“Tg2 50 anni di notizie”. Un ‘doc’ con storia e testimoni

Il documentario “Tg2 50 anni di notizie” va in onda sabato 21 marzo alle 21.20 su Rai 2, per celebrare mezzo secolo di storia del Tg2 attraverso immagini d’archivio e testimonianze di protagonisti della televisione e dell’informazione italiana. Realizzato da Rai Documentari in collaborazione con il Tg2, il programma ripercorre le tappe principali della testata nata dopo la riforma della Rai del 1975, che ridisegnò il sistema radiotelevisivo italiano introducendo nuove regole per l’informazione pubblica. Dal 15 marzo 1976, data di avvio delle trasmissioni, il telegiornale della seconda rete ha raccontato eventi nazionali e internazionali, accompagnando i cambiamenti della società italiana nel corso di cinque decenni. Il documentario utilizza materiali d’archivio per mostrare come il Tg2 abbia seguito momenti storici, cronaca, cultura e trasformazioni sociali, mantenendo una presenza costante nel panorama dell’informazione televisiva. Le immagini vengono affiancate da interviste e contributi di figure note del mondo giornalistico, culturale e televisivo, tra cui Giovanni Allevi, Alberto Angela, Renzo Arbore, padre Paolo Benanti, Francesca Romana Elisei, Fiorello, Paolo Garimberti, Lilli Gruber, Carmen Lasorella, Maurizio Martinelli, Maria Concetta Mattei, Enrico Mentana, Clemente Mimun, Luciano Onder, Antonio Preziosi e Francesco Vitale. Attraverso queste testimonianze, il racconto televisivo ricostruisce il ruolo del Tg2 informazione pubblica nel seguire i principali avvenimenti italiani e internazionali, evidenziando l’evoluzione del linguaggio giornalistico e delle modalità di diffusione delle notizie. Il documentario si concentra sul lavoro della redazione, sulle edizioni storiche e sui cambiamenti tecnologici che hanno interessato la produzione televisiva. Il direttore del Tg2 Antonio Preziosi, nel documentario, ricorda: “Dalla prima edizione condotta da Alberto Angela ad oggi il nostro telegiornale e le nostre rubriche hanno raccontato cinquant’anni della nostra storia sempre dalla parte delle telespettatrici e dei telespettatori. Forti di questa storia siamo pronti a continuare con determinazione il nostro impegno verso il futuro”. Il progetto è stato scritto da Laura Sansavini insieme a Francesco Castellani, con supervisione editoriale di Elisabetta Migliorelli, Alfonso Samengo e Fabrizio Silani, montaggio di Nicola Di Lecce, realizzazione di Paolo Porcaro e produzione esecutiva di Claudio Baldino. La regia è firmata da Francesco Castellani.
Tg2 celebra 50 anni al MAXXI di Roma. Preziosi: “Il passato ci serve per guardare al futuro”

Il Tg2 compie 50 anni e celebra il traguardo con un evento al Museo MAXXI di Roma, dove è stato presentato il documentario “Tg2 50 anni di notizie”, dedicato alla storia del secondo telegiornale della Rai e al suo ruolo nell’informazione italiana. Durante la giornata celebrativa sono intervenuti dirigenti dell’azienda, giornalisti e personalità che negli anni hanno contribuito alla crescita della testata. L’iniziativa ha ricordato come il Tg2, nato il 15 marzo 1976, sia stato uno dei risultati della riforma Rai del 1975, che cambiò il sistema televisivo pubblico introducendo nuove regole e creando testate giornalistiche autonome per le diverse reti. Il primo direttore fu Andrea Barbato e tra i conduttori della prima edizione ci furono Piero Angela, Mario Pastore e Italo Moretti. Da allora il telegiornale ha raccontato ogni giorno eventi dell’Italia e del mondo, entrando nelle case di milioni di persone attraverso la televisione. Nel corso dell’evento è stato presentato il documentario “Tg2 50 anni di notizie”, realizzato da Rai Documentari in collaborazione con Rai Teche. Il film ripercorre mezzo secolo di cronaca attraverso immagini d’archivio, interviste e testimonianze. Tra i protagonisti presenti nel racconto ci sono Giovanni Allevi, Alberto Angela, Renzo Arbore, Fiorello, Lilli Gruber, Enrico Mentana, Carmen Lasorella, Paolo Garimberti, Luciano Onder, Clemente J. Mimun e padre Paolo Benanti. Il documentario è disponibile sulla piattaforma RaiPlay. Il direttore del Tg2, Antonio Preziosi, ha ricordato la nascita del telegiornale e il suo percorso nel tempo: “Il passato ci serve per guardare al futuro, forti di una storia incredibile, iniziata il 15 marzo del 1976, quando un grande direttore come Andrea Barbato e un grande giornalista come Piero Angela dettero il calcio d’inizio, l’avvio a questa grande storia, a questa grande avventura”. Preziosi ha sottolineato anche il valore del lavoro giornalistico svolto dalla redazione nel corso dei decenni: “50 anni di notizie sono tanti, ma ci danno la forza e il coraggio per andare avanti con determinazione, con la stessa serietà, con lo stesso impegno e con la stessa voglia di informare le telespettatrici e i telespettatori italiani”. Messaggi di auguri sono arrivati da diverse istituzioni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato il ruolo del telegiornale nel panorama informativo del servizio pubblico: “Nella storia dell’offerta informativa del servizio pubblico, il Tg2 si caratterizza da sempre come il telegiornale della sperimentazione e della ricerca di nuovi generi”. Nel suo messaggio ha citato alcune notizie raccontate dal telegiornale, tra cui l’annuncio nel 2004 del sequestro a Baghdad di quattro civili italiani, tra cui Fabrizio Quattrocchi, e la diffusione nel 2021 dell’immagine del boss mafioso Matteo Messina Denaro, poi arrestato nel 2023. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato la nascita della testata come un momento di cambiamento nella televisione italiana: “Nasceva il Tg2, un nuovo telegiornale, potevi scegliere, potevi saltare quello delle 20 e prendere quello delle 20:30: fu una piccola rivoluzione”. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha inviato un messaggio alla redazione ricordando il lavoro svolto in questi decenni: “In questi cinquant’anni, la vostra testata giornalistica ha accompagnato intere generazioni attraverso il racconto dei grandi momenti e dei passaggi cruciali della nostra storia, nazionale e internazionale”. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato il contesto storico della nascita del telegiornale: “Io muovevo i miei primi passi nel mondo del giornalismo quando nacque il TG2, che ha rappresentato sin da subito la libertà di scegliere”. Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato del ruolo della testata nel raccontare i cambiamenti del Paese, mentre l’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi ha evidenziato l’importanza del lavoro giornalistico all’interno del servizio pubblico: “I giornalisti sono importanti, sono una professionalità che va tutelata”.
Al Mattatoio di Roma otto sabati di incontri dedicati ai 50 anni de La Repubblica

Dal 15 gennaio al 15 marzo, al Mattatoio di Testaccio a Roma, la mostra “La Repubblica una storia di futuro” apre al pubblico e diventa anche un luogo di incontri gratuiti che raccontano i primi cinquant’anni di Repubblica. Ogni sabato, lo spazio del padiglione 9b si anima con dibattiti e dialoghi che spiegano come un giornale nasce, cresce e racconta il mondo, partendo dalla memoria per parlare del presente e del futuro. L’ingresso è libero, con prenotazione, e la mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20. Il percorso degli incontri è diviso in otto giornate, con due appuntamenti ogni sabato, e attraversa i grandi temi che hanno segnato la storia del giornale: arte, musica, politica, cultura, diritti, esteri, inchieste, sport e reportage. L’obiettivo è spiegare, in modo chiaro e accessibile, come Repubblica ha raccontato l’Italia e il mondo attraverso le sue pagine e le sue firme. Il primo appuntamento è sabato 24 gennaio alle 16 con “Il gran museo Repubblica”, dedicato all’attenzione del giornale per l’arte e la bellezza. Dario Pappalardo e Melania Mazzucco ripercorrono il lavoro iniziato nel 1976, quando Scalfari chiamò Giuliano Briganti, storico e critico d’arte, e arrivato fino alle grandi mostre e alle rubriche come “Il museo del mondo”, che ha portato ogni settimana un’opera d’arte nelle case dei lettori. Alle 17.30 si parla di musica con “La musica di Repubblica”: Gino Castaldo e Laura Pertici raccontano concerti, interviste, collane musicali e l’esperienza digitale di Webnotte, definito un “rivoluzionario web show”, che ha unito giornalismo e nuovi linguaggi. Sabato 31 gennaio è dedicato alla politica, uno dei pilastri del quotidiano. Alle 16 Annalisa Cuzzocrea e Concetto Vecchio discutono di “I nemici di Repubblica”, mentre alle 17.30 Filippo Ceccarelli e Serenella Mattera affrontano il tema “Berlusconi e Repubblica”, una relazione che ha segnato la storia del giornale, ricordando anche le dieci domande di Giuseppe D’Avanzo. Il calendario prosegue sabato 7 febbraio con un incontro sui lettori e sulla posta del giornale, seguito da un dialogo sulla Cultura di Repubblica, che racconta il cambiamento delle pagine culturali a partire dal debutto in edicola del quotidiano e la fine della tradizionale terza pagina. Sabato 14 febbraio lo spazio è dedicato agli esteri e ai reportage, con incontri che spiegano come nascono i racconti dal mondo e come la storia viene narrata giorno dopo giorno. Gli appuntamenti continuano il 21 febbraio con due incontri dedicati alla scrittura e alla narrativa, il 28 febbraio con un focus sulla grafica del giornale e sul nuovo disordine mondiale, e il 7 marzo con una giornata sui diritti e sul racconto degli anni Settanta, che include momenti chiave come “l’ultima intervista rilasciata da Moro a Scalfari prima del rapimento”. La chiusura è prevista sabato 14 marzo, con incontri sulle grandi inchieste e sullo sport, altri due elementi centrali nella storia di Repubblica.
Al Mattatoio di Roma la mostra sui 50 anni di Repubblica

Dal 15 gennaio al Mattatoio di Roma, nel quartiere Testaccio, apre al pubblico la mostra La Repubblica una storia di futuro, un’esposizione dedicata ai cinquant’anni di Repubblica: l’evento racconta dove, quando, come e perché è nato e si è trasformato uno dei principali quotidiani italiani, fondato da Eugenio Scalfari insieme a Carlo Caracciolo, attraverso un percorso pensato per i lettori e per il pubblico più giovane, con un linguaggio semplice e strumenti digitali. La mostra, ospitata negli spazi del Mattatoio, è visitabile fino al 15 marzo, dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20, con ingresso gratuito previa registrazione online. L’inaugurazione istituzionale è prevista il 14 gennaio. L’iniziativa è organizzata dal quotidiano la Repubblica con Electa e Studio Azzurro, con il sostegno del Comune di Roma, di Palaexpo e della Fondazione Mattatoio, nata dalla collaborazione tra Campidoglio e Università Roma Tre. Il percorso espositivo è costruito come un grande racconto da attraversare. I visitatori possono muoversi tra pannelli interattivi, video, contenuti social, pagine originali, numeri zero, fotografie d’autore e vignette, per capire come il giornale ha seguito e spiegato l’Italia negli ultimi cinquant’anni. Tutto è pensato per essere chiaro, come una storia raccontata passo dopo passo, mostrando come il passato del quotidiano dialoghi con il suo futuro. All’ingresso, un’installazione accoglie il pubblico con i lavori di cinquanta illustratori, tra cui Altan, Ellekappa, Milo Manara e Tullio Pericoli, che hanno interpretato l’anniversario con vignette e immagini inedite dedicate al numero 50. Al centro della mostra si sviluppa un percorso personalizzabile, che può essere ripetuto più volte scegliendo temi diversi. Una grande parete lunga cento metri e alta 4,5 metri ripercorre la storia di Repubblica decennio dopo decennio, dalle prime matite satiriche contro il potere alle innovazioni editoriali, dai supplementi alle edizioni locali, fino alla crescita del digitale. Altri pannelli guidano il pubblico tra i grandi argomenti raccontati dal giornale: politica, cronaca, economia, mondo, cultura, società, sport e spettacoli, mostrando come questi temi abbiano contribuito a costruire un racconto continuo del Paese. Una sezione è dedicata all’evoluzione grafica, spiegando in modo semplice come nasce un giornale: l’impaginazione, i formati, i caratteri, visti come gli ingranaggi di una macchina che lavora ogni giorno. L’esposizione è accompagnata da un catalogo curato dal quotidiano con Electa e da un calendario di talk, lezioni e dibattiti che renderanno lo spazio un luogo attivo per tutta la durata dell’evento. In chiusura del percorso, una selezione di scatti d’autore, da Steve McCurry a Gianni Berengo Gardin, racconta i protagonisti finali della storia del giornale: i lettori.
Il Giornale festeggia 50 anni: oggi evento agli IBM Studios di Milano
“Il Giornale” celebra oggi il suo mezzo secolo di vita con un evento presso gli IBM Studios in piazza Gae Aulenti 10, dalle 9.30 alle 17.30. L’evento, intitolato «Il Giornale 50 anni dopo», ripercorre la storia del quotidiano e affronta le sfide future con una serie di interventi e dibattiti. Oggi con il quotidiano l’inserto di 64 pagine che ne ripercorre la storia. La giornata inizia con il saluto del direttore Alessandro Sallusti. Seguiranno panel su temi cruciali come pace, innovazione e sostenibilità. Tra i relatori, Claudio Descalzi (ENI), Giampiero Massolo (Mundys), Ana Palacio (ex ministro degli Esteri spagnolo), Flavio Cattaneo (ENEL), Carlo Cimbri (Unipol), e molti altri. Mike Pompeo, ex Segretario di Stato USA, sarà intervistato da Nicola Porro. Altri interventi vedranno protagonisti Pierroberto Folgiero (Fincantieri), Marco Hannappel (Philip Morris Italia), e Pietro Labriola (TIM). Bruno Vespa modererà un confronto tra gli ex direttori del Giornale, tra cui Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro. La giornata si concluderà con un panel sulla storia del quotidiano, moderato da Vittorio Macioce, con Gennaro Sangiuliano (ministro della Cultura) e altri ospiti. L’evento è aperto al pubblico previa iscrizione (info al numero 02.85661).
Bresciaoggi: 50 anni di storia e impegno per la comunità bresciana

Il 28 aprile del 1974 segnò un momento epocale per la città e la provincia di Brescia. In quella domenica di primavera, mentre il mondo si muoveva al ritmo dei suoi avvenimenti, un nuovo protagonista fece il suo ingresso nelle edicole locali: Bresciaoggi. Con un’edizione zero già uscita il 11 aprile e un altro numero “01” pubblicato il sabato precedente, il quotidiano iniziò il suo viaggio, diventando presto un punto di riferimento per la comunità bresciana. Da allora, Bresciaoggi è cresciuto e si è evoluto, diventando un vero e proprio patrimonio collettivo. I suoi redattori e collaboratori hanno saputo interpretare i sentimenti e gli stati d’animo dei bresciani, trasformando il giornale in una voce autentica e rappresentativa della città e della sua provincia. Uno dei valori fondanti di Bresciaoggi è sempre stato il suo impegno nel raccontare la verità, senza cedere alla tentazione del sensazionalismo o dei dettagli macabri. Il giornale ha accompagnato la comunità nei momenti più tragici e nelle sfide più difficili, dalla strage di piazza della Loggia all’omicidio di Aldo Moro, dedicando edizioni straordinarie e dando voce al dolore e alla solidarietà dei bresciani. Ma Bresciaoggi non è stato solo testimone dei momenti bui: ha anche celebrato le vittorie e le gioie della comunità, come la liberazione di Roberta Ghidini e Giuseppe Soffiantini, sequestrati per lunghi mesi, o la promozione e la valorizzazione del patrimonio sportivo e culturale della città. L’impegno sociale e civico di Bresciaoggi si è manifestato in molteplici modi nel corso degli anni. Emblematica è stata la prima pagina bianca con il volto di Roberta Ghidini, un gesto di protesta contro la criminalità che ha suscitato un’ampia reazione nell’opinione pubblica e ha contribuito alla mobilitazione per la sua liberazione. Ma l’evoluzione di Bresciaoggi non si è limitata al suo impegno giornalistico: il giornale è stato anche all’avanguardia nel proporre nuove rubriche e sezioni, anticipando i tempi e rispecchiando le esigenze e gli interessi della comunità. Dalla pagina culturale, con firme autorevoli come quella del filosofo Emanuele Severino, alla sezione sull’economia locale, Bresciaoggi ha saputo adattarsi ai cambiamenti e rimanere sempre al passo con i tempi. Cinquant’anni di storia non sono stati privi di sfide e difficoltà, ma Bresciaoggi ha dimostrato di saper affrontare gli ostacoli con coraggio e determinazione. L’autogestione e la cooperativa hanno permesso al giornale di superare i momenti più critici, mentre il sacrificio e l’impegno di redattori, collaboratori e poligrafici hanno contribuito a preservare e rafforzare il legame con la comunità. Nel celebrare il suo cinquantesimo compleanno, Bresciaoggi ringrazia i suoi lettori e la città che lo ha visto nascere e crescere. Ogni giorno, per 18.000 giorni, l’intera redazione ha lavorato con dedizione e passione per portare avanti la missione del giornale: raccontare la storia di Brescia e dei suoi abitanti, dando voce alle loro speranze, alle loro lotte e ai loro successi. La festa di compleanno di Bresciaoggi è quindi anche la festa dei bresciani, un momento per celebrare insieme il passato, il presente e il futuro di un giornale che continua a essere una voce autentica e rappresentativa della città e della sua provincia.