicurare una base economica stabile per il servizio pubblico.

Dopo l’incontro, Rhodri Talfan Davies ha inviato una comunicazione interna in cui ha spiegato che l’emittente sta affrontando “significative pressioni finanziarie” che devono essere gestite “con rapidità”, aggiungendo: “So che questo crea una reale incertezza, ma volevamo essere trasparenti sulla sfida”.