Il Cdr di Repubblica torna a parlare pubblicamente della possibile vendita del giornale e di altri mezzi del gruppo Gedi al gruppo greco Antenna. Il Cdr dice che Exor, l’attuale proprietaria, non sta spiegando abbastanza bene cosa sta succedendo e annuncia la pubblicazione di un dossier, cioè un lavoro di ricerca, sulle attività economiche della famiglia Kyriakou, che potrebbe comprare Repubblica.
Il messaggio è stato pubblicato sui social, mentre si avvicina il 31 gennaio, giorno indicato come termine dell’esclusiva delle trattative. Secondo il Cdr, le informazioni sul possibile compratore sono poche, difficili da controllare e non aggiornate. Per questo i giornalisti hanno deciso di fare da soli un lavoro di ricostruzione, che verrà condiviso sui profili social del sindacato di Repubblica, su Facebook e Instagram, per spiegare in modo chiaro chi è il gruppo interessato all’acquisto.
Dal lavoro emerge che il gruppo legato alla famiglia Kyriakou è formato da circa 90 società, sparse in vari Paesi, come Olanda, Cipro, Grecia, Romania e Lussemburgo. Le società, spiegano i giornalisti, non sembrano avere una guida unica. Al vertice c’è una holding chiamata K Group, con sede in Lussemburgo, che raccoglie le attività dei tre fratelli Xenofon, Theodore e Athina Kyriakou, proprietari in parti uguali. I conti più completi disponibili risalgono però al 2019, mentre quelli meno dettagliati sono del 2021.
Analizzando i documenti, il Cdr spiega che il gruppo lavora soprattutto in due settori. Il primo riguarda la finanza e vale circa due terzi delle attività: è collegato a società con sede a Cipro e deriva dal lavoro storico della famiglia, cioè il trasporto di petrolio con navi cisterna. Il secondo settore è quello televisivo-editoriale, che si concentra soprattutto in Olanda, nella zona di Amsterdam.
Per la parte televisiva, nel dicembre 2025 è stato depositato in Olanda un bilancio 2024 di Antenna Group BV, la società che controlla la tv. Questo documento mostra una situazione patrimoniale ridotta. Il Cdr ha poi trovato due bilanci consolidati, del 2023 e del 2024, di Antenna Greece BV, preparati, come scritto negli stessi documenti, “con il preciso scopo di essere utilizzati” dai nuovi soci entrati nel gruppo negli ultimi anni. Si tratta della Mbc, società media legata al fondo sovrano saudita, e della Eurolife Ffh Life Insurance, compagnia assicurativa greca. Secondo il Cdr, questi bilanci sono l’unica fotografia recente del gruppo televisivo.
La tv di Antenna è nata nel 1989, quando Minos Kyriakou, padre degli attuali proprietari, decise di affiancare la televisione al lavoro nel settore petrolifero iniziato nel 1965. Nei conti di Antenna Greece BV non ci sono attività legate ai giornali di carta. I ricavi sono aumentati negli ultimi tre anni, passando da 103 milioni nel 2022 a 138 milioni nel 2024, ma ogni anno si è chiuso con una perdita, anche se in calo nel 2024.
Una parte della crescita dei ricavi è legata all’acquisto, nel 2022, della Village Roadshow Operations Hellas SA, che gestisce cinema, bar, mense e giochi elettronici. La voce più importante resta però la pubblicità, che è aumentata negli anni. Nel 2024 compaiono anche ricavi da abbonamenti, legati al lancio del canale Pay Tv Ant1+ in Grecia e a Cipro.
Nel 2023 Antenna Greece aveva 670 dipendenti, diventati 690 nel 2024, con un costo totale superiore a 29 milioni di euro. Nello stesso periodo è stato registrato un aumento di capitale da 225 milioni, sottoscritto dalla Mbc, che ha ottenuto fino al 30% dei diritti di voto. L’accordo prevedeva investimenti per costruire studi televisivi e attirare produzioni internazionali in Grecia, ma nei documenti non è spiegato a che punto siano arrivati questi progetti.
Nel bilancio 2024 risultano anche debiti: 206 milioni verso le banche, 44 milioni per leasing e 102 milioni verso fornitori. I soldi entrati nel corso dell’anno non sono bastati a coprire tutti gli investimenti e il gruppo ha dovuto emettere un prestito obbligazionario da 50 milioni.
Secondo il Cdr, negli ultimi tre anni Antenna Greece non ha distribuito dividendi, cioè non ha versato utili ai proprietari. Questo solleva interrogativi sulla possibilità di finanziare una crescita all’estero. I fondi potrebbero arrivare da altre società del gruppo o da utili non distribuiti, pari a 365 milioni, ma dai bilanci non emerge liquidità subito disponibile.
Un’altra possibile fonte di denaro riguarda operazioni passate. Nel 2008, poco dopo il fallimento di Lehman Brothers, Antenna Group ha venduto la tv bulgara Nova TV per 620 milioni di euro, operazione definita dal gruppo “uno dei più grandi ritorni sull’investimento mai conseguiti da una società media europea”. Nel 2018 sono state vendute anche le tv in Serbia e Montenegro per 180 milioni, permettendo la distribuzione di un dividendo alle holding di famiglia.
Quanto di quel denaro sia ancora disponibile oggi non è chiaro, perché l’ultimo bilancio consolidato di K Group è fermo al 2019. Da allora, secondo il Cdr, mancano documenti aggiornati che permettano di capire con precisione la situazione economica del gruppo. Per questo viene chiesta una maggiore trasparenza e la pubblicazione di bilanci aggiornati nel percorso di vendita.
(In foto, Theodore Kyriakou)