Clickout Media compra siti di videogiochi, licenzia 20 giornalisti e adotta “autori AI”

ChatGPT Image 4 mar 2026, 06_20_15

Diversi giornalisti di siti di videogiochi sono stati licenziati e sostituiti da autori creati con intelligenza artificiale, presentati online con nomi, fotografie e biografie che non appartengono a persone reali.

Il caso riguarda alcune testate molto note nel settore dei videogiochi, tra cui The Escapist, Videogamer ed Esports Insider. Negli ultimi mesi questi siti sono stati acquistati dalla società Clickout Media, un’azienda che lavora nel campo del marketing digitale e della SEO, cioè le tecniche usate per far comparire i siti più in alto nei risultati dei motori di ricerca.

Secondo diverse testimonianze provenienti dall’interno delle redazioni, dopo l’acquisizione circa 20 lavoratori tra redattori e collaboratori sarebbero stati licenziati. Alcuni freelance hanno raccontato che verso la fine dello scorso anno i siti hanno iniziato a pubblicare molti articoli su casinò online e scommesse, scritti con programmi di intelligenza artificiale.

Successivamente, secondo le stesse fonti, i budget editoriali sono stati bloccati. Al personale rimasto sarebbe stato chiesto di candidarsi per nuovi ruoli in cui il compito principale sarebbe stato quello di formare e supervisionare autori generati dall’intelligenza artificiale.

Uno dei siti coinvolti, Videogamer, esiste da oltre vent’anni e pubblica recensioni e guide dedicate ai videogiochi. In cima agli articoli compare un messaggio rivolto ai lettori che dice:
“Puoi fidarti di VideoGamer. Il nostro team di esperti di gaming dedica ore a testare e recensire i giochi più recenti, per garantire che tu stia leggendo la guida più completa possibile. Non preoccuparti, tutte le immagini e i consigli sono unici e originali”.

Negli ultimi mesi, tra gli autori del sito è apparso il nome Brian Merrygold. Nella sua biografia viene descritto come “un analista esperto di iGaming e scommesse sportive” e “un giocatore da sempre nel cuore”. Tuttavia alcuni servizi utilizzati per verificare immagini e testi indicano che la fotografia del profilo sarebbe stata creata con intelligenza artificiale. Anche la biografia e gli articoli pubblicati con il suo nome risulterebbero generati automaticamente.

Un altro autore presentato sul sito si chiama Callum Mercer. Secondo strumenti di controllo simili, anche la sua immagine e i testi pubblicati risultano prodotti con intelligenza artificiale.

Secondo una fonte informata sui cambiamenti avvenuti nelle redazioni, la reazione di parte del personale ai nuovi metodi di lavoro è stata descritta come “assoluto disgusto”.

Le conseguenze dei cambiamenti sono emerse anche pubblicamente. Il collaboratore di The Escapist, Lloyd Coombes, ha scritto sui social: “Mi dispiace dire che il mio ruolo a The Escapist è in scadenza. Cerco altri ruoli nei media o nelle pubbliche relazioni dedicate ai videogiochi, e sono anche molto disponibile per opportunità freelance e simulazioni di recensioni!”.

Anche il sito Esports News UK, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stato acquisito dalla stessa società, ha pubblicato un messaggio sulla piattaforma X: “Non ci sono parole per descrivere quanto sia frustrato e sconvolto dal fatto che i redattori siano stati licenziati dagli attuali proprietari di Esports News UK”.

Uno degli episodi che ha attirato più attenzione riguarda una recensione del videogioco Resident Evil Requiem, pubblicata su Videogamer e firmata proprio dall’autore Brian Merrygold.

La recensione è stata inserita anche su Metacritic, una piattaforma molto utilizzata dall’industria dei videogiochi che raccoglie le recensioni pubblicate dai media e calcola una media dei voti assegnati ai giochi.

Dopo la pubblicazione, alcuni osservatori hanno segnalato che il testo mostrava caratteristiche tipiche dei contenuti prodotti con intelligenza artificiale. In seguito alla segnalazione, Metacritic ha deciso di rimuovere la recensione dal proprio sito.

Il co-fondatore della piattaforma, Marc Doyle, ha spiegato in una dichiarazione: “Metacritic è una fonte di recensioni affidabile da un quarto di secolo e ha mantenuto un rigoroso processo di selezione quando ha aggiunto nuove pubblicazioni alla nostra lista di critici. Tuttavia, in alcuni casi, come la vendita di una pubblicazione o la sostituzione di uno staff di redattori, possono sorgere problemi come plagio, furto o altre forme di frode, tra cui le recensioni generate dall’intelligenza artificiale”.

“La politica di Metacritic è quella di non includere mai una recensione di un critico generata dall’intelligenza artificiale su Metacritic e, se scopriamo che ne è stata pubblicata una, la rimuoveremo immediatamente e interromperemo i legami con quella pubblicazione a tempo indeterminato, in attesa di un’indagine approfondita.”

La società Clickout Media si descrive come un’agenzia di pubbliche relazioni e marketing. Negli ultimi anni ha acquisito diversi siti legati alla tecnologia e ai videogiochi, tra cui Techopedia e Adventure Gamers.

Secondo diversi rapporti del settore, dopo alcune acquisizioni le redazioni sono state ridotte e i siti hanno iniziato a pubblicare contenuti soprattutto su casinò online, criptovalute e poker, spesso prodotti con sistemi automatici.

Il sito di videogiochi Kotaku ha descritto Clickout Media come un’azienda “particolarmente timida”, perché il suo nome appare raramente nelle pagine dei siti che acquista.

Alcuni report hanno inoltre parlato di una pratica chiamata SEO parassitaria. In termini semplici significa acquistare siti già molto conosciuti e ben posizionati nei risultati dei motori di ricerca per usarli poi per pubblicare nuovi contenuti su argomenti diversi, come gioco online o criptovalute.

Altri rapporti hanno suggerito che un gruppo di aziende collegato a Clickout Media avrebbe legami con piattaforme offshore di poker e criptovalute con licenza ad Anjouan, nelle Isole Comore.

Molti di questi siti generano entrate attraverso link affiliati che portano i lettori verso piattaforme di casinò online.

La rivista specializzata Press Gazette ha provato a contattare Clickout Media tramite gli indirizzi email disponibili e attraverso un modulo presente sul sito ufficiale dell’azienda, ma non ha ricevuto risposta.

Secondo Patrick Garratt, caporedattore della newsletter sul settore dei videogiochi Knowledge, la situazione riflette una difficoltà più ampia nel mondo dei media. Ha dichiarato: “Come in tutti i media, la parola d’ordine attuale è ‘sopravvivenza’. La precarietà in questo ambiente è in costante peggioramento da molti anni e l’intelligenza artificiale generativa, come dimostra l’annuncio di Videogamer, sta diventando troppo allettante perché alcuni la ignorino in nome dell”efficienza’.

“Questa riduzione del personale nei media dedicati al gioco è diffusa e negli ultimi anni abbiamo assistito a un duro colpo per diverse grandi operazioni americane”.

(Foto creata con AI)