Il 16 aprile 2026 i giornalisti italiani si sono fermati per il terzo sciopero nazionale proclamato dalla Fnsi, con presìdi e manifestazioni in tutta Italia per chiedere il rinnovo del contratto Fnsi-Fieg, l’introduzione dell’equo compenso e maggiori tutele per chi lavora nell’informazione.
Le associazioni regionali di stampa hanno organizzato incontri pubblici e sit-in per spiegare le ragioni della protesta. A Verona, la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, ha partecipato alla manifestazione in piazza Bra, davanti al municipio, insieme ai rappresentanti delle redazioni locali e all’Ordine dei giornalisti del Veneto, che aderisce all’iniziativa “a sottolineare l’unità di intenti in questa battaglia per il futuro della professione”.
A Milano, l’Associazione Lombarda dei Giornalisti ha organizzato un presidio in piazza San Babila. Il presidente, Paolo Perucchini, ha spiegato: “Diritti, tutele e soldi. Ma soprattutto dignità per i giovani colleghi. È quello che chiedono i giornalisti scioperando, di nuovo, a sostegno del nuovo contratto nazionale di lavoro, fermo da oltre 10 anni“. In altre città, come Genova, Torino e Ancona, i sindacati regionali segnalano che negli ultimi anni l’inflazione ha ridotto il valore degli stipendi e che molti collaboratori vengono pagati pochi euro per ogni articolo o fotografia.
Le iniziative sono diffuse: a Genova il presidio si è tenuto davanti alla Prefettura, mentre a Torino si è svolto un flash mob per rappresentare concretamente la vita quotidiana dei cronisti. A Roma la mobilitazione è stata anticipata al 15 aprile con incontri e distribuzione di volantini per informare i cittadini. Anche a Perugia, Terni, Cagliari, Palermo e in altre città si svolgono eventi pubblici per spiegare le richieste dei lavoratori.
Nel comunicato diffuso per lo sciopero, la Fnsi afferma: “Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore”. Il sindacato sottolinea che il contratto è scaduto da dieci anni e che “non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top”.
Dall’altra parte, la Fieg, che rappresenta gli editori, spiega la propria posizione. Gli editori chiedono maggiore flessibilità e una revisione delle regole contrattuali per affrontare le trasformazioni del mercato e le innovazioni tecnologiche. Secondo la Fieg, l’attuale contratto contiene vincoli considerati superati e costosi, come ferie e permessi elevati e alcune indennità, che inciderebbero sulla sostenibilità economica delle aziende editoriali. La Fieg dichiara inoltre di non essersi mai sottratta al confronto e di voler proseguire le trattative per arrivare a un nuovo accordo che tenga conto anche dell’ingresso di giovani professionisti nel settore. Il confronto tra sindacato ed editori resta quindi aperto, mentre lo sciopero del 16 aprile rappresenta un momento di mobilitazione nazionale sul tema del futuro dell’informazione e delle condizioni di lavoro dei giornalisti.