Davide Vecchi al vertice: nuovo direttore editoriale dell’Agenzia Dire

L’Agenzia di stampa Dire annuncia il suo nuovo direttore editoriale: Davide Vecchi. Giornalista di lunga esperienza, con un passato illustre nelle redazioni de Il Tempo, Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano e Adnkronos, Vecchi porta con sé un bagaglio di competenze e una visione chiara per rinnovare l’offerta di servizi dell’Agenzia. Il comunicato, pubblicato sul sito web della Dire, evidenzia il ruolo cruciale che Vecchi avrà nel rendere il marchio Dire più competitivo nel mercato dell’informazione primaria. Con la sua esperienza consolidata nella cronaca politica e giudiziaria, Vecchi si propone di rafforzare il ruolo della Dire come agenzia di stampa nazionale di rilievo in Italia. Il nuovo direttore editoriale non nasconde la sua determinazione nel cogliere questa nuova sfida. Nel commentare la sua nomina, Vecchi dichiara: “Sono contento di intraprendere questa nuova sfida, motivato e convinto di sostenere il progetto di rilancio aziendale avviato dall’editore Stefano Valore. Credo che la Dire abbia un potenziale enorme, partendo dal consolidamento e dal rafforzamento del ruolo di agenzia di stampa nazionale tra le più importanti d’Italia”. Il sostegno e l’entusiasmo per questa nuova direzione editoriale sono evidenti anche nelle parole dell’editore Stefano Valore di Villanueva de Castellòn. “Il mio più caloroso benvenuto in squadra a Davide Vecchi, un nome importante nel panorama editoriale italiano. Sono certo che ci darà una grossa mano a rilanciare l’immagine della Dire. L’obiettivo è fare la differenza, ogni giorno sempre di più”, ha dichiarato Valore. Inoltre, Vecchi si impegnerà non solo a migliorare la qualità e la competitività dell’Agenzia di stampa Dire, ma anche a organizzare eventi e confronti tematici, partecipando attivamente a momenti pubblici che coinvolgeranno l’agenzia.
Il Tempo cambia direttore: arriva Tommaso Cerno

Davide Vecchi lascia la direzione de ‘Il Tempo’, alla guida arriva Tommaso Cerno. Nell’editoriale di addio del direttore Davide Vecchi, pubblicato oggi sul giornale, si legge: Questo è l’ultimo numero de Il Tempo che firmo come direttore responsabile. Dopo due anni esatti lascio Piazza Colonna. Ventiquattro mesi in cui molto è stato fatto. Questo giornale è una comunità, con valori e principi saldi nella tradizione e nella storia del nostro Paese, della nostra Patria. Siamo semplicemente fedeli a determinati principi per noi insindacabili. Per dire, la vicenda manganelli. È sbagliato alzarli contro studenti minorenni ma è ben più grave che studenti minorenni si permettano di sfidare le forze dell’ordine e i confini stabiliti dalle regole del vivere civile rappresentati da quelle forze dell’ordine. Siamo sempre a Valle Giulia vista da Pasolini. In questi due anni mi hanno bollato in ogni modo. Senza sapere fossero tutti complimenti. Perché ho condiviso le politiche del governo Meloni e ho sempre usato il buon senso. Quando ho difeso Andrea Giambruno, convinto (e lo sono ancora) che nulla abbia fatto di male da meritarsi tanta acredine e accanimento mediatico: c’è ben altro di cui occuparsi. Quando ho preso le parti del ministro Francesco Lollobrigida, scendere da un treno per rispettare gli impegni istituzionali con una comunità (quella di Caivano) per decenni dimenticata e abbandonata dallo Stato è un dovere, non un demerito. O quando ho condiviso le scelte di Matteo Salvini, per ultima quella di fare visita a Denis Verdini: comportamenti da uomo che rispetta le persone. Ma capisco che molti siano abituati ormai a politici banderuola, che agiscono e scelgono di apparire solo come/quando/dove fa comodo per avere applausi. Io invece credo fortemente nella coerenza e nel rispetto delle proprie idee. A prescindere dal consenso che queste portano. E solo chi è mosso da principi concreti riesce a essere tenace nel perseguirli contro tutto e tutti. Chi arriverà dopo di me troverà un gruppo di giornalisti affiatato, capace di lavorare in squadra. Un gruppo di giornalisti che rappresenta oggi la storia e l’anima de Il Tempo. E che sono certo saprà aiutare e sostenere il nuovo corso del nuovo direttore, Tommaso Cerno, un collega con lunga esperienza anche politica e che saprà sicuramente trovare gli strumenti per proseguire a proiettare nel futuro questo giornale rispettandone principi e valori fondanti. A voi lettori de Il Tempo grazie. In foto, Palazzo Wedekind, sede del quotidiano a Roma.