La Repubblica passa ai greci di Antenna Group

La vendita di GEDI è stata completata: il gruppo editoriale italiano passa da Exor al gruppo greco Antenna Group, con effetto immediato e dopo mesi di trattative. L’operazione riguarda l’intero perimetro editoriale di GEDI, compresi la Repubblica, le radio Radio Deejay, Radio Capital e m2o, oltre a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. L’accordo è stato comunicato ufficialmente ai dipendenti attraverso una nota interna firmata dal presidente di GEDI, Paolo Ceretti, che ha parlato di un processo lungo e già concluso. Nel messaggio si legge: “Cari Colleghi, care Colleghe oggi è stata perfezionata la cessione del 100% del capitale di Gedi al gruppo greco Antenna. Il cambio di proprietà, che è già efficace, segue un processo di lunga negoziazione”. La comunicazione sottolinea che il passaggio punta a “creare le condizioni per assicurare uno sviluppo duraturo al Gruppo” e ad accelerare la transizione digitale. L’operazione segna un cambio importante nel sistema dei media italiani, perché coinvolge alcune delle principali testate giornalistiche e piattaforme editoriali del Paese. Il nuovo proprietario, Antenna Group, è un gruppo internazionale attivo nei settori della televisione, dello streaming e della produzione di contenuti, con una presenza in più Paesi e un pubblico globale. Nel dettaglio, la vendita non include il quotidiano La Stampa, che uscirà dal perimetro GEDI per entrare nel Gruppo SAE, secondo un accordo separato già annunciato. È prevista anche l’esclusione di alcune attività come Stardust. Secondo quanto comunicato dall’azienda, con il completamento dell’acquisizione Mirja Cartia d’Asero diventerà amministratore delegato del gruppo GEDI. Mario Orfeo resterà direttore di la Repubblica, mentre Linus continuerà a guidare le attività radiofoniche. L’obiettivo dichiarato è sviluppare il gruppo in chiave internazionale, con investimenti in streaming, podcast, cinema e contenuti digitali, oltre alla creazione di un hub radiofonico nel Mediterraneo. Nel comunicato ufficiale si legge che Antenna intende mantenere l’indipendenza editoriale delle testate e rafforzare la presenza internazionale del gruppo. La società prevede inoltre nuove collaborazioni editoriali e possibili accordi con operatori globali del settore, inclusi partner dello streaming. La vendita rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso iniziato nel 2019, quando Exor aveva acquisito il controllo di GEDI con l’obiettivo di costruire un grande polo editoriale italiano. Nel tempo, il gruppo è stato progressivamente riorganizzato, fino alla decisione di cedere l’intero asset. La trattativa con Antenna era stata confermata ufficialmente nel dicembre 2025 ed è proseguita nei mesi successivi tra richieste di garanzie, confronti sindacali e attenzione da parte delle istituzioni sul tema del pluralismo dell’informazione e dell’occupazione. Dopo l’annuncio della cessione, sono arrivate reazioni da parte delle rappresentanze sindacali dei giornalisti. La Federazione nazionale della Stampa italiana ha dichiarato: “prende atto del passaggio di proprietà e si schiera al fianco dei colleghi”, sottolineando la necessità di chiarire le strategie future del nuovo editore. Anche il comitato di redazione di la Repubblica ha diffuso una nota: “Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor comunica la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group”. I giornalisti hanno annunciato la convocazione di un’assemblea per martedì 24 marzo 2026. (In foto, Theodore Kyriakou, presidente di Antenna Group)
La Repubblica, trattative sulla vendita in corso: Cdr in stato di agitazione. Mercoledì audizione alla Camera

La possibile vendita de la Repubblica al gruppo greco Antenna Group è al centro di un confronto tra azienda e giornalisti, con particolare attenzione alle garanzie occupazionali e alla linea editoriale. La trattativa riguarda il quotidiano italiano, parte del Gruppo Gedi, controllato dalla holding Exor, e si svolge in Italia nel contesto di un negoziato ancora in corso. Durante un incontro con il Comitato di redazione, i vertici di Gedi hanno spiegato che i temi indicati dai giornalisti sono entrati nel dialogo con il potenziale acquirente. Questo, però, non equivale alla certezza che tali punti vengano inseriti nel testo finale dell’accordo. Il Cdr aveva chiesto una risposta chiara entro il 7 gennaio a John Elkann, amministratore delegato di Exor. La risposta ricevuta è stata considerata non risolutiva. Secondo quanto comunicato, la trattativa è descritta come articolata, con più questioni aperte e limiti legati alla riservatezza. I dirigenti hanno indicato che potrebbero essere necessarie diverse settimane prima di arrivare a un’eventuale intesa vincolante e ulteriore tempo per completare ogni passaggio formale. In questo scenario, non viene escluso che le richieste avanzate dalla redazione restino fuori dall’accordo definitivo. Il Comitato di redazione, in un documento pubblicato sul giornale, segnala che le tutele sul lavoro e sulla direzione politico-editoriale, presentate all’editore al momento dell’avvio della trattativa esclusiva, sono ora oggetto di discussione tra le parti. Allo stesso tempo, il Cdr evidenzia che l’assenza di certezze scritte mantiene aperto lo stato di agitazione, già approvato dall’assemblea dei giornalisti, che ha affidato al Comitato cinque giorni di sciopero. Nel testo, il Cdr richiama le esperienze degli ultimi anni, ritenute insufficienti a garantire un clima di fiducia e di trasparenza. Viene confermata l’intenzione di continuare a monitorare il processo di vendita, con l’obiettivo dichiarato di tutelare i principi professionali e l’identità del lavoro giornalistico svolto dalla testata. La questione approda anche in sede istituzionale. Mercoledì 14 gennaio, alle 12.30, è prevista un’audizione in Commissione Cultura presso la Camera dei deputati. Sarà ascoltato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, per un confronto sulle problematiche legate alla vendita del gruppo editoriale Gedi. L’incontro, secondo quanto annunciato, sarà trasmesso in diretta webtv.
La Repubblica chiede a Exor risposte su vendita Gedi entro il 7 gennaio

La redazione di Repubblica, a Roma, chiede una risposta ufficiale sulla vendita del gruppo Gedi, rivolta all’attuale editore Exor, dopo oltre un mese di confronti senza chiarimenti definitivi e con una scadenza fissata a mercoledì 7 gennaio. L’assemblea di redazione del quotidiano La Repubblica vuole sapere se, nel dialogo con il possibile acquirente Antenna Group, siano state accolte richieste precise: garanzie occupazionali, rispetto del perimetro aziendale e tutela della linea politico-editoriale, insieme alla salvaguardia dell’indipendenza della testata. La richiesta riguarda l’inserimento di queste tutele nel contratto di compravendita del gruppo Gedi, prima che l’operazione venga definita. Secondo quanto comunicato dall’assemblea, le notizie apparse sui media e attribuite a fonti vicine al gruppo Antenna non sono considerate una risposta formale. La redazione indica che il chiarimento deve arrivare dall’editore in carica, cui viene attribuita la responsabilità sociale di garantire i livelli occupazionali e le garanzie democratiche del gruppo in vendita. Il clima interno viene descritto come privo di serenità durante le festività di fine anno, in attesa di una posizione chiara. La data del 7 gennaio è indicata come termine entro cui i vertici di Gedi ed Exor sono chiamati a fornire un riscontro, che sarà poi comunicato alla redazione.
Ipotesi acquisto GEDI, colloquio Barachini-Kyriakou

Nel pomeriggio di ieri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, ha incontrato in teleconferenza il presidente di Antenna Group, Theodore Kyriakou, per un confronto legato all’ipotesi di acquisto degli asset del GEDI Gruppo Editoriale. Il colloquio si inserisce nel contesto delle valutazioni in corso sul futuro delle testate editoriali del gruppo. Durante la conversazione, l’esponente del governo italiano, come riportato da Adnkronos, ha richiamato l’attenzione su due temi ritenuti centrali dall’esecutivo: la tutela dei livelli occupazionali e l’indipendenza editoriale delle testate coinvolte. Si tratta di elementi considerati prioritari nell’analisi di eventuali operazioni industriali nel settore dell’editoria. Nel corso dell’incontro, Theodore Kyriakou ha illustrato la propria posizione, spiegando di considerare strategico un possibile impegno imprenditoriale in Italia, con l’obiettivo di sviluppare le potenzialità internazionali del suo gruppo. Antenna Group è attivo da anni nel mondo dei media e dell’editoria, con un’attenzione dichiarata all’indipendenza delle testate e al pluralismo informativo. L’imprenditore greco ha inoltre manifestato l’intenzione di valorizzare le risorse del Gruppo Gedi, prevedendo un consistente investimento finanziario orientato allo sviluppo e alla crescita degli asset, all’interno di una visione di lungo periodo. Secondo quanto emerso, Antenna Group prevede che la gestione di eventuali asset acquisiti possa essere affidata a un management italiano locale, nel rispetto delle competenze presenti sul mercato nazionale e delle professionalità già operative nel settore editoriale. (In foto, Alberto Barachini)