Chloe Malle nuova direttrice di Vogue USA al posto di Anna Wintour, che guarda il futuro

Condé Nast ha nominato Chloe Malle nuova Head of Editorial Content di Vogue USA, segnando l’inizio di una nuova fase per il celebre magazine di moda. La decisione arriva poco prima della New York Fashion Week, in programma dall’11 al 16 settembre, e conferma le indiscrezioni che circolavano da settimane sull’addio di Anna Wintour alla direzione operativa della storica edizione statunitense. Malle, newyorkese di 39 anni, lavora nella redazione di Vogue da oltre 15 anni, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, fino a dirigere Vogue.com e condurre il podcast ufficiale della rivista, The Run Through. La stessa Anna Wintour, che ha guidato Vogue USA per 37 anni, ha annunciato la nomina alla redazione: “Chloe Malle sarà la nuova Head of Editorial Content della nostra edizione statunitense, guidando il magazine americano e orientandone la copertura digitale”. Wintour continuerà a ricoprire i ruoli di Global Editorial Director di Vogue e Chief Content Officer per Condé Nast, concentrandosi sulla crescita multipiattaforma del brand e sull’organizzazione di eventi globali come il Met Gala e Vogue World. Prima di approdare a Vogue, Chloe Malle ha studiato alla Riverdale Country School di New York e si è laureata in letteratura comparata alla Brown University, completando parte del percorso alla Sorbona di Parigi. Ha collaborato con il New York Observer e con il New York Times Style come freelance, costruendo un profilo professionale riconosciuto nel settore editoriale. Sotto la sua gestione, Vogue.com ha registrato un’importante crescita digitale, con un incremento significativo di lettori e interazioni, soprattutto in occasione di eventi di grande richiamo. Tra i progetti più noti curati da Malle spiccano il numero speciale “Dogue”, dedicato ai cani celebri, e la cover story su Lauren Sánchez in occasione delle nozze con Jeff Bezos, che ha avuto ampia risonanza internazionale.
Vogue, entro settembre la nomina del nuovo direttore: Chloe Malle è la favorita

La casa editrice Condé Nast sta per nominare il nuovo direttore di Vogue, dopo l’annuncio del mese scorso con cui Anna Wintour ha comunicato di lasciare la guida dello storico magazine. Secondo quanto riportano i media americani, la scelta dovrebbe arrivare prima della New York Fashion Week, in programma dall’11 al 16 settembre, così da garantire continuità alla rivista in uno degli eventi più importanti del calendario internazionale della moda. La rosa dei candidati si sarebbe ormai ridotta a quattro o cinque persone, tra figure già interne al mondo Vogue e professionisti esterni. Il processo di selezione è seguito direttamente dal ceo di Condé Nast, Roger Lynch, insieme alla stessa Wintour, che sta collaborando per individuare il profilo più adatto a raccogliere il testimone. Il nome che emerge con più forza è quello di Chloe Malle, 39 anni, giornalista e scrittrice, figlia dell’attrice americana Candice Bergen e del regista francese Louis Malle. Malle si è distinta di recente per un’intervista esclusiva a Lauren Sánchez, compagna di Jeff Bezos, in occasione delle nozze celebrate lo scorso giugno. Accanto a lei, figurano nella lista altri possibili candidati, anche se con minori probabilità secondo le fonti statunitensi: Nicole Phelps, direttrice globale di Vogue Runway; Leah Faye Cooper, digital style director di Vogue; Chioma Nnadi, attuale responsabile dei contenuti editoriali di British Vogue; Sara Moonves, editor in chief del magazine W; ed Eva Chen, oggi head of Instagram’s fashion partnerships, con un passato a Teen Vogue. La decisione, attesa nelle prossime settimane, segnerà una fase cruciale per il futuro di Vogue, che con la leadership di Anna Wintour, in carica dal 1988, è diventato un punto di riferimento mondiale nel settore della moda. (In foto, Chloe Malle)
Anna Wintour lascia Vogue USA dopo 37 anni, ma resta a Condé Nast come responsabile globale

Anna Wintour lascia la direzione di Vogue America, incarico ricoperto ininterrottamente dal 1988. La notizia, confermata da fonti come il Daily Front Row e Women’s Wear Daily, segna la fine di un’epoca per il mensile considerato da molti la “bibbia della moda”. La direttrice, 75 anni, manterrà comunque le cariche di Chief Content Officer globale di Condé Nast e di direttrice editoriale globale di Vogue, supervisionando le edizioni internazionali del marchio. Wintour entrò nella redazione di Vogue nel 1983 come direttore creativo, per poi guidare British Vogue dal 1985 al 1987. Nell’estate del 1988 tornò a New York per assumere la guida dell’edizione statunitense, succedendo a Grace Mirabella. Il primo numero firmato da Wintour fu pubblicato nel novembre 1988: in copertina la modella Michaela Bercu indossava un maglione di Christian Lacroix da 10.000 dollari e un paio di jeans Guess da 50 dollari, fotografata da Peter Lindbergh. “Questa infrangeva ogni regola”, dichiarò Wintour in un’intervista del 2012 a proposito della copertina, che segnò un nuovo approccio editoriale alla moda. Durante i 37 anni alla guida del mensile, Wintour ha trasformato Vogue in un punto di riferimento culturale globale. Ha introdotto l’uso regolare di celebrità in copertina, spesso anticipando i tempi e dettando tendenze. Ha ospitato personalità come Michelle Obama, Beyoncé, Madonna, Renée Zellweger, Oprah Winfrey e Naomi Campbell, rendendo la rivista un simbolo dell’intersezione tra moda, spettacolo e società. Il suo impatto si è esteso anche al Met Gala, da lei promosso a evento mediatico di risonanza mondiale. L’influenza di Wintour ha raggiunto anche la cultura popolare, ispirando il personaggio di Miranda Priestly nel romanzo “Il diavolo veste Prada”, scritto dall’ex assistente Lauren Weisberger e adattato in un film di successo del 2006. Pur non confermando esplicitamente il riferimento, Wintour ha partecipato alla première cinematografica indossando un abito firmato Prada. Nel corso della sua carriera, ha sostenuto giovani stilisti come John Galliano, Alexander McQueen, Tom Ford e Marc Jacobs, contribuendo al loro lancio sulla scena internazionale. Allo stesso tempo, ha collaborato con fotografi di fama mondiale come Annie Leibovitz, Steven Meisel, Mario Testino e Patrick Demarchelier, definendo l’estetica visiva della rivista per oltre tre decenni.