Monica Maggioni lascia la direzione Rai, ma resta collaboratrice e conduttrice

Monica Maggioni ha deciso di lasciare la Direzione Editoriale per l’Offerta Informativa della Rai, pur rimanendo in azienda come conduttrice e con un nuovo contratto di collaborazione. La notizia è stata riportata dal Corriere della Sera e confermata da fonti interne di viale Mazzini. La giornalista continuerà a condurre “In Mezz’ora” su Rai3, programma di approfondimento che ha preso in mano nel 2023 dopo l’uscita di Lucia Annunziata, e “NewsRoom” su RaiPlay, che guida dal 2024. Secondo quanto emerso, Monica Maggioni non lascerà la Rai ma rinuncerà al suo incarico dirigenziale, con un compenso inferiore rispetto a quello percepito nel ruolo di direttrice. L’accordo di collaborazione, simile a quello già adottato da Bruno Vespa, dovrà essere ratificato dal Consiglio di Amministrazione Rai nelle prossime settimane. La decisione, definita “volontaria” da fonti vicine alla giornalista, le consentirà di dedicarsi alla scrittura e alla conduzione dei suoi programmi di approfondimento. Fonti del Corriere precisano che l’uscita di Maggioni dalla direzione non è collegata al tema del tetto degli stipendi Rai, eliminato di recente da una sentenza della Corte Costituzionale che riguarda l’intero settore pubblico, compresa la tv di Stato. La gestione dell’offerta informativa Rai passerà ora a un nuovo dirigente, che verrà nominato a breve dal Cda. Monica Maggioni, 59 anni, lascia l’incarico dopo 33 anni di servizio nella tv pubblica. Entrata in Rai tramite concorso, ha ricoperto ruoli di grande responsabilità: è stata direttrice di RaiNews, prima direttrice donna del Tg1, presidente della Rai dal 2015 al 2018 e, dal 2023, responsabile della Direzione Editoriale per l’Offerta Informativa. Il caso di Maggioni non è unico all’interno della Rai. Anche Bruno Vespa, ad esempio, non è più dipendente diretto della tv pubblica, ma conduce due programmi storici, “Porta a Porta” e “Cinque Minuti”, grazie a un contratto di collaborazione esterno.
“Il NYT mente” sui muri della sede di Manhattan dopo correzione su bambino di Gaza con malattia preesistente

Il 31 luglio 2025, a New York City, l’edificio del New York Times è stato imbrattato con scritte e vernice spray da persone non identificate. Come mostrato in immagini pubblicate dal Jerusalem Post, sulla facciata è apparsa la frase: “Il NYT mente, GAZA muore”. Anche porte e finestre sono state parzialmente ricoperte di vernice rossa. L’atto vandalico è avvenuto poche ore dopo che il quotidiano statunitense aveva modificato un articolo sulla carestia a Gaza. L’articolo, pubblicato martedì, raccontava la storia di Mohammed Zakaria al-Mutawaq, un bambino di Gaza presentato in prima pagina come gravemente malnutrito. In una nota diffusa su X/Twitter, il New York Times ha dichiarato: “Da allora abbiamo appreso nuove informazioni, tra cui quelle relative all’ospedale che lo ha curato e alla sua cartella clinica, e abbiamo aggiornato la nostra storia per aggiungere contesto ai suoi problemi di salute preesistenti”. Secondo quanto riportato dai media israeliani, la correzione è stata sollecitata dal Consolato Generale israeliano a New York dopo che la foto del bambino insieme al fratello si era diffusa sui social. Il Console Generale Ofir Akunis ha commentato: “È un peccato che i media internazionali cadano ripetutamente nella trappola della propaganda di Hamas. Prima pubblicano, poi verificano, se mai lo fanno”. Anche l’ex primo ministro Naftali Bennett ha espresso critiche, scrivendo su X: “È semplicemente incredibile. Dopo aver generato uno tsunami di odio verso Israele con quella foto terrificante, il NYT ora ammette silenziosamente che il ragazzo soffre di patologie pregresse”. Bennett ha aggiunto: “NYT, sapevate che Hamas usa bambini con malattie preesistenti. Lo diciamo da mesi ormai. Sapevate esattamente cosa avrebbe causato questa foto. Questa è una calunnia del sangue nel 2025. Non avete vergogna?”. L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha accusato il giornale di aver diffuso una “bugia” e una “diffamazione del sangue” utilizzando l’immagine in copertina. In un’intervista con Piers Morgan, diffusa su X, Danon ha affermato: “La foto era una bugia, che il giornale ha ritrattato. Ma il modo in cui l’hanno ritrattata è stato altrettanto vergognoso”. Il giornalista indipendente David Collier ha scritto su X: “Non c’è niente di bello in tutto questo. Con @bbcnews costretta a rimuovere un documentario perché la star era il figlio di un ministro di Hamas. E ora, la maggior parte dei media tradizionali deve ammettere di aver utilizzato foto ingannevoli. Non possiamo fidarci di un media che continua a mentirci”. Durante la stessa intervista, Piers Morgan ha espresso una posizione diversa, affermando: “Il ragazzo era chiaramente emaciato! È evidente che non mangia!”. (credito fotografico : SCREENSHOT/VIA SEZIONE 27A DEL COPYRIGHT ACT)
Newsroom torna su Rai 3 con Monica Maggioni dal 21 marzo

Riparte oggi, venerdì 21 marzo, Newsroom, il programma crossmediale ideato e condotto da Monica Maggioni, che torna in prima serata su Rai 3 alle 21.20 per una nuova stagione fatta di domande, inchieste e racconti dal mondo. Fino al 18 aprile, ogni venerdì, la redazione di Newsroom diventa il punto di partenza di un viaggio che intreccia reportage, data analysis, testimonianze dirette e approfondimenti giornalistici per affrontare le grandi questioni globali con lo sguardo lucido di chi prova a fare chiarezza nel caos dell’attualità. La trasmissione sarà disponibile anche su RaiPlay, in un formato docuseries composto da quattro episodi da mezz’ora per ciascun tema trattato. Al centro del progetto c’è una sfida: fondere il linguaggio della serialità digitale con l’accuratezza dell’approfondimento giornalistico, per costruire un ponte tra il pubblico televisivo tradizionale e quello che si muove tra piattaforme e streaming. Nella prima puntata, i riflettori sono puntati su uno dei grandi nodi del nostro tempo: l’alimentazione. Un racconto che parte dall’obesità e si allarga ai processi industriali che governano il cibo che consumiamo ogni giorno. L’Occidente si confronta con una crisi alimentare fatta non di scarsità, ma di eccesso: cibo iper-processato, prodotti a basso costo, conseguenze sulla salute pubblica. Negli Stati Uniti, il Segretario alla Salute Robert Kennedy Jr. ha lanciato una vera e propria crociata contro un sistema che ha trasformato il cibo in una minaccia sanitaria, con impatti devastanti su individui e sistemi sanitari nazionali. La redazione di Newsroom raccoglie dati, testimonianze e immagini dagli inviati sul campo per mettere in fila le domande che contano, nella convinzione che solo un’informazione solida, costruita collettivamente, possa contribuire a leggere una realtà sempre più complessa e contraddittoria. L’appuntamento è stasera, in diretta su Rai 3 e, subito dopo, anche in streaming su RaiPlay. (In copertina, il logo del programma. Sotto, un post pubblicato sulla pagina Instagram)
La Rai presenta “Newsroom” di Monica Maggioni

Dal 26 giugno, Raiplay ospiterà un nuovo programma ideato e condotto da Monica Maggioni: “Newsroom”. La docuserie, composta da quattro episodi di mezz’ora per ogni tema trattato, verrà trasmessa in prima serata su Rai 3 a partire dal 17 luglio. Un progetto che punta a indagare la complessità della realtà contemporanea attraverso l’analisi approfondita e il reportage. “Newsroom” rappresenta un percorso di approfondimento giornalistico che prende vita all’interno di una redazione. Qui, un team di giornalisti si pone domande, avvia inchieste e analizza le attualità per rispondere ai quesiti di una società multiforme, spesso raccontata in modo superficiale. Secondo una nota della Rai, il programma includerà reportage, analisi dei dati, testimonianze dei protagonisti e interventi di esperti, combinando grandi interviste con i racconti degli inviati presenti in numerosi paesi del mondo. Una delle peculiarità di “Newsroom” è l’obiettivo di creare un legame tra l’audience generalista e quella digitale, partendo dalla pubblicazione sulla piattaforma di streaming video della Rai. Realizzato in collaborazione con la Direzione Approfondimento e la Direzione Contenuti Digitali e Transmediali, il programma mira a innovare il modo di fare informazione, rendendola accessibile a un pubblico più ampio e diversificato. Le prime tre serie di “Newsroom”, disponibili su Raiplay il 26 giugno, il 3 e il 10 luglio, esploreranno il mondo del fast fashion, analizzandone gli impatti sociali, ambientali ed economici. Successivamente, le telecamere del programma si sposteranno sull’isola di Haiti, un tempo paradiso turistico ora devastato da crisi e violenze, e nell’Artico, una regione incontaminata che è diventata una zona di confronto armato tra Russia e NATO. Il fenomeno del fast fashion sarà il primo argomento trattato da “Newsroom”. Ogni anno nel mondo si producono 150 miliardi di nuovi capi di abbigliamento, venduti a prezzi stracciati e di qualità sempre più scadente. Questi indumenti vengono indossati poche volte prima di essere abbandonati e smaltiti. Ma dove finiscono questi vestiti? “Newsroom” seguirà le rotte di questi capi fino al Ghana, dove inquinano le spiagge e l’oceano, e al deserto di Atacama in Cile, trasformati in immense discariche a cielo aperto. Dietro ogni maglietta venduta a pochi euro non si cela solo l’inquinamento, ma anche lo sfruttamento di manodopera a basso costo e un enorme volume di affari controllato dalla criminalità organizzata.