Nasce MilanoQuotidiano.it: dal 13 aprile in edicola, con cronaca, economia e rumors

Da lunedì 13 aprile debutta online MilanoQuotidiano.it, nuovo quotidiano digitale diretto da Fabio Massa e dedicato ai temi di Milano e della Lombardia, con contenuti su politica, economia, cronaca e rumors. La nuova testata entrerà nell’ecosistema informativo di nicolaporro.it, allargando così una piattaforma che già ospita altre esperienze editoriali e podcast. Il lancio del nuovo giornale arriva dopo l’uscita di Fabio Massa da Affaritaliani, dove il giornalista aveva avuto un ruolo importante sia sul piano editoriale sia attraverso la partecipazione societaria detenuta con Esclusiva Srl. La separazione si è chiusa con la cessione della quota di minoranza, mentre Marcello Antelmi ha acquisito il 100% della società editrice di Affaritaliani, completando un percorso iniziato in precedenza con il rafforzamento della propria presenza nella compagine societaria. Con questa operazione sono usciti gli altri soci, tra cui Brave Capital ed Esclusiva Srl, e alla direzione di Affaritaliani è stato confermato Marco Scotti. In questo nuovo passaggio professionale, Massa assume quindi la guida di una testata che punta a raccontare in modo quotidiano ciò che succede nel territorio milanese e lombardo. L’obiettivo dichiarato è costruire una copertura costante dell’attualità locale, con una produzione di circa 15 contenuti al giorno realizzati da un team composto da una decina di giornalisti. Il progetto prevede articoli di aggiornamento sul “day-by-day”, approfondimenti sui principali dossier cittadini e regionali, spazio per la cronaca locale e attenzione alle indiscrezioni provenienti dai luoghi della decisione politica ed economica. Secondo quanto annunciato, MilanoQuotidiano.it si concentrerà su notizie che riguardano la vita pubblica della città, le dinamiche del potere locale, i movimenti delle istituzioni, l’andamento dell’economia, i fatti di cronaca e i retroscena. Proprio i rumors e le indiscrezioni dai “Palazzi del potere” vengono indicati come uno degli elementi distintivi del nuovo quotidiano, in continuità con una cifra giornalistica che Massa ha richiamato esplicitamente nella presentazione del progetto. A spiegare il senso dell’iniziativa è stato Nicola Porro, che in una nota ha sottolineato il peso strategico della città nel quadro nazionale. “Milano è una città chiave per l’Italia. È fondamentale per la crescita del Paese, anche se purtroppo oggi si trova intrappolata tra la Procura e le piste ciclabili. È per questo che vogliamo raccontarla e vogliamo tirar fuori l’anima liberale della locomotiva del Paese. La sfida è quella di offrire una cronaca locale viva e frizzante sull’unica piattaforma dove questo è possibile, ovvero l’online”. L’arrivo di MilanoQuotidiano.it si inserisce anche dentro una fase di ridefinizione degli assetti editoriali che hanno coinvolto lo stesso Massa negli ultimi mesi. Da tempo il giornalista stava lavorando alla chiusura del proprio rapporto con Affaritaliani, sia come socio sia come collaboratore giornalistico. Nel suo racconto personale, intitolato “Non sono più Affari miei”, Massa ha ripercorso alcuni passaggi della sua esperienza professionale nel quotidiano online, ricordando gli inizi dopo i Mondiali del 2006, il lavoro nella redazione, la crescita del progetto e la successiva evoluzione imprenditoriale. In quel testo ha annunciato anche l’avvio di una nuova esperienza, spiegando la volontà di aprire una fase diversa del proprio percorso. Nel racconto, Massa descrive Affaritaliani come una parte importante del proprio passato professionale, ma ormai chiusa. “Affaritaliani non sono più affari miei”, scrive all’inizio del suo intervento, spiegando di avere affidato il timone della pagina di Milano al collaboratore Federico Ughi e di avere ceduto la quota di minoranza del giornale nazionale. Nello stesso testo definisce il passato in Affaritaliani come “un passato glorioso” e annuncia: “A breve sarò anche il direttore di un nuovo giornale”. L’uscita dall’assetto precedente e la nascita di MilanoQuotidiano.it rappresentano quindi due passaggi collegati dello stesso processo. Sul fronte di Affaritaliani, il nuovo assetto proprietario viene presentato come l’inizio di una nuova fase di sviluppo. Marcello Antelmi, diventato proprietario unico della società editrice, ha spiegato: “Questo passaggio rappresenta un punto di arrivo ma soprattutto un nuovo inizio – ha spiegato il nuovo proprietario unico, già amministratore dell’azienda. In questi due anni abbiamo costruito un progetto solido, rafforzando identità e posizionamento di Affaritaliani in un mercato sempre più competitivo. Ringrazio i soci che hanno condiviso questo percorso: il contributo di ciascuno è stato fondamentale per creare le condizioni di crescita”. “Ora – aggiunge Antelmi – si apre una fase nuova e più ambiziosa. Vogliamo investire ancora di più sul prodotto editoriale, sulla tecnologia e sull’organizzazione. L’obiettivo è rendere Affaritaliani sempre più centrale nel dibattito pubblico, mantenendo libertà, rapidità e capacità di anticipare i cambiamenti. In un sistema dove spesso si rincorre la notizia, noi vogliamo continuare a guidarla”. Il quadro complessivo mostra dunque, da una parte, il consolidamento della proprietà di Affaritaliani nelle mani di Antelmi e, dall’altra, la nascita di una nuova testata guidata da Massa. Per il mercato dell’informazione online, il debutto di MilanoQuotidiano.it aggiunge un nuovo progetto verticale centrato su un territorio considerato decisivo per gli equilibri nazionali. La scelta di puntare su Milano e sulla Lombardia risponde infatti al peso politico, economico e istituzionale di un’area che concentra imprese, finanza, amministrazioni pubbliche, partiti, cantieri urbani e grandi eventi. Dentro la piattaforma di nicolaporro.it, la nuova testata si affianca a Politico Quotidiano, diretto da Alessandro Sallusti, a Economia e Logistica curato da Bruno Dardani, ad Atlantico Quotidiano curato da Federico Punzi, oltre ai podcast Sette Vite di Hoara Borselli e Controverso di Lodovica Bulian. L’ingresso di MilanoQuotidiano.it amplia quindi l’offerta editoriale con un presidio locale specializzato, pensato per seguire in modo continuativo i fatti della città e della regione. (In foto, Fabio Massa)
Rai Pubblicità festeggia 100 anni con mostra alla Triennale

Il 9 aprile 2026 segna i 100 anni di Rai Pubblicità, nata nel 1926 come Sipra, e oggi protagonista di un grande sistema che collega pubblico, aziende e media in tutta Italia. Nel corso di un secolo, la concessionaria ha accompagnato la crescita del Paese, evolvendo insieme ai mezzi di comunicazione e alle abitudini delle persone. Da quando la radio muoveva i primi passi, fino all’era delle piattaforme digitali e della connected TV, l’azienda ha costruito un ponte costante tra chi produce contenuti e chi li utilizza per comunicare. Oggi Rai Pubblicità è parte di un network articolato che coinvolge editori e realtà come Radio Italia solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss, Vevo e grandi eventi di live entertainment come Rockin’1000 e il Concerto del Primo Maggio di Roma. Il circuito cinematografico conta inoltre circa 800 sale distribuite sul territorio nazionale, confermando la presenza capillare nel settore dei media. Per celebrare il centenario, l’azienda ha avviato un percorso di iniziative partito dagli eventi di Milano-Cortina e dal Festival di Sanremo, coinvolgendo stakeholder e operatori del mercato. Il progetto principale è la mostra “Nello spazio di un secolo. Rai Pubblicità, 100 anni di storia e oltre”, ospitata alla Triennale Milano dal 10 aprile al 7 giugno. L’esposizione racconta cento anni di pubblicità, media e trasformazioni sociali attraverso materiali d’archivio, opere e installazioni immersive. Il percorso segue quattro direttrici principali: media, mercati, pubblici e futuro, mostrando come la comunicazione sia cambiata insieme alla società. La storia parte dal 1926, anno di fondazione della Sipra con Arnoldo Mondadori primo presidente, e arriva fino agli scenari più recenti. Durante questo lungo periodo, la pubblicità ha accompagnato la vita quotidiana degli italiani, riflettendo cambiamenti nei consumi, nei linguaggi e nelle tecnologie. “Oggi celebriamo i 100 anni della più longeva concessionaria di pubblicità in Europa”, ha dichiarato Luca Poggi. “La mostra è l’occasione per raccontare noi stessi e il mercato che abbiamo contribuito a costruire, ma anche per guardare avanti e immaginare nuovi modelli di comunicazione“. Secondo Laura D’Ausilio, il centenario rappresenta un sistema di iniziative che proseguirà per tutto il 2026, includendo workshop e una pubblicazione dedicata. “Non sono cambiati solo i media, ma anche le audience e il loro modo di relazionarsi ai contenuti”, ha spiegato. La mostra è curata da Peppino Ortoleva e Giuliana Galvagno, e propone una riflessione sulla pubblicità come elemento centrale nella cultura contemporanea. “Non è solo una ricostruzione storica, ma un dispositivo narrativo che intreccia memoria e visione, capace di raccontare come la pubblicità abbia spesso anticipato i cambiamenti della società”, ha osservato Ortoleva.
Milano ospiterà il nuovo centro di produzione Rai, da 65 mila metri quadrati nell’ex Fiera

È stata posata a Milano la prima pietra del nuovo centro di produzione multimediale Rai, che entrerà in funzione a partire dal 2029 nell’area dell’ex Fiera. Il progetto prevede la realizzazione di un grande polo produttivo destinato a riunire in un’unica sede diverse attività televisive dell’azienda. L’intervento comporta un investimento complessivo di 120 milioni di euro ed è parte del piano di rigenerazione urbana promosso da Fondazione Fiera Milano per il riuso e la valorizzazione delle aree dismesse. L’operazione nasce da un accordo tra Rai e Fondazione Fiera Milano, firmato nel dicembre 2023, che prevede la locazione del nuovo complesso immobiliare per 27 anni. Il nuovo centro di produzione televisiva sorgerà tra via Colleoni e via Gattamelata e avrà una superficie complessiva di circa 65.000 metri quadrati. Sotto gli edifici sarà realizzato un piano interrato, destinato in prevalenza a parcheggi. Sopra il livello del suolo è previsto un edificio per uffici di circa 15.000 metri quadrati, distribuito su sei piani, e una serie di spazi polifunzionali pensati per la produzione televisiva. All’interno del complesso troveranno posto dieci sale di registrazione, con dimensioni comprese tra 290 e 1.500 metri quadrati, progettate per ospitare programmi e produzioni di diversa scala. Il progetto architettonico è firmato da Lombardini22, mentre la realizzazione è affidata a Cmb, in raggruppamento temporaneo d’impresa con Gianni Benvenuto Spa. Secondo l’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, la posa della prima pietra rappresenta “una giornata simbolo della grande trasformazione che Rai sta compiendo per affacciarsi al futuro con visione e spinta innovativa”. Rossi ha ricordato che “Milano è nella storia della Rai e nella storia della televisione, sin da quel 3 gennaio 1954, giorno in cui furono inaugurate le regolari trasmissioni televisive”. Il nuovo centro, ha aggiunto, viene costruito “con i più avanzati criteri tecnologici, di sostenibilità, in linea con le nuove modalità di lavoro, per garantire una migliore efficienza economica, funzionale e ambientale”. Rossi ha inoltre precisato che il progetto non comporta un disimpegno delle attività Rai da Roma. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Sala ha evidenziato che l’intervento non prevede consumo di nuovo suolo e ha sottolineato l’impatto occupazionale dell’opera, spiegando che “portare occupazione, come inevitabilmente avverrà, è un qualcosa che non può non renderci felici”. Fontana ha definito il nuovo centro “un punto di riferimento dell’informazione territoriale”, aggiungendo che “i cittadini vogliono notizie costanti e precise di quel che avviene nel territorio e delle scelte delle istituzioni”. (In copertina, foto Ansa, da sinistra Roberto Sergio, Giampaolo Rossi, Attilio Fontana, Giuseppe Sala e Giovanni Bozzetti)
Nasce “Nord Ovest Milano”, mensile free press di cronaca del Municipio 8

Paolo Pozzi, insieme alla Cooperativa di giornalisti FreeMedia, ha lanciato Nord Ovest Milano, un nuovo mensile free press di cronaca locale dedicato ai quartieri del Municipio 8 di Milano, con notizie raccolte direttamente sul territorio e distribuite gratuitamente. Il progetto nasce a Milano, coinvolge una zona che conta circa 200 mila abitanti ed è pensato per raccontare fatti, eventi e cambiamenti che riguardano da vicino la vita quotidiana dei cittadini. Il giornale copre un’area ampia che comprende CityLife e Tre Torri, Trenno, Gallaratese, San Leonardo, Lampugnano, QT8, Lotto-Fiera, Portello, Pagano, Sarpi, Ghisolfa, Villapizzone, Cagnola-Boldinasco, Cimitero Maggiore, Certosa, Cascina Merlata, MIND-Cascina Triulza, Roserio, Stephenson, Quarto Oggiaro, Vialba, Musocco e il Parco Bosco in Città. Si tratta di un territorio paragonabile, per estensione e popolazione, a una città come Brescia e che nei prossimi anni sarà interessato da trasformazioni importanti, non solo dal punto di vista urbanistico. Nord Ovest Milano è attualmente composto da otto pagine in versione di test, con un piano di crescita che prevede il passaggio a sedici e successivamente a ventiquattro pagine. Il nuovo mensile è un progetto gemello di Sud Milano, testata già edita e gestita da FreeMedia da tre anni, che segue i Municipi 5 e 6 e parte del Municipio 4. Sud Milano è nata dalla fusione di due storiche realtà editoriali locali, La Conca e Milano Sud, e rappresenta l’esperienza da cui prende forma anche il nuovo giornale del Nord Ovest cittadino. Per informazioni su abbonamenti e contatti è disponibile l’indirizzo email info@freemedia-sc.com.
“Salviamo la Rai di Milano”, l’appello dei dipendenti a corso Sempione

Il consiglio di amministrazione della Rai sta valutando la cessione dello storico edificio di corso Sempione 27 a Milano, sede da cui il 3 gennaio 1954 partì la prima trasmissione televisiva del servizio pubblico, mentre dipendenti e rappresentanze annunciano un’assemblea aperta alla città il 16 dicembre alle ore 15, davanti all’edificio, per chiedere chiarezza sul futuro del Centro di Produzione Rai di Milano. L’immobile di Gio Ponti, considerato di alto valore, potrebbe essere venduto prima che sia pronta la nuova sede del Portello – MiCo Nord, dove la Rai dovrebbe trasferirsi come inquilina in affitto della Fondazione Fiera Milano, con un canone stimato in circa 6 milioni di euro l’anno per 27 anni. Per rendere possibile la vendita immediata, l’azienda starebbe valutando la liberazione anticipata dello stabile, rinunciando all’ipotesi di leaseback inizialmente prevista dal piano immobiliare. Secondo quanto comunicato dalle Rsu del Centro di Produzione Rai di Milano, dal Cdr Tgr Lombardia e dai Fiduciari Rai Sport e Tg3, questa scelta comporterebbe un trasferimento temporaneo in via Mecenate, in spazi che, allo stato attuale, possono ospitare circa 200 dipendenti rispetto ai circa 900 oggi presenti a corso Sempione. Nel documento si legge che tale trasferimento “significa ridimensionare il tessuto produttivo della Rai di Milano”, con il rischio di una riduzione delle attività e di uno spostamento delle produzioni verso altre sedi. Le rappresentanze segnalano inoltre che il Centro di Produzione di Milano è senza direttore da oltre cinque mesi e che, secondo quanto riportato nel testo, a Milano non sarebbe presente alcun dirigente, mentre a Roma ne opererebbero oltre duecento. Nel comunicato viene evidenziata anche la possibilità di un doppio trasloco, da corso Sempione a Mecenate e successivamente al MiCo Nord, definito come un utilizzo non efficiente delle risorse, considerando i costi di affitto, adeguamento e ristrutturazione di spazi che non sono di proprietà della Rai. Sul progetto della nuova sede al MiCo Nord, le rappresentanze riferiscono di criticità già emerse, tra cui spazi ritenuti insufficienti per gli studi televisivi e radiofonici, aree limitate per le attività accessorie e per i mezzi delle riprese esterne, oltre alla mancanza di condivisione dei progetti con le organizzazioni sindacali. Nel testo viene posta la domanda: “Che senso ha vendere per andare in affitto a 6 milioni all’anno?”.
Il Sole 24Ore celebra 160 anni con un francobollo

Ieri mattina, al Mudec di Milano, durante l’evento “160 ANNI insieme: informare, partecipare, crescere”, era stato presentato il francobollo dedicato ai 160 anni de Il Sole 24 Ore, emesso dal MIMIT e corredato dall’annullo filatelico di Poste Italiane. Il francobollo, valido per la posta ordinaria nazionale, riproduceva la testata del quotidiano su uno sfondo che richiamava il colore della sua carta e mostrava una filigrana neoclassica ispirata ai motivi dell’Ottocento, scelta per rappresentare il percorso storico del giornale. Secondo Flavia Scarpellini, consigliere d’amministrazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, l’emissione nasceva dalla capacità del quotidiano di raccontare l’evoluzione delle imprese e del lavoro in oltre un secolo di informazione. Scarpellini aveva spiegato che “dalle prime edizioni il punto di vista del giornale è sempre stato universalistico” e che il quotidiano aveva consolidato negli anni un rapporto stabile con i lettori, seguendo “piccole e grandi rivoluzioni” economiche e sociali. Aveva inoltre ricordato il passaggio a una realtà multimediale in grado di integrare carta, radio ed eventi. Il bollettino illustrativo dell’emissione era stato firmato dal direttore del quotidiano, Fabio Tamburini, che lo aveva dedicato “ai lettori del passato, del presente e del futuro”. Come aveva spiegato Annamaria Gallo, responsabile Commerciale Filatelia Macro Area Nord Ovest di Poste Italiane, il francobollo sarebbe stato messo in vendita da oggi negli uffici postali, “raccontando la storia di chi ha fatto la storia”. L’emissione prevedeva 225.000 esemplari con la testata del giornale. Durante la cerimonia, la presidente del Gruppo 24 ORE, Maria Carmela Colaiacovo, aveva ricordato che l’anniversario rappresentava “un simbolo di una storia fatta di impegno e passione” e aveva descritto Il Sole 24 Ore come “simbolo di affidabilità, passione e credibilità”, rivolto alle imprese, ai professionisti e ai lettori interessati all’informazione economica. Tamburini aveva aggiunto che “giornate come questa servono a ricordare che occorre ragionare con la testa e per questo occorre informarsi per fare scelte consapevoli”, sottolineando che il quotidiano “serve a recuperare il valore, la dialettica e il confronto”.
100 anni di radio: live di RTL 102.5 da Palazzo Lombardia

RTL 102.5 celebra i 100 anni della radio con una diretta speciale dal 39° piano di Palazzo Lombardia, domenica 6 ottobre 2024. In collaborazione con Regione Lombardia, l’emittente offrirà una giornata di trasmissioni live, rendendo omaggio a un secolo di storia del mezzo radiofonico. Gli ascoltatori potranno seguire i programmi più amati e partecipare all’evento, unendo passato e futuro della radio, un mezzo che continua a emozionare, informare e intrattenere milioni di persone in tutto il mondo. Questa giornata speciale sarà aperta da una intervista a Renzo Arbore, icona storica della radio e della televisione italiana, in omaggio a un mezzo che, da sempre, informa, emoziona e accompagna gli ascoltatori. Lorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5, ha commentato: “Raccontiamo e celebriamo 100 anni di radio ed i 49 anni di tutte le radio private che sono nate in Italia e che raccontano il nostro Paese ogni giorno. Sin dalla nostra nascita, siamo sempre stati in diretta. RTL 102.5 è stata una delle prime protagoniste nel panorama della radio private ed è diventata leader. Siamo partiti dall’isofrequenza e siamo arrivati alla radiovisione con tutte le nostre emittenti (RTL 102.5, Radio Zeta, Radiofreccia e le digitali). Da sempre abbiamo investito sul digitale, oggi più che mai”. Programmazione speciale: dalle 9:00 alle 17:00 i programmi andranno in onda da Palazzo Lombardia. Tra i più attesi ci sono “L’Indignato Speciale” con Ivana Faccioli, Enrico Galletti e Barbara Sala, “No Problem – W l’Italia” con Paolo Cavallone e Autogol Supershow con Gli Autogol. RTL 102.5 inviterà gli ascoltatori e il pubblico presente a Palazzo Lombardia a vivere un’esperienza interattiva e coinvolgente, in pieno stile Very Normal People.
Vogue Italia: 60 anni in 60 cover

Dal 19 al 21 settembre, Palazzo Citterio ospita una mostra che celebra i sessant’anni di Vogue Italia, uno degli eventi più attesi della Milano Fashion Week. Intitolata “Sixty Years of Vogue Italia – Sessant’anni di futuro”, l’esposizione è un omaggio all’eredità e all’evoluzione del magazine, proponendo una selezione di 60 copertine che hanno segnato la storia della moda. Francesca Ragazzi, head of editorial content di Vogue Italia, ha spiegato l’importanza di questo progetto: “‘Sixty Years of Vogue Italia – Sessant’anni di futuro’ è un viaggio nella storia attraverso 60 copertine iconiche di Vogue Italia, un modo per ripercorrere come attraverso il linguaggio universale della moda abbia saputo interpretare l’evoluzione dello stile della società. È un’eredità che portiamo avanti ogni giorno e per noi era importante mostrare questo patrimonio di bellezza e di creatività a tutti e non soltanto agli addetti ai lavori”. Il concept e il design della mostra sono stati realizzati da Ferdinando Verderi, ex direttore creativo di Vogue Italia, che ha voluto presentare un approccio originale e interattivo:“L’idea è stata di decontestualizzare il passato”, racconta, “scegliendo per ogni anno una copertina simbolica accompagnata da un testo inedito di firme storiche di Vogue Italia e di personalità del mondo dell’arte e della cultura. E ognuno ha scelto la copertina di cui scrivere”. Le copertine e i testi sono montati su colonne mobili, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare il percorso in maniera personale: “In modo che i visitatori possano ricomporre dei percorsi su periodi, momenti o temi che considerano affini al di là della cronologia”. Significativo anche il luogo dell’esposizione, Palazzo Citterio, parte del complesso della Grande Brera, a pochi passi dalla Pinacoteca e dall’Accademia di Brera. Secondo il direttore della Pinacoteca, Angelo Crespi, “questa mostra anticipa di poco l’apertura di un museo deputato alla valorizzazione del patrimonio artistico che giunge sino all’attualità”. L’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, ha sottolineato il legame tra moda e società: “I sessant’anni di Vogue Italia sono un’occasione per riflettere anche sul ruolo cruciale che la moda ha come specchio delle trasformazioni culturali e sociali. Ed è rilevante che la mostra si tenga in questi giorni, in cui dalla tessitura di temi contemporanei può nascere il consolidamento di una manifestazione così importante per Milano come la fashion week. Il fatto poi che per ospitarla sia stata aperta una porzione del complesso di Palazzo Citterio, la cui apertura la città attende da tempo, anticipa un pezzo della Milano futura”. In parallelo all’evento, Vogue Italia ha lanciato sui social l’hashtag #myVogue60, invitando il pubblico a condividere contributi personali. Al termine della mostra, la redazione selezionerà i contenuti più interessanti, che verranno pubblicati su Vogue.it.
Frab’s Magazine arriva a Milano

A cinque anni dalla sua fondazione, Frab’s Magazine fa il suo ingresso a Milano, consolidandosi come una delle realtà italiane di spicco nel settore delle riviste di nicchia e da collezione. Accanto a Edicola518 di Perugia e a Reading Room, anche nella città meneghina si apre uno spazio dedicato ai magazine indipendenti, segnando un nuovo traguardo dopo l’apertura del punto vendita di Forlì e di uno spazio a Roma. Situata come alternativa alle edicole e alle librerie, la rivisteria offre una selezione di 900 titoli e ha inaugurato il 18 febbraio la sua nuova sede in via Sirtori 11. L’obiettivo è quello di diventare un rifugio per lettori, appassionati, studenti e professionisti di design, moda e creatività, fornendo un’opportunità tangibile di entrare in contatto con riviste difficilmente reperibili in Italia e in Europa. In un’epoca in cui la cultura digitale sembra prevalere, si assiste a un ritorno sorprendente alla carta stampata, specialmente tra i giovani che desiderano toccare e possedere fisicamente le riviste. Questo fenomeno riflette un interesse crescente per un’esperienza più tangibile e autentica, simile a quanto accaduto con il ritorno delle musicassette e di altri supporti fisici. La rivoluzione nell’editoria periodica di nicchia è evidente anche nell’organizzazione di eventi e presentazioni, che animano la scena culturale di Milano. Frab’s, con la sua vasta esperienza nel settore, si pone come punto di riferimento per gli appassionati, offrendo una programmazione ricca di workshop, presentazioni di magazine e incontri con artisti del settore. L’obiettivo è quello di creare uno spazio dinamico e stimolante, dove gli appassionati possono immergersi completamente nel mondo delle riviste indipendenti. Il pubblico di Frab’s è variegato: professionisti alla ricerca di ispirazione, collezionisti in cerca di edizioni rare e curiosi che si avvicinano a questo mondo attraverso la selezione offerta dal negozio. Nonostante il lavoro svolto negli anni, la cultura del magazine rimane ancora relativamente marginale in Italia, ma Frab’s si impegna a cambiare questa percezione, offrendo una selezione accurata e curata di riviste provenienti da tutto il mondo. Per ulteriori informazioni: https://frabsmagazines.com/ Via Sirtori 11 – Porta Venezia Aperto tutti i giorni, orario continuato dalle 11,00 alle 20,00.