Vespa attacca Provenzano in diretta a Porta a Porta: scontro sulla par condicio in Rai

Ira di Bruno Vespa

La puntata di Porta a Porta andata in onda ieri sera si è trasformata in un acceso confronto politico, con uno scontro diretto tra il conduttore Bruno Vespa e il deputato del Partito Democratico Peppe Provenzano, durante un dibattito che coinvolgeva anche il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan. Il confronto si è acceso quando Provenzano è intervenuto mentre Malan stava parlando. Il conduttore ha cercato di mantenere l’ordine, ma il deputato ha replicato: “Stavamo interloquendo, è legittimo, siamo in uno studio democratico”. Vespa ha quindi chiesto: “Vuol venire al posto mio?”, ricevendo come risposta: “Non lo farei mai, forse dovrebbe sedersi da quella parte (indicando il posto dove siete il rappresentante di FdI)”. A quel punto la reazione del giornalista è stata immediata: “Questo non glielo consento! Lei mi deve trovare una trasmissione, con quello che vedete in giro con la par condicio… Non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare! La prego, adesso stia zitto! Lasci parlare gli altri”. L’episodio ha rapidamente attirato l’attenzione del mondo politico e mediatico, con prese di posizione da parte di diversi schieramenti e organismi legati al servizio pubblico. I componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai hanno definito “inaccettabile e sproporzionata la reazione del conduttore Bruno Vespa” e hanno chiesto alla Rai “una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati”, sottolineando la necessità di tutelare il ruolo imparziale della trasmissione. Il conduttore ha replicato ribadendo il proprio impegno sul tema della par condicio, definita “una religione”, aggiungendo che il Partito Democratico sarebbe stato “numericamente presente più di ogni altro partito” nella trasmissione durante la stagione. Nella sua risposta, Vespa ha anche sottolineato che Provenzano aveva avuto “un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente”. Sul fronte opposto, il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha espresso solidarietà al conduttore, dichiarando che Provenzano avrebbe “sistematicamente interrotto” Malan e che l’intervento di Vespa rientrerebbe nelle normali dinamiche di conduzione televisiva. A intervenire è stato anche il sindacato dei giornalisti Rai, Usigrai, che ha parlato di uno “scatto d’ira” diventato virale sui social e ha chiesto un intervento dei vertici aziendali, definendo “inaccettabile” la gestione dell’episodio e lo status attribuito al conduttore. Nella stessa direzione si è espresso il consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale, che ha parlato di “invettiva priva di freni” e ha sottolineato la necessità di una risposta proporzionata nel contesto del servizio pubblico, osservando che il giornalista “fa ancora in tempo a scusarsi”.

Giornalisti Rai: servizio pubblico o megafono del Governo?

Al termine dei telegiornali della Rai – Tg1, Tg2 e Tg3 – i giornalisti hanno letto in diretta il comunicato di Usigrai (il sindacato dei giornalisti della tv di Stato) contro il via libera della Commissione di Vigilanza alla norma che consente ai rappresentanti del governo di parlare nei talk-show senza vincoli di tempo e senza contraddittorio. Ecco cosa recita il comunicato Usigrai: “La maggioranza di governo ha deciso di trasformare la Rai nel proprio megafono. Lo ha fatto attraverso la Commissione di Vigilanza che ha approvato una norma che consente ai rappresentanti del governo di parlare nei talk senza vincoli di tempo e senza contraddittorio. Non solo, Rainews24 potrà trasmettere integralmente i comizi politici, senza alcuna mediazione giornalistica, preceduti solamente da una sigla. Questa non è la nostra idea di servizio pubblico, dove al centro c’è il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti che fanno domande (anche scomode) verificano quanto viene detto, fanno notare incongruenze. Per questo gentili telespettatori vi informiamo che siamo pronti a mobilitarci per garantire a voi un’informazione indipendente, equilibrata e plurale”.