Domani, sei anni dopo: nuove newsletter, podcast e promozioni per gli abbonati

Il quotidiano Domani compie sei anni. Il giornale, fondato il 15 settembre 2020, festeggia l’anniversario con alcune novità editoriali e una promozione dedicata ai lettori abbonati. Tra le principali novità c’è “Firmato Fittipaldi”, la nuova newsletter settimanale firmata dal direttore Emiliano Fittipaldi. La pubblicazione, in uscita ogni sabato mattina, sarà dedicata al fatto o al personaggio della settimana e offrirà ai lettori il punto di vista del direttore sull’attualità. Cambia veste anche “Areale”, la newsletter dedicata ai temi ambientali curata dal giornalista Ferdinando Cotugno. Dopo anni di pubblicazione, la newsletter riparte con una nuova impostazione, nata dall’esigenza, condivisa dalla redazione e dalla comunità dei lettori, di rinnovare il punto di vista sulla narrazione ambientale. Il 16 settembre prenderà inoltre il via la terza stagione del podcast “Per questi motivi”, curato dalla giornalista Giulia Merlo e dedicato ai grandi processi che hanno segnato la storia giuridica italiana. Il primo episodio sarà incentrato sullo scandalo Lockheed, la vicenda di corruzione che portò per la prima volta la Corte costituzionale a riunirsi in veste di Alta Corte di giustizia per giudicare alcuni ministri della Repubblica. Nelle prossime settimane la testata annuncia il lancio di un nuovo progetto editoriale dedicato al centrosinistra, pensato per seguire da vicino l’evoluzione dello schieramento politico nella fase che porterà alle elezioni politiche del 2027. Tra gli appuntamenti riservati agli abbonati, il prossimo “Caffè con il Direttore” si terrà online il 23 settembre alle ore 18. Durante l’incontro, Fittipaldi dialogherà con l’inviato Nello Trocchia sul caso legato al programma televisivo Report, sui condizionamenti della politica sull’informazione e sul futuro del giornalismo investigativo. Per celebrare il sesto compleanno, il giornale propone infine una promozione dedicata agli abbonati: fino al 20 settembre sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento annuale a 80 euro, anziché al prezzo abituale di 120 euro. Nella nota diffusa per l’occasione, la redazione ricorda sei anni di “inchieste, approfondimenti, analisi e notizie”, sottolineando la scelta di “raccontare i fatti con rigore, senza sconti, seguendo le storie fino in fondo”. (In foto, Emiliano Fittipaldi)
L’Espresso porta a Milano ministri e leader politici per “Setteidee 2026”

“Setteidee”, il Festival dell’Italia che innova organizzato da L’Espresso, si prepara ad aprire i battenti a Milano il 17 e 18 settembre 2026 con una presenza politica definita “particolarmente affollata”. All’appuntamento parteciperanno ministri, viceministri, sottosegretari, presidenti di Regione, parlamentari italiani ed europei, amministratori locali e leader di partito, insieme a manager, imprenditori e accademici. Il programma, dedicato a temi come startup, innovazione, impresa, tecnologia, salute, energia, turismo, editoria e finanza, prevede interventi da entrambi gli schieramenti politici, maggioranza e opposizione, in un confronto trasversale sui diversi approcci all’innovazione. La prima giornata si apre con il direttore de L’Espresso Emilio Carelli. Tra gli ospiti figurano il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, collegato da remoto, e la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo. Seguono il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti, la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti e il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Nel pomeriggio il fronte politico si allarga ulteriormente: intervengono Massimo D’Alema, presidente di Italianieuropei, Benedetto Della Vedova di +Europa, e gli eurodeputati Pasquale Tridico e Brando Benifei. Spazio anche a tre presidenti di Regione: Alessandra Todde per la Sardegna, Eugenio Giani per la Toscana e Roberto Occhiuto per la Calabria, oltre al collegamento dell’eurodeputato Nicola Zingaretti. La seconda giornata mantiene lo stesso carattere trasversale. In mattinata sono attesi Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, e Carlo Calenda, segretario di Azione, seguiti dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti e da Francesco Boccia, presidente del gruppo Pd al Senato. Nel pomeriggio si susseguono il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, la vicepresidente della Camera Anna Ascani, il senatore ed ex ministro Stefano Patuanelli e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini. Nella parte finale del programma intervengono anche Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali Italiani, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, la ministra per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati, la senatrice Barbara Floridia, il deputato Stefano Candiani, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika e il segretario di Forza Italia Giovani Simone Leoni. Chiude il programma politico Matteo Renzi, presidente di Italia Viva. Accanto agli interventi istituzionali, il festival ospita una serie di pitch competition con startup attive nei settori dell’educazione e welfare, turismo ed enogastronomia, medicina e salute, editoria, mobilità, energia e infrastrutture, intelligenza artificiale, industria e spazio, finanza e assicurazioni. (In foto, Emilio Carelli)
“In Mezz’ora” e “Newsroom”, agosto da record sui social, con oltre 12 milioni di views

“In Mezz’ora” e “Newsroom”, le due trasmissioni di approfondimento di Rai3 condotte da Monica Maggioni, hanno superato 12 milioni di visualizzazioni sui social nel solo mese di agosto. Il dato, comunicato dalla Rai, riguarda i contenuti pubblicati sulle pagine Instagram e Facebook dei due programmi ed è stato generato interamente attraverso traffico organico, cioè senza il ricorso a campagne a pagamento. Il risultato conferma la crescita di un progetto editoriale pensato per raccontare l’attualità e la geopolitica anche attraverso le piattaforme digitali. Accanto ai servizi e ai reportage realizzati per la programmazione televisiva, la redazione produce ogni giorno contenuti originali, ideati appositamente per i social network: reel, gallery, card news e contenuti esplicativi accompagnano quotidianamente il pubblico nell’approfondimento delle principali notizie e dei grandi scenari internazionali. A questi si aggiungono grafici, mappe e dati, strumenti pensati per rendere più semplici da capire anche gli argomenti più complessi. Il lavoro digitale dei due programmi è svolto da una redazione composta in larga parte da giovani giornalisti, un elemento che la Rai indica come segno della vocazione crossmediale del servizio pubblico, cioè della capacità di raccontare le notizie usando più linguaggi e più canali insieme. Oggi “In Mezz’ora” e “Newsroom” sono presenti ogni giorno su Instagram, Facebook, TikTok e WhatsApp, con contenuti pensati per formati e abitudini di consumo differenti. L’obiettivo è mantenere al centro la qualità dell’approfondimento e l’affidabilità dell’informazione, affiancando alla messa in onda televisiva una presenza costante sulle piattaforme digitali. (In foto, lo studio della terza stagione di “Newsroom”)
Feltri lascia HuffPost Italia: da ottobre andrà a QN. Gedi intanto cerca il nuovo direttore

Cambio al vertice di HuffPost Italia: il gruppo editoriale Gedi ha annunciato l’avvio di una nuova fase per la testata online, dopo aver accettato le dimissioni del direttore Mattia Feltri. La comunicazione è arrivata tramite una nota diffusa giovedì 27 agosto 2026 dal gruppo, controllato da Antenna Media, società della holding greca Antenna Group che fa capo a Theodore Kyriakou. Nel testo, Gedi spiega di aver “definito un progetto di sviluppo della testata che ne rafforza il posizionamento nell’informazione digitale di qualità” e annuncia l’apertura della ricerca di un nuovo direttore. Il profilo richiesto, si legge ancora nella nota, è quello di “un giornalista o una giornalista di esperienza, con approccio innovativo e visione prospettica, capace di interpretare l’evoluzione dell’informazione e di consolidare l’identità di HuffPost Italia come punto di riferimento per un pubblico che chiede contenuti autorevoli, accurati e approfonditi”. Il gruppo editoriale ha inoltre voluto ringraziare Feltri “per il lavoro, la professionalità e il contributo offerti in questi anni alla guida della testata”, augurandogli il meglio per il proseguimento della carriera. Feltri, arrivato alla guida di HuffPost Italia il 23 aprile 2020, ha a sua volta ringraziato l’azienda “per i tanti anni di lavoro pieni di gratificazioni, che non dimenticherà mai”. Secondo indiscrezioni diffuse da Dagospia e confermate all’agenzia Ansa, il giornalista avrebbe già accettato una nuova proposta professionale da Leonardo Maria Del Vecchio, editore di Qn Media. A partire da ottobre, Feltri curerà per Quotidiano Nazionale la rubrica quotidiana “Buongiorno”, già firmata durante la sua esperienza a HuffPost. Feltri non sarebbe l’unico innesto per Qn: secondo le stesse fonti, nel gruppo arriverebbe anche Guido Boffo, giornalista torinese ed ex direttore de Il Messaggero.
Milo Infante lascia la Rai dopo oltre vent’anni e debutta su Rete 4 con “Ore 11”

Milo Infante ha debuttato su Rete 4 con “Ore 11”, il nuovo programma di informazione in onda ogni mattina intorno alle 10:50. Per il giornalista e conduttore si tratta dell’inizio di una nuova fase professionale dopo oltre vent’anni trascorsi in Rai e del primo passo di un progetto che comprende anche una trasmissione pomeridiana su Canale 5 e una prima serata su Rete 4. La prima puntata di “Ore 11” si è aperta con il femminicidio di Tania Terrin. “Una donna che non siamo stati in grado di salvare, nonostante il suo assassino sia stato più volte denunciato da altre donne per violenza”, ha detto Infante introducendo il caso. La trasmissione ha affrontato anche la storia di una dodicenne riuscita a sottrarsi agli abusi del compagno della madre utilizzando il segnale antiviolenza, un gesto della mano usato per chiedere aiuto senza parlare. Nel corso della puntata è stato inoltre proposto un aggiornamento sul caso Garlasco. Tra gli altri argomenti affrontati anche l’arresto del rapper Tony Boy. Il cantante è stato fermato dopo una perquisizione nella sua abitazione, durante la quale gli agenti hanno trovato cocaina, marijuana e hashish, oltre a una pistola con la matricola abrasa e circa cinquanta munizioni. L’arrivo di Infante a Mediaset non riguarda soltanto la fascia del mattino. Fino al 4 settembre il conduttore sarà presente anche su Canale 5 alle 16:45 con “Verità Nascoste – Il Diario”. Il programma accompagnerà il pubblico verso “Verità Nascoste”, nuovo appuntamento di approfondimento dedicato alla cronaca, previsto dal primo settembre ogni martedì in prima serata su Rete 4. Il nuovo progetto televisivo comprende quindi tre spazi differenti: la mattina di Rete 4 con “Ore 11”, il pomeriggio di Canale 5 per un periodo di due settimane e, successivamente, la prima serata del martedì su Rete 4. Alla vigilia del debutto, Infante ha spiegato ad Adnkronos di affrontare questa fase “con lo spirito di una scommessa importante”. Secondo il conduttore sarà “un lavoro lungo, che si svilupperà negli anni, non nei giorni o nelle settimane”. Infante ha distinto anche gli obiettivi dei diversi programmi. La trasmissione mattutina rappresenta “una sperimentazione”, mentre la prima serata sarà “il programma su cui contiamo di investire tanto, nel senso di lavoro, di concentrazione, di obiettivo. Perché il martedì è un giorno molto complicato per l’informazione”. Il passaggio dalla Rai a Mediaset ha portato il conduttore a confrontare anche i due ambienti di lavoro. Parlando della nuova esperienza, Infante ha dichiarato di avere trovato una realtà nella quale “al centro c’è il prodotto”. “Se hai un’esigenza, c’è una squadra che lavora per il prodotto, cosa che ultimamente ho faticato a trovare in Rai. Non c’è tutta la burocrazia che c’è lì: la Rai oggi è divisa in comparti che spesso non si parlano, e l’esigenza della produzione a volte non trova riscontro in una pronta reazione”, ha spiegato. Infante ha parlato anche del modo di fare informazione nella nuova azienda. “La libertà che c’è a Mediaset è nota. Più che di libertà parlerei di coraggio di sperimentare”, ha dichiarato. Il conduttore ha poi sottolineato la continuità della programmazione informativa del gruppo: “Sono entrato in un grande gruppo che ha il coraggio di esserci, perché è un’informazione che non si spegne mai, presente d’estate, d’inverno, a Natale, a Capodanno. È una macchina organizzativa impressionante, e lo dico venendo dalla Rai. Il fatto di restare accesi con tutti i programmi anche ad agosto è uno sforzo produttivo imponente”. Infante ha infine escluso che la sua lunga esperienza nel servizio pubblico possa essere utilizzata come spiegazione in caso di risultati inferiori alle attese nella nuova prima serata. “Se dovesse andare male la prima serata, il problema è mio. Non credo nel fatto di dire: eri troppo Rai, quindi a Mediaset non funzioni. Il fallimento sarebbe mio: avrò sbagliato temi, ospiti, argomenti, narrazione”.
Boston Globe investe sul locale per trasformare i lettori in abbonati

Il Boston Globe punta sul giornalismo locale, sui contenuti specializzati e sui prodotti capaci di creare abitudini nei lettori per aumentare gli abbonamenti digitali e ridurre la dipendenza dal traffico proveniente dai motori di ricerca. La strategia è stata illustrata a Press Gazette dall’amministratrice delegata Linda Henry e dal responsabile dei ricavi consumer Tom Brown. Il quotidiano propone ai nuovi lettori sei mesi di accesso a un dollaro, con l’obiettivo di trasformare chi prova il servizio in un abbonato stabile. Parallelamente, Globe Media sta sperimentando formule che riuniscono Boston Globe, Boston.com e Boston Magazine in un unico abbonamento. I risultati degli ultimi anni mostrano una crescita della base pagante. Secondo Brown, dal 2019 il numero complessivo degli abbonati è aumentato del 30%, mentre gli abbonati digitali sono cresciuti del 180%. Ad aprile 2026 il Globe contava 313 mila abbonati digitali a pagamento, circa 50 mila dei quali collegati a più di 40 abbonamenti aziendali e di gruppo. Per allargare ulteriormente il pubblico, il giornale sta aumentando la copertura di alcune aree del New England, tra cui Rhode Island, New Hampshire e Cambridge, e investendo su temi come economia, politica e sport scolastico. Il Globe ha inoltre sviluppato nuove newsletter e prodotti rivolti a pubblici specifici. Un’altra parte della strategia riguarda giochi e puzzle. Circa 20 mila abbonati li utilizzano regolarmente e, secondo Brown, esiste una “correlazione diretta tra l’utilizzo dei giochi e la fidelizzazione degli abbonati”. I giochi rappresentano inoltre circa il 17% dell’utilizzo complessivo del sito da parte dei non abbonati. Questi prodotti assumono maggiore importanza mentre cambia il rapporto tra editori e motori di ricerca. Il traffico organico proveniente dalla ricerca verso il sito del Boston Globe è diminuito del 3% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le risposte generate dall’intelligenza artificiale possono infatti fornire direttamente agli utenti alcune informazioni senza portarli sui siti delle testate. “Le panoramiche basate sull’intelligenza artificiale stanno certamente influenzando i contenuti sempre attuali e gli argomenti per i quali i lettori cercano solo una risposta rapida”, ha spiegato Brown. L’impatto, secondo il manager, è invece minore sugli articoli originali, locali e di approfondimento. Per questo il Globe sta spostando l’attenzione dal semplice numero di clic alla capacità di trasformare i lettori in abbonati. Tra le metriche considerate più importanti ci sono ora le conversioni per milione di visitatori, insieme alla capacità degli articoli di aumentare il coinvolgimento e la fedeltà del pubblico. Anche l’intelligenza artificiale viene utilizzata all’interno dell’azienda. “La consideriamo uno strumento aziendale fondamentale per potenziare i nostri dipendenti, ampliare le loro capacità e accrescere la loro esperienza”, ha spiegato Henry. La direttrice individua però nel giornalismo locale e originale l’elemento centrale della strategia: “L’intelligenza artificiale può riassumere una riunione del consiglio comunale, ma non può essere presente di persona a coltivare le fonti che permettono ai lettori di comprendere veramente cosa è successo e perché”. Accanto al digitale rimane anche il giornale cartaceo. Negli ultimi dati disponibili la diffusione print era di 45.600 copie, in diminuzione del 20% in un anno, mentre gli aumenti dei prezzi hanno permesso di mantenere stabili i ricavi. Globe Media continua inoltre a sviluppare pubblicità, eventi e produzioni cinematografiche e televisive legate al proprio giornalismo.
Leonardis rilancia La Stampa con focus su territori e scuole

L’editore de La Stampa, Alberto Leonardis, ha illustrato i progetti per il futuro del quotidiano in un’intervista rilasciata al Foglio, spiegando la strategia con cui intende sviluppare la testata diretta da Antonio Di Rosa. Nel corso del colloquio, il presidente e amministratore delegato di SAE ha parlato degli obiettivi editoriali, dell’organizzazione del giornale e dell’arrivo di nuovi collaboratori. Leonardis ha descritto il ruolo raggiunto dal proprio gruppo nel panorama dell’editoria italiana, affermando: “Sono il secondo editore italiano, prima di me c’è solo Urbano Cairo. Ormai sono il secondo per copie vendute”. Successivamente ha illustrato uno dei progetti principali dedicati a La Stampa, spiegando di voler rafforzare la presenza del quotidiano anche attraverso la rete delle testate locali del gruppo. “Voglio fare il panino. Inserirò La Stampa in tutti i miei giornali locali e saremo il secondo giornale italiano, ma ho un altro grande progetto. Fare della Stampa il giornale delle aree interne. Voglio che La Stampa sia il giornale delle aree dimenticate”. L’idea illustrata dall’editore è quella di dedicare maggiore attenzione ai territori meno presenti nel dibattito nazionale, raccontando le realtà locali e le comunità che vivono lontano dai grandi centri urbani. Accanto a questo progetto, Leonardis ha annunciato anche nuove iniziative rivolte a lettori di differenti fasce di età e ambiti professionali. “Faremo allegati per le scuole, allegati per le industrie. E abbiamo un nuovo parco firme”. Nello stesso passaggio ha aggiunto: “Massimo Giannini con tutto il rispetto ma… Il Tirreno l’ho venduto, non era più funzionale ai miei progetti”. Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema delle nuove firme che collaboreranno con il quotidiano. Leonardis ha confermato la presenza del professor Giovanni Orsina tra gli editorialisti e ha annunciato l’arrivo dello scrittore Gianrico Carofiglio, dichiarando: “Scriverà per noi Gianrico Carofiglio, amato dalla sinistra. Un colpo”. L’editore ha inoltre anticipato ulteriori ingressi nella squadra del giornale. Secondo quanto dichiarato, inizieranno a scrivere per La Stampa anche Virman Cusenza, già direttore de Il Messaggero, e Franco Bechis, direttore di Open.
Corriere della Sera aggiorna l’app: ecco tutte le novità

Il Corriere della Sera ha presentato una nuova versione della propria app, introducendo un aggiornamento che rinnova grafica, organizzazione dei contenuti e modalità di fruizione delle notizie su smartphone. Il progetto segue il recente restyling del sito internet del quotidiano e punta a rendere più semplice e immediata la consultazione dell’informazione digitale da parte dei lettori. Tra le principali novità figura una grafica allineata a quella del portale web del giornale. Le notizie vengono organizzate con una struttura pensata per distinguere con maggiore chiarezza breaking news, approfondimenti, interviste, analisi e commenti, così da facilitare la navigazione all’interno dell’applicazione. Nella parte superiore della schermata è stata inserita la nuova sezione “Ultime news”, che raccoglie gli aggiornamenti pubblicati dalla redazione, le dirette e gli articoli più recenti firmati dai giornalisti del quotidiano. L’obiettivo è consentire agli utenti di raggiungere rapidamente le informazioni più aggiornate. L’aggiornamento interessa anche l’area dedicata ai video, completamente riprogettata. La nuova sezione comprende uno spazio per i contenuti verticali ottimizzati per smartphone, consultabili attraverso uno scorrimento verticale a schermo intero. Accanto ai video trova spazio anche una sezione audio, dove sono raccolti podcast quotidiani, serie tematiche e audioarticoli, accessibili direttamente dall’app. Tra le funzioni integrate compare inoltre Corriere Giochi, una piattaforma che propone quiz, giochi di logica, parole e contenuti dedicati alla cultura generale. Gli utenti possono seguire i propri progressi e confrontare i risultati con altri partecipanti direttamente all’interno dell’applicazione. Una parte importante del rinnovamento riguarda la personalizzazione. Ogni lettore può scegliere se ricevere le notifiche delle ultime notizie, selezionare la propria edizione locale di riferimento e utilizzare la sezione “Per te”, che raccoglie i contenuti più vicini ai propri interessi. Debutta anche la funzione “Continua a leggere”, che permette di riprendere un articolo dal punto in cui era stato interrotto. Tra le novità viene introdotta anche Auto, una nuova applicazione pensata per accompagnare gli spostamenti in automobile. Il servizio offre l’accesso diretto ai podcast del Corriere della Sera e a una selezione di articoli disponibili in formato audio. Il lancio della nuova app arriva nell’anno in cui il Corriere della Sera celebra il 150° anniversario dalla fondazione. Secondo i dati Audicom richiamati dal quotidiano, la testata registra 26,6 milioni di utenti unici mensili e conta quasi 800 mila abbonati, ai quali sono destinate le nuove funzionalità introdotte con questo aggiornamento. (In foto, la redazione del Corriere)
Lirio Abbate lascia Repubblica: sarà vicedirettore del Giornale

Il giornalista Lirio Abbate ha lasciato La Repubblica e assumerà il ruolo di vice direttore del Giornale con delega alle inchieste investigative e giudiziarie. Sebbene il trasferimento fosse già noto da alcuni giorni, le dimissioni dal quotidiano del gruppo GEDI sono state formalizzate il 21 luglio, segnando la conclusione del suo percorso nella redazione. Secondo quanto emerso, Abbate avrebbe lasciato La Repubblica con dispiacere, dopo aver sperato fino all’ultimo di poter proseguire la propria esperienza professionale all’interno della testata. Con il nuovo incarico entrerà a far parte della direzione del Giornale, dove seguirà in particolare le attività legate alle inchieste e alla cronaca giudiziaria. L’arrivo del giornalista investigativo è stato voluto dal direttore Tommaso Cerno, con il quale Abbate aveva già collaborato in passato durante l’esperienza all’Espresso. La nuova nomina rafforza l’area dedicata al giornalismo investigativo del quotidiano e si inserisce nel percorso di riorganizzazione editoriale avviato dalla direzione. L’ingresso di Abbate coincide con una fase di cambiamento per il Giornale. Da oggi il quotidiano è in edicola con una nuova veste grafica, presentata nell’ambito del progetto di rinnovamento della testata. Nei giorni precedenti il giornale aveva registrato anche l’uscita di Osvaldo De Paolini, condirettore con delega all’economia. Il giornalista si è dimesso il 20 luglio, spiegando di ritenere conclusa la propria esperienza dopo tre anni di lavoro e di voler dedicare questo periodo al riposo.
Caso Air Force One: salgono a 5 i giornalisti del NYT coinvolti. Kahn segue la vicenda

Sale a cinque il numero dei giornalisti del New York Times finiti nel mirino dei procuratori federali nell’ambito dell’inchiesta legata agli articoli sui presunti problemi di sicurezza del nuovo Air Force One, il Boeing 747-8 donato dal Qatar. L’aggiornamento arriva dalla newsletter Status e amplia quanto emerso nelle scorse ore, quando i mandati di comparizione risultavano notificati a quattro reporter. Secondo quanto riferito da Status, il direttore del New York Times, Joe Kahn, sta seguendo personalmente la vicenda e ha incontrato privatamente i giornalisti coinvolti per affrontare gli sviluppi del caso. Anche l’amministratrice delegata del quotidiano, Meredith Kopit Levien, è intervenuta con un messaggio inviato all’intera redazione. Nel testo ha definito i mandati di comparizione “un palese tentativo di soffocare il giornalismo indipendente” e ha assicurato ai giornalisti interessati di avere “alle loro spalle tutto il peso del New York Times, e di ciascuno di noi”. L’aggiornamento conferma il coinvolgimento diretto dei vertici del New York Times nella gestione della vicenda, mentre prosegue il procedimento avviato dopo la pubblicazione degli articoli dedicati al nuovo Air Force One. Il caso continua a richiamare l’attenzione sul confronto tra il quotidiano statunitense e l’amministrazione Trump, in attesa degli sviluppi sul piano giudiziario.