The Guardian aumenta i ricavi con meno clic, grazie a donazioni e abbonamenti dei lettori fedeli

Adriana Whiteley e Liz Wynn

A Londra, durante l’evento Future of Media Trend organizzato da Press Gazette, Liz Wynn, responsabile dei ricavi dei sostenitori di The Guardian, ha spiegato che il giornale britannico sta vivendo un periodo di crescita economica proprio nei momenti in cui registra meno traffico online. Come riportato da PressGazette, Wynn ha dichiarato che il gruppo “sta diventando meno dipendente dalle visualizzazioni di pagina giornaliere” e che “alcuni dei nostri giorni con maggiori ricavi coincidono con un traffico piuttosto basso”. Secondo i dati diffusi, nel periodo compreso tra marzo 2024 e marzo 2025, The Guardian ha registrato un aumento del 22% nei ricavi digitali dei lettori, passati da 88 a 107 milioni di sterline, e una crescita del 13% del numero di sostenitori digitali, arrivati a 1,3 milioni. Wynn ha ricordato che il successo deriva dal contributo del “2,4% dei nostri oltre 100 milioni di lettori mensili che decidono di sostenerci ogni anno”, sottolineando quanto sia “fondamentale” il loro supporto economico per garantire la sopravvivenza del giornalismo indipendente. La strategia del quotidiano si basa sempre meno sul numero di visite al sito e sempre più su canali di marketing diversificati, che comprendono campagne via e-mail, messaggi posizionati alla fine degli articoli e iniziative definite “momenti di campagna”, pensate per stimolare il sostegno diretto dei lettori. L’email marketing è oggi uno degli strumenti più efficaci per la testata, insieme ai banner, intestazioni e messaggi personalizzati che appaiono durante la lettura. Dal 2016, The Guardian invita i propri utenti a contribuire economicamente, inizialmente attraverso messaggi statici alla fine degli articoli che generavano fino all’80% dei ricavi dei lettori. Oggi, grazie a un approccio multicanale più sofisticato, le entrate dipendono meno dal traffico quotidiano e più da una comunicazione costante e mirata. Wynn ha spiegato che il giornale ha imparato a “dissociare la propria dipendenza dall’agenda delle notizie”, creando campagne legate a eventi ricorrenti come la Giornata mondiale della libertà di stampa o la copertura dei temi climatici, per mantenere viva la connessione con i lettori indipendentemente dall’attualità. Attualmente, il 64% dei finanziamenti di The Guardian proviene dai lettori, attraverso abbonamenti, donazioni e vendite in edicola. L’editore ha semplificato l’esperienza di sostegno unendo le due opzioni “Dona” e “Abbonati” in un unico pulsante “Sostieni”, che offre diverse modalità per contribuire, dalle donazioni una tantum agli abbonamenti periodici. Wynn ha ricordato che “le donazioni regolari, mensili o annuali, sono il modo più efficace per sostenere il Guardian”, e che la crescita degli abbonamenti è trainata dai prodotti digitali come l’app Feast e l’app premium, che permette di leggere un numero maggiore di articoli rispetto alla versione gratuita. L’editore utilizza anche strumenti per controllare la frequenza dei messaggi di richiesta di contributo, evitando un eccesso di notifiche: “Riconosciamo un punto di rendimento decrescente e applichiamo dei limiti”, ha spiegato Wynn, invitando i lettori abituali a iscriversi per non ricevere ulteriori inviti. Durante lo stesso evento, Adriana Whiteley, direttrice di FT Strategies, società legata al Financial Times, ha raccontato i risultati positivi dei paywall personalizzati. Questo sistema adatta il messaggio di abbonamento in base ai comportamenti di ogni utente. Nei primi test, ha spiegato Whiteley, “il tasso di conversione è aumentato del 36%, e i dati più recenti mostrano un incremento fino al 290%”. Whiteley ha aggiunto che la personalizzazione ha successo perché le persone sono “più propense ad abbonarsi” se “vedono qualcosa che ricordano“, come un articolo che hanno già letto. Il sistema analizza le abitudini di lettura, i tempi di permanenza e gli interessi per proporre offerte mirate. L’intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale in questo processo, ma, ha precisato, “gli esseri umani restano responsabili dei contenuti e delle decisioni editoriali”. L’IA viene impiegata per suggerire titoli, ottimizzare il marketing e classificare gli articoli negli archivi, così da comprendere meglio il pubblico e accelerare le analisi dei dati. Sia per The Guardian sia per il Financial Times, la direzione è chiara: rendere sostenibile il giornalismo digitale puntando sul coinvolgimento diretto dei lettori, sulla personalizzazione dei contenuti e su strategie di marketing multicanale capaci di ridurre la dipendenza dal traffico giornaliero e dalla pubblicità tradizionale. (In foto: Adriana Whiteley e Liz Wynn)

Martin Wolf, editorialista del Financial Times, vittima di truffa deepfake

Martin Wolf FT

Martin Wolf, editorialista del Financial Times e tra i più noti giornalisti economici al mondo, è stato vittima di una sofisticata truffa online basata su un deepfake diffuso sui social media. Il raggiro è emerso a marzo, quando alcuni conoscenti del giornalista hanno segnalato video in cui un falso Wolf invitava gli utenti a unirsi a un gruppo WhatsApp per investimenti finanziari. I contenuti erano stati promossi su Facebook e Instagram attraverso annunci pubblicitari a pagamento. I video, realizzati con tecnologie di intelligenza artificiale, replicavano con realismo il volto e la voce del giornalista, inducendo centinaia di migliaia di utenti a credere all’autenticità del messaggio. Secondo i dati raccolti dalla Ad Library di Meta, le inserzioni contraffatte hanno raggiunto oltre 970.000 utenti solo nell’Unione Europea. L’obiettivo della truffa era attrarre uomini e donne over 45 all’interno di un gruppo WhatsApp denominato “Global Stock Elite Club”, dove venivano diffuse presunte analisi finanziarie con promesse di rendimenti fino al 150%. In realtà, si trattava di uno schema “pump and dump”, ovvero una manipolazione artificiale del valore di titoli reali — come Hims & Hers Health Inc, quotata al New York Stock Exchange — per poi rivenderli rapidamente lasciando gli investitori con azioni svalutate. I truffatori hanno utilizzato anche pagine Facebook falsificate, alcune delle quali rinominate “Martin Wolf”, per dare credibilità alla truffa. Alcuni annunci risultano ancora attivi, nonostante la rimozione di altri da parte di Meta, che monetizza queste inserzioni pur sostenendo di impiegare tecnologie di riconoscimento facciale per rimuovere i contenuti fraudolenti. Wolf, nell’articolo pubblicato sul Financial Times, ha evidenziato come la piattaforma non sia riuscita a bloccare in modo efficace la diffusione del contenuto, pur essendo stata allertata. I contatti WhatsApp utilizzati per la truffa erano associati a numeri del Regno Unito, e il gruppo era accessibile solo tramite invito. Gli amministratori, celati dietro profili fittizi, erano gli unici autorizzati a scrivere, mentre gli altri partecipanti potevano solo visualizzare e reagire. I messaggi proponevano un periodo di prova gratuito, durante il quale si cercava di guadagnare la fiducia degli utenti con grafici alterati e loghi di società finanziarie reali, non coinvolte nel raggiro. La truffa ha riguardato anche altri volti noti, inclusi personaggi pubblici italiani come Fabio Fazio, Enrico Mentana, Mara Venier, Giovanna Botteri e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In tutti i casi, deepfake e annunci sponsorizzati sono stati impiegati per costruire messaggi ingannevoli. Le piattaforme di Meta risultano centrali nella dinamica di diffusione, in quanto veicolo primario dei contenuti. Secondo Wolf, è lecito domandarsi se il colosso tecnologico sia incapace di identificare in tempo questi abusi o se, invece, non ci provi nemmeno.

Unione Europea contro Meta: inchiesta su possibili violazioni digitali

Bandiera Unione Europea

La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale per valutare se Meta, il fornitore di Facebook e Instagram, abbia violato la legge europea sui servizi digitali (DSA) in merito alla protezione dell’integrità delle elezioni europee. Tre sono gli aspetti sui quali la Commissione ha richiesto urgentemente una risposta da parte di Meta: Innanzitutto, la Commissione sospetta che Meta non rispetti gli obblighi del DSA riguardanti la diffusione di pubblicità ingannevole, campagne di disinformazione e comportamenti non autentici coordinati nell’Unione Europea. Questa proliferazione di contenuti può rappresentare un rischio per il discorso civico, i processi elettorali, i diritti fondamentali e la protezione dei consumatori. In secondo luogo, la Commissione contesta la strategia di Meta riguardante l’approccio ai contenuti politici, che sembra declassare tali contenuti nei sistemi di raccomandazione di Instagram e Facebook, inclusi i loro feed. L’indagine si concentrerà sulla conformità di questa politica agli obblighi di trasparenza e di ricorso degli utenti, nonché sui requisiti di valutazione e mitigazione dei rischi per il discorso civico e i processi elettorali. Infine, la terza area di interesse riguarda l’indisponibilità di un efficace strumento terzo di monitoraggio in tempo reale del discorso civico e delle elezioni, in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo e di altre consultazioni in vari Stati membri. Meta sta infatti valutando il deprezzamento di “CrowdTangle”, uno strumento di analisi pubblica che consente il monitoraggio delle elezioni in tempo reale da parte di ricercatori, giornalisti e società civile. La Commissione sospetta che il meccanismo di segnalazione dei contenuti illegali di Meta non sia conforme agli obblighi del DSA. La risposta da parte di Meta è attesa entro cinque giorni lavorativi. L’avvio di questo procedimento formale consente alla Commissione di adottare ulteriori misure, come misure provvisorie e decisioni di non conformità. Inoltre, la Commissione ha la facoltà di accettare gli impegni assunti da Meta per affrontare le questioni sollevate nel procedimento. L’anticipazione di questo procedimento è stata riportata dal Financial Times, evidenziando le preoccupazioni di Bruxelles riguardo alla gestione degli sforzi della Russia per minare le elezioni europee. In caso di violazione del DSA, Meta potrebbe essere multata fino al 6% del suo fatturato annuo globale. Meta ha dichiarato di avere un processo consolidato per identificare e mitigare i rischi sulle proprie piattaforme e si è detta ansiosa di continuare la collaborazione con la Commissione europea per fornire ulteriori dettagli su questo lavoro.

TikTok, record di ricavi: in corsa per il trono dei Social Media

TikTok

Nel 2023, TikTok, l’app di condivisione video di ByteDance, ha segnato un traguardo impressionante, raggiungendo la cifra record di 16 miliardi di dollari di ricavi negli Stati Uniti. Questa notizia, riportata dal Financial Times, ha scatenato un’ondata di interesse e speculazione riguardo al futuro del panorama dei social media. Secondo il Financial Times, la holding cinese ByteDance, proprietaria di TikTok, potrebbe presto superare Meta (precedentemente conosciuta come Facebook) come il maggiore social media per ricavi. Nel complesso, nel 2023, ByteDance ha previsto di incassare circa 120 miliardi di dollari, registrando una crescita del 40%, gran parte della quale è attribuita alla spinta di TikTok. Tuttavia, mentre TikTok continua a dominare il mercato dei social media, ci sono nuvole scure all’orizzonte. In America, la politica si è mossa rapidamente, sollevando preoccupazioni riguardo alla sicurezza dei dati e alla gestione delle informazioni personali. In risposta a queste preoccupazioni, esistono voci sempre più forti riguardo alla possibilità di un blocco dell’app nel caso in cui ByteDance non ceda la sua proprietà entro sei mesi. È emerso che Steve Mnuchin, l’ex segretario al Tesoro americano, sta lavorando attivamente alla formazione di un consorzio di investitori americani interessati all’acquisizione di TikTok. Secondo stime riportate dal Financial Times, il prezzo dell’app potrebbe superare i 180 miliardi di dollari, riflettendo sia il suo valore intrinseco che la sua importanza strategica nel mercato dei social media. L’ascesa di TikTok e le questioni politiche che la circondano pongono domande cruciali sul futuro del panorama dei social media. Con la sua impressionante crescita e la sua influenza sempre maggiore, TikTok sembra destinato a rimanere un attore chiave nel mondo digitale. Tuttavia, le sfide politiche e regolamentari potrebbero minacciare la sua supremazia e ridefinire radicalmente il panorama dei social media nei prossimi anni.

Fattoretto Agency: una stella dell’eccellenza Seo in Europa

Fattoretto Agency

Fattoretto Agency, l’agenzia italiana leader nel campo della Seo data driven, brilla tra le stelle dell’eccellenza europea conquistando il prestigioso 725° posto nella classifica FT 1000 del Financial Times. Questa classifica, curata dal Financial Times in collaborazione con Statista, evidenzia le imprese che hanno registrato la maggiore crescita nel Vecchio Continente. Il risultato di Fattoretto Agency è una testimonianza tangibile del suo impegno e della visione strategica, segnando un importante traguardo dopo il recente premio Leader della Crescita 2024 de Il Sole 24 Ore. L’agenzia ha conseguito un notevole tasso di crescita assoluta del 223% nel periodo 2019-2022, portando il suo fatturato da 564.000 a oltre 1,8 milioni di euro. Massimo Fattoretto, Ceo e fondatore di Fattoretto Agency, commenta con orgoglio: “Siamo estremamente onorati di entrare nella classifica FT 1000. Questo riconoscimento testimonia il nostro impegno costante verso l’innovazione e l’eccellenza nel campo della Seo”. La strategia di Fattoretto Agency va oltre la Seo tradizionale, con lo sviluppo di FattoBoost, un innovativo strumento proprietario che integra dati da Google Search Console e piattaforme leader come Semrush e DataforSeo. Questo approccio data driven consente decisioni di business basate su analisi dati complete, trasformando gli specialisti Seo in consulenti aziendali di valore. I clienti di Fattoretto Agency spaziano da settori come l’ecommerce alla finanza, includendo marchi rinomati come Replay, Gruppo Aeffe, Matilde Vicenzi, Eurospin, Lago e Banca Mediolanum. La presenza in questa lista prestigiosa è un indicatore della qualità e dell’efficacia del lavoro svolto dall’agenzia. La classifica FT 1000, alla sua ottava edizione, richiede un tasso di crescita medio annuo minimo del 36,3% per l’inclusione. Quest’anno, la presenza di Fattoretto Agency riflette la sua resilienza e la capacità di innovare anche in un contesto economico difficile, segnato dagli impatti della pandemia da Covid-19, dall’instabilità energetica e dall’inflazione. L’agenzia incarna le qualità che hanno permesso a eccellenze europee di prosperare in tempi incerti, dimostrando che con le giuste strategie e un impegno verso l’innovazione, le aziende possono raggiungere risultati notevoli. L’importanza dell’IT e del software, evidenziata dalla presenza dominante di queste categorie nella classifica FT 1000, sottolinea il ruolo cruciale della digitalizzazione e dell’analisi dei dati nel successo aziendale moderno. La presenza nella classifica FT 1000, la crescita del fatturato, i clienti di rilievo e il premio Leader della Crescita 2024 consolidano la posizione di Fattoretto Agency come una delle agenzie Seo più innovative e performanti in Europa, confermando il suo status di punto di riferimento nel panorama aziendale internazionale.