Corriere della Sera celebra 150 anni con una moneta speciale

La nuova collezione numismatica 2026 della Repubblica italiana è stata presentata a Roma dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e include diverse monete dedicate a importanti anniversari, personaggi storici, cultura, sport e simboli del Paese. La serie è stata realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e comprende monete in oro, argento e altre leghe speciali, create per ricordare eventi e protagonisti della storia italiana. All’interno della raccolta è presente anche una moneta speciale dedicata ai 150 anni del Corriere della Sera. Questa moneta ha una forma rettangolare ed è realizzata in argento. Sul lato principale mostra la facciata dello storico edificio di via Solferino 28 a Milano, sede del quotidiano, mentre sull’altro lato è raffigurata la prima pagina del primo numero pubblicato il 5 marzo 1876. Il direttore del quotidiano Luciano Fontana, collegato durante la presentazione, ha spiegato: “Una pagina in cui c’è la storia del Corriere”. La moneta potrà essere acquistata attraverso il sito ufficiale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Durante la cerimonia, il ministro Giorgetti ha dichiarato: “Queste monete — ha detto Giorgetti — ogni anno raccontano come il genio italico interpreti la nostra storia e bellezza: non sono solo uno strumento di pagamento, ma un vero mezzo di comunicazione e oggi raccontano un Paese vivace, forte, consapevole delle proprie radici e dei propri mezzi”. Alla presentazione ufficiale, che si è svolta nella Sala Ciampi del ministero dell’Economia, hanno partecipato anche il presidente dell’Istituto Poligrafico Paolo Perrone, l’amministratore delegato Michele Sciscioli, il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro, insieme ai sottosegretari del Ministero dell’Economia Lucia Albano e Federico Freni.
Le pagine storiche de La Domenica nell’inserto per i 150 anni del Corriere

Oggi in edicola il primo dorso speciale per i 150 anni del Corriere della Sera, regalato ai lettori insieme al quotidiano. Si tratta di un inserto dedicato alle copertine storiche della Domenica del Corriere, intitolato “Le profezie de La Domenica del Corriere”, che raccoglie una selezione di immagini pubblicate tra la fine dell’Ottocento e il Novecento e oggi considerate anticipazioni di temi attuali. L’inserto nasce all’interno delle iniziative per l’anniversario dei 150 anni del Corriere della Sera e propone ai lettori una serie di copertine illustrate e quarte di copertina che, nel corso del tempo, hanno raccontato problemi della società immaginando scenari futuri. Le immagini sono accompagnate da commenti firmati dai giornalisti del Corriere di oggi. Tra le tavole selezionate compare quella pubblicata il 16 dicembre 1962, firmata da Walter Molino, che raffigura piccole auto leggere, chiamate all’epoca “singolette”, pensate per muoversi più facilmente nel traffico cittadino. Lo sfondo è New York, ma la scena rappresenta una grande città qualunque. Oggi quelle immagini ricordano le minicar elettriche presenti nei centri urbani. L’idea delle “singolette” nasceva da un fatto di cronaca raccontato nello stesso numero: un uomo bloccato in un ingorgo a New York scendeva dall’auto e camminava sui tetti delle altre macchine per andare avanti. Il problema del traffico era già sentito anche in città italiane come Milano e Roma. Nelle pagine interne, l’articolo firmato da Cesare Armano, pseudonimo del giornalista Franco Bandini, riportava questa riflessione: “Ciò che sorprende in questa situazione è l’assurdo grado di pigrizia mentale che ‘tutti’ dimostrano nei riguardi del futuro…”. L’inserto mostra come questa attenzione al futuro fosse una caratteristica costante della Domenica del Corriere. Già nel 1899 l’illustratore Achille Beltrame rappresentava i problemi dell’edilizia a Milano. In altri numeri comparivano temi come l’automobile elettrica, le comunicazioni a distanza, il turismo nello spazio, le grandi opere infrastrutturali, le migrazioni, la violenza contro le donne e i cambiamenti ambientali. Questa capacità di raccontare il presente guardando avanti coinvolgeva tutta la redazione del settimanale, che negli anni ha visto collaborare scrittori e giornalisti come Dino Buzzati. Nei periodi di maggiore diffusione, La Domenica del Corriere arrivò a vendere quasi un milione e mezzo di copie, diventando uno dei settimanali più letti in Italia. Nell’articolo di apertura dell’inserto, il presidente della Fondazione Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, definisce il settimanale “Quel meraviglioso almanacco di vita italiana, che si distinse anche per una spiccata capacità di inventarsi il futuro, qualche volta azzeccandolo pure”.
Corriere della Sera festeggia 150 anni tra eventi e cultura

Il Corriere della Sera celebra i suoi 150 anni con un ampio programma di iniziative che raccontano la sua nascita, la sua storia e il modo in cui guarda al futuro dell’informazione. Il quotidiano uscì per la prima volta il 5 e 6 marzo 1876 e l’anniversario viene ricordato con eventi, progetti editoriali e appuntamenti aperti al pubblico, pensati per spiegare il percorso del giornale in modo chiaro e comprensibile. Il direttore Luciano Fontana, presentando il calendario delle celebrazioni alla redazione, ha richiamato l’idea di una “visione aperta e della pluralità delle idee”, elementi che accompagnano il giornale fin dalle origini. L’obiettivo è un doppio sguardo: uno rivolto alla memoria storica, l’altro orientato alle trasformazioni dell’informazione contemporanea. Le celebrazioni si aprono con la musica. Il 6 marzo l’Orchestra del Teatro alla Scala darà il via agli eventi con un concerto alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle principali istituzioni. La musica tornerà anche a chiudere il percorso: il 6 marzo 2027, a un anno di distanza, è previsto un grande concerto pop al Live Dome di Rho Fiera, come segno di continuità tra tradizione e nuovi linguaggi. Accanto alla musica, il teatro avrà un ruolo centrale. Il Piccolo Teatro porterà in scena uno spettacolo ispirato ai materiali dell’archivio storico del giornale, con più repliche, per trasformare la cronaca e la storia del quotidiano in racconto teatrale. Grande spazio è dedicato anche alla storia editoriale. L’inserto culturale La Lettura ha già proposto copertine d’autore dedicate al giornale e continuerà con una serie di cover da collezione. La Fondazione Corriere della Sera, presieduta da Ferruccio de Bortoli, ha realizzato volumi che raccolgono articoli, fotografie e illustrazioni dal 1876, comprese le tavole storiche di Achille Beltrame e Walter Molino. Il materiale ripercorre tutto il cammino del quotidiano, senza omettere i passaggi più difficili. Tra le iniziative editoriali è prevista anche la ripubblicazione in edicola di copie anastatiche di edizioni storiche, abbinate al quotidiano, per permettere ai lettori di vedere come il giornale raccontava l’Italia di ieri. Alle celebrazioni si aggiungono anche iniziative ufficiali e commemorative. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato emetterà una moneta d’argento celebrativa dedicata alla fondazione del giornale. Nei mesi successivi sarà disponibile in edicola anche una medaglia da collezione. È prevista inoltre l’emissione di un francobollo dedicato al Corriere della Sera, a testimonianza del valore storico e culturale del quotidiano. Milano sarà il centro di molte iniziative. La città ospiterà spettacoli di teatro narrativo legati alla cronaca e installazioni urbane che trasformeranno piazze e luoghi di incontro in spazi di racconto, con il coinvolgimento diretto della redazione. Il digitale accompagna tutto il percorso. Corriere.it, che ogni giorno registra milioni di utenti, proporrà nuovi contenuti quotidiani insieme ad app, newsletter, social network, podcast e produzioni video. È previsto anche un docufilm sulla storia del giornale, con immagini d’archivio e testimonianze, narrato dalla voce di Neri Marcorè. Un ruolo centrale è riservato ai lettori e alle lettrici. Saranno invitati a condividere ricordi, lettere e aneddoti legati al giornale, attraverso iniziative dedicate, visite guidate e progetti speciali. Il racconto dei 150 anni del Corriere della Sera passa anche da chi, ogni giorno, lo legge su carta o online. (In copertina, la foto di gruppo della redazione)
Corriere della Sera: un libro per ripercorrere 150 anni di storia

Nel 2026 il Corriere della Sera celebra i suoi 150 anni raccontando la storia d’Italia attraverso un volume speciale che raccoglie fatti, immagini e parole pubblicate dal quotidiano dal 1876 a oggi, spiegando chi è stato protagonista, cosa è accaduto, quando e dove, e perché quei fatti sono diventati importanti per il Paese. Il libro nasce come progetto editoriale dedicato all’anniversario del Corriere della Sera, fondato a Milano nel 1876, e ripercorre un secolo e mezzo di storia italiana osservata attraverso il lavoro del giornale. Non è presentato come una semplice opera celebrativa, ma come un racconto costruito usando archivio storico, prime pagine, articoli e fotografie d’epoca, selezionati per mostrare i principali passaggi della vita nazionale, dalla fine dell’Ottocento fino all’età contemporanea. Il volume alterna una ricostruzione cronologica dei fatti a focus tematici dedicati a guerra e pace, trasformazioni sociali, politica, economia, cultura, sport e costume, spiegando gli eventi in modo lineare e accessibile. Il progetto porta l’impronta del direttore Luciano Fontana, che ha voluto un libro capace di raccontare il Paese attraverso il giornale, tenendo insieme cronaca, grandi snodi della storia nazionale e cambiamenti della società, con attenzione al ruolo dell’informazione nel tempo, al rapporto con il potere e alle sfide del giornalismo digitale. Il volume descrive il Corriere non solo come testimone dei fatti, ma come soggetto inserito nel dibattito pubblico, mostrando come il linguaggio giornalistico e le modalità di racconto si siano trasformati nel corso dei decenni. Un contributo di inquadramento storico è affidato a Ferruccio de Bortoli, presidente della Fondazione del quotidiano ed ex direttore, che colloca il patrimonio editoriale del Corriere della Sera in una prospettiva di lungo periodo. Il suo intervento richiama il valore civile dell’informazione, il tema della credibilità e la responsabilità del giornale nel raccontare passaggi delicati della vita democratica, elementi presentati come parti integranti della storia del quotidiano. I contenuti del libro sono organizzati seguendo le principali fasi della storia italiana, dall’Unità consolidata di fine Ottocento alle due guerre mondiali, dal dopoguerra alla Repubblica, fino ai cambiamenti più recenti. Accanto alla linea del tempo, il volume propone sezioni tematiche che aiutano a capire come sono cambiati la società, i comportamenti, il costume, lo sport e il modo di scrivere le notizie. Ampio spazio è dedicato alle prime pagine iconiche, agli articoli che hanno segnato il confronto pubblico e alle immagini che raccontano visivamente il passato. Sul piano editoriale, il progetto coinvolge giornalisti, firme storiche ed editorialisti del Corriere, insieme a studiosi ed esperti di informazione, chiamati a spiegare i contesti e a rendere leggibili anche i momenti più complessi. Il volume è pensato come strumento di consultazione e di rilettura critica della storia italiana attraverso il giornalismo, rivolto non solo ai lettori abituali del quotidiano ma anche a scuole, università e istituzioni culturali, all’interno di una più ampia strategia di valorizzazione del brand e dell’archivio come patrimonio culturale.
La Lettura celebra i 150 anni del Corriere della Sera con copertine d’autore

Il 5 e 6 marzo 1876, a Milano, nasce il Corriere della Sera; oggi, nel 2026, il quotidiano festeggia 150 anni e lo fa attraverso il suo supplemento culturale la Lettura, che dedica la copertina numero 736, da domani in edicola e già disponibile in anteprima sull’App, a un’opera dell’artista Antonio Recalcati: due mani impresse in blu cobalto sulla riproduzione della prima pagina storica del giornale. L’opera è un omaggio ufficiale alle celebrazioni dell’anniversario e apre una serie di copertine d’autore pensate per accompagnare i lettori fino a marzo. La copertina firmata da Recalcati è la prima di una collezione speciale che racconta i 150 anni del Corriere della Sera attraverso l’arte visiva. Il progetto prevede opere uniche realizzate da artisti italiani e internazionali che in passato hanno già collaborato con la Lettura. Per questa ricorrenza è stata prevista un’eccezione alla regola editoriale che normalmente non consente allo stesso autore di firmare più volte la pagina d’apertura del supplemento. L’opera pubblicata sul numero 736 è postuma: Recalcati la realizzò nel 2016, durante una visita alla redazione del giornale. La scelta dell’artista richiama anche il suo legame storico con il Corriere, nato dall’amicizia con lo scrittore Dino Buzzati, che lo volle come volto di Orfeo nel Poema a fumetti del 1969. Recalcati, esponente della Nuova figurazione, aveva già firmato la copertina numero 106 del supplemento, pubblicata il 1° dicembre 2013. L’iniziativa si inserisce nella tradizione che lega il Corriere della Sera alle arti visive fin dalle origini del suo storico mensile culturale. Lo ricorda Gianluigi Colin, cover editor de la Lettura, in un articolo che chiude il numero. Il supplemento, rinato il 13 novembre 2011, ha raccolto l’eredità della prima Lettura, fondata nel 1901 per volontà di Luigi Albertini e diretta nei primi anni dal drammaturgo Giuseppe Giacosa. Quel mensile fu pubblicato senza interruzioni fino a marzo 1945, per poi continuare come settimanale fino all’ottobre 1946. Già dal 1906, la Lettura storica ospitava copertine illustrate da grandi nomi del disegno e dell’arte, tra cui Marcello Dudovich, Achille Beltrame, Enrico Sacchetti, Giorgio Abkhasi, Sergio Tofano e Bruno Munari. Dagli archivi del giornale è emersa anche un’opera realizzata nel 1937 da Federico Patellani, poi maestro della fotografia neorealista, rimasta inedita fino al 2021, quando è diventata la copertina di un numero speciale dedicato alle vetrine storiche del supplemento. Tutti i numeri de la Lettura, compreso lo speciale del 14 novembre 2021, sono consultabili nell’archivio dell’App ufficiale. In occasione delle festività, l’abbonamento annuale digitale è proposto al prezzo di 19,99 euro. Ogni settimana il nuovo numero è disponibile in anteprima il sabato, come avviene oggi per il #736. Il numero si apre anche con un altro anniversario: i 100 anni dalla morte di Claude Monet, avvenuta il 5 dicembre 1926. Le prime 14 pagine ospitano un museo virtuale con 100 opere presentate in ordine cronologico e testi di Emanuele Trevi, Stefano Bucci, Vincenzo Trione e Alessandra Coppola. Il percorso prosegue con il teatro: dal 4 marzo, il Piccolo Teatro di Milano porta per la prima volta in scena Miracolo a Milano, tratto dal film del 1951 di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini. Ne parlano il regista Claudio Longhi, direttore artistico del Piccolo, e l’attore Lino Guanciale, con un intervento critico di Paolo Mereghetti.
La prima del Corriere del 2 giugno ’46 nel discorso di fine anno del capo dello Stato

Durante il discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato agli italiani dal Quirinale con alle spalle una grande immagine storica: la prima pagina del Corriere della Sera del 2 giugno 1946, dedicata alla vittoria della Repubblica nel referendum istituzionale. La scelta scenografica è stata pensata in vista del 2026, anno in cui ricorreranno 80 anni da quel voto che cambiò la storia dello Stato italiano. L’immagine mostrata è una fotografia molto conosciuta, scattata dal fotografo Federico Patellani. Ritrae il volto sorridente di una giovane donna, Anna Iberti, incorniciato dal giornale che annunciava la fine della monarchia. La foto fu realizzata sul tetto del Palazzo dei giornali in piazza Cavour, a Milano, ed è diventata nel tempo uno dei simboli visivi della nascita della Repubblica. Leggi qui il discorso integrale del capo dello Stato. (Credits foto: www.quirinale.it)
Corriere della Sera, premio da mille euro se si mantiene distanza da Repubblica

Il Corriere della Sera ha firmato un accordo che prevede un Premio di risultato di mille euro lordi per ogni giornalista della redazione, esclusi Direttore e Vicedirettori, se entro il 31 dicembre 2025 saranno raggiunti tre obiettivi: 750.000 abbonati digitali, il mantenimento della distanza da Repubblica di 88.000 copie, e la realizzazione di tre progetti editoriali. L’accordo è stato firmato il 25 novembre tra l’azienda e il Comitato di redazione. Secondo quanto comunicato alle persone coinvolte, il Premio è legato a produttività, qualità ed efficienza del lavoro. La cifra totale è divisa in tre parti. La prima riguarda il numero degli abbonati digitali: se al 13 dicembre 2025 saranno 750.000, verrà riconosciuto il 50% del Premio, cioè 500 euro. Sono previste quote minori: 450 euro con 700.000 abbonati e 475 euro con 725.000 abbonati. Il secondo obiettivo riguarda la differenza con il diretto concorrente sul mercato, Repubblica. Per ottenere il 30% del Premio, pari a 300 euro, la distanza deve restare di 88.000 copie certificate Ads entro il 31 dicembre 2025. Sono previste gradazioni anche qui: 150 euro con 60.000 copie, 200 euro con 70.000 copie e 250 euro con 80.000 copie. Il terzo obiettivo è la conclusione dei progetti editoriali “Le lezioni del Corriere“, “Life, il bello della vita” e “L’Europa siamo noi“. Se saranno completati entro il 31 dicembre 2025, verrà erogato il 20% del Premio, pari a 200 euro. Il rendiconto finale sarà fatto da azienda e Cdr quando verrà approvato il Bilancio 2025, previsto per aprile 2026. Il Premio sarà pagato nelle buste di giugno 2026. È previsto che la somma non influirà su retribuzione diretta o indiretta, né su trattamento di fine rapporto. Il Premio sarà riconosciuto ai giornalisti assunti a tempo indeterminato, in forza da almeno sei mesi, presenti al 31 dicembre 2025 e alla data di erogazione. Per i giornalisti con contratto articoli 2 e 12, il Premio sarà dato in buoni benzina, nella stessa misura. Le comunicazioni interne hanno ricordato che lo scorso anno la cifra fu più bassa, perché erano diminuite le copie vendute. (In foto, Urbano Cairo e Luciano Fontana)
Corriere della Sera accusato da Zakharova di far parte della “mafia mondiale”

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato oggi il quotidiano italiano Corriere della Sera, sostenendo che farebbe parte di una presunta “mafia mondiale” che, secondo lei, proteggerebbe il governo ucraino. La dichiarazione è arrivata dalla Russia, dove Zakharova ha riferito che “recentemente il quotidiano italiano Corriere della Sera si è rifiutato di pubblicare un’intervista a Sergei Lavrov, in cui il ministro riportava, tra l’altro, fatti che dimostrano la natura neonazista del regime di Kiev”. L’episodio citato riguarda un’intervista che il ministero degli Esteri russo aveva proposto dopo aver ricevuto le domande del giornale. Il ministero aveva inviato una risposta molto lunga, con numerose accuse verso l’Ucraina e altri Paesi, e non aveva accettato richieste di chiarimento o possibilità di confronto. Il quotidiano aveva quindi scelto di non pubblicare il materiale. Non è la prima volta che Zakharova critica media italiani o occidentali, “essendo evidentemente poco abituata alla democrazia e di conseguenza a una stampa libera e indipendente”. Il Corriere della Sera ha replicato, affermando: “Ancora una volta ci vediamo costretti a ripetere che non prendiamo lezioni da un Paese dove la libertà di espressione e di dissenso è ormai cancellata”. (In foto, Maria Zakharova)
Il ministro russo Lavrov accusa il Corriere della Sera di censura

Il ministero degli Esteri russo ha accusato il Corriere della Sera di essersi rifiutato di pubblicare un’intervista con il ministro Serghei Lavrov, sostenendo che il quotidiano italiano avesse cambiato posizione dopo aver ricevuto il testo finale. Secondo la nota ufficiale diffusa dal ministero e rilanciata dalla Tass, il Corriere aveva accettato l’offerta di un’intervista esclusiva, aveva inviato molte domande e aveva ricevuto rapidamente le risposte pronte per la pubblicazione. La Russia ha dichiarato che “il quotidiano ha rifiutato di pubblicare le risposte di Lavrov”, spiegando che la redazione avrebbe giudicato il contenuto troppo complesso e con molte affermazioni da verificare. Nel comunicato si parlava di “palese censura” e si richiamava il diritto dei cittadini italiani a un’informazione completa, citando l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il ministero ha anche diffuso due versioni dell’intervista: una integrale e una attribuita alla redazione italiana, nella quale, secondo la Russia, sarebbero stati tolti alcuni passaggi sulla situazione in Ucraina. La direzione del Corriere della Sera ha respinto le accuse, dichiarando che il materiale ricevuto dal ministero russo era “un testo sterminato pieno di accuse e tesi propagandistiche”. Il quotidiano ha spiegato di aver chiesto un’intervista con possibilità di confronto diretto, ricevendo però un rifiuto. La redazione ha affermato che le condizioni imposte da Mosca non rispecchiavano i criteri di un giornalismo libero, sottolineando: “Quando il ministro Lavrov vorrà fare un’intervista secondo i canoni di un giornalismo libero e indipendente saremo sempre disponibili”. Nel corso della giornata è intervenuta anche Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, che ha accusato il quotidiano di aver reagito con un presunto “attacco di panico”. Zakharova ha dichiarato che la redazione sarebbe stata pronta a pubblicare solo un terzo dell’intervista e che i tagli avrebbero riguardato anche parti legate al concetto di neonazismo, più volte citato dal ministro nelle sue risposte. La portavoce ha affermato che le ragioni del rifiuto sarebbero state politiche e che “i media sono così intimiditi che il dovere giornalistico e l’etica professionale hanno ceduto”. In un contesto internazionale segnato dal conflitto, sono arrivate anche le parole di Svetlana Tikhanovskaya, leader dell’opposizione democratica bielorussa in esilio, in visita al Parlamento britannico. Tikhanovskaya ha dichiarato che “l’Ucraina combatte per tutti noi, per i nostri valori comuni e il nostro futuro”, collegando la resistenza del Paese alla difesa delle democrazie europee. Ha ricordato la detenzione del marito Siarhei Tikhanovsky, arrestato durante la campagna elettorale contro il presidente Aleksandr Lukashenko, e ha raccontato l’impatto emotivo del loro incontro dopo cinque anni di prigionia. Tikhanovskaya ha spiegato che, secondo lei, la Russia non avrebbe mai considerato la Bielorussia e l’Ucraina come Stati pienamente indipendenti e che l’obiettivo di Mosca sarebbe stato mantenere una forma di controllo politico. Ha affermato che i Paesi europei avrebbero dovuto continuare a sostenere Kiev, perché ogni esitazione sarebbe stata percepita dalla Russia come un punto debole. Ha indicato che eventuali negoziati sulla guerra sarebbero arrivati solo quando l’Ucraina avrebbe avuto una posizione forte, ricordando che i conflitti terminano spesso con accordi che richiedono tempo e stabilità. Riguardo al presidente russo Vladimir Putin, Tikhanovskaya ha parlato di una strategia che, a suo parere, mirava a mantenere il mondo democratico sotto pressione e in costante incertezza. Ha detto di credere che i Paesi democratici fossero abbastanza uniti e preparati per contrastare queste tensioni. Guardando al futuro della Bielorussia, ha spiegato che la popolazione aveva un forte desiderio di avvicinarsi all’Europa e che un percorso chiaro verso l’integrazione europea avrebbe aiutato la società a rafforzare le proprie istituzioni. Tikhanovskaya ha concluso affermando che “il compito del mondo democratico è mostrare alla Russia che non ha il diritto di considerare altri Paesi come i suoi satelliti: quell’epoca sovietica è finita”. (In foto, Serghei Lavrov)
Netflix, Dude e Corriere della Sera insieme per “Il Mostro”

Mercoledì 22 ottobre, i lettori del Corriere della Sera hanno trovato una sorpresa inaspettata. Sfogliando il giornale dopo la prima pagina, al posto delle consuete pagine 2 e 3, sono comparse due facciate che sembravano uscite da un quotidiano degli anni Ottanta. Impaginazione, titoli e caratteri ricordavano infatti l’ultima parte dello scorso millennio. Tutti gli articoli riportavano un unico tema: i delitti del Mostro di Firenze, una serie di otto duplici omicidi avvenuti tra il 1968 e il 1985. Tra i titoli visibili c’erano frasi come “Spunta una Beretta 22: forse è l’arma del mostro di Firenze” e “Bimbo sopravvissuto al Mostro. Il Dna rilancia la pista sarda”. In un primo momento, i lettori hanno provato disorientamento, ma un piccolo avviso in fondo alle pagine chiariva tutto: “È stato scritto tanto. Ma per capire la storia bisogna partire dalle origini. Il Mostro di Stefano Sollima. Netflix”. In alto a destra, un’altra nota spiegava: “Sovracopertina speciale del Corriere della Sera per Netflix”, con il nome della piattaforma evidenziato in rosso. Anche l’ultima pagina del giornale presentava articoli d’epoca e la stessa dicitura: “Iniziativa speciale del Corriere della Sera per Netflix”. L’operazione ha segnato il debutto della serie “Il Mostro”, diretta da Stefano Sollima e composta da quattro episodi. La produzione, disponibile da oggi su Netflix, ripercorre le origini del caso e le indagini che hanno coinvolto per decenni investigatori, giornalisti e cittadini, ricostruendo una delle inchieste più lunghe e complesse della storia giudiziaria italiana. La serie attraversa documenti, ipotesi e testimonianze, soffermandosi su quella che è conosciuta come la “pista sarda”, ancora oggi oggetto di discussione. A firmare la campagna di comunicazione è l’agenzia Dude, che ha scelto di raccontare la serie attraverso un ritorno alle fonti giornalistiche originali. In collaborazione con CairoRcs Media, anche la metropolitana Duomo di Milano si è trasformata in un archivio vivente: le pareti e le bacheche hanno esposto veri articoli d’epoca, permettendo ai passanti di leggere e rivivere il clima dell’inchiesta. L’esperienza è stata pensata come un percorso immersivo, dove la storia prende forma attraverso le pagine stampate. Anche Firenze, città simbolo del caso, è stata coinvolta nella campagna con una domination all’interno di The Gallery, uno spazio digitale lungo 25 metri in cui scorrevano articoli, immagini e il trailer della serie.