Tg1, in arrivo un canale YouTube sul modello Bbc

Chiocci

Il Tg1 aprirà un canale YouTube ispirato al modello della Bbc, con contenuti pensati appositamente per un pubblico che oggi l’informazione tradizionale fatica a raggiungere. Lo ha annunciato il direttore Gian Marco Chiocci durante il convegno “Le sfide dell’informazione”, in corso alla Camera dei deputati. “Prossimamente apriremo anche noi un canale YouTube sul modello della Bbc, con prodotti ad hoc per un mondo che l’informazione non copre”, ha spiegato Chiocci, sottolineando come la televisione sia un sistema in continuo cambiamento e come sia necessario restare aggiornati. Il direttore ha ricordato che il Tg1 fino a tre anni fa non era presente sui social network. Da quel momento è stato avviato un lavoro parallelo tra informazione televisiva e contenuti digitali, con l’obiettivo di intercettare i giovani che non seguono la tv. “Ho provato a vedere se i giovani che non guardano la tv potevano essere attratti dai contenuti social”, ha detto Chiocci, definendo l’operazione una scommessa. I risultati indicati parlano di oltre un miliardo e duecento milioni di visualizzazioni in un anno, con una platea in costante crescita. Secondo Chiocci, il pubblico che segue il Tg1 sui social è composto in larga parte da utenti fino ai 35 anni, una fascia che oggi interagisce sempre più attraverso piattaforme digitali. In questo contesto, ha spiegato, la Rai è chiamata a confrontarsi con nuovi linguaggi e fenomeni capaci di raggiungere numeri molto elevati. Il direttore ha attribuito i risultati del Tg1 alla scelta di non fermarsi alla semplice notizia, ma di approfondire i fatti. “Il successo del Tg1 è dovuto al fatto che i nostri giornalisti insieme al direttore hanno capito che non bisogna fermarsi alla notizia, bisogna andare a fondo ovunque e non fermarsi alle apparenze”, ha affermato. Questo approccio, ha aggiunto, sta producendo effetti sia sugli ascolti televisivi sia sulle visualizzazioni online, anche per temi complessi come la cronaca nera. Chiocci ha inoltre raccontato di aver tentato di eliminare il cosiddetto “pastone” politico, senza riuscirci. “Ho avuto l’ambizione di abolire il famoso ‘pastone’, ma ho perso la scommessa. Ci ho provato, ma non era ‘aria’”, ha dichiarato. (In foto, Gian Marco Chiocci)

Gian Marco Chiocci lascia il Tg1, sarà portavoce di Giorgia Meloni dal 15 settembre

Chiocci e Meloni

Il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci diventerà il nuovo portavoce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La notizia è stata diffusa oggi da Il Foglio e trova conferme sia a Palazzo Chigi sia all’interno della Rai. L’ingresso di Chiocci nello staff della premier dovrebbe avvenire dal 15 settembre, ma non si esclude un’accelerazione dei tempi. La decisione arriva dopo settimane di valutazioni e di incontri riservati per definire il futuro della comunicazione istituzionale della presidente del Consiglio. Tuttavia, in una dichiarazione all’Adnkronos, Chiocci ha precisato: “Io portavoce di Meloni? Allo stato non c’è nulla, informerei prima l’azienda”. Secondo fonti vicine alla maggioranza, la scelta di Meloni nasce dall’esigenza di rafforzare la strategia comunicativa del governo in vista dei prossimi appuntamenti politici. L’autunno porterà infatti un calendario fitto, con la tornata elettorale delle regionali e diversi dossier aperti sul fronte internazionale. Chiocci, considerato figura di massima fiducia della premier, è ritenuto un professionista capace di gestire scenari complessi e media nazionali e internazionali. L’ipotesi di un passaggio a Palazzo Chigi circolava da tempo, ma fino a pochi giorni fa Meloni valutava con cautela l’operazione. Non per motivi professionali, poiché tra i due c’è un rapporto consolidato e di reciproca stima, ma per la necessità di individuare un nuovo direttore del Tg1 che possa garantire continuità alla principale testata giornalistica della Rai. Il “casting” per la direzione è già iniziato e il cambio è considerato imminente. Chiocci, nato a Gubbio, ha una lunga carriera da cronista e direttore. Ha lavorato per anni al Giornale, dove firmò lo scoop sulla casa di Montecarlo di Gianfranco Fini nel 2010. Ha diretto Il Tempo e Adnkronos prima di approdare al Tg1 nel maggio 2023. Durante il suo mandato alla guida del telegiornale, ha realizzato interviste e inchieste che hanno segnato passaggi delicati per l’informazione, come il colloquio televisivo con Gennaro Sangiuliano, che portò a conseguenze politiche rilevanti. Tuttavia, il periodo è stato segnato anche da tensioni interne, culminate con il sorpasso del Tg5 nell’edizione serale del 28 agosto. Accanto a Chiocci resterà Fabrizio Alfano, attuale capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, che continuerà a seguire la gestione dei rapporti con la stampa italiana e internazionale. Alfano, con un passato all’Agi e come portavoce di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera, ha già coordinato la comunicazione di Meloni negli ultimi due anni e continuerà a farlo. (In foto, la premier Meloni e Gian Marco Chiocci)

Affari Tuoi ispira la festa di Natale organizzata dal TG1

Il TG1 celebra il Natale con una festa originale, ispirata al celebre programma televisivo Affari Tuoi, condotto da Stefano De Martino. Durante l’evento, i giornalisti si sono riuniti negli Studi Rai di Saxa Rubra, a Roma, per respirare un’atmosfera natalizia diversa dal solito. Muniti dei tradizionali pacchi, i partecipanti hanno vestito i panni dei “pacchisti” e si sono divisi per redazioni, sostituendo le consuete Regioni protagoniste del gioco. Al timone della serata, il direttore del TG1, GianMarco Chiocci, che ha interpretato il ruolo del conduttore, richiamando l’ironia e lo stile di De Martino. A immortalare la serata sono stati vari giornalisti della testata, che hanno condiviso alcune immagini sui social. Nonostante il clima di festa e l’entusiasmo dei partecipanti, il contenuto dei pacchi è rimasto un mistero, lasciando spazio all’immaginazione. La festa è stata un’occasione per unire le diverse redazioni e celebrare lo spirito natalizio in un modo unico e divertente, dimostrando come Affari Tuoi abbia conquistato non solo il pubblico, ma anche chi lavora dietro le quinte dell’informazione italiana.

Cda Rai: Chiocci resta al Tg1 e celebra il primato social

Gian Marco Chiocci è stato nuovamente nominato direttore del Tg1, una decisione presa questa mattina dal Cda Rai. La votazione ha registrato un ampio consenso, con l’eccezione del consigliere Roberto Natale (quota Avs), che ha espresso parere contrario, e di Davide Di Pietro, eletto dai dipendenti Rai, che si è astenuto. Il mandato di Chiocci, strettamente collegato a quello dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, terminerà 60 giorni dopo la fine dell’incarico di quest’ultimo. Nel frattempo, il Tg1 celebra un importante traguardo digitale: il primato social, che ne conferma il successo anche sulle piattaforme online. La classifica, elaborata da Sensemakers in collaborazione con Primaonline.it dimostra che il Tg1 torna a primeggiare nelle classifiche social di ottobre, superando il Tg La7 di Enrico Mentana. Con 780 mila interazioni (il doppio rispetto a settembre) e 26,8 milioni di video views, il Tg1 conquista la vetta sia per interazioni che per visualizzazioni, staccando la concorrenza. La strategia del Tg1 punta su TikTok, dove la media di interazioni per contenuto è passata da circa 6.000 a oltre 10.000. Questo ha consentito al notiziario di pubblicare il post più seguito in assoluto su TikTok, consolidando la propria leadership.  

Chiocci rimuove Capparelli dello Speciale su Trump

Gabriella Capparelli Tg1

Il direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, ha rimosso Maria Gabriella Capparelli, sindacalista e giornalista di lunga data, dalla conduzione dello speciale sull’attentato a Donald Trump. Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, denuncia l’azione come una ritorsione contro chi svolge attività sindacale. Viale Mazzini, sede della Rai, ha prontamente replicato, definendo l’accusa “infondata”. LA DENUNCIA DI USIGRAI Usigrai ha accusato Chiocci di aver escluso Capparelli dalla conduzione senza alcuna spiegazione valida, nonostante fosse già in redazione pronta a coprire l’evento come da programma. “È la logica dei tempi che corrono in Rai dopo la presa dell’azienda da parte di una dirigenza che usa il potere acquisito contro chiunque la pensi in modo diverso da loro”, ha dichiarato il sindacato in una nota ufficiale. Il sindacato ha inoltre ricordato come Chiocci, durante lo sciopero del 6 maggio indetto per protestare contro le ingerenze governative nella linea editoriale della Rai, abbia festeggiato la scarsa partecipazione come una vittoria contro il “sindacato rosso”. Usigrai ha evidenziato che Capparelli, che il 19 aprile era considerata adatta per condurre uno speciale sugli Esteri, è stata ora estromessa poco dopo che il sindacato ha depositato un ricorso contro l’azienda per comportamento antisindacale. LA RISPOSTA DI VIALE MAZZINI Viale Mazzini ha risposto con una nota ufficiale, negando qualsiasi intento di ritorsione. “La notizia dell’attentato all’ex presidente Trump è arrivata dopo la mezzanotte e ha tenuto impegnata per tutta la notte parte della direzione del Tg1″, si legge nella nota. “L’organizzazione di uno speciale di tre ore e mezza, a partire dalle ore 7 del mattino, ha visto impegnati tutta la redazione Esteri e parte della redazione Cronaca“. Secondo l’azienda, la scelta della conduzione è ricaduta sulla redazione competente per i temi di politica internazionale, con il capo redattore Oliviero Bergamini e la capo servizio-conduttrice della redazione Esteri Perla di Poppa. “La collega Capparelli, stimata e apprezzata, ha condotto regolarmente il TgLis, spazio di informazione che non poteva essere inglobato nello Speciale”. CLIMA DI GESTIONE ARBITRARIA Usigrai ha concluso la sua denuncia descrivendo un clima di gestione arbitraria che mortifica la qualità professionale e danneggia l’azienda e il sindacato. “Difficile pensare che si tratti di coincidenze se non vi sono motivi che possano giustificare decisioni che di fatto mortificano la qualità professionale della collega”, ha affermato il sindacato. POLITICIZZAZIONE DELLA RAI La gestione della Rai è accusata di essere pesantemente influenzata da interessi politici. Un esempio è il recente “buco” di Rai News 24 sulle elezioni francesi, durante il quale venne trasmesso un festival culturale della destra con la partecipazione del direttore Petrecca. Alessandro Casarin, direttore del Tgr, ha ulteriormente esacerbato la situazione commentando sarcasticamente l’attentato a Trump: “Quattro ore di diretta. Attese paginate su quotidiani e comunicati e interrogazioni in Vigilanza”.

Tg1 di Chiocci sulla cresta dell’onda digitale

logo Tg1

Sotto la guida di Gian Marco Chiocci, il Tg1 abbraccia la rivoluzione digitale, adottando strategie mirate e contenuti coinvolgenti per catturare l’attenzione di un pubblico sempre più vasto sui social media. Durante il Festival di Sanremo, il profilo del telegiornale su TikTok ha registrato un notevole incremento di follower, superando quota 30.000, grazie a contenuti creativi e tempestivi. Su Instagram, i video celebrativi dedicati ai successi sportivi di Sinner hanno ottenuto ampi consensi, rafforzando il legame con il pubblico giovane. L’intervista esclusiva al presidente ucraino su Twitter ha suscitato un vivace interesse, generando oltre 3.000 interazioni e dimostrando l’efficacia della strategia del Tg1 nel proporre contenuti rilevanti e di qualità su diverse piattaforme. Inoltre, il recente debutto del telegiornale su Threads ha portato a una rapida crescita del seguace, con 198 post pubblicati e 21.000 follower guadagnati in soli due mesi. Questo impegno digitale ha catapultato il Tg1 al vertice delle classifiche di visualizzazioni video, superando rivali come il Tg2 e Tg La7, con un totale di 20,7 milioni di visualizzazioni, confermando il ruolo di leader nel panorama dell’informazione digitale.