AP lancia AP Verify, dashboard per verificare notizie e foto

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L’Associated Press ha lanciato un nuovo strumento digitale chiamato AP Verify, pensato per aiutare i giornalisti a controllare se testi, foto e video che circolano online sono autentici, chi li ha creati e da dove arrivano, in un momento in cui l’intelligenza artificiale rende sempre più difficile capire cosa è vero e cosa no. La novità riguarda le redazioni di tutto il mondo, è già in uso da un anno all’interno dell’agenzia e ora viene messa a disposizione anche di altri editori attraverso una dashboard unica, cioè una schermata centrale che raccoglie più strumenti di verifica delle notizie nello stesso posto, per controllare eventi di cronaca importanti in modo più rapido e ordinato. AP Verify permette agli abbonati di usare un assistente chatbot, sistemi di geolocalizzazione, strumenti di riconoscimento di oggetti e luoghi, rilevamento automatico di testo generato dall’AI, servizi di trascrizione e un sistema che segnala se un altro collega sta già verificando lo stesso contenuto. L’obiettivo è evitare errori, doppioni e confusione, aiutando le redazioni a lavorare meglio quando arrivano immagini o video che dicono di mostrare fatti rilevanti. Secondo Aimee Rinehart, responsabile senior dei prodotti per la strategia sull’intelligenza artificiale dell’Associated Press, lo strumento nasce dall’esperienza diretta dei giornalisti dell’agenzia, che prima usavano un vero e proprio “patchwork di strumenti”, come la ricerca inversa delle immagini di Google, passando da un servizio all’altro. “È un’estensione naturale che l’AP sviluppi uno strumento come AP Verify, in modo che tutti gli altri possano assicurarsi che i loro flussi di informazioni producano e condividano anche immagini autentiche, video autentici e siano in grado di verificare la storia dell’origine delle informazioni”, ha dichiarato Rinehart a Press Gazette. La dashboard è stata utilizzata per casi concreti di cronaca. L’AP l’ha impiegata per proteggere il filmato originale dell’alluvione in Texas, usando la ricerca inversa e strumenti per trovare persone online, così da contattare il videografo e ottenere l’autorizzazione. È servita anche a individuare un video chiave di un testimone oculare dell’assassinio di Charlie Kirk, analizzando contenuti sui social network e confermando la fonte con strumenti di verifica dell’identità. Ogni redazione che usa AP Verify mantiene privati i propri materiali: gli editori non possono vedere cosa stanno controllando i concorrenti. La piattaforma si appoggia a diversi fornitori esterni, tra cui servizi di fact-checking, il lettore di immagini di Google, Trint per le trascrizioni, Graylark per la geolocalizzazione, GPTZero per il rilevamento di testi generati dall’AI, Trendolizer e il fornitore di identità Pipl. Rinehart ha spiegato che nessun sistema è perfetto: “Nessuno strumento è affidabile al 100%… non consiglieremmo mai di pubblicare direttamente basandosi solo sulle informazioni di quello strumento”. Gli strumenti, ha aggiunto, “funzionano solo se [utilizzati] fianco a fianco con un essere umano” e servono come guida, perché possono esistere false segnalazioni. Secondo l’AP, sapere che un contenuto è passato attraverso un processo di verifica strutturato può offrire al pubblico “un ulteriore livello di fiducia”. “Nessuno dovrebbe scrivere o elaborare storie senza comprendere come le informazioni viaggiano online”, ha affermato Rinehart, sottolineando come alcune piccole redazioni siano sorprese dal fatto che esistano strumenti professionali per evitare errori, come mandare in onda il video sbagliato e chiedere scusa il giorno dopo. Il tema dell’autenticità è emerso anche nel 2024, quando cinque agenzie di stampa internazionali, tra cui l’AP, hanno ritirato una foto diffusa da Kensington Palace che ritraeva Kate Middleton e i suoi figli, dopo accuse di manipolazione dell’immagine. In quel caso, ha spiegato Rinehart, molti editori hanno guardato all’AP come a una “fonte di verità” per capire se il contenuto fosse affidabile. Il lancio di AP Verify serve anche a misurare se nel settore editoriale esiste una reale domanda di centralizzazione degli strumenti di verifica. “Vogliamo che tutti pensino di poter verificare le informazioni online, perché dovrebbero essere accessibili a tutti in questo modo”, ha detto Rinehart, aggiungendo: “Non so se tutti busseranno alle porte per AP Verify… ma credo che la richiesta di autenticità sia presente”. (Foto: PressGazette)

Corriere della Sera: un libro per ripercorrere 150 anni di storia

CorSera libro 150 anni

Nel 2026 il Corriere della Sera celebra i suoi 150 anni raccontando la storia d’Italia attraverso un volume speciale che raccoglie fatti, immagini e parole pubblicate dal quotidiano dal 1876 a oggi, spiegando chi è stato protagonista, cosa è accaduto, quando e dove, e perché quei fatti sono diventati importanti per il Paese. Il libro nasce come progetto editoriale dedicato all’anniversario del Corriere della Sera, fondato a Milano nel 1876, e ripercorre un secolo e mezzo di storia italiana osservata attraverso il lavoro del giornale. Non è presentato come una semplice opera celebrativa, ma come un racconto costruito usando archivio storico, prime pagine, articoli e fotografie d’epoca, selezionati per mostrare i principali passaggi della vita nazionale, dalla fine dell’Ottocento fino all’età contemporanea. Il volume alterna una ricostruzione cronologica dei fatti a focus tematici dedicati a guerra e pace, trasformazioni sociali, politica, economia, cultura, sport e costume, spiegando gli eventi in modo lineare e accessibile. Il progetto porta l’impronta del direttore Luciano Fontana, che ha voluto un libro capace di raccontare il Paese attraverso il giornale, tenendo insieme cronaca, grandi snodi della storia nazionale e cambiamenti della società, con attenzione al ruolo dell’informazione nel tempo, al rapporto con il potere e alle sfide del giornalismo digitale. Il volume descrive il Corriere non solo come testimone dei fatti, ma come soggetto inserito nel dibattito pubblico, mostrando come il linguaggio giornalistico e le modalità di racconto si siano trasformati nel corso dei decenni. Un contributo di inquadramento storico è affidato a Ferruccio de Bortoli, presidente della Fondazione del quotidiano ed ex direttore, che colloca il patrimonio editoriale del Corriere della Sera in una prospettiva di lungo periodo. Il suo intervento richiama il valore civile dell’informazione, il tema della credibilità e la responsabilità del giornale nel raccontare passaggi delicati della vita democratica, elementi presentati come parti integranti della storia del quotidiano. I contenuti del libro sono organizzati seguendo le principali fasi della storia italiana, dall’Unità consolidata di fine Ottocento alle due guerre mondiali, dal dopoguerra alla Repubblica, fino ai cambiamenti più recenti. Accanto alla linea del tempo, il volume propone sezioni tematiche che aiutano a capire come sono cambiati la società, i comportamenti, il costume, lo sport e il modo di scrivere le notizie. Ampio spazio è dedicato alle prime pagine iconiche, agli articoli che hanno segnato il confronto pubblico e alle immagini che raccontano visivamente il passato. Sul piano editoriale, il progetto coinvolge giornalisti, firme storiche ed editorialisti del Corriere, insieme a studiosi ed esperti di informazione, chiamati a spiegare i contesti e a rendere leggibili anche i momenti più complessi. Il volume è pensato come strumento di consultazione e di rilettura critica della storia italiana attraverso il giornalismo, rivolto non solo ai lettori abituali del quotidiano ma anche a scuole, università e istituzioni culturali, all’interno di una più ampia strategia di valorizzazione del brand e dell’archivio come patrimonio culturale.

Eridania sceglie Nadler per le campagne pubblicitarie 2026

Eridania

Eridania, storico marchio italiano attivo nel settore dello zucchero e dei dolcificanti, ha affidato all’agenzia Nadler la realizzazione delle campagne pubblicitarie 2026. La collaborazione è stata confermata dalle parti coinvolte. Niccolò Martinelli, presidente di Nadler, ha commentato l’avvio del rapporto dichiarando: “Siamo estremamente orgogliosi di iniziare questa avventura con un brand iconico come Eridania. Siamo pronti a dare nuova energia al marchio, esaltandone la qualità e l’innovazione”.

Antitrust multa Poltronesofà: 1 milione per sconti ingannevoli

Poltronesofà

L’Antitrust ha deciso una multa da 1 milione di euro contro Poltronesofà per pratiche scorrette nella politica di sconti. Secondo l’Autorità, a partire almeno da gennaio 2023, la società ha promosso divani della “Collezione Promo” attraverso Tv, radio, social media e internet, indicando prezzi molto ribassati rispetto a un prezzo più alto mostrato come “barrato”. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato spiega che questa comunicazione ha dato l’idea di una grande convenienza, ma che tale convenienza non risultava reale. Nel dettaglio, l’istruttoria ha accertato che i divani della Collezione Promo erano prodotti pensati fin dall’inizio per essere venduti per un periodo più breve e soprattutto a prezzi promozionali. Per questo motivo, il confronto con un prezzo molto più alto, usato come riferimento negli annunci, è stato considerato ingannevole e omissivo. Nel bollettino settimanale si legge che il procedimento “concerne la pratica commerciale posta in essere dalla società Poltronesofà S.p.A. consistente nella indicazione, ingannevole e omissiva, di una asserita convenienza del prezzo praticato”. L’Autorità sottolinea anche che la frequenza delle campagne pubblicitarie ha rafforzato l’idea di uno sconto rilevante, spingendo i consumatori a credere di fare un affare speciale. Tuttavia, secondo l’Antitrust, il prezzo pubblicizzato non rappresentava una reale riduzione rispetto a un prezzo normalmente applicato. Per questo motivo, la pratica è stata giudicata scorretta. Nel provvedimento si legge che essa “risulta scorretta ai sensi degli articoli 20, 21 e 22, del Codice del consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a indurre i consumatori ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbero preso, sulla base di informazioni ingannevoli, ambigue e omissive”.

Google Gemini e Pixel partner ufficiali del Napoli per la stagione 2025/2026

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La SSC Napoli ha annunciato a Napoli un nuovo accordo di partnership con Google: per la stagione 2025/2026, Google Gemini e Google Pixel saranno Official AI e Smartphone Partner del Club. La notizia riguarda il calcio italiano e l’innovazione tecnologica e nasce dall’incontro tra l’identità globale della squadra azzurra e le soluzioni digitali dell’azienda tech, “con l’obiettivo di sviluppare linguaggi, contenuti e iniziative capaci di rendere ancora più partecipativa l’esperienza dei tifosi azzurri”. Google Pixel è la linea di dispositivi hardware dell’azienda, che comprende smartphone, tablet e orologi, già presente in Italia da diversi anni, mentre Google Gemini è l’intelligenza artificiale sviluppata da Google. Nel corso della stagione, i due brand saranno al centro di un progetto che unisce contenuti ufficiali, attivazioni digitali e iniziative dedicate ai fan, per rafforzare il legame tra squadra, città e comunità azzurra nel mondo. Grazie alle potenzialità di Google Gemini e agli smartphone Pixel, il Club svilupperà format originali per raccontare il mondo partenopeo da nuove prospettive e valorizzare anche l’inventiva dei sostenitori. Il Direttore Generale Area Business del Club, Tommaso Bianchini, ha dichiarato: “Il Napoli è diventato negli anni un punto di riferimento per attivazioni innovative insieme a brand iconici e globali, e questo accordo rafforza ulteriormente il valore della nostra rete di partner internazionali. La collaborazione si focalizza sul coinvolgimento della nostra fanbase globale, con l’obiettivo di entrare in contatto in modo sempre più diretto e autentico grazie alle tecnologie di Google”.

Mediobanca affida la comunicazione a Nicola Lillo

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Nicola Lillo è stato nominato Direttore Comunicazione del Gruppo Mediobanca. Assumerà l’incarico dall’inizio del nuovo anno e sarà responsabile di tutta la comunicazione della banca. La decisione arriva in una fase importante per Mediobanca, dopo l’ingresso nel Gruppo MPS. Lillo lascia Unicredit, dove lavorava come Deputy Head Group Media Relations and Head of International Media Relations. Negli ultimi tre anni si è occupato della comunicazione del gruppo, seguendo tutte le principali attività dell’istituto guidato dall’amministratore delegato Andrea Orcel, sia in Italia sia all’estero. Laureato in Giurisprudenza e in Storia, Nicola Lillo ha maturato esperienze nel giornalismo, nelle istituzioni e nel settore finanziario. Nel febbraio 2021 è entrato a Palazzo Chigi, nello staff dell’allora presidente del Consiglio Mario Draghi, occupandosi dei rapporti con la stampa estera. Prima ancora ha lavorato nell’ufficio stampa di Cassa Depositi e Prestiti, seguendo la comunicazione del gruppo e progetti editoriali. La sua carriera è iniziata nel giornalismo, con collaborazioni per ANSA, anche come corrispondente da Mosca, e successivamente per La Stampa, dove ha seguito temi economici e politici.