San Marino RTV inaugura Studio 2, prepara la visita del Papa e annuncia 12 nuovi format

San Marino RTV inaugura il nuovo Studio 2 e accelera il percorso di rinnovamento tecnologico ed editoriale avviato negli ultimi diciotto mesi. Il nuovo spazio multifunzionale diventa il principale punto di riferimento per l’informazione, gli approfondimenti e le produzioni dell’emittente di Stato della Repubblica di San Marino. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare uno degli appuntamenti istituzionali più attesi dei prossimi mesi: la visita di Papa Leone XIV a San Marino, prevista per il 22 agosto. In quell’occasione San Marino RTV svolgerà il ruolo di host broadcaster, garantendo la distribuzione del segnale internazionale ai media di tutto il mondo. Il direttore generale Roberto Sergio ha definito la copertura dell’evento papale “qualcosa di incredibile, di straordinario”, parlando di uno sforzo organizzativo e tecnologico “titanico”. L’emittente realizzerà una diretta televisiva integrale di 12 ore, utilizzando droni, motociclette e tecnologie mobili di ultima generazione per seguire tutte le fasi della visita. Durante la presentazione è stato inoltre annunciato il lancio di un nuovo palinsesto, in programma dal 29 settembre, con almeno dodici produzioni originali inedite. L’obiettivo è ampliare ulteriormente l’offerta editoriale attraverso contenuti realizzati internamente e nuove soluzioni digitali. I Capitani Reggenti, Alice Mina e Vladimiro Selva, hanno definito San Marino RTV un “prezioso patrimonio di risorse umane e professionali”, evidenziando il ruolo dell’emittente nella valorizzazione dell’identità culturale, storica e sociale del Paese e nella capacità di raggiungere pubblici differenti. Nel corso dell’evento Roberto Sergio ha ricordato il percorso compiuto dall’azienda negli ultimi diciotto mesi. “Un anno e mezzo fa abbiamo annunciato una rivoluzione televisiva per San Marino Rtv. Abbiamo rispettato i tempi, abbiamo rispettato gli impegni. Abbiamo uno studio virtuale. Ora ci dovremmo concentrare sulla radio e sul web, che sono le due prossime sfide per arrivare a compiere la prima parte di un piano industriale molto sfidante, ma che stiamo realizzando con grande entusiasmo consapevoli di aver già chiuso due bilanci positivi e risanato i conti della televisione”, ha dichiarato. Secondo il direttore generale, i risultati ottenuti comprendono anche la crescita della visibilità dell’emittente. Durante la finale del San Marino Song Contest, il canale 550 ha raggiunto per una serata la decima posizione tra i canali televisivi italiani, rafforzando la presenza del marchio San Marino RTV. La trasformazione dell’emittente è stata attribuita anche alla collaborazione tra istituzioni e azienda. Il Segretario di Stato all’Industria, Rossano Fabbri, ha sottolineato che il percorso è stato possibile grazie al lavoro congiunto delle strutture coinvolte e al sostegno delle istituzioni nel progetto di internazionalizzazione della radiotelevisione sammarinese. Sulla stessa linea il Segretario di Stato per l’Informazione, Federico Pedini Amati, che ha richiamato il percorso avviato nell’agosto 2024, mentre il presidente del Consiglio di amministrazione Pasquale Valentini ha evidenziato il valore delle professionalità interne e di una comunicazione coerente con l’identità del Paese. Tra gli obiettivi futuri figura anche una maggiore apertura internazionale. Roberto Sergio ha annunciato l’intenzione di sviluppare collaborazioni con altri piccoli Stati europei, tra cui Malta, Cipro, Albania e Montenegro, per favorire lo scambio di produzioni e contenuti culturali tra diverse realtà televisive. La visita di Papa Leone XIV rappresenterà anche un banco di prova per la crescita delle attività digitali e social dell’emittente. Nei primi cinque mesi del 2026 il canale YouTube di San Marino RTV ha registrato 6.207.352 visualizzazioni, con un aumento del 106% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le ore complessive di visualizzazione hanno raggiunto quota 900.300, in crescita del 118%, mentre le impression sono salite a 58,1 milioni. Gli iscritti hanno raggiunto quota 84.109, con un incremento del 39%. I contenuti dell’emittente sono stati visualizzati in oltre 120 Paesi, con l’Italia che rappresenta il principale mercato di riferimento. Il picco di traffico è stato registrato nel mese di marzo grazie alla finale del San Marino Song Contest, che ha superato i 2,3 milioni di visualizzazioni e generato quasi 300 milioni di contatti. Tra i progetti annunciati per i prossimi mesi figurano anche RTV Play, piattaforma ispirata ai servizi di streaming che ospiterà archivio storico e contenuti esclusivi, e la Visual Radio, iniziativa destinata ad ampliare ulteriormente la distribuzione multipiattaforma dei contenuti prodotti da San Marino RTV.
TV Sorrisi e Canzoni sbaglia il nome del Papa: Luigi XIV al posto di Leone XIV

La guida settimanale di TV Sorrisi e Canzoni riporta un errore nel palinsesto di Rai 1, indicando che la Santa Messa sarebbe officiata da “Papa Luigi XIV”. Nel riquadro dedicato alla programmazione mattutina compare infatti la dicitura “SANTA MESSA DI PAPA LUIGI XIV”, un riferimento non corretto: Luigi XIV, noto come il Re Sole, è stato un sovrano francese del Seicento e non appartiene alla gerarchia della Chiesa cattolica. L’inesattezza nasce dalla sostituzione del nome Leone XIV con “Luigi XIV”, una variazione che modifica il significato dell’informazione e attribuisce la celebrazione a una figura storica non pertinente. Si tratta di un refuso editoriale, riconducibile alla fase di redazione o impaginazione della guida. La Santa Messa resta regolarmente prevista nella programmazione di Rai 1, secondo il consueto appuntamento televisivo. L’errore riguarda esclusivamente la denominazione del pontefice riportata nella guida e non incide sulla trasmissione del programma. Fondata nel 1952, TV Sorrisi e Canzoni è una delle principali riviste italiane dedicate ai palinsesti televisivi e all’intrattenimento. La pubblicazione settimanale fornisce una panoramica dettagliata dei programmi delle principali reti, con aggiornamenti costanti e ampio spazio alle produzioni televisive.
Tg2 ricevuto in Vaticano: il Papa invita a raccontare la realtà dei conflitti

L’informazione non deve diventare propaganda né trasformarsi in megafono del potere, ma raccontare la guerra mostrando il dolore delle popolazioni e il punto di vista delle vittime. È il messaggio che Papa Leone XIV ha rivolto ai giornalisti del Tg2, ricevuti nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico per i 50 anni del telegiornale della seconda rete Rai. Durante il discorso, il Pontefice ha parlato del ruolo del giornalismo in un periodo storico segnato da conflitti e cambiamenti tecnologici. Riferendosi alla copertura delle guerre, Papa Leone XIV ha chiesto ai professionisti dell’informazione di raccontare i fatti mettendo al centro le conseguenze sulle persone. “Tocca a voi mostrare le sofferenze che la guerra porta sempre alle popolazioni, mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogame. Non è facile nei pochi minuti di un telegiornale o di un approfondimento ma è qui la sfida”. Secondo il Pontefice, il compito dei giornalisti diventa ancora più delicato quando si raccontano situazioni di crisi e conflitto. In questi contesti, ha spiegato, il lavoro di verifica delle notizie è fondamentale per evitare che l’informazione si trasformi in uno strumento di propaganda. “Sempre – ha affermato – ma in modo speciale nelle circostanze drammatiche di guerra, come quelle che stiamo vivendo, l’informazione deve guardarsi dal rischio di trasformarsi in propaganda. E il compito dei giornalisti, nel verificare le notizie, per non diventare megafono del potere, si fa ancora più urgente e delicato, direi essenziale”. Nel suo intervento, Papa Leone XIV ha ricordato anche alcune caratteristiche che hanno segnato la storia del Tg2, tra cui la laicità e il pluralismo delle fonti. Con il termine laicità, ha spiegato, si intende uno sguardo aperto sulla realtà e il rifiuto di posizioni ideologiche che impediscono di osservare i fatti in modo completo. “Laicità – ha osservato – intesa come rifiuto degli apriori ideologici e come sguardo aperto sulla realtà”. Il Papa ha sottolineato che nel lavoro giornalistico può essere forte la tentazione di cercare solo informazioni che confermano le proprie convinzioni, mentre il compito dell’informazione è ascoltare anche voci e punti di vista diversi. Il Pontefice ha ricordato che, nel corso della sua storia, nella redazione del Tg2 hanno convissuto posizioni culturali differenti. Questa diversità, ha spiegato, ha rappresentato un elemento importante per il dialogo e per la comprensione dei fatti. “Nella storia del Tg2 hanno convissuto posizioni culturali diverse. Questa diversità, specie quando è stata animata da spirito di amicizia, è stata un valore aggiunto della vostra identità, una ricchezza, un esempio di dialogo”. Il riferimento al pluralismo è stato collegato anche al contesto attuale, caratterizzato da polarizzazioni, chiusure ideologiche e slogan che, secondo il Pontefice, possono rendere più difficile comprendere la complessità della realtà. Il cinquantesimo anniversario del Tg2 è stato indicato dal Papa come un’occasione per riflettere sul percorso del giornalismo televisivo e sulle trasformazioni tecnologiche che hanno interessato il settore. Tra queste, il passaggio dal sistema analogico al digitale, che ha cambiato il modo di produrre e diffondere le notizie. Nel discorso è stato citato anche il tema dell’intelligenza artificiale, sempre più presente nel mondo della comunicazione e dei media. Di fronte a queste innovazioni, il Pontefice ha sottolineato la necessità di mantenere centrale quello che ha definito “paradigma umano”. Secondo Papa Leone XIV, infatti, la tecnologia può offrire nuovi strumenti al lavoro dei giornalisti, ma non può sostituire qualità come la creatività, il discernimento critico e la libertà di pensiero.
Papa Leone XIV: “grazie ai giornalisti della pace e verità”
“Grazie a tutti i giornalisti che contribuiscono ad una comunicazione di pace e di verità”: lo ha detto il Papa Leone XIV nel corso dell’Angelus di domenica 27 luglio 2025 rivolgendosi, riporta l’agenzia Ansa, in particolare ai media vaticani che in questi giorni del Giubileo dei giovani hanno anche una postazione al colonnato di San Pietro.
Leone XIV: “L’IA è strumento, conta l’intenzione di chi la usa”

Il 20 giugno, in occasione della Seconda Conferenza Annuale su Intelligenza Artificiale, Etica e Governance d’Impresa in corso presso il Palazzo Apostolico, papa Leone XIV ha inviato un messaggio ai partecipanti richiamando l’urgenza di una riflessione seria sulla dimensione etica dell’intelligenza artificiale. Il pontefice ha sottolineato il ruolo della Chiesa nel partecipare a questi dibattiti, definendoli centrali per il futuro della famiglia umana. “Nessuna generazione ha mai avuto un accesso così rapido alla quantità di informazioni ora disponibile grazie all’intelligenza artificiale”, ha scritto il Papa, precisando tuttavia che “l’accesso ai dati – per quanto esteso – non deve essere confuso con l’intelligenza”, poiché “l’autentica saggezza ha più a che fare con il riconoscimento del vero significato della vita che con la disponibilità di dati”. Nel messaggio, il pontefice ha descritto l’intelligenza artificiale come “soprattutto uno strumento”, che trae “gran parte della sua forza etica dalle intenzioni degli individui che lo utilizzano”. Il Papa ha citato esempi di applicazione positiva della tecnologia, ma ha avvertito del rischio che essa venga impiegata per “un guadagno egoistico a spese di altri o, peggio, per fomentare conflitti e aggressioni”. A suo avviso, “insieme al suo straordinario potenziale di beneficio per la famiglia umana, il rapido sviluppo dell’IA solleva anche interrogativi più profondi circa l’uso appropriato di tale tecnologia per generare una società globale più autenticamente giusta e umana”. Il Vaticano ha ribadito il proprio impegno per un confronto costruttivo, mirato a valutare “le implicazioni dell’IA alla luce dello sviluppo integrale della persona umana e della società”, richiamando il rispetto della “dignità di ogni persona umana” e delle “ricchezze culturali e spirituali” dei popoli. Il messaggio include un riferimento diretto alle nuove generazioni: “Tutti noi, ne sono certo – ha aggiunto il Pontefice -, siamo preoccupati per i bambini e i giovani e per le possibili conseguenze dell’uso dell’IA sul loro sviluppo intellettuale e neurologico. I nostri giovani devono essere aiutati, e non ostacolati, nel loro cammino verso la maturità e la vera responsabilità”.
Papa Leone XIV eredita i social ufficiali del papato, in nove lingue per 52 milioni di follower

Papa Leone XIV ha assunto oggi la gestione degli account social ufficiali del papato su X e Instagram, mantenendo attiva la presenza digitale della Santa Sede. A comunicarlo è il Dicastero per la Comunicazione, specificando che il pontefice ha deciso di mettere da parte il suo account personale su X (@drprevost) e di proseguire la comunicazione istituzionale attraverso i profili già utilizzati dai suoi predecessori. L’account @Pontifex su X, attivo dal 2012, era stato inizialmente creato durante il pontificato di Benedetto XVI, per poi essere utilizzato da Papa Francesco. Oggi conta un totale di 52 milioni di follower distribuiti su nove lingue: inglese, spagnolo, portoghese, italiano, francese, tedesco, polacco, arabo e latino. Si tratta di uno dei più ampi canali digitali gestiti da un capo di Stato, oltre che di una delle principali fonti di comunicazione ufficiale del Vaticano. Parallelamente, su Instagram, Papa Leone XIV utilizzerà il profilo @Pontifex – Pope Leo XIV, considerato il solo account ufficiale del pontefice sulla piattaforma. Anche in questo caso si conferma la continuità con l’account di Papa Francesco, @Franciscus, che resterà online ma non più attivo per nuovi contenuti. Il Dicastero ha inoltre reso noto che i contenuti pubblicati da Papa Francesco verranno archiviati in una sezione dedicata del sito istituzionale Vatican.va, dove resteranno consultabili per studiosi, fedeli e media.
Papa Leone XIV: i giornalisti siano “operatori di pace” e responsabili nell’uso dell’AI

Papa Prevost ha incontrato questa mattina, alle ore 11 nell’Aula Paolo VI, i rappresentanti dei media internazionali, in occasione del primo appuntamento ufficiale con la stampa mondiale dopo la sua elezione. L’incontro, nel solco del dialogo avviato da Papa Francesco, ha visto il Pontefice rivolgersi ai giornalisti con un discorso centrato sul ruolo etico dell’informazione, la responsabilità della comunicazione nei contesti di crisi e il valore della libertà di stampa. Rivolgendosi ai presenti con un saluto formale, Papa Prevost ha sottolineato che il tempo attuale rappresenta per la Chiesa un “tempo di Grazia”, richiamando poi le parole del Vangelo: “Beati gli operatori di pace”. Il Pontefice ha evidenziato come questa esortazione interpelli direttamente il mondo dell’informazione, chiamato a rifiutare logiche di conflitto, linguaggi divisivi e modelli comunicativi improntati alla competizione. Ha esortato a una comunicazione che non separi la ricerca della verità dal rispetto per le persone, chiedendo di respingere il paradigma della guerra comunicativa. Nel passaggio centrale del discorso, Papa Prevost ha rivolto un appello alla liberazione dei giornalisti detenuti per aver cercato di raccontare fatti e conflitti, affermando che la libertà di stampa è un diritto fondamentale che permette ai popoli di compiere scelte consapevoli. Ha definito tali operatori “testimoni” e ha ricordato il contributo di quanti documentano la guerra anche a costo della propria incolumità. Il Pontefice ha poi espresso gratitudine alla stampa per la copertura dei recenti eventi ecclesiali, tra cui i riti della Settimana Santa, la morte di Papa Francesco e i giorni del Conclave, sottolineando il loro impegno nel raccontare la varietà e l’unità della Chiesa. Ha ringraziato i giornalisti per aver superato cliché e stereotipi nella narrazione della vita ecclesiale. Ampio spazio è stato dedicato alla trasformazione digitale e al ruolo dell’intelligenza artificiale, definita una sfida che interpella l’intera società. Papa Prevost ha invitato a un uso responsabile degli strumenti tecnologici, affinché siano orientati al bene comune, promuovendo ambienti digitali inclusivi, capaci di generare dialogo e cultura. Citata anche la necessità di “disarmare la comunicazione” da odio, aggressività e pregiudizi, il Papa ha fatto eco al messaggio del suo predecessore per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, chiedendo un linguaggio sobrio e ascoltante, che sappia dare voce a chi non ne ha. Nel concludere il suo intervento, Papa Prevost ha ribadito l’importanza di una comunicazione di pace, in grado di raccontare con rigore sia i conflitti che le speranze, e ha esortato i giornalisti a continuare il proprio servizio alla verità con coraggio e consapevolezza. Il Pontefice ha infine impartito la sua benedizione ai presenti.
Papa Leone XIV studia un’etica per l’intelligenza artificiale

Papa Leone XIV ha delineato fin dal primo giorno del suo pontificato una direzione precisa: collocare l’essere umano e il lavoro al centro del discorso pubblico e della riflessione ecclesiale, in un’epoca dominata dall’avanzata della intelligenza artificiale. La scelta del nome papale, evocativa della storica enciclica Rerum Novarum promulgata nel 1891 da Leone XIII, rappresenta un segnale chiaro dell’intenzione di affrontare, in chiave moderna, i nodi centrali della questione sociale. Fonti vaticane indicano che Leone XIV potrebbe pubblicare una nuova enciclica, provvisoriamente ribattezzata Rerum Digitalium, dedicata ai diritti dei lavoratori e alla giustizia sociale nell’ambito del cosiddetto umanesimo digitale. Nel suo primo discorso pubblico, Papa Leone XIV ha posto l’accento sulla necessità di un utilizzo etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, denunciando il rischio di una crescente dipendenza tecnologica in grado di compromettere la libertà decisionale e la responsabilità morale dell’essere umano. In linea con il pensiero del suo predecessore Francesco, Prevost ha richiamato la recente nota dottrinale vaticana Antiqua et Nova, pubblicata nel gennaio 2025, che sottolinea l’importanza di un approccio etico integrale nei confronti della tecnologia. Il documento afferma che l’intelligenza umana deve restare il fondamento di ogni processo decisionale, ribadendo che il dono dell’intelletto è parte essenziale dell’essere stati creati a immagine di Dio. L’orientamento teologico e sociale del pontefice è influenzato dalla tradizione agostiniana, alla quale egli stesso ha fatto riferimento durante l’omelia di insediamento, citando la necessità di promuovere cooperazione internazionale, solidarietà e sostenibilità ambientale. La futura enciclica potrebbe quindi configurarsi come un’estensione della dottrina sociale della Chiesa nella contemporaneità, offrendo linee guida globali su come l’umanità debba affrontare la transizione verso un’economia e una società sempre più automatizzate. “Ho pensato di prendere il nome di Leone XIV perché il Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum Novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima rivoluzione industriale; oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato il neo pontefice.