Gedi vende La Stampa al gruppo SAE di Leonardis

redazione La Stampa

Il Gruppo GEDI e il Gruppo SAE – Sapere Aude Editori hanno firmato il contratto preliminare per la cessione del quotidiano La Stampa, avviando il processo che porterà la storica testata torinese sotto il controllo di un nuovo editore entro il primo semestre del 2026. L’accordo è stato annunciato con una nota diffusa da Torino e Sassari. La cessione comprende la testata La Stampa, le testate collegate, tutte le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale dedicata alla raccolta pubblicitaria locale e le attività di staff e di supporto alla redazione. Si tratta quindi di gran parte delle strutture che permettono al giornale di essere scritto, stampato e distribuito. Il passaggio avverrà tramite una nuova società che sarà controllata dal Gruppo SAE, guidato dal presidente e amministratore delegato Alberto Leonardis. In questa società è previsto anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest italiano. Il Gruppo SAE è già proprietario di diverse testate locali italiane. Tra queste ci sono La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. Con l’acquisizione de La Stampa, il gruppo amplierebbe la propria presenza nel settore dell’editoria giornalistica nazionale. La conclusione definitiva dell’operazione è prevista entro la prima metà del 2026, ma il passaggio dovrà prima completare alcune procedure previste dalla legge. Tra queste ci sono i passaggi sindacali e burocratici, necessari quando cambia la proprietà di una grande azienda editoriale. Intanto, all’interno della redazione del quotidiano torinese si sono avviati i primi incontri informativi. Il Comitato di redazione (Cdr) ha comunicato ai giornalisti che nel pomeriggio sarebbe stata convocata un’assemblea e che un incontro con l’azienda è previsto per la mattina successiva. Nel messaggio inviato ai giornalisti si legge: “Care colleghe e colleghi, si legge nel testo inviato dal cdr ai giornalisti, L’azienda ci ha comunicato che è stata firmata la cessione a Sae. In mattinata arriverà un comunicato congiunto Gedi-Sae. È stato firmato un preliminare e la vendita avverrà entro il primo semestre dell’anno. Abbiamo chiesto un incontro all’azienda, che avverrà domattina. Entro il pomeriggio convocheremo l’assemblea”. La notizia ha suscitato reazioni anche a livello istituzionale. Il presidente della Commissione Cultura ed editoria della Camera, Federico Mollicone, ha dichiarato: “Dopo la firma del contratto preliminare di cessione de ‘La Stampa’ tra il Gruppo Gedi e il Gruppo Sae, invitiamo nuovamente i vertici di Gedi in Commissione Editoria della Camera per fornire i chiarimenti necessari”. Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) ha commentato l’operazione. La segretaria generale Alessandra Costante ha definito l’accordo “cronaca di una cessione annunciata” e ha spiegato che il sindacato seguirà con attenzione i passaggi della vendita. Costante ha dichiarato: “La Federazione nazionale della Stampa italiana vigilerà con la dovuta attenzione e anche un rigore maggiore su ogni passaggio di questa cessione per numerosi motivi, ma essenzialmente perché è stata preceduta da indiscrezioni sulla consistenza economica del Gruppo acquirente, che ai tavoli sindacali dovrà dimostrare la capacità di pagare gli stipendi e mantenere l’occupazione tanto dei giornalisti quanto dei non giornalisti”. La Fnsi “sarà al fianco dell’Assostampa Subalpina e dei colleghi del Cdr della Stampa nella richiesta di un piano industriale, economico, progettuale ed editoriale solido, degno della tradizione della Stampa. Così come ci auguriamo – ha concluso Costante – che tutta questa operazione, compresa la cessione degli asset di Repubblica, per i quali Gedi sta trattando con l’imprenditore greco Kyriakou, non costituisca un cambio di posizionamento editoriale che avrebbe ripercussioni negative sul pluralismo dell’informazione”.

La Stampa, presidio a Torino per la vendita. I lavoratori chiedono garanzie

La Stampa flash mob

La protesta dei giornalisti e dei lavoratori del quotidiano La Stampa si è svolta questa mattina sotto Palazzo Civico a Torino, dove per la prima volta in 150 anni di storia il personale del giornale è sceso in piazza per chiedere certezze sul futuro della testata e sull’assetto proprietario. Il presidio si è tenuto davanti al municipio della città. I giornalisti e i dipendenti hanno partecipato numerosi. Hanno portato striscioni con scritte come “La Stampa è di tutte e tutti” e “Elkann i nostri valori non sono in vendita”. L’iniziativa arriva dopo settimane di indiscrezioni sulla possibile vendita del quotidiano e su cambiamenti nella proprietà. In una nota distribuita durante la manifestazione, il comitato di redazione ha spiegato le ragioni della mobilitazione. “I nostri valori non sono in vendita – sottolinea il comitato di redazione in una nota distribuita in piazza – da mesi lavoratrice lavoratori vivono in una condizione di profonda preoccupazione e chiedono informazioni chiare e ufficiali sul processo di vendita. Un timore che non riguarda soltanto il nostro futuro occupazionale, ma investe la qualità e la pluralità dell’informazione nel Paese”. Nel documento si legge anche: “Ancora oggi – prosegue il documento- durante una trattativa esclusiva viviamo in un continuo flusso di indiscrezioni contraddittorie e spesso silenti: crediamo sia doveroso che la proprietà confermi o smentisca con chiarezza le informazioni in nostro possesso, ovvero che alcuni improntarti imprenditori abbiano manifestato l’interesse per l’acquisizione de La Stampa”. La redazione ha annunciato uno stop simbolico alle attività per chiedere risposte. “La redazione oggi si ferma per chiedere risposte e garanzie sul suo futuro – si legge ancora nella nota – inoltre, riteniamo che chi vende non possa e non debba sottrarsi dall’assicurare garanzie sui livelli occupazionali e salariali, sulla conferma dei contratti in essere su un perimetro ben definito della cessione del ramo d’azienda e sui tempi certi: chiediamo di avere una data precisa di conclusione della due diligence in corso con il gruppo Sae e ancor prima la composizione della accordata acquirente”. Al presidio hanno partecipato rappresentanti politici di maggioranza e opposizione, assessori comunali e regionali, parlamentari e sindacalisti. Erano presenti anche l’Anpi, l’Ordine dei giornalisti del Piemonte e l’Associazione Stampa Subalpina. Intanto è stato fissato un incontro per il 13 marzo in Regione Piemonte, al quale prenderanno parte i sindacati e i rappresentanti dei giornalisti del quotidiano torinese, per è ottenere informazioni ufficiali sul processo di due diligence e sulla possibile acquisizione, oltre a chiarimenti sulle tutele occupazionali e contrattuali.

La Stampa in sciopero il 25 febbraio per 24 ore

sede La Stampa

La Stampa sarà in sciopero mercoledì 25 febbraio 2026: il quotidiano non sarà in edicola giovedì 26 febbraio e il sito interromperà gli aggiornamenti dalle ore 6:00 del 25 febbraio fino alle ore 6:00 del 26 febbraio 2026. La proclamazione dello sciopero è stata diffusa il 24 febbraio. Nel comunicato si legge che “Il giornale si fermerà in tutte le sue componenti, giornalistiche e non: la proclamazione è firmata congiuntamente dal Comitato di redazione e delle Rsu aziendali”. Durante la giornata del 25 febbraio sono previste iniziative pubbliche. A Torino sarà organizzato un presidio in piazza Palazzo di Città dalle 11 alle 13 per comunicare le ragioni della protesta. A Roma, invece, la mobilitazione prevede un incontro nella sala stampa della Camera alle 10 e un presidio in piazza di Montecitorio a partire dalle 11, con l’obiettivo di coinvolgere la politica nazionale. Al centro della protesta c’è il processo di vendita della testata, che fa parte del gruppo GEDI Gruppo Editoriale. Nel comunicato si legge: “Giornaliste e giornalisti, lavoratrici e lavoratori, collaboratrici e collaboratori chiedono all’azienda di rispondere, una volta e per tutte, alle indiscrezioni che hanno alimentato e continuano ad alimentare confusione e incertezza sul futuro del nostro giornale. Da mesi lavoratrici e lavoratori vivono una condizione di profonda preoccupazione e chiedono informazioni chiare e ufficiali sul processo di vendita. Un timore che non riguarda soltanto il nostro futuro occupazionale, ma investe la qualità e la pluralità dell’informazione nel Paese”. La proprietà del gruppo editoriale è riconducibile a Exor, la holding guidata da John Elkann. Nel testo diffuso da Cdr e Rsu si legge: “Abbiamo vissuto una prima fase di svendita al buio, durante la quale si è lasciato intendere che mancassero offerte. Ma le proposte ricevute confermano invece il valore di questo giornale, nonostante sia ormai chiara a tutti la volontà di Exor e del nostro editore, John Elkann, di disfarsene”. Secondo quanto riportato nel comunicato, è in corso una trattativa esclusiva e una due diligence con il gruppo Sae. I rappresentanti dei lavoratori scrivono: “Ancora oggi durante una trattativa esclusiva viviamo in un continuo flusso di indiscrezioni contraddittorie e spesso svilenti: crediamo sia doveroso che la proprietà confermi o smentisca con chiarezza le informazioni in nostro possesso, ovvero che alcuni importanti imprenditori abbiano manifestato interesse per l’acquisizione de La Stampa”. Nel documento si legge inoltre: “La Stampa oggi si ferma per chiedere risposte e garanzie sul suo futuro. Inoltre, riteniamo che chi vende non possa e non debba sottrarsi dall’assicurare garanzie sui livelli occupazionali e salariali, sulla conferma dei contratti in essere, su un perimetro ben definito della cessione del ramo d’azienda e su tempi certi: chiediamo di avere una data precisa di conclusione della due diligence in corso con il gruppo Sae e ancor prima la composizione della cordata acquirente”. Un appello è rivolto anche alle istituzioni: “Chiediamo anche alla politica, del territorio e nazionale, che fine abbiano fatto le promesse di sostegno e attenzione alle vicende della nostra testata. A oggi, per esempio, restiamo in attesa della data delle audizioni dei vertici del gruppo Gedi in Commissione Cultura della Camera”. Nel comunicato viene ricordata anche una recente visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla redazione torinese, durante la quale ha affermato che “i giornali sono un pilastro della democrazia”. Sulla vicenda è intervenuta anche la segretaria generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Alessandra Costante, a margine di un flash mob organizzato a Sanremo per il rinnovo del contratto dei giornalisti scaduto nel 2016. “Per la prima volta i colleghi subiscono una cessione, un passaggio di proprietà. Elkann cede e la acquista una nuova impresa, una nuova azienda che dovrebbe essere la Sae che sta facendo la due diligence. Una due diligence che si protrae nel tempo. I colleghi de La Stampa chiedono chiarezza, chiedono di sapere quali sono gli imprenditori, qual è la cordata e avere delle certezze anche dal punto di vista economico. La Federazione nazionale della Stampa – ha concluso – è ovviamente al loro fianco”. In una nota, anche l’Associazione Stampa Romana si è espressa “al fianco dei colleghi de la Stampa in sciopero domani per chiedere chiarezza sulla cessione della testata da parte del gruppo Gedi. Per garantire il futuro del quotidiano è necessario innanzitutto tutelarne l’autonomia, l’indipendenza e la  storia. Domani alle 10 – conclude il sindacato regionale – Stampa Romana parteciperà con la Fnsi e il Cdr all’incontro organizzato nella sala stampa della Camera e poi al sit in davanti a Montecitorio, per esigere trasparenza da Gedi e per sensibilizzare le istituzioni”.

Il Presidente Mattarella alla sede de La Stampa a Torino

Mattarella in visita a La Stampa

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato questa mattina la redazione de La Stampa a Torino, incontrando giornalisti e lavoratori del quotidiano e portando un messaggio sulla funzione dei giornali nella vita pubblica del Paese. Il Capo dello Stato è arrivato nella sede del quotidiano torinese dopo aver partecipato al Teatro Carignano alle celebrazioni per il centenario della morte di Piero Gobetti. Qui ha assistito alla lectio magistralis del giurista Gustavo Zagrebelsky, organizzata dal Comitato nazionale per le celebrazioni dedicate all’intellettuale antifascista. Entrando in redazione, Mattarella ha stretto le mani ai giornalisti e agli altri dipendenti, si è informato su come si prepara il giornale ogni giorno e ha rivolto parole di apprezzamento al direttore Andrea Malaguti per il lavoro svolto. Durante l’incontro ha dichiarato: “I giornali sono i pilastri della democrazia”. Il Presidente ha anche espresso solidarietà per il blitz subito dalla redazione nei mesi scorsi, quando un gruppo di manifestanti aveva fatto irruzione nella sede. Nel corso della visita, il direttore Malaguti ha consegnato al Capo dello Stato due lastre tipografiche: una con la prima pagina dedicata alla sua elezione al Quirinale e un’altra con una fotografia che lo ritrae all’ospedale Niguarda. Parlando della struttura sanitaria, il Presidente ha sottolineato lo “straordinario lavoro dei medici, perché lavorare su molti casi contemporaneamente dimostra la grande professionalità”. Il Capo dello Stato ha poi rivolto un pensiero “ai familiari dei ragazzi morti nel rogo di Crans Montana e per quelli ricoverati, che stanno affrontando una prova difficilissima”. In occasione della visita privata, il Comitato di redazione e le Rsu hanno consegnato al Presidente una lettera riservata. I rappresentanti dei lavoratori hanno ringraziato il Capo dello Stato “per questa visita: la sua attenzione ci onora e ci conforta in una fase delicata della storia ultracentenaria del nostro giornale”. (Credits foto: www.quirinale.it)

Il Cdr de La Stampa denuncia poche inserzioni nelle pagine del quotidiano

La Stampa redazione

La redazione de La Stampa segnala una forte riduzione della pubblicità nelle pagine del quotidiano, un dato che, secondo il comitato di redazione, si sarebbe ripetuto anche nei giorni precedenti. La stessa situazione viene indicata per l’edizione domenicale, composta da 48 pagine, e per l’ultimo numero dell’inserto Tuttolibri, anch’essi con una sola pagina pubblicitaria. Nel comunicato diffuso dal Cdr, i giornalisti spiegano che il dato non sarebbe occasionale ma costante nel tempo. “Ieri a fronte di una foliazione nazionale di 32 pagine abbiamo contato una sola pagina intera di pubblicità: come il giorno prima, come tanti altri giorni di questa settimana, di questi mesi, di questi anni potremmo anche dire”. Il testo prosegue richiamando il confronto con la Repubblica, dove, secondo quanto riportato, i numeri relativi alla raccolta pubblicitaria sarebbero differenti: “Se invece guardiamo Repubblica, con una accelerazione in questa fase decisamente sospetta, escono tutt’altri conteggi”. Il comitato di redazione parla di uno squilibrio evidente, già segnalato più volte all’azienda, e sottolinea che il quotidiano torinese, “sia in termini di vendite in edicola sia come qualità del prodotto, non merita questo trattamento”. Nel comunicato viene inoltre affermato che la situazione rappresenterebbe la conferma di una mancata valorizzazione del giornale: “Questo è un fatto che ci ferisce, che ci indigna profondamente, che riconferma un dato di fatto per noi incontrovertibile, ovvero che la nostra concessionaria di pubblicità – ma crediamo che in ultima analisi la responsabilità sia del gruppo editoriale nella sua interezza – non valorizza come secondo noi dovrebbe fare il ‘prodotto La Stampa’”. Nel testo si fa riferimento anche alle trattative in corso all’interno del gruppo, che secondo il Cdr porterebbero allo smantellamento di quello che era stato presentato come il più grande gruppo editoriale del Paese. Vengono citati l’azionista Exor e il gruppo Gedi: “Sia l’azionista Exor, che lascia il campo in maniera ai nostri occhi indecorosa per come si è sviluppata la vicenda, sia Gedi hanno evidentemente fallito la loro missione”. Nel comunicato viene ricordato che il settore editoriale ha attraversato anni complessi, inclusa la pubblicità, ma anche che il lavoro di centinaia di giornalisti e poligrafici sarebbe coinvolto direttamente da queste dinamiche. Il Cdr riferisce infine di aver chiesto spiegazioni all’azienda e alla concessionaria Manzoni. La risposta ricevuta, secondo quanto riportato, indica che nel mese di gennaio la raccolta pubblicitaria, sia locale sia nazionale, sarebbe in linea con quella dell’anno precedente. Manzoni avrebbe dichiarato di garantire “attenzione massima alla raccolta a favore della nostra testata senza alcun tipo di discriminazione” e di essere disponibile a confronti periodici con la redazione per affrontare eventuali disallineamenti futuri. Il comitato di redazione afferma che continuerà a monitorare la situazione e a segnalare eventuali anomalie riscontrate.

La Stampa, il Cdr: “Garanzie insufficienti sull’occupazione”

redazione della Stampa

Nel primo pomeriggio di martedì 20 gennaio 2026 l’editore ha comunicato ai rappresentanti dei giornalisti l’avvio di una trattativa esclusiva per la cessione de La Stampa al gruppo Sae guidato da Leonardis, aprendo una nuova fase nel futuro del quotidiano. La comunicazione è arrivata durante un incontro urgente tra i vertici di Gedi e Gnn e il Cdr, cioè il comitato che rappresenta i giornalisti. L’editore ha spiegato che sta parlando solo con un possibile compratore alla volta e che ha scelto il gruppo Sae invece dell’offerta presentata dal gruppo Nem di Enrico Marchi. La motivazione data dall’azienda è che Sae è un editore già attivo nel mondo dei giornali e ha presentato un piano industriale considerato solido, capace di unire più testate per renderle sostenibili insieme, creando quella che viene definita una “massa critica”. Il Cdr de La Stampa ha riportato le parole ricevute dall’azienda spiegando che, di fronte ai dubbi sulla forza economica del gruppo Sae nel lungo periodo, i vertici hanno risposto che Leonardis sta cercando nuovi soci nel territorio del Nord Ovest. Si tratterebbe anche di soggetti istituzionali, ma senza indicare nomi precisi. Il presidente di Gedi, Ceretti, e l’amministratore delegato Comuzzo hanno comunque espresso un atteggiamento definito “positivo” rispetto alla possibilità che questi partner entrino in futuro nella società. I giornalisti, però, hanno fatto sapere che le informazioni ricevute non sono state ritenute sufficienti. Secondo il Cdr, mancano garanzie chiare sulle capacità finanziarie del gruppo Sae, sulla tutela dei livelli occupazionali e sulla conferma dell’attuale organizzazione delle redazioni. Inoltre, non sono stati forniti dettagli sul piano industriale che dovrebbe spiegare come il giornale potrà crescere e svilupparsi negli anni successivi. Alla luce di questa situazione, il Cdr ha annunciato la convocazione di un’assemblea della redazione per mercoledì 21 gennaio 2026, un momento in cui tutti i giornalisti potranno essere informati e confrontarsi sugli sviluppi legati alla possibile vendita del quotidiano. (In foto, la redazione della Stampa)

Cessione La Stampa, Sae supera Nem nella trattativa: proposti 22.5 milioni di euro

La Stampa

Il gruppo Gedi ha comunicato oggi al direttore e al comitato di redazione del quotidiano La Stampa di aver avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo Sae spa per la possibile cessione della testata. L’operazione riguarda La Stampa, gli asset collegati e le attività di printing. L’offerta presentata da Sae, guidata da Alberto Leonardis, ammonta a 22,5 milioni di euro, una cifra superiore a quella avanzata da Nem – Nord Est Multimedia, pari a 15 milioni di euro. Con questa proposta, Sae ha superato Nem, il gruppo editoriale guidato da Enrico Marchi, che fino alla scorsa settimana risultava anch’esso interessato all’acquisizione del quotidiano torinese. La decisione di avviare una trattativa in esclusiva segna quindi un passaggio formale nel processo di valutazione delle offerte ricevute da Gedi. Il gruppo Sae non è nuovo a operazioni di questo tipo. Negli anni passati ha già acquisito da Gedi il controllo di diverse testate locali, tra cui Il Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, La Nuova Sardegna e, più recentemente, La Provincia Pavese. Queste operazioni hanno ampliato la presenza del gruppo nel settore dell’informazione locale e regionale. Sulla trattativa è intervenuto anche Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria. In una nota ha dichiarato: “L’apertura di una trattativa in esclusiva per la cessione del quotidiano torinese al Gruppo Sae, che ha già tra i suoi soci soggetti istituzionali locali, rappresenta una iniziativa strategica orientata a promuovere l’identità di un giornale ancorato al territorio”. Barachini ha definito “una buona notizia” l’interesse manifestato da più soggetti per la testata. Secondo il sottosegretario, “la scelta da parte di Gedi di privilegiare l’offerta del Gruppo Sae appare connessa a una proposta da parte del potenziale acquirente di puntare a un piano di sviluppo concreto e ambizioso”. Nella stessa dichiarazione ha aggiunto che Sae “si impegni a tutelare gli asset e dia garanzie occupazionali”.

Gedi, audizione in Parlamento sulla vendita delle testate

Gedi gruppo editoriale

Le richieste di garanzie sull’identità delle testate e sulla occupazione sono state portate in Parlamento dai rappresentanti dei giornalisti del Gruppo Gedi, ascoltati in audizione dalla commissione Cultura della Camera dei Deputati. L’incontro si è svolto martedì 20 gennaio 2026 ed è servito a chiarire cosa sta succedendo nella procedura di vendita di alcune importanti testate giornalistiche italiane. Durante l’audizione, i Comitati di redazione hanno spiegato che la vendita riguarda in particolare La Repubblica e La Stampa, due giornali storici del gruppo. Per La Repubblica l’interesse è arrivato dal gruppo greco Antenna, guidato dall’editore Theodore Kyriakou. Per La Stampa, invece, si sono fatti avanti Gruppo Nem e Gruppo Sae, già attivi nell’editoria locale. I rappresentanti sindacali hanno raccontato di aver chiesto tutele precise. “Abbiamo chiesto garanzie per l’identità della testata e per l’occupazione”, ha detto il Cdr di Repubblica. Secondo quanto riferito, inizialmente i vertici di Gedi avrebbero spiegato che non era possibile inserire clausole di questo tipo nella procedura di vendita. Successivamente, dopo interventi del governo e della politica, ai giornalisti sarebbe stato comunicato che la richiesta di garanzie era entrata nella trattativa, ma senza documenti ufficiali. “Per noi sono solo parole. Non abbiamo alcun tipo di documento che lo dimostri”, hanno aggiunto. I giornalisti hanno anche spiegato di aver tentato un contatto diretto con i rappresentanti del gruppo Kyriakou, senza successo. “Ci preoccupa il fatto che dalle ricerche fatte si tratta di un gruppo senza esperienze sulla carta”, hanno dichiarato, spiegando che il gruppo opera soprattutto in altri settori dei media. Nel corso dell’audizione è stata ricordata anche l’idea di creare una fondazione che possa controllare l’operato societario delle testate. “Un’idea già vagliata nel 2021 senza seguito. Andremo da un notaio nei prossimi giorni per dar vita a questo strumento”, hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori. Un altro punto affrontato riguarda la presenza del principe saudita Mohammed bin Salman come socio in una delle società del gruppo Kyriakou. Il Cdr ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che l’acquisto sarebbe effettuato da un’altra società del gruppo, precisando però che questo elemento non viene considerato risolutivo. Anche il Cdr de La Stampa ha segnalato criticità. “C’è poca trasparenza e tanta confusione”, hanno detto i rappresentanti, spiegando che non è chiara la struttura societaria del gruppo Kyriakou e che mancano dati sui fatturati nei diversi Paesi. Riguardo agli altri potenziali acquirenti, hanno aggiunto che le trattative potrebbero procedere in parallelo, ma che al momento non esiste un quadro definito. Le offerte di Nem e Sae, secondo quanto riferito, arrivano da realtà più piccole rispetto al gruppo attuale e pongono interrogativi sulla gestione di un quotidiano nazionale.

La Stampa verso la cessione, partita aperta tra SAE e NEM

La Stampa redazione

GEDI sta valutando la vendita de La Stampa, storico quotidiano fondato a Torino nel 1867, attraverso una trattativa separata che coinvolge più gruppi editoriali italiani all’inizio del 2026. Il giornale, con sede a Torino, non rientra nel pacchetto principale di asset oggetto di negoziazione da parte dell’imprenditore greco Thodōrīs Kyriakou, interessato ad altre testate del gruppo. Per questo motivo, La Stampa è al centro di un dossier autonomo, seguito direttamente da GEDI. Tra i soggetti che hanno manifestato interesse c’è SAE – Sapere Aude Editori, gruppo editoriale fondato da Alberto Leonardis. SAE è già attiva nel settore dei quotidiani locali e nazionali, con acquisizioni effettuate negli ultimi anni proprio da GEDI. Il gruppo ha espresso un interesse per La Stampa e si prepara, secondo le informazioni disponibili, a presentare una proposta di acquisto formale ma non vincolante entro metà gennaio 2026. Leonardis ha dichiarato: “Mi piace moltissimo, è il primo giornale che leggo al mattino e ha anche un marchio di grande prestigio”. L’operazione immaginata da SAE prevede il coinvolgimento di una cordata composta anche da realtà piemontesi, comprese fondazioni bancarie e investitori istituzionali del territorio. Le valutazioni economiche circolate in modo non ufficiale stimano un possibile valore di cessione intorno ai 40 milioni di euro. In caso di offerta formale, GEDI dovrebbe consentire l’accesso alla data room, avviando la due diligence, cioè l’analisi dettagliata dei conti e della struttura economica del quotidiano. Resta però pienamente in campo anche NEM – Nord Est Multimedia, gruppo editoriale guidato da Enrico Marchi. NEM è già proprietaria di diverse testate del Nord-Est, acquisite negli anni passati da GEDI. Il 7 gennaio 2026 il Consiglio di amministrazione del gruppo ha deliberato all’unanimità di dare seguito formale agli accordi già avviati con GEDI, annunciando la presentazione nei prossimi giorni di un’offerta non vincolante per La Stampa, con l’obiettivo di aprire una trattativa in esclusiva. Nel progetto di NEM sono coinvolti, oltre agli attuali soci, anche imprenditori e investitori istituzionali del Nord-Ovest. L’iniziativa mira a garantire una rappresentanza delle aree in cui La Stampa è storicamente radicata, mantenendo il ruolo del quotidiano come voce nazionale e territoriale. Non ha invece avuto seguito la proposta presentata dall’imprenditore italo-americano Salvatore Palella, fondatore di Helbiz ed editore de La Sicilia. L’offerta, pari a circa 25 milioni di euro e riferita a La Stampa e Huffington Post, è stata respinta. Oltre alla componente economica, avrebbe pesato la necessità di verifiche Antitrust, che avrebbero allungato i tempi dell’operazione. (In foto, la redazione de La Stampa)

La Stampa si ferma dopo l’annuncio di vendita

La Stampa redazione

Dopo l’annuncio della vendita delle attività editoriali da parte di Exor-Gedi, la redazione de La Stampa ha deciso mercoledì 10 dicembre di fermare l’uscita del quotidiano e bloccare gli aggiornamenti online fino alle 7 di giovedì 11 dicembre, spiegando di non aver ricevuto garanzie sul futuro del giornale, sui posti di lavoro e sulla solidità dei possibili acquirenti. La decisione arriva mentre proseguono le trattative con il gruppo greco Antenna e con altri potenziali compratori, in un quadro che i giornalisti definiscono difficile per una testata con 150 anni di storia. Nel comunicato diffuso dalla redazione si legge: “È una decisione sofferta, presa a termine di una lunga assemblea che conclude una giornata drammatica per la storia della nostra testata”. Secondo quanto riportato dai giornalisti, il comitato di redazione ha incontrato nel pomeriggio di mercoledì 10 dicembre i vertici del gruppo Gedi, tra cui il presidente Paolo Ceretti, l’amministratore delegato Gabriele Comuzzo, l’amministratore delegato di Gnn Corrado Corradi e il responsabile del personale Alessandro Bianco. Durante il confronto, spiegano, è stato confermato che tutte le attività editoriali controllate da Exor tramite Gedi sono in vendita. Nel comunicato si legge: “Con nostro grande sconcerto nel corso dell’incontro è stato confermato che tutte le attività editoriali che fanno capo a Exor tramite Gedi sono in vendita”. I giornalisti riferiscono che la trattativa con il gruppo greco AntennaUno è in corso da tempo e che, in parallelo, l’azienda sta cercando un acquirente specifico per La Stampa, poiché gli investitori greci non avrebbero manifestato interesse per la testata. L’obiettivo indicato sarebbe chiudere entrambe le operazioni nel giro di due mesi. La redazione sostiene di non aver ricevuto risposte su elementi ritenuti essenziali: “Rispetto alle nostre richieste non è stata data alcuna garanzia sul futuro della testata, sui livelli occupazionali, sulla solidità del potenziale compratore, sui destini delle attività messe in comune a livello di gruppo”. Nel comunicato viene sottolineato come siano coinvolti non solo il giornale ma anche le infrastrutture digitali, la produzione video e altre attività condivise a livello di gruppo, considerate fondamentali per il lavoro quotidiano. I giornalisti affermano che “in gioco c’è una testata che ha scritto la storia del giornalismo con un forte radicamento territoriale e una proiezione internazionale”. La redazione annuncia inoltre che reagirà alla situazione: “La redazione metterà in campo tutte le sue forze per difendersi con ogni mezzo da quello che considera un attacco senza precedenti alla sua dignità e a 150 anni di storia”. Nel comunicato viene citata anche una recente dichiarazione di John Elkann: “A tutti coloro che conoscono e apprezzano il modo in cui La Stampa fa giornalismo, e anche a tutti coloro che hanno provato a colpire questo giornale, si può rispondere con chiarezza: La Stampa continuerà a informare i suoi lettori come ha sempre fatto con rigore, serietà e indipendenza”. I giornalisti aggiungono: “Al contrario dell’editore, noi crediamo ancora in queste parole”. (In foto, la redazione della Stampa)