La Stampa, tavolo ad aprile e cessione entro giugno. Cdr: “richieste clausole per lavoro e salari”

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La vendita de La Stampa è stata al centro di un’audizione pubblica in Comune a Torino, dove rappresentanti dei giornalisti e delle istituzioni hanno chiesto nuovi investimenti per il futuro dell’editoria locale.

Durante l’incontro del 25 marzo 2026, la Commissione Cultura e Lavoro ha ascoltato il Cdr, l’associazione Stampa Subalpina, l’Ordine dei giornalisti e i sindacati, aggiornati sulla cessione del quotidiano dal gruppo Gedi alla società Sae. L’obiettivo dell’audizione è stato chiarire cosa potrebbe accadere al giornale e ai lavoratori nei prossimi mesi.

I rappresentanti dei giornalisti hanno spiegato che esiste già un contratto preliminare di vendita. Hanno inoltre comunicato che a metà aprile si aprirà il tavolo previsto dalla legge per discutere il passaggio e che entro giugno potrebbe concludersi il trasferimento della proprietà. Il Cdr ha dichiarato: “Noi abbiamo intenzione di chiedere clausole di salvaguardia su livelli occupazionali e tutela dei salari per un periodo di un paio d’anni”.

Nel corso dell’audizione è stato lanciato un appello agli imprenditori del territorio affinché investano nella editoria, considerata un settore importante per la vita democratica. La segretaria della Stampa Subalpina, Silvia Garbarino, ha sottolineato che “è il momento di investire sull’editoria, baluardo di democrazia”, ricordando anche alcune criticità del settore, come il contratto nazionale dei giornalisti fermo da dieci anni e le recenti cessioni di diversi quotidiani.

Garbarino ha invitato anche i cittadini a partecipare alla manifestazione prevista il 1° aprile in piazza Castello, organizzata insieme alla Fnsi. L’invito è stato accolto dalla stessa Commissione comunale, che ha annunciato la propria presenza in piazza per sostenere la mobilitazione dei giornalisti.

La vicesindaca Michela Favaro ha ribadito il ruolo delle istituzioni locali, spiegando che “l’attenzione di tutti i livelli istituzionali deve essere massima ma c’è un mercato su cui la politica locale può poco”. Ha aggiunto: “L’appello rispetto a investimenti di imprenditori va fatto e deve essere forte – ha aggiunto – e noi dobbiamo fare la nostra parte nel senso di rendere più attrattivi gli investimenti, perché il Comune non può imporre investimenti di privati, ma può e deve lavorare perché il territorio sia un luogo attrattivo per investimenti e su questo stiamo lavorando”.

(In foto, la redazione de La Stampa)