Gian Marco Chiocci lascia il Tg1, sarà portavoce di Giorgia Meloni dal 15 settembre

Chiocci e Meloni

Il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci diventerà il nuovo portavoce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La notizia è stata diffusa oggi da Il Foglio e trova conferme sia a Palazzo Chigi sia all’interno della Rai. L’ingresso di Chiocci nello staff della premier dovrebbe avvenire dal 15 settembre, ma non si esclude un’accelerazione dei tempi. La decisione arriva dopo settimane di valutazioni e di incontri riservati per definire il futuro della comunicazione istituzionale della presidente del Consiglio. Tuttavia, in una dichiarazione all’Adnkronos, Chiocci ha precisato: “Io portavoce di Meloni? Allo stato non c’è nulla, informerei prima l’azienda”. Secondo fonti vicine alla maggioranza, la scelta di Meloni nasce dall’esigenza di rafforzare la strategia comunicativa del governo in vista dei prossimi appuntamenti politici. L’autunno porterà infatti un calendario fitto, con la tornata elettorale delle regionali e diversi dossier aperti sul fronte internazionale. Chiocci, considerato figura di massima fiducia della premier, è ritenuto un professionista capace di gestire scenari complessi e media nazionali e internazionali. L’ipotesi di un passaggio a Palazzo Chigi circolava da tempo, ma fino a pochi giorni fa Meloni valutava con cautela l’operazione. Non per motivi professionali, poiché tra i due c’è un rapporto consolidato e di reciproca stima, ma per la necessità di individuare un nuovo direttore del Tg1 che possa garantire continuità alla principale testata giornalistica della Rai. Il “casting” per la direzione è già iniziato e il cambio è considerato imminente. Chiocci, nato a Gubbio, ha una lunga carriera da cronista e direttore. Ha lavorato per anni al Giornale, dove firmò lo scoop sulla casa di Montecarlo di Gianfranco Fini nel 2010. Ha diretto Il Tempo e Adnkronos prima di approdare al Tg1 nel maggio 2023. Durante il suo mandato alla guida del telegiornale, ha realizzato interviste e inchieste che hanno segnato passaggi delicati per l’informazione, come il colloquio televisivo con Gennaro Sangiuliano, che portò a conseguenze politiche rilevanti. Tuttavia, il periodo è stato segnato anche da tensioni interne, culminate con il sorpasso del Tg5 nell’edizione serale del 28 agosto. Accanto a Chiocci resterà Fabrizio Alfano, attuale capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, che continuerà a seguire la gestione dei rapporti con la stampa italiana e internazionale. Alfano, con un passato all’Agi e come portavoce di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera, ha già coordinato la comunicazione di Meloni negli ultimi due anni e continuerà a farlo. (In foto, la premier Meloni e Gian Marco Chiocci)

Tg1, allarme ascolti. Natale (Rai): “Serve una svolta nei contenuti e nel linguaggio”

Roberto Natale (Rai)

“Chi ha a cuore la tenuta del servizio pubblico non può sottovalutare il segnale di allarme che viene dagli ascolti del Tg1. A differenza dell’estate scorsa, la crisi non può nemmeno essere addebitata a problemi di traino, dati i buoni risultati conseguiti quest’anno da Reazione a Catena. L’analisi va puntata su contenuti e linguaggi del tg, senza guardare altrove”. Lo afferma, come riportato dall’agenzia Ansa venerdì 29 agosto 2025, il consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale. “Un esame – prosegue Natale – che si fa sempre più urgente, come urgente è una riflessione sul complesso dell’offerta informativa Rai: anche in questa stagione, tranne lodevoli eccezioni, troppi sono stati gli spazi che altre emittenti hanno occupato – conclude – senza trovare concorrenza”.

Tg1 primo sui social. Dominano femminicidi e cronaca nera ma non la morte del Papa

Gian Marco Chiocci Tg1

Il Tg1 si conferma al vertice della classifica dei programmi tv d’informazione più performanti sui social media per il mese di aprile 2025, secondo l’analisi condotta da Sensemakers per Primaonline. Il telegiornale diretto da Gianmarco Chiocci ha ottenuto 71,5 milioni di video views e 2,8 milioni di interazioni, segnando un incremento rispettivamente del 18% e del 33% rispetto al mese precedente. La pubblicazione su TikTok ha garantito circa 19mila interazioni medie per contenuto, a fronte di una leggera flessione nella frequenza dei post (-12%). La seconda posizione spetta a Pomeriggio Cinque, condotto da Myrta Merlino, con 60,5 milioni di video views e 2,4 milioni di interazioni. Il programma ha modificato la propria strategia visiva su TikTok, rendendo più riconoscibili i contenuti grazie a elementi grafici uniformi, una scelta che ha portato a un miglioramento delle performance sulla piattaforma. Al terzo posto si colloca il TgLa7 di Enrico Mentana, che registra 43,1 milioni di video views e 1,7 milioni di interazioni. Il telegiornale ha beneficiato dell’attenzione generata da eventi di forte impatto mediatico, consolidando la sua posizione come punto di riferimento nelle fasi di emergenza. Nel mese segnato dalla morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile, e dal suo funerale mediaticamente rilevante del 26, non sono stati questi eventi a dominare i contenuti più visti online. A ottenere maggiore attenzione sui social è stata la cronaca nera, in particolare i casi di femminicidio. Tra i contenuti più performanti figura, su TikTok, l’intervista ai genitori di Ilaria Sula, che ha raggiunto oltre 2 milioni di interazioni. “Fuori dal coro” di Mario Giordano, sebbene in lieve calo, si posiziona al quarto posto nelle due principali metriche e precede il Tg3 e Quarto Grado. Quest’ultimo ha guadagnato rilevanza con la riapertura del caso di Garlasco, confermandosi uno dei programmi più visti di Rete4, anche grazie alla competenza del suo conduttore Gianluigi Nuzzi su temi vaticani. In classifica compaiono anche nuovi ingressi: “In mezz’ora” di Rai3 occupa la decima e undicesima posizione, mentre “Mi manda Rai Tre”, grazie alla distribuzione su Facebook, raggiunge la tredicesima posizione per video views. A livello di gruppi editoriali, Mediaset domina per numero di programmi presenti nel ranking (8 su 15), seguita da Rai (5) e La7 (2). Mediaset è anche in testa per interazioni con 6 programmi in classifica, contro i 5 della Rai e i 4 di La7. Nel ranking dei Best Performing Post, i formati si diversificano: oltre ai video, emergono contenuti fotografici e altri formati. Tra i più visti su TikTok anche i contenuti su Aurora, tredicenne protagonista di un caso di cronaca trattato da Pomeriggio 5, e su Facebook la storia di Sara Campanella, sempre legata alla cronaca nera. “Fuori dal coro” riscuote interesse con video dedicati al tema dell’autodifesa domestica. Il mese di aprile, denso di eventi politici e istituzionali come la visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca, il faccia a faccia tra Trump e Zelensky, e le celebrazioni del 25 aprile, ha visto una crescita generale dei numeri: +19% di video views e +27% di interazioni totali rispetto a marzo, confermando il buon momento dei brand televisivi d’informazione sulla scena social. (In foto, Gianmarco Chiocci, direttore del Tg1)

Affari Tuoi ispira la festa di Natale organizzata dal TG1

Il TG1 celebra il Natale con una festa originale, ispirata al celebre programma televisivo Affari Tuoi, condotto da Stefano De Martino. Durante l’evento, i giornalisti si sono riuniti negli Studi Rai di Saxa Rubra, a Roma, per respirare un’atmosfera natalizia diversa dal solito. Muniti dei tradizionali pacchi, i partecipanti hanno vestito i panni dei “pacchisti” e si sono divisi per redazioni, sostituendo le consuete Regioni protagoniste del gioco. Al timone della serata, il direttore del TG1, GianMarco Chiocci, che ha interpretato il ruolo del conduttore, richiamando l’ironia e lo stile di De Martino. A immortalare la serata sono stati vari giornalisti della testata, che hanno condiviso alcune immagini sui social. Nonostante il clima di festa e l’entusiasmo dei partecipanti, il contenuto dei pacchi è rimasto un mistero, lasciando spazio all’immaginazione. La festa è stata un’occasione per unire le diverse redazioni e celebrare lo spirito natalizio in un modo unico e divertente, dimostrando come Affari Tuoi abbia conquistato non solo il pubblico, ma anche chi lavora dietro le quinte dell’informazione italiana.

Cda Rai: Chiocci resta al Tg1 e celebra il primato social

Gian Marco Chiocci è stato nuovamente nominato direttore del Tg1, una decisione presa questa mattina dal Cda Rai. La votazione ha registrato un ampio consenso, con l’eccezione del consigliere Roberto Natale (quota Avs), che ha espresso parere contrario, e di Davide Di Pietro, eletto dai dipendenti Rai, che si è astenuto. Il mandato di Chiocci, strettamente collegato a quello dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, terminerà 60 giorni dopo la fine dell’incarico di quest’ultimo. Nel frattempo, il Tg1 celebra un importante traguardo digitale: il primato social, che ne conferma il successo anche sulle piattaforme online. La classifica, elaborata da Sensemakers in collaborazione con Primaonline.it dimostra che il Tg1 torna a primeggiare nelle classifiche social di ottobre, superando il Tg La7 di Enrico Mentana. Con 780 mila interazioni (il doppio rispetto a settembre) e 26,8 milioni di video views, il Tg1 conquista la vetta sia per interazioni che per visualizzazioni, staccando la concorrenza. La strategia del Tg1 punta su TikTok, dove la media di interazioni per contenuto è passata da circa 6.000 a oltre 10.000. Questo ha consentito al notiziario di pubblicare il post più seguito in assoluto su TikTok, consolidando la propria leadership.  

Tg1, giornalista aggredito ad Amsterdam. Telefonino sequestrato

Un momento del servizio di Marco Bariletti (Foto: @Tg1Rai su X)

Marco Bariletti, giornalista del Tg1, è stato aggredito a Amsterdam da un gruppo di persone filopalestinesi. Il direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, ha denunciato l’episodio in audizione alla Commissione Segre al Senato martedì 12 novembre 2024. Durante l’aggressione, il cronista è stato circondato, spintonato, e gli è stato sequestrato il telefono. Mentre veniva filmato dai suoi aggressori, gli è stato chiesto di urlare “free Palestine”, un atto che ha scatenato in lui momenti di grande terrore. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha espresso la propria solidarietà al giornalista, condannando ogni tipo di violenza nei confronti dei colleghi.

Sangiuliano riappare al Tg1 per commentare le elezioni USA

Sangiuliano Corsa alla Casa Bianca

L’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha fatto la sua prima apparizione televisiva dopo lo scandalo Boccia, che lo ha costretto a lasciare il ruolo di ministro. Questa mattina, ha partecipato come giornalista alla copertura del Tg1 sulla maratona elettorale americana, interagendo con gli ospiti in studio tramite collegamento Skype. Apparso in tenuta formale, con pizzetto curato, camicia bianca e cravatta nera, Sangiuliano ha commentato in diretta lo spoglio delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, offrendo la sua prospettiva sulla situazione politica internazionale. L’ex direttore del Tg2 è rientrato così nel ruolo di giornalista, lasciando alle spalle il recente scandalo che lo ha coinvolto.

Tg1, il Cdr contro i quattro minuti concessi a Salvini

Intervista Salvini Tg1

Il Comitato di redazione del Tg1 ha espresso forte critica per la lunga intervista al ministro Salvini andata in onda il 19 ottobre durante l’edizione delle 20 del telegiornale. L’intervista, della durata di oltre quattro minuti, è stata realizzata per discutere del processo relativo al caso della nave Open Arms, in cui il ministro è imputato per il sequestro di persona di 147 migranti. Tale spazio rappresenta più del 13% della durata totale del Tg, suscitando una reazione negativa del Cdr. In un comunicato diffuso il 20 ottobre, il Cdr ha dichiarato: “Riteniamo che gli oltre quattro minuti di intervista al ministro Salvini, andata in onda nell’edizione delle 20 del telegiornale, abbiano leso uno dei principi alla base del nostro mestiere: l’equidistanza tra i soggetti di cui siamo chiamati ad occuparci. L’informazione del servizio pubblico dev’essere sempre super partes e mai percepita come schierata da una parte sola”. Il Cdr ha inoltre richiesto che, in vista della sentenza prevista per dicembre, venga concesso altrettanto spazio alle parti civili, al fine di garantire un’informazione più bilanciata. Anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha preso una posizione netta, ribadendo che la scelta editoriale del Tg1 lede i principi di imparzialità che il servizio pubblico deve mantenere. Il sindacato ha aggiunto che episodi come questo, già denunciati durante l’assemblea dei Cdr Rai del 17 aprile, dimostrano come il servizio pubblico rischi di diventare un megafono dei partiti, piuttosto che uno spazio di informazione equilibrata e neutrale. “L’intervento in diretta del ministro non è informazione ma propaganda“, ha affermato l’Usigrai. Il comunicato dell’Usigrai si è poi concluso con una dura critica all’attuale gestione della Rai, accusando il governo di voler mettere il “guinzaglio” all’azienda tramite un crescente spostamento del canone in fiscalità generale. Tale manovra, secondo il sindacato, limiterebbe l’indipendenza della Rai, trasformandola in una “tv di stato soggetta ai diktat dell’esecutivo”. Inoltre, l’Usigrai ha evidenziato come questa situazione sia in aperto contrasto con i principi sanciti dall’European Media Freedom Act, che sarà presto legge.

La passione di Vincenzo Mollica per l’arte di raccontare

Vincenzo Mollica Tg1

Vincenzo Mollica, storico volto del Tg1, è un maestro del giornalismo italiano che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della cronaca culturale. Ospite dell’ultima edizione de Il Tempo delle Donne, organizzata dal Corriere della Sera alla Triennale di Milano, e intervistato da Elvira Serra, ha condiviso la sua visione del mestiere, rivelando preziose lezioni e aneddoti raccolti in una carriera lunga decenni. Mollica, che ha deciso di diventare giornalista ispirandosi a Clark Kent e Clark Gable, ha fatto del Tg1 la sua casa professionale, trasformando ogni intervista in una storia unica e irripetibile. CHI È VINCENZO MOLLICA Nato nel 1953 a Formigine, Mollica ha dedicato la sua vita al giornalismo, con una particolare passione per il cinema, la musica, e le arti visive. Ha lavorato al Tg1 per decenni, diventando una figura di riferimento nella narrazione culturale italiana, grazie alla sua capacità di creare un dialogo diretto e profondo con le personalità più significative dello spettacolo. Con più di 10.000 interviste all’attivo, ha raccontato al grande pubblico artisti come Federico Fellini, Alda Merini, Mina, e Bob Dylan, coltivando non solo rapporti professionali, ma spesso anche amicizie. IL TG1 COME CASA Il rapporto di Mollica con il Tg1 è stato molto più di un semplice legame lavorativo. Come ha detto durante l’intervista a Il Tempo delle Donne: “Ho avuto due case: quella della mia famiglia e quella del mio lavoro. Quando sono andato in pensione mi hanno fatto una festa. E io ho ringraziato quelli che mi avevano voluto bene e anche quelli che mi avevano voluto male. Questi ultimi sono stati preziosissimi con i consigli: bastava fare il contrario e trovavo la strada giusta”. Il Tg1 ha rappresentato per lui un luogo di crescita e di scoperta, in cui ha potuto esplorare il mondo dello spettacolo con umiltà e rispetto. Il suo approccio al giornalismo è stato sempre mosso da una grande passione, curiosità e, come afferma lui stesso, fatica: “È un mestiere bellissimo che ha bisogno di umiltà, curiosità, passione e fatica. Fatica fa rima con Mollica“. L’ARTE DELL’INTERVISTA Mollica ha saputo trasformare l’intervista in una vera e propria forma d’arte. Molte delle sue interviste sono diventate momenti indimenticabili nella storia del giornalismo italiano, spesso evolvendo in rapporti di amicizia. Tra i suoi legami più intensi, quello con Federico Fellini e Giulietta Masina. Mollica racconta come Fellini lasciasse lettere per la moglie Giulietta sul tavolo della sala da pranzo, invece di proporle ruoli verbalmente: “Federico non le proponeva mai un film a voce: scriveva una lettera, gliela lasciava la mattina sul tavolo della sala da pranzo, e lei la sera gli faceva trovare la risposta sul comodino”. Non meno importante è stato il suo legame con Alda Merini, che gli dettava le poesie al telefono e una volta regalò tutti i soldi che aveva con sé a una zingarella incontrata per strada: “Una volta diede a una zingarella che le aveva bussato al finestrino del taxi tutti i soldi che le avevano appena dato in Rai e che teneva nel reggiseno. Poi però non li aveva per pagare il tassista. Ma lui non li volle e le disse che avrebbe ricordato per la vita il suo gesto”. MAESTRO D’IRONIA Nonostante la profondità dei suoi incontri, Mollica ha sempre saputo dosare l’ironia, come nel caso dell’intervista più veloce della sua carriera, quella con Claudia Schiffer: “Mi concessero un minuto e 45 secondi. Dissi how are you? e arrivederci”. La sua ironia emerge anche nei ricordi di personaggi come Alberto Sordi, che salutò mille operai con un gesto esilarante, o nelle conversazioni con Andrea Camilleri, con cui condivideva il glaucoma che li aveva privati della vista. Camilleri scherzava persino sui colori che si immaginava nei quadri prima di addormentarsi. IL RITORNO ALLA MUSICA La musica ha sempre avuto un ruolo centrale nella carriera di Mollica. Parlando di Mina e Bob Dylan, ha sostenuto che Mina meriterebbe il Nobel per la “letteratura cantata”. IMPARARE DALLE CRITICHE Mollica ha voluto sottolineare, infine, l’importanza di imparare anche dalle critiche. Non ha mai ignorato chi lo ha criticato, anzi, ha trovato nelle critiche un punto di forza, seguendo spesso il principio di fare esattamente l’opposto di quanto consigliato dai detrattori.  

La Russia cerca i giornalisti Rai Battistini e Traini

Stefania Battistini Tg1 reporter

Il ministero dell’Interno della Federazione Russa ha inserito ha inserito Stefania Battistini e Simone Traini, giornalisti della Rai, nella lista dei ricercati, insieme ad altri reporter internazionali come Nicholas Simon Connolly della Deutsche Welle e le giornaliste ucraine Natalya Nagornaya, Diana Butsko e Olesya Borovik. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Tass, che cita il database del ministero russo. L’accusa, mossa dal governo russo, riguarda un presunto “ingresso illegale” nel Paese, avvenuto lo scorso agosto, quando Battistini, accompagnata dall’operatore Simone Traini, seguì una squadra di militari ucraini nella regione russa di Kursk, documentando l’operazione per il Tg1. Mosca ha definito l’azione come una violazione “delle leggi russe e delle regole elementari dell’etica giornalistica”, accusando i giornalisti di essere “complici dell’aggressione”. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha reagito prontamente alla decisione di Mosca. “Ho fatto convocare alla Farnesina l’ambasciatore della Federazione russa in Italia per manifestare la nostra sorpresa a causa della singolare decisione di Mosca di inserire la giornalista Battistini nella lista dei ricercati diramata dal ministero dell’Interno russo”, scrive su X ministro. Nel frattempo, la Tass ha riportato che nel database del ministero dell’Interno russo la dicitura accanto al nome di Battistini recita: “Ricercata ai sensi di un articolo del codice penale della Federazione Russa”, senza specificare ulteriormente il capo d’accusa. L’inserimento di Battistini nella lista dei ricercati segue una precedente inchiesta aperta dai servizi di sicurezza dell’FSB russo a metà agosto, che accusava la giornalista e l’operatore Traini di aver attraversato illegalmente il confine russo-ucraino per effettuare riprese nella zona di Sudzha, nella regione di Kursk, teatro di una recente incursione delle forze ucraine. Oltre a Battistini, la lista dei ricercati include anche il corrispondente della CNN, Nick Walsh, segno di un’escalation delle tensioni tra Mosca e diversi paesi occidentali e le loro testate giornalistiche. (in foto, Stefania Battistini del Tg1)