La Repubblica, 50 anni dal primo numero in edicola

Eugenio Scalfari e la redazione de La Repubblica

Oggi La Repubblica compie 50 anni. Il quotidiano viene pubblicato per la prima volta nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 1976, a Roma, segnando l’ingresso di una nuova testata nel panorama del giornalismo italiano. La nascita avviene in un momento difficile per l’editoria, con un mercato già saturo e una forte diminuzione delle vendite dei giornali. Il fondatore e primo direttore è Eugenio Scalfari, giornalista ed editore che presenta il progetto come un’iniziativa rischiosa. Alla conferenza stampa del 7 ottobre 1975 spiega ai cronisti: “La parte diabolica di questo progetto è che può essere un fallimento e allora vuol dire che abbiamo sbagliato. Ma può essere anche l’innesco di una bomba. E allora sarà un terremoto”. La redazione prende forma in piazza Indipendenza, a Roma. Nelle ore della stampa del primo numero lavorano giornalisti, tecnici, redattori ed editori. Accanto a Scalfari ci sono firme destinate a diventare centrali nella storia del quotidiano e del giornalismo nazionale. Tra i collaboratori figurano anche molte giornaliste, impegnate fin dall’inizio nel lavoro redazionale tra Roma e Milano. Il progetto è sostenuto da editori che operano esclusivamente nel settore dei libri e dei giornali, senza interessi esterni. La Repubblica nasce con caratteristiche editoriali diverse rispetto ai quotidiani tradizionali. Il formato è più piccolo, le pagine sono poche, la cronaca locale è assente, lo sport ha uno spazio ridotto e non ci sono necrologi. Il giornale punta su notizie nazionali e internazionali, spiegate insieme ad analisi pensate per aiutare il lettore a capire i fatti. L’obiettivo dichiarato è intervenire nel dibattito pubblico, trattando temi politici, sociali ed economici. Un elemento centrale del progetto è l’indipendenza editoriale. Scalfari indica l’autonomia del giornale come condizione essenziale del suo funzionamento. In seguito riassumerà questo principio con parole precise: “L’editore ha l’importantissimo compito di proteggere e garantire l’autonomia del giornale e di chi ci lavora”. La linea del quotidiano viene presentata come il risultato esclusivo delle scelte della direzione giornalistica. Il quotidiano si rivolge a un pubblico composto da lettori interessati alla politica, alla cultura e ai diritti, tra cui studenti, insegnanti, lavoratori, donne e giovani, soggetti che negli anni Settanta assumono un ruolo crescente nella società italiana. Il giornale si definisce fin dall’inizio come vicino alla sinistra italiana, ma con una funzione dichiarata di analisi e critica. Un’altra novità riguarda il ruolo della cultura. Le pagine culturali non sono separate dal resto del giornale, ma occupano una posizione centrale nell’impaginazione. Scrittori, studiosi e intellettuali partecipano alla vita del quotidiano non solo come collaboratori esterni, ma anche come protagonisti del progetto editoriale. Scalfari spiega questa impostazione ricordando: “In fondo sono sempre stato un giornalista culturale”. Nel corso degli anni la Repubblica cresce nelle vendite e nell’influenza pubblica. Alla fine degli anni Ottanta raggiunge risultati che, al momento della fondazione, erano considerati difficili da immaginare. Nel 1996 Scalfari lascia la direzione del giornale, affidandola a Ezio Mauro. Nel suo saluto alla redazione riassume l’esperienza con parole nette: “Questo giornale è stato anche una scuola professionale. Ma – cosa che mi sta più a cuore – è stata anche una scuola morale, e uno stile”.

Al Mattatoio di Roma la mostra sui 50 anni di Repubblica

La Repubblica mostra 50 anni

Dal 15 gennaio al Mattatoio di Roma, nel quartiere Testaccio, apre al pubblico la mostra La Repubblica una storia di futuro, un’esposizione dedicata ai cinquant’anni di Repubblica: l’evento racconta dove, quando, come e perché è nato e si è trasformato uno dei principali quotidiani italiani, fondato da Eugenio Scalfari insieme a Carlo Caracciolo, attraverso un percorso pensato per i lettori e per il pubblico più giovane, con un linguaggio semplice e strumenti digitali. La mostra, ospitata negli spazi del Mattatoio, è visitabile fino al 15 marzo, dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20, con ingresso gratuito previa registrazione online. L’inaugurazione istituzionale è prevista il 14 gennaio. L’iniziativa è organizzata dal quotidiano la Repubblica con Electa e Studio Azzurro, con il sostegno del Comune di Roma, di Palaexpo e della Fondazione Mattatoio, nata dalla collaborazione tra Campidoglio e Università Roma Tre. Il percorso espositivo è costruito come un grande racconto da attraversare. I visitatori possono muoversi tra pannelli interattivi, video, contenuti social, pagine originali, numeri zero, fotografie d’autore e vignette, per capire come il giornale ha seguito e spiegato l’Italia negli ultimi cinquant’anni. Tutto è pensato per essere chiaro, come una storia raccontata passo dopo passo, mostrando come il passato del quotidiano dialoghi con il suo futuro. All’ingresso, un’installazione accoglie il pubblico con i lavori di cinquanta illustratori, tra cui Altan, Ellekappa, Milo Manara e Tullio Pericoli, che hanno interpretato l’anniversario con vignette e immagini inedite dedicate al numero 50. Al centro della mostra si sviluppa un percorso personalizzabile, che può essere ripetuto più volte scegliendo temi diversi. Una grande parete lunga cento metri e alta 4,5 metri ripercorre la storia di Repubblica decennio dopo decennio, dalle prime matite satiriche contro il potere alle innovazioni editoriali, dai supplementi alle edizioni locali, fino alla crescita del digitale. Altri pannelli guidano il pubblico tra i grandi argomenti raccontati dal giornale: politica, cronaca, economia, mondo, cultura, società, sport e spettacoli, mostrando come questi temi abbiano contribuito a costruire un racconto continuo del Paese. Una sezione è dedicata all’evoluzione grafica, spiegando in modo semplice come nasce un giornale: l’impaginazione, i formati, i caratteri, visti come gli ingranaggi di una macchina che lavora ogni giorno. L’esposizione è accompagnata da un catalogo curato dal quotidiano con Electa e da un calendario di talk, lezioni e dibattiti che renderanno lo spazio un luogo attivo per tutta la durata dell’evento. In chiusura del percorso, una selezione di scatti d’autore, da Steve McCurry a Gianni Berengo Gardin, racconta i protagonisti finali della storia del giornale: i lettori.

Arriva ItalyPost, il giornale per raccontare l’Italia che produce

ItalyPost

Il 14 gennaio 2026 debutta ItalyPost, nuovo quotidiano nazionale dedicato all’economia reale, alle imprese e ai territori, disponibile online, in PDF sfogliabile e in edicola nei principali centri industriali del Centro-Nord, con l’obiettivo di raggiungere imprenditori, manager e professionisti interessati a capire cosa succede nell’economia che produce lavoro e sviluppo. Il progetto nasce dalla società ItalyPost Group e si fonda su numeri economici già definiti: 2.000 abbonamenti iniziali a 300 euro ciascuno, una raccolta pubblicitaria stimata in 1 milione di euro con circa 50 inserzionisti, una tiratura di 11.800 copie distribuite “da Roma in su” e un break even fissato a 1.000 copie vendute in edicola a livello nazionale. Gli obiettivi complessivi prevedono 4.000 abbonamenti paganti e una diffusione quotidiana di 2.000 copie. Alla guida del quotidiano c’è Filiberto Zovico, fondatore e amministratore unico di Post Editori. Vicentino, classe 1961, Zovico ha un percorso che attraversa editoria, pubblicità e organizzazione di eventi culturali ed economici. Ha lavorato per Manzoni e per Il Sole 24 Ore negli anni della direzione di Ferruccio De Bortoli, è stato direttore marketing ed editor della casa editrice Marsilio e ha collaborato con il supplemento Economia del Corriere della Sera. La sua formazione culturale è legata anche all’esperienza con Massimo Cacciari, negli anni in cui si sviluppa il dibattito sul modello economico del Nordest insieme al giornalista Giorgio Lago. ItalyPost esce in tre formati: sito web, edizione digitale per gli abbonati disponibile la sera prima e versione cartacea di 32 pagine. L’obiettivo dichiarato è offrire una lettura dei fatti economici “indipendente e orientata a comprendere il futuro”, con attenzione alla competitività delle imprese e alla coesione sociale. Il pubblico di riferimento comprende imprenditori, manager, professionisti, accademici e giovani leader. La redazione è composta da 30 giovani giornalisti, affiancati da 20 collaboratori esperti e 20 editorialisti. Tra i nomi coinvolti figurano Stefano Feltri, Marino Sinibaldi, Marco Bentivogli, Guido Barbujani, la scrittrice Maria Pia Veladiano e il giornalista Andrea Vianello. La caporedattrice centrale è Giovanna Guzzetti, già al Sole 24 Ore e in seguito responsabile comunicazione di Fastweb. Il quotidiano racconterà ogni giorno l’attualità economica e produttiva, con analisi di apertura, approfondimenti su imprese, filiere industriali, finanza, politica ed esteri, oltre a interviste e inchieste dedicate alle cosiddette imprese Champion. L’idea è dare spazio ai fatti che hanno un impatto diretto sulla vita delle aziende e dei territori. Nel fine settimana il giornale sarà affiancato da due inserti. Il sabato uscirà L’indice della settimana, evoluzione dell’esperienza culturale de L’Indice dei Libri del Mese, fondato nel 1984 e di cui ItalyPost ha acquisito la maggioranza dal 2025, mantenendo la redazione a Torino. La domenica sarà invece dedicata a Monitor, supplemento focalizzato sui grandi trend economici e sociali di medio periodo. ItalyPost nasce dall’esperienza maturata negli anni con festival e iniziative come Città Impresa, Galileo Festival dell’Innovazione, Trieste Next, Green Week, Open Factory e We Food. ItalyPost Group, che edita il quotidiano, ha registrato nel 2025 un fatturato superiore a 5 milioni di euro con un Ebitda del 10%, confermando una crescita costante negli ultimi quattro anni.