Wikipedia, timori per qualità e controlli dopo i tagli tecnici

Wikipedia

Oltre 700 volontari di Wikipedia stanno protestando contro la decisione della Wikimedia Foundation di chiudere il team Community Tech, un piccolo gruppo formato da sei sviluppatori informatici che aiutava il funzionamento tecnico dell’enciclopedia online più usata al mondo. La decisione è stata comunicata il 20 maggio dalla fondazione che gestisce Wikipedia. Secondo quanto riportato da Ansa e dal sito The Verge, il gruppo era considerato molto importante dai volontari che ogni giorno aggiornano, correggono e controllano milioni di pagine della piattaforma. Gli sviluppatori di Community Tech lavoravano su strumenti utilizzati quotidianamente dagli utenti e dagli editor volontari. Tra questi ci sono la modalità scura dello schermo, i sistemi per individuare i testi copiati e altri strumenti tecnici utili per correggere errori e migliorare la qualità delle voci pubblicate online. La Wikimedia Foundation ha spiegato che la chiusura del team è stata decisa per motivi organizzativi. Secondo la fondazione, quel modello di lavoro provocava rallentamenti interni e per questo le attività saranno distribuite ad altri gruppi tecnici. La scelta ha però provocato forti reazioni tra i volontari che collaborano con Wikipedia. “Wikipedia non esisterà più. Si deteriorerà rapidamente”, ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione a The Verge, “se anche solo una massa critica di volontari smetterà di lavorare sarà un disastro, non solo per Wikipedia ma per l’umanità”. I circa 700 volontari coinvolti nella protesta gestiscono gran parte delle pagine in lingua inglese della piattaforma e realizzano milioni di modifiche ai contenuti. Un eventuale rallentamento del loro lavoro potrebbe influire sulla qualità e sull’affidabilità delle informazioni presenti nell’enciclopedia digitale. Nei mesi precedenti alla chiusura del reparto, alcuni dipendenti della Wikimedia Foundation avevano annunciato l’intenzione di avviare un percorso di sindacalizzazione. Dopo i licenziamenti, alcune persone hanno ipotizzato che tra i lavoratori coinvolti ci fossero anche dipendenti legati alla campagna sindacale. La Wikimedia Foundation ha però precisato che la decisione di chiudere il dipartimento era stata presa già nel settembre del 2025, prima dell’avvio delle discussioni sulla sindacalizzazione. La vicenda riguarda anche il settore dell’intelligenza artificiale. Molti sistemi di IA utilizzano infatti le pagine di Wikipedia per raccogliere informazioni e addestrare i propri modelli linguistici. Un possibile peggioramento della qualità delle voci potrebbe quindi avere effetti anche sui sistemi digitali che leggono e utilizzano quei contenuti.

Scuola di Giornalismo, Perugia investe su IA e multimedialità

Villa Bonucci

La Scuola di Giornalismo di Perugia avvia un nuovo progetto di sviluppo dedicato all’informazione audiovisiva, digitale e multipiattaforma. L’obiettivo annunciato dalla struttura è trasformare Villa Bonucci in un hub nazionale capace di unire il giornalismo professionale alle nuove tecnologie, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, ai linguaggi digitali e alla produzione crossmediale. Il percorso è stato illustrato dal presidente Flavio Mucciante durante il Comitato Direttivo convocato per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025. L’annuncio arriva a pochi giorni dalla pubblicazione del nuovo bando per la selezione di 24 allievi praticanti della Scuola, aperto fino al 20 luglio. “Il rilancio della Scuola passa prima di tutto attraverso il rafforzamento del corpo docente con l’ingresso di alcune delle firme e dei volti più autorevoli del giornalismo italiano”, ha dichiarato Mucciante. Entrano infatti nell’offerta formativa Giovanni Floris di La7, Andrea Di Caro del Corriere della Sera, i giornalisti Rai Alberto Rimedio, Francesco Repice, Giorgia Cardinaletti, Alessio Zucchini e Marco Bariletti, insieme a Simona Rolandi, Michele Partipilo, Maria Gianniti, Giorgiana Cristalli, Francesca Romana Elisei e Giorgio Zanchini. Secondo il presidente della Scuola, non si tratta soltanto di ampliare il numero dei docenti, ma di rafforzare il ruolo dell’istituto nel settore della formazione giornalistica nazionale. “Il segnale concreto della volontà della Scuola di rafforzare il proprio posizionamento come luogo di eccellenza nella formazione, grazie al contributo di giornalisti impegnati ogni giorno sul campo, nel segno di solidità professionale e innovazione tecnologica”, ha spiegato Mucciante. Il progetto punta a preparare giornalisti capaci di lavorare con testi, immagini, video, audio, grafica e dati. Oggi, infatti, il lavoro dell’informazione richiede contenuti pensati per televisioni, siti internet, social network e piattaforme digitali, spesso con formati brevi e immediati. Mucciante ha sottolineato che la sfida principale resta quella di formare professionisti “credibili e autorevoli”, capaci di usare la tecnologia senza perdere il controllo umano sul lavoro editoriale. “Più crescerà la produzione automatica di contenuti più aumenterà il valore della responsabilità editoriale umana”, ha affermato. Negli ultimi mesi la Scuola ha adottato anche una nuova policy dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel giornalismo, in linea con la normativa italiana entrata in vigore sul tema. Tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 è prevista inoltre la realizzazione di un laboratorio permanente dedicato all’IA, con una newsroom sperimentale destinata alla produzione crossmediale e al fact-checking avanzato. Il nuovo spazio, secondo quanto spiegato dalla direzione della Scuola, servirà anche a sviluppare regole e pratiche professionali per l’utilizzo corretto delle tecnologie digitali nell’informazione. Mucciante ha definito il progetto “una deontologia dell’intelligenza artificiale applicata al giornalismo”. La Scuola di Giornalismo di Perugia ha inoltre ricordato il risultato ottenuto da due praticanti dell’istituto, Mario Lucente e Alessio Castagnoli, vincitori della selezione nazionale promossa dal gruppo Gedi tra le Scuole di giornalismo accreditate. I due allievi hanno ottenuto le borse di studio assegnate ogni anno dal quotidiano La Repubblica in memoria del fondatore Eugenio Scalfari. (In foto, Villa Bonucci)

Spotify punta sul giornalismo audio con il formato Articles

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Spotify amplia la sua offerta audio e introduce gli articoli narrati in lingua inglese all’interno della piattaforma. La novità riguarda oltre 650 contenuti provenienti da riviste internazionali come Rolling Stone, The Atlantic, Vogue, Variety, Billboard, Vibe, GQ, WIRED, Vanity Fair e Pitchfork. Gli articoli saranno disponibili nei mercati dove il servizio audiolibri è già attivo. Il nuovo formato, chiamato Articles, permette agli utenti di ascoltare articoli giornalistici letti in audio, proprio come avviene con podcast e audiolibri. I contenuti sono prodotti dal team interno Spotify Audiobooks e hanno una durata inferiore alle due ore. Gli utenti con abbonamento Premium possono accedere agli articoli all’interno del pacchetto mensile dedicato agli audiolibri, mentre gli utenti gratuiti hanno la possibilità di acquistare singoli contenuti al prezzo di 1,99 dollari ciascuno. Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’obiettivo è ampliare i contenuti disponibili sulla piattaforma e offrire agli ascoltatori nuove modalità di fruizione del giornalismo in formato audio. “Con Articles, introduciamo il giornalismo d’inchiesta in formato audio come naturale estensione della musica, dei podcast e degli audiolibri che già interessano agli utenti di Spotify, concentrandoci su argomenti che sappiamo essere di loro interesse”, ha dichiarato Colleen Prendergast , responsabile delle licenze di Spotify Audiobooks. “Integrando contenuti più brevi, raggiungiamo il pubblico dove si trova, contribuendo a creare sane abitudini di ascolto e, in definitiva, ad aumentare l’interesse per i libri nel tempo”. Anche alcune delle testate coinvolte hanno commentato il progetto. “Siamo entusiasti di collaborare con Spotify in quella che consideriamo una sinergia naturale tra due piattaforme che celebrano la musica e la cultura”, ha dichiarato Julian Holguin , CEO di Rolling Stone . “Questa collaborazione con Articles ci permette di rafforzare il legame tra i nostri lettori e gli artisti, le storie e gli articoli che amano, offrendo al contempo un’opportunità di scoperta. Rendendo il giornalismo di Rolling Stone più accessibile su Spotify, siamo entusiasti di portare le nostre storie a un pubblico ancora più ampio”. Spotify spiega che il nuovo formato nasce anche dall’esperienza maturata nel settore dei podcast e degli audiolibri. Secondo l’azienda, gli ascolti più brevi possono aiutare gli utenti a esplorare contenuti più lunghi nel tempo. Gli articoli audio saranno inoltre suggeriti attraverso gli strumenti di personalizzazione e raccomandazione già presenti sulla piattaforma. La società ha ricordato che il servizio di audiolibri è stato lanciato poco più di due anni fa ed è oggi disponibile in 22 mercati. Spotify afferma di avere raggiunto decine di milioni di nuovi ascoltatori e di avere registrato una crescita del 60% anno su anno nelle ore di ascolto degli audiolibri. Negli ultimi mesi la piattaforma ha introdotto anche nuove funzioni come Page Match, Recaps e Follow Along, strumenti pensati per migliorare l’esperienza di ascolto e lettura.

Il leader inglese Farage pubblica online il badge di un reporter del Guardian

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Il politico Nigel Farage ha pubblicato sui social network la foto del tesserino stampa di un fotografo del quotidiano britannico Guardian, provocando la reazione del giornale e del sindacato dei giornalisti britannici NUJ, che accusano il leader di Reform UK di avere messo il reporter in una situazione potenzialmente pericolosa. Il caso è nato durante un’inchiesta del Guardian sui finanziamenti ricevuti da Farage. Il quotidiano stava infatti lavorando a un articolo sulla donazione personale da 5 milioni di sterline che il politico britannico avrebbe ricevuto dal miliardario delle criptovalute Christopher Harborne. Secondo il quotidiano, il leader di Reform UK avrebbe ottenuto il denaro poco prima di cambiare idea sulla sua candidatura alle elezioni britanniche del 2024. Farage ha confermato di avere ricevuto i 5 milioni di sterline, spiegando però che il denaro era destinato esclusivamente alla sua sicurezza personale. Il politico britannico ha inoltre sostenuto che le informazioni sulle sue finanze siano state ottenute attraverso un presunto “grave caso di pirateria informatica”. Per realizzare il servizio, un fotografo incaricato dal giornale si è recato vicino alla casa di Farage per scattare alcune immagini dell’abitazione. Secondo il Guardian, il reporter si trovava su una strada pubblica, quindi in un luogo dove chiunque può passare legalmente. A un certo punto gli addetti alla sicurezza di Farage hanno fermato il fotografo e gli hanno chiesto di identificarsi. Il reporter ha quindi mostrato il suo tesserino professionale della National Union of Journalists, il documento che serve ai giornalisti per dimostrare chi sono e per quale testata lavorano. Successivamente Farage ha fotografato quel badge e ha pubblicato l’immagine sui suoi profili social, mostrando il documento del reporter ai suoi follower. Nel messaggio il leader di Reform UK ha scritto: “Il mio team di sicurezza ha appena trovato questo giornalista del Guardian nella mia proprietà. Ecco perché ho bisogno di sicurezza. Assolutamente inaccettabile”. Secondo il Guardian e la NUJ, il problema non riguarda il fatto che Farage abbia chiesto l’identità del fotografo, ma la decisione di pubblicare online il suo tesserino stampa. Il giornale e il sindacato sostengono infatti che mostrare pubblicamente le credenziali di un giornalista possa trasformarlo in un bersaglio di insulti, minacce o molestie da parte degli utenti dei social network. Per questo motivo il Guardian ha accusato Farage di avere “esposto a rischi” il proprio collaboratore. In una dichiarazione ufficiale il quotidiano ha spiegato che il fotografo “stava svolgendo legalmente il suo lavoro in uno spazio pubblico”. Il giornale ha aggiunto: “Chiedere conto alle figure pubbliche è il ruolo di una stampa libera”. Anche la NUJ ha criticato duramente il comportamento del leader politico britannico. Laura Davison, segretaria generale del sindacato, ha dichiarato: “Nessun giornalista dovrebbe essere soggetto ad azioni che lo prendano di mira o lo espongano a potenziali rischi nello svolgimento del suo legittimo lavoro“. La NUJ ha ricordato che nel Regno Unito i giornalisti subiscono sempre più spesso attacchi, molestie e minacce, soprattutto online, e che la diffusione pubblica di documenti professionali può aumentare questi rischi. (In copertina, la foto del badge del fotografo condivisa sui social di Farage. Credenziali oscurate. Fonte: Instagram Nigel Farage)

The New York Times vieta ai freelance l’uso dell’IA nei testi

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Il New York Times ha inviato ai suoi collaboratori freelance una nuova comunicazione per ricordare le regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione di articoli e immagini destinati alla pubblicazione. L’e-mail, spedita martedì e visionata dal sito Futurism, ribadisce che ogni contenuto consegnato al giornale deve essere creato esclusivamente da persone e non può essere generato, modificato o migliorato tramite strumenti di IA generativa. Nel messaggio il quotidiano americano spiega che “tutti i testi e le immagini che i freelance inviano al Times devono essere frutto della creatività e della maestria umana“. Il documento aggiunge che i collaboratori “non devono inviare materiale per la pubblicazione che contenga contenuti generati, modificati o migliorati da strumenti di IA generativa”. L’avviso rimanda anche a una politica interna più dettagliata dedicata all’uso dell’IA da parte dei freelance. Secondo le linee guida, gli strumenti di intelligenza artificiale possono essere usati soltanto per attività di brainstorming generale, ma non per scrivere o modificare articoli. Il documento precisa infatti che i collaboratori “non possono utilizzare strumenti di intelligenza artificiale generativa per la stesura di alcuna parte di un articolo”. Tra le attività vietate rientrano la creazione, la revisione, la modifica, il miglioramento e la riformulazione dei testi tramite software di IA generativa. Nelle linee guida vengono citati direttamente alcuni strumenti, tra cui ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity per i chatbot, Google AI Overviews per le ricerche automatiche e generatori di immagini come Adobe Firefly, DALL-E e MidJourney. Il richiamo arriva dopo diverse controversie che hanno coinvolto il giornale negli ultimi mesi. A marzo una collaboratrice della rubrica “Modern Love” era stata accusata pubblicamente di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per creare un saggio personale. L’autrice aveva poi dichiarato a Futurism di avere usato chatbot per ideare e revisionare il testo. Ad aprile il quotidiano ha invece interrotto la collaborazione con un freelance che aveva ammesso di avere utilizzato l’IA per scrivere una recensione letteraria. Dopo la pubblicazione, l’articolo era stato accusato di contenere materiale plagiato. La scorsa settimana il New York Times è stato coinvolto in un nuovo caso legato all’utilizzo dell’IA. Una rettifica pubblicata dal giornale ha spiegato che un articolo dedicato al primo ministro canadese Mark Carney conteneva una citazione inesatta generata da uno strumento di intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato nella correzione, una frase attribuita al leader conservatore Pierre Poilievre era in realtà un riassunto automatico delle sue posizioni politiche trasformato erroneamente in una citazione diretta. Nel testo della rettifica il quotidiano ha scritto: “Il giornalista avrebbe dovuto verificare l’accuratezza del risultato fornito dallo strumento di intelligenza artificiale”. Futurism ha chiesto al New York Times se il nuovo promemoria inviato ai freelance fosse collegato ai recenti episodi. In risposta, il giornale ha dichiarato che “forniamo regolarmente linee guida aggiornate ai freelance e in questo caso volevamo chiarire le nostre politiche relative all’uso dell’IA”.

La Repubblica porta in edicola 200 storiche prime pagine, con cinque inserti speciali

Eugenio Scalfari

La Repubblica celebra i suoi cinquant’anni con una raccolta speciale dedicata alle più importanti prime pagine pubblicate dal quotidiano dalla sua nascita a oggi. Da giovedì e per cinque settimane consecutive, i lettori troveranno in regalo con il giornale un inserto che raccoglie quaranta copertine considerate tra le più significative di ogni decennio. In totale saranno pubblicate duecento prime pagine che ripercorrono fatti storici, cambiamenti politici, eventi culturali, scoperte scientifiche e grandi momenti sportivi degli ultimi cinquant’anni. Il progetto parte dalla storica prima pagina del 14 gennaio 1976, giorno della nascita del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. In quella edizione compariva l’editoriale dedicato alla situazione politica italiana e all’incarico di governo affidato ad Aldo Moro. Da quel momento, il giornale ha raccontato guerre, trattati di pace, epidemie, trasformazioni sociali e avvenimenti internazionali attraverso titoli, fotografie e approfondimenti diventati parte della memoria collettiva italiana. L’iniziativa è stata presentata come un viaggio nella storia del giornalismo italiano e nell’evoluzione stessa di Repubblica. Il quotidiano ricorda il ruolo avuto nel cambiamento del linguaggio giornalistico, nel formato grafico e nell’uso delle immagini, oltre alla crescita editoriale che lo ha portato a diventare uno dei principali giornali italiani. Le pagine selezionate mostrano anche l’evoluzione della comunicazione, dal bianco e nero al colore, fino all’integrazione con il digitale e il web. Nel testo che accompagna l’iniziativa viene spiegato che il progetto non vuole essere una semplice cronologia di fatti, ma un racconto costruito attraverso articoli, interviste, fotografie e vignette che hanno segnato epoche diverse. Repubblica sottolinea di aver raccontato l’Italia dando spazio a temi come i diritti e la giustizia sociale, seguendo la linea editoriale costruita negli anni dal fondatore. Tra le citazioni riportate compare una frase di Eugenio Scalfari: “Il senso di una storia non può che essere corale e come in un coro le singole voci non si distinguono separate dal tutto”. Il quotidiano utilizza queste parole per descrivere il lavoro svolto nel corso dei decenni e il rapporto costruito con la comunità dei lettori. L’iniziativa proseguirà fino all’11 giugno con la pubblicazione dei cinque inserti speciali. Dal 12 al 14 giugno è inoltre prevista a Bologna una nuova edizione di Repubblica delle Idee, evento organizzato dal quotidiano per celebrare il cinquantesimo anniversario. Sul sito del giornale, invece, i lettori potranno votare settimana dopo settimana la loro prima pagina preferita tra quelle selezionate con il coordinamento dell’art director Angelo Rinaldi. (In foto, Eugenio Scalfari)

Cairo Communication approva il bilancio 2025 e nomina il nuovo CdA

Urbano Cairo e Uberto Fornara

L’assemblea degli azionisti di Cairo Communication ha approvato il bilancio 2025 e la distribuzione di un dividendo pari a 0,18 euro per azione. Durante la riunione, i soci hanno anche votato il rinnovo del Consiglio di Amministrazione per il triennio 2026-2028, confermando alla guida del gruppo il fondatore Urbano Cairo. Il nuovo consiglio è composto da 10 membri. Urbano Cairo è stato confermato presidente della società con il mantenimento delle principali deleghe esecutive e gestionali. Nove consiglieri sono stati eletti dalla lista di maggioranza presentata da U.T. Communications, società che possiede il 44,59% del capitale e il 60,6% dei diritti di voto. Oltre a Urbano Cairo, fanno parte del board Uberto Fornara, Marco Pompignoli, Roberto Cairo, Laura Maria Cairo, Federico Cairo, Claudio Roberto Calabi, Luisa Maria Collina e Laura Guazzoni. Dalla lista di minoranza presentata dai fondi è stata invece eletta Valentina Manfredi. La manager è stata inoltre nominata lead independent director, secondo quanto previsto dal Codice di Corporate Governance. Dopo l’assemblea, il nuovo CdA si è riunito per assegnare le deleghe operative. Uberto Fornara è stato nominato Amministratore Delegato con poteri specifici legati alla gestione e allo sviluppo della raccolta pubblicitaria, del personale e della rete commerciale dedicata. L’assemblea ha inoltre rinnovato per 18 mesi l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie. Attualmente Cairo Communication possiede in portafoglio circa 14,26 milioni di titoli, pari al 10,61% del capitale sociale della società. (In foto, Urbano Cairo e Uberto Fornara)

Sky News prepara una redazione digitale centrata sui video e ridurrà le news live entro il 2030

Sky News

Sky News sta cambiando il suo modo di fare informazione e punta sempre di più su video digitali, inchieste e contenuti di approfondimento per affrontare la crescita della concorrenza e l’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore delle notizie. A spiegarlo è stato Jonathan Levy, amministratore delegato e direttore editoriale dell’emittente britannica, durante l’evento “Future of Media Trends” organizzato a Londra da Press Gazette. Levy ha detto che Sky News continuerà a seguire le breaking news, cioè le notizie dell’ultima ora, ma che oggi questo settore è diventato molto più affollato rispetto al passato. Secondo il dirigente, quando accade un fatto importante, le persone ricevono contemporaneamente notifiche da molte testate diverse. Per questo motivo, Sky News non vuole più basarsi soltanto sulle notizie immediate. “Credo che ci si stia rendendo conto che questo settore sta diventando sempre più standardizzato e competitivo. Quando scoppia una notizia importante, ricevo cinque, sei, sette notifiche contemporaneamente. Quindi sapevamo di non poterci affidare principalmente a questo”, ha dichiarato Levy. L’emittente sta lavorando a un piano che punta a trasformare Sky News in una redazione “video-first”, cioè pensata prima di tutto per i contenuti video e per il pubblico digitale. L’obiettivo è ridurre entro il 2030 la dipendenza dalla televisione tradizionale in diretta. Nei prossimi mesi arriveranno anche nuovi servizi a pagamento. Sky News lancerà infatti un’app dedicata ai contenuti sulla difesa e nuovi podcast premium con episodi extra e ascolto senza pubblicità. Secondo Levy, i contenuti più approfonditi sono meno esposti agli effetti dei riassunti automatici creati dall’IA, che stanno cambiando il traffico online dei siti di informazione. Negli ultimi mesi, diversi editori hanno registrato un calo delle visite provenienti dai motori di ricerca dopo l’arrivo delle panoramiche generate dall’intelligenza artificiale. Levy ha spiegato che Sky News è stata colpita meno rispetto ad altre testate perché gran parte dei suoi articoli riguarda notizie immediate e aggiornamenti in tempo reale. Tuttavia, ha riconosciuto che l’impatto dell’IA sul giornalismo sarà importante. “Non c’è dubbio che avranno un grande impatto”, ha detto riferendosi ai riassunti basati sull’intelligenza artificiale. Per questo motivo, Sky News vuole investire di più in giornalismo investigativo, reportage originali e analisi dettagliate. Levy ha citato il documentario di 26 minuti realizzato dal corrispondente Stuart Ramsay a Cuba sugli effetti del blocco petrolifero statunitense e gli approfondimenti politici della giornalista Beth Rigby. “Per noi, questo tipo di giornalismo è meno vulnerabile alle innovazioni tecnologiche dell’IA rispetto ad altri”, ha spiegato Levy. Secondo il direttore editoriale, anche i video online sono meno esposti al rischio rappresentato dall’intelligenza artificiale rispetto ai testi scritti. Per questo Sky News sta aumentando la produzione di contenuti video per piattaforme digitali e social network. Un ruolo importante in questa strategia è stato giocato dalla copertura della guerra in Iran. Levy ha parlato di un forte aumento delle visualizzazioni e dell’interazione del pubblico con i video pubblicati sull’app di Sky News e su YouTube, soprattutto quelli brevi. Nel marzo 2026, gli utenti hanno trascorso circa 597,5 milioni di minuti sui contenuti online di Sky News, tra sito web, app e piattaforme esterne come Apple News, MSN e Yahoo. È stato il dato più alto degli ultimi nove mesi. Levy ha spiegato che la guerra in Iran è stata una notizia molto difficile da seguire per la grande quantità di immagini e informazioni provenienti dal Medio Oriente e per la difficoltà dei giornalisti a lavorare direttamente sul posto. Ha ricordato che Dominic Waghorn, responsabile degli affari internazionali, è stato uno dei pochi giornalisti occidentali a entrare in Iran durante il conflitto. Sky News ha scelto di concentrarsi soprattutto su inchieste, analisi militari ed economiche e spiegazioni approfondite. Levy ha citato i video realizzati dall’analista economico Ed Conway e dall’esperto militare Michael Clarke come alcuni dei contenuti più apprezzati dal pubblico. Anche TikTok è diventato una parte importante della strategia digitale di Sky News. L’emittente ha raggiunto 11 milioni di follower sulla piattaforma, con una crescita accelerata proprio grazie ai contenuti sulla guerra in Iran e al lancio del progetto Artemis. Secondo Levy, TikTok serve soprattutto per raggiungere nuovi utenti, in particolare giovani e pubblico femminile, che normalmente non seguono Sky News in televisione o attraverso l’app ufficiale. “Non c’è alcun ritorno di utenti sulla nostra piattaforma tramite TikTok. Il traffico di riferimento è minimo, se non inesistente”, ha spiegato il dirigente. Levy ha aggiunto che il passaggio ai video digitali ha richiesto un cambiamento anche nel linguaggio e nello stile dei giornalisti e dei presentatori. Sky News, ha spiegato, non si limita più a trasferire i programmi televisivi online, ma crea contenuti pensati direttamente per il digitale e successivamente adattati anche alla TV. “Si tratta di invertire la rotta e di dare la priorità alla creazione di contenuti video per le piattaforme digitali”, ha dichiarato Levy.

Il Times taglia il 25% dei contenuti e cresce nel digitale

The Times

Il Times ha registrato una crescita del pubblico digitale dopo avere ridotto il numero di articoli pubblicati ogni giorno e puntato su contenuti più approfonditi, esclusivi e curati. La strategia, definita internamente “meno storie, ma di qualità superiore”, ha portato il quotidiano britannico a ottenere tre mesi consecutivi di crescita record del pubblico globale sul sito web e sull’app. Secondo i dati comunicati dalla vicedirettrice del settore digitale Anna Sbuttoni, la redazione del giornale è passata dalla pubblicazione di oltre 200 articoli quotidiani a circa 150, con una riduzione vicina al 25%. Anche la sezione sportiva ha diminuito la produzione del 30%. Nonostante il calo del numero di articoli, il giornale ha continuato a crescere in termini di lettori e traffico online. Sbuttoni ha spiegato che non si è trattato di un piano di taglio dei costi e che il numero dei dipendenti è rimasto invariato. “Non hanno perso pubblico. Anzi, ne hanno guadagnato”, ha dichiarato parlando del nuovo approccio editoriale. Il traffico organico verso il sito del Times è aumentato del 29% rispetto all’anno precedente e del 13% su base mensile nel mese di febbraio. Anche il traffico proveniente da Google Discover è cresciuto di oltre il 150% in un anno, mentre quello generato dai social media è aumentato di oltre il 100%. La nuova strategia si basa su cinque punti principali. Il primo riguarda la produzione di giornalismo esclusivo e originale, con contenuti che i lettori non possono trovare altrove. Uno dei cambiamenti più importanti, secondo Sbuttoni, è stato permettere ai giornalisti di dedicare più tempo alle storie considerate davvero importanti, senza dover pubblicare continuamente aggiornamenti minori. Tra gli esempi citati c’è un articolo pubblicato nel 2024 sulla fine di 142 anni di utilizzo del carbone in Gran Bretagna. Il contenuto, realizzato dal giornalista ambientale Adam Vaughan, è stato trasformato in un grande approfondimento con immagini d’archivio e una forte componente visiva. Secondo il Times, quell’articolo è diventato il più letto del sito web e ha ottenuto un vasto pubblico anche su Apple News. Il secondo pilastro della strategia riguarda la copertura delle grandi notizie in tempo reale attraverso blog in diretta, accompagnati da approfondimenti, cronologie e profili. Il terzo punto punta invece ad aggiungere valore anche alle notizie già pubblicate dai concorrenti, rendendole più riconoscibili come contenuti del Times. Per migliorare il lavoro editoriale, il quotidiano ha introdotto anche uno strumento interno chiamato TED (Times Editorial Data). Il sistema permette di analizzare le performance degli articoli e segnalare quelli che entrano nella cosiddetta “zona rossa”, cioè con risultati inferiori alle aspettative. Sbuttoni ha spiegato che i dati vengono usati insieme al giudizio editoriale per capire cosa pubblicare, quando pubblicarlo e come raccontare le storie. Il Times ha inoltre lavorato sul modo in cui vengono presentati gli articoli ai lettori. Titoli, immagini e introduzioni devono spiegare chiaramente perché una notizia merita attenzione e perché può avere valore per chi legge o per chi decide di abbonarsi. La crescita digitale è stata sostenuta anche da un importante lavoro di SEO e dal passaggio al dominio “.com” avvenuto nel 2024. Parallelamente, il giornale ha aumentato la presenza dei propri giornalisti sui social media, mostrando i volti e il lavoro dietro le inchieste e gli approfondimenti. Un video della caporedattrice Fiona Hamilton relativo a un caso giudiziario legato alla morte di uno studente dell’UCL ha superato un milione di visualizzazioni fuori dalla piattaforma del giornale e, secondo Sbuttoni, ha contribuito ad attirare nuovi abbonati digitali. Dal 2016 il Times utilizzava online un modello di pubblicazione a orari fissi, con uscite alle 9, alle 12, alle 17 e a mezzanotte. Ora il quotidiano ha deciso di abbandonare la pubblicazione notturna e di distribuire alcuni contenuti durante la settimana per dare maggiore visibilità a ogni articolo e sostenere meglio la promozione online. Secondo i dati di Pamco, pubblicati a marzo, il Times raggiunge oltre 12,5 milioni di lettori al mese nel Regno Unito, di cui 10,5 milioni attraverso il digitale. Gli utenti britannici trascorrono mediamente otto ore e 55 minuti al mese leggendo contenuti tramite l’app del giornale. Il gruppo Times Media ha chiuso l’anno terminato il 29 giugno 2025 con ricavi pari a 390,7 milioni di sterline, in crescita del 2%. L’utile ante imposte è aumentato del 13%, arrivando a 69,2 milioni di sterline. La crescita è stata sostenuta soprattutto dagli abbonamenti digitali e dal miglioramento della pubblicità online, mentre le vendite della versione cartacea hanno continuato a diminuire. Il quotidiano conta oggi 659mila abbonati digitali, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Secondo l’analisi interna effettuata circa due anni fa, un quarto degli articoli pubblicati veniva letto da meno di 2mila persone. Molti di quei contenuti erano brevi aggiornamenti o notizie facilmente reperibili anche altrove. Per questo motivo il giornale ha deciso di interrompere gran parte di quella produzione. Tra i nuovi progetti del Times ci sono funzionalità dedicate alla community, una maggiore presenza dei video nell’app e la possibilità di ascoltare gli articoli tramite narrazione audio. Il giornale ha inoltre rafforzato la sezione Times Money, dedicata alla finanza personale, che ha registrato un raddoppio degli articoli letti dagli abbonati dopo il rilancio. Nel 2025 il Times ha anche introdotto la possibilità per gli abbonati di condividere fino a tre account bonus con amici e familiari senza costi aggiuntivi. Secondo il quotidiano, questa funzione ha già attirato oltre 100mila utenti bonus, mediamente più giovani e con una maggiore presenza femminile rispetto alla base storica degli abbonati.

“Sky TG24 Live In” torna nella Capitale il 7 maggio al Teatro di Villa Torlonia

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Il format Sky TG24 Live In torna a Roma il 7 maggio con una giornata dedicata ai temi più importanti dell’attualità italiana e internazionale. L’evento si svolgerà al Teatro di Villa Torlonia, che dalle 9.30 sarà trasformato in uno studio televisivo aperto al pubblico per incontri, dibattiti e confronti tra istituzioni, cittadini ed esperti. Il progetto del canale all news diretto da Fabio Vitale nasce con l’obiettivo di portare il dibattito fuori dagli studi televisivi, creando momenti di dialogo diretto sui temi che riguardano politica, economia, società e scenari internazionali. Durante la giornata saranno affrontati argomenti legati alla guerra commerciale che dal 2025 sta cambiando gli equilibri mondiali, al nuovo assetto della geopolitica internazionale, al conflitto in Medio Oriente, al percorso diplomatico verso la pace in Ucraina e al rafforzamento della difesa europea. Spazio anche alla situazione italiana, con approfondimenti sul quadro politico nazionale, sulle conseguenze del referendum costituzionale sulla giustizia, sulla tenuta del governo guidato da Giorgia Meloni e sulle prospettive del centrosinistra. Nel corso degli incontri si parlerà inoltre di temi sociali ed economici che coinvolgono famiglie, lavoratori e imprese. Sul palco sono attesi rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, scientifico e culturale. L’evento sarà trasmesso in diretta su tutti i canali televisivi e digitali di Sky TG24 e si svolgerà con il patrocinio di Roma Capitale.